sacco & vanzetti

‘Yes, Dante, they can crucify our bodies today as they are doing, but they cannot destroy our ideas, that will remain for the youth of the future to come.’

Last words of the italian anarchist immigrant Nicola Sacco to his son Dante, before being unjustly executed by the Supreme Court of Massachusetts, togheter with the friend Bartolomeo Vanzetti, on the 23rd August 1927.

Both were later proved to be completely innocent.

Le réalisateur Tancrède Ramonet a imaginé une ambitieuse fresque documentaire sur le mouvement anarchiste à travers le monde, diffusée mardi 11 avril sur Arte.

« Il existait bien des histoires mondiales du fascisme, du communisme, du féminisme. Mais rien sur l’anarchisme », s’étonne encore Tancrède Ramonet. Un manque qu’en 2010 le réalisateur et producteur – qui ne cache pas une sensibilité certaine à la cause libertaire – va s’évertuer à combler. Il s’attelle donc à un projet ambitieux : raconter ce courant de pensée aux multiples facettes qui, depuis le XIXe siècle, échoue et renaît de ses cendres au gré des péripéties de l’Histoire.
Il lui faudra cinq ans de lectures, d’interviews d’historiens, de plongée dans les archives, pour construire « une » histoire de l’anarchisme. Peut-on pour autant rassembler sous une même bannière les écrits de Proudhon (1840), la révolution mexicaine (1910), les braquages de la bande à Bonnot (1912), ou l’affaire Sacco et Vanzetti, du nom de ce scandale judiciaire qui agita les années 1920 et vit deux anarchistes italiens exécutés aux Etats-Unis ?

De Proudhon aux émeutes anti-G8
« C’était une vraie difficulté. L’anarchisme n’est pas un parti, avec une carte, une hiérarchie, un fonctionnement propre. Il se manifeste dans les actions. Tous les épisodes répondent à ce même élan : lutter contre toute forme de domination, explique le réalisateur. Je souhaitais montrer qu’au-delà de sa diversité, de ses contradictions et errements le mouvement garde une cohérence et revêt un caractère international. » Le projet initial, fresque documentaire en trois parties, visait à couvrir une large période : de 1840 – date de la publication de Qu’est-ce que la propriété ?, l’écrit fondateur de Proudhon – à 2001, où, selon Ramonet, les émeutes contre le G8 de Gênes ont marqué chez les jeunes générations la réémergence d’un mouvement anti-autoritaire.
Arte ne diffuse cette semaine que les deux premiers épisodes (1840-1945). Pour des raisons officiellement budgétaires, le troisième opus reste pour l’heure sur le banc de montage. Mais l’histoire foisonnante de l’anarchisme ne s’arrête pas brutalement à la Seconde Guerre mondiale. Dans ce dernier volet, plus contemporain, Tancrède Ramonet pensait raconter la façon dont le mouvement a ressurgi en Mai 68, puis dans la guérilla urbaine des années 1970-1980, incarnée en France par Action directe.
“Dès qu’il y a domination, sous quelque forme qu’elle soit, les gens se révoltent et s’y opposent.” Tancrède Ramonet

Que reste-t-il de ce mouvement composite ? Qui en sont les héritiers et les promoteurs ? Tancrède Ramonet a son idée : « Dans l’histoire récente, ceux qu’on a appelés les anarchistes de droite ont dénaturé le mouvement. Alors, depuis les années 1990, on voit émerger des groupuscules qui cherchent à se défaire de l’étiquette anarchiste et avancent masqués. » Et de citer le sous-commandant Marcos, leader cagoulé des zapatistes mexicains ; les mystérieux membres du Comité invisible, auteurs en 2007 de l’ouvrage L’Insurrection qui vient ; ou encore le collectif d’internautes hackers Anonymous. Il a aussi choisi d’ouvrir son film sur des images des black blocs, ces silhouettes tout de noir vêtues et masquées qui, hostiles aux institutions, cassent des vitrines de banque en fin de manifestation.
On pourrait penser la cause anarchiste réduite à ces mouvances violentes, insurrectionnelles, ultra minoritaires. Le réalisateur défend une autre lecture, qui voit un souffle libertaire imprégner tous les mouvements de contestation des années 2000 : « Il n’est pas question de dire que le mouvement des Indignés, Occupy Wall Street, le Printemps arabe ou Nuit debout sont des manifestations anarchistes. Mais les principes à l’œuvre sont ceux de l’anarchisme. Dès qu’il y a domination, sous quelque forme qu’elle soit, les gens se révoltent et s’y opposent. Et l’on est alors devant une critique du capitalisme et de la verticalité du pouvoir. »

Storia dell’emigrazione italiana.

Gli italiani, negli Stati Uniti, hanno ricevuto il secondo maggior numero di lincaggi nella storia del Paese. Primi gli afroamericani. Ma il più grande linciaggio di massa, mai avvenuto nella storia degli USA, è stato proprio a danno degli italiani.

A seguito dell’uccisione del capo della polizia di New Orleans,11 italiani vennero arrestati con l’accusa di aver partecipato al delitto e di far parte della mafia. Appena portati dentro, fuori dal carcere si radunò una folla inferocita e il carceriere, senza pensarci troppo, decise di lasciarli entrare. 

Gli 11 italiani veranno presi e impiccati ai lampioni in strada. I giornali del tempo diranno che “giustizia è stata fatta contro dei briganti.“ 

I linciaggi avvenivano di continuo. Nello statuto del Ku Klux Klan, 5 milioni d’iscritti al tempo, si prevedeva l’eliminazione dei neri, degli ebrei e degli immigrati cattolici, ovviamente italiani in primis.

Gli italiani che non impazziscono, che non vengono linciati o che non finiscono a fare i mafiosi, continuano a lavorare a capoccia bassa, aggrappati a non so bene cosa. E lavorano, lavorano sempre, anche quando non dovrebbero, come durante gli scioperi dei sindacati e così, tanto per farsi la vita ancora più complicata, arrivano a mettersi contro pure i sindacati che li accusano di essere dei crumiri, facendo il gioco dei padroni contro gli operai americani.

Le cose migliorano un po’ con la prima guerra mondiale. Sono migliaia gli italiani che si arruolano per combattere sotto la bandiera degli Stati Uniti. Gli immigrati che oggi vanno a scavare sotto le macerie di un'alluvione in Toscana o dopo un terremoto. Cercano la cosa più importante della loro vita e dei loro figli: l'accettazione di un popolo intero. Nel 1918, però, finita la guerra, l’Italia si ritrova distrutta e indebitata verso gli USA. Per racimolare i soldi, chiede ad ogni italiano di partecipare ad una specie di colletta nazionale. Gli italiani all’estero, soprattutto in America, partecipano numerosi e questo viene visto di buon occhio dagli americani del tempo.

Ma qualche tempo dopo scoppia il caso Sacco e Vanzetti, due commercianti condannati alla sedia elettrica per un omicidio che non hanno mai commesso. Una parte dell’America prova a difenderli, ma non funziona. Gli italiani finiscono di nuovo nell’occhio del ciclone: assassini, briganti, mafiosi, anarchici. Molti di loro, allora, si allontaneranno dalla politica, dai sindacati, almeno fino agli inizi della seconda guerra mondiale.

Il resto lo trovate nel documentario RAI “Storia dell’emigrazione italiana”. https://www.youtube.com/watch?v=8Xd3J0OyHxw&t=604s

Le cose non sono andate meglio in altre parti del Mondo. Il mio amico Daniele, quando lo andai a trovare a Zurigo, dove viveva, mi portò nel quartiere italiano e mi spiegò come il ricongiungimento familiare, negli anni 60, 70, fosse vietato. Gli uomini lavoravano come schiavi e le donne con i bimbi, venivano tenuti nascosti. Lo Stato italiano, con l’appoggio della Chiesa, riuscì a creare delle scuole serali per i bimbi italiani, proprio dentro le parrocchie della città. Il film Pane e Cioccolata è probabilmente uno dei film più duri e crudi di sempre sulla situazione degli immigrati italiani e parliamo di meno di 50 anni fa.

Ora questo lo volevo scrivere da tempo perché essere straniero significa anche sentirsi straniero, una condizione permanente che influisce costantemente sul tuo modo di essere. Per certi versi si dovrebbe parlare (se non proprio legiferare) di una meta-cittadinanza, ovvero di cittadini che non appartengono più al Paese d’origine ed allo stesso tempo non saranno mai cittadini nel Paese ospitante. In compenso avranno sempre il peso di doversi “comportare bene e meglio degli altri” perché non sarai mai più giudicato per la tua singola azione, ma per quella di un popolo intero e il comportamento del tuo popolo sarà il tuo. Gli stereotipi ti precederanno sempre.

La gente non vedrà mai più Abdul, ma un ragazzo arabo, quando gli va bene, oppure un terrorista, un estremista nella maggior parte dei casi. Ma c'è un lato buono in tutto questo ed è il tempo. La contaminazione è inevitabile ed è già in atto. Mangiate sushi come una volta mangiavate polpette, il kebabbaro non è più un posto esotico per pochi eletti, i capelli ve li fate fare dai cinesi e i vostri figli cresceranno con i loro e ai compleanni vi ritroverete a parlare con il papà di Samir, pakistano, e scoprirete che avete più cose in comune con lui che con la metà dei parenti vostri. Il mondo allora non sarà magicamente un posto migliore, ma solamente un posto con qualche stronzo razzista in meno a blaterare di cose insensate.

Sacco and Vanzetti both stood their second trial in Dedham, Massachusetts for the South Braintree robbery and murders, with Judge Webster Thayer again presiding; he had asked to be assigned the trial. Anticipating a possible bomb attack, authorities had the Dedham courtroom outfitted with cast-iron shutters, painted to appear wooden, and heavy, sliding steel doors. Each day during the trial, the courthouse was placed under heavy police security, and Sacco and Vanzetti were escorted in and out of the courtroom by armed guards.

Why tell people to google bookchin when you can tell them to google parsons, declyre, dejacque, bonanno, berkman, novatore, durruti, makhno, gelderloos, joe hill, marie equi, malatesta, perlman, albert libertad, sacco and vanzetti, the haymarket martyrs, louise michel or goldman or like fucken anybody

Ho già detto che non soltanto non sono colpevole di questi delitti, ma non ho mai commesso un delitto in vita mia, non ho mai rubato, non ho mai ucciso, non ho mai versato una goccia di sangue, e ho lottato contro il delitto, ho lottato sacrificando anche me stesso per eliminare i delitti che la legge e la chiesa ammettono e santificano.
Questo è ciò che volevo dire. Non augurerei a un cane o a un serpente, alla più miserevole e sfortunata creatura della terra, ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso. Ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e in effetti io sono un anarchico; ho sofferto perché sono un italiano, e in effetti io sono un italiano; ho sofferto più per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare esattamente ciò che ho fatto finora. Ho finito. Grazie
—  Bartolomeo Vanzetti
dailymotion

Allen Ginsberg reads his poem America

America
by Allen Ginsberg (1926-1997)

America I’ve given you all and now I’m nothing.
America two dollars and twenty-seven cents January 17, 1956.
I can’t stand my own mind.
America when will we end the human war?
Go fuck yourself with your atom bomb.
I don’t feel good don’t bother me.
I won’t write my poem till I’m in my right mind.
When will you be angelic?
When will you take off your clothes?
When will you look at yourself through the grave?
When will you be worthy of your million Christs?
America why are your libraries full of tears?
America when will you send your eggs to India?
I’m sick of your insane demands.
When will you re-invent the heart?
When will you manufacture land?
When will your cowboys read Spengler?
When will your dams release the floods of eastern tears?
When will your technicians get drunk and abolish money?
When will you institute religions of perception in your legislature?
When can I go into the supermarket and buy what I need with my good looks?
America after all it is you and I who are perfect not the next world.
Your machinery is too much for me.
You made me want to be a saint.
There must be some other way to settle this argument.
I don’t want to die young.
I want to die old and unhappy.
I don’t mind dying so long as it’s not sordid.
Now Burroughs is in Tangiers I don’t think he’ll come back it’s sinister.
Are you being sinister or is this some form of playing a practical joke?
I’m trying to come to the point.
I refuse to give up my obsession.
America stop pushing I know what I’m doing.
America the plum blossoms are falling.
America I haven’t read the newspapers for months, everyday somebody goes on trial for murder.
America I feel sentimental about the Wobblies.
America I used to be a communist when I was a kid and I’m not sorry.
I smoke marijuana every chance I get - only two dollars and twenty-seven cents.
I don’t want to work, maybe too good looking for the job.
I can’t study anymore. I’ll never teach for a living.
I sit in my house for days on end without going out.
When I go to Chinatown I get drunk and never get laid.
My mind is made up there’s going to be trouble.
You should have seen me reading Marx.
The American flag is absolutely meaningless to me still just as it was in the thirties.
I won’t say the Lord’s Prayer.
I have mystical visions and cosmic vibrations.
America I still haven’t told you what you did to Uncle Max after he came over from Russia.
I’m addressing you.
Are you going to let our emotional life be run by Time Magazine?
I’m obsessed by Time Magazine.
I read it every week.
Its cover stares at me every time I pass the corner of North West Street and Montgomery Street.
I read it in the basement of the Berkeley Public Library.
Time Magazine is always telling me about responsibility.
Businessmen are serious.
Movie producers are serious. Everybody’s serious but me.
It occurs to me that I am America.
I am talking to myself again.
Asia is rising against me.
I haven’t got a chinaman’s chance.
I’d better consider my national resources.
My national resources consist of two sticks of marijuana, millions of genitals, an atom bomb, twothousandfivehundred mental institutions.
I say nothing about my prisons nor the millions of underpriviliged who live in my flowerpots.
I have very few bordellos and that’s all there is.
I have abolished the whorehouses in France and Tangiers is the next to go.
My ambition is to be President despite the fact that I’m a Catholic.
America how can I write a holy litany in your silly mood?
I will continue like Henry Ford my strophes are as individual as his automobiles more so they’re all different sexes.
America I will sell you strophes at $2,500 apiece $500 down on your old strophe as trade in and the rest of your life to pay.
America free Tom Mooney.
America save the Spanish Loyalists.
America Sacco & Vanzetti must not die.
America I am the Scottsboro boys.
America when I was seven my mother took me to a Communist Cell meeting they sold us bubkes, a handful per ticket a ticket costs a nickel and the speeches were free everybody was angelic and sentimental about the workers it was all so sincere you have no idea what a good thing the party was in 1835 Scott Nearing was a grand old man a real mensch Mother Bloor made me cry I once saw Border plain.
Everybody must have been a spy.
America you don’re really want to go to war.
America it’s them bad Russians.
Them Russians them Russians and them Chinamen. And them Russians.
The Russia’s power mad. The Russia wants to eat us alive. She wants to take our cars from out our garages.
Her wants to take our factories.
Her wants to corrupt our college girls.
Her wants to put us all in slave labor camps.
Her wants to emaciate us like skeletons.
Her wants Malenko or Buganin or somebody to be our boss.
Her wants to dictify us.
Him big bureaucracy running our fillingstations.
That no good. Ugh. Him makes Indians learn read. Hah. Him need niggers. Huh. Her make us all work sixteen hours a day. Help.
America this is quite serious.
America this is the impression I get from reading the newspapers.
America is this correct?
I’d better get right down to the job.
It’s true I don’t want to join the Army or turn lathes in precision parts factories, I’m nearsighted and psychopathic anyway.
America I’m putting my queer shoulder to the wheel.

phucklactery  asked:

I greatly admire you and your many works. Do you believe that Nicola Sacco and Bartolomeo Vanzetti were wrongly convicted in their 1921 trial?

I don’t know, but I do know that they met at Cordage Park in Plymouth, where I got my first job, and were executed exactly 59 years before I was born. I don’t support a death penalty.