sabatie

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, sono bassa e la mia faccia è troppo tonda. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Bacio le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti, in qualsiasi situazione. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami più di tanto ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, i miei occhi così simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami come me, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. Trovami una che sorride ad ogni tuo singolo gesto come faccio io. Trovane una che ti prende la mano e non te la lascia più. Trovane una che, come me, si alza la mattina con l'unico desiderio di un tuo bacio. Trovane una la cui giornata non ha un senso senza il tuo abbraccio quotidiano, come per me. Trovane una che viaggerebbe per tutto il mondo con te, come farei io. Trovane una che ti ama da impazzire come me, e se penserai di trovarla mandala via, perché non sarò io, e nessuno ti amerà mai come faccio io. Io mi sono innamorata del tuo meglio senza conoscere il peggio, successivamente l'ho conosciuto e ti ho amato ancora di più. Perché si cerca la perfezione ma alla fine ci si innamora sempre dei difetti. Ti ho amato fino a perdere il fiato, e lo farei altre migliaia di volte. Trovane una che pur di vedere un tuo sorriso farebbe qualsiasi cosa. Trovane una il cui più grande desiderio è fare l'amore con te in ogni parte del mondo. È triste da dire, ma una così non la troverai mai. E sai perché? Perché tu non sei quello che le ragazze vorrebbero. Anzi, ti dico di più, sei quello che nessuna vorrebbe. Sei apatico, ti dimentichi tutto, sei egoista e anche un po’ stronzo. Non sei passionale, fai sudare anche un singolo bacio, e una parola dolce da parte tua è più rara di una bestemmia del papa. Pensi sempre di avere ragione anche quando hai torto e ti inventi di tutto pur di dimostrare che l'hai comunque. Sei anaffettivo e staresti anche una settimana senza sentire il bisogno di parlare. Metti i tuoi interessi davanti a tutto. Sei pigro e dormiglione. La notte scalci e ti prendi tutte le coperte. Quando camminiamo insieme te ne vai avanti e ti dimentichi di me che sto dietro, magari con i tacchi e sui sampietrini. Ti ripeto diecimila volte le cose che mi danno fastidio e tu le rifai altre ventimila. Quando siamo lontani non chiami quasi mai, non racconti niente, tieni sempre tutto per te. Non ami fare le foto. Mi dedichi una canzone una volta ogni cento anni. Spreco giornate intere a pensare a regali da farti, lettere da scriverti, libri da regalarti, e tu puntualmente non apprezzi niente, le lettere non le leggi e i libri neanche. Nessuna ti amerebbe così tanto con tutti questi difetti. Nessuna. Tranne me. Io vivo per te, e so che il tuo cuore è avvolto da un involucro di ghiaccio. Il tuo viso è coperto da centomila maschere che non sorridono, che sono serie e sempre impettite. Alcune sono cattive, altre impassibili, e in nessuna c'è un'ombra di dolcezza; o meglio, nessuno sa coglierla. Nessuno, tranne me. Io ho capito che anche il ghiaccio si può sciogliere, e anche centomila maschere si possono togliere, se si ha la voglia di scoprire cosa si trova dietro. Io che comunque non sono perfetta. Sono gelosa, iperprotettiva, ipersensibile, curiosa e ficcanaso, pretendo che mi racconti tutto ciò che fai, che dici e che pensi, e se scopro che non mi hai detto qualcosa è come se mi crollasse il mondo addosso. Pretendo rispetto e odio che mi vengano rivolte brutte parole, ma tu puntualmente lo fai. Quando mi arrabbio sono capace di dirti quanto fai schifo in mille modi diversi senza finire più, ma non so restare arrabbiata con te più di una giornata senza cadere di nuovo tra le tue braccia. Te la do sempre vinta, sempre, anche quando avevo giurato a me stessa di non farlo. A volte mi chiedo se valga la pena davvero di lottare per questa relazione che sembro volere solo io. Quando altre persone durante la nostra storia si sono innamorate di me e sembravano perfette, ed erano tutto quello che tu non eri e che avevo sempre desiderato da te ho seriamente pensato di lasciar perdere e andare da loro che sembravano desiderarmi e amarmi molto di più, e mi sapevano trattare come io meritavo di essere trattata. Però sai qual è il problema? Che tutte queste persone erano perfette, dolci, rispettose, avrebbero fatto qualsiasi cosa per me, qualsiasi sul serio, ci sarebbero state per me in qualsiasi momento e mi avrebbero fatto sentire come una regina, invece che abbassarmi puntualmente l'autostima vanificando tutti i miei gesti dolci e tutti i miei sforzi per renderti felice come fai tu, ma avevano un singolo, unico difetto. Non erano te. E io ti odio, ti odio talmente tanto perché so che io per te sono il meglio che tu possa mai trovare, ma tu per me non lo sei, e ti odio perché tu lo sai e non ti sforzi neanche di provare ad esserlo, perché tanto sai che io ti amo così tanto che ti accetto anche così. Ti odio perché non mi ascolti mai, e odio ogni tuo singolo difetto che ho elencato, dal primo all'ultimo, e odio anche tutta la miriade di difetti che non ho citato ma ci sono comunque. Ti odio perché non fai nulla per rendermi felice, assolutamente nulla, ma lo fai comunque, e non capisco il perché. Odio tutto questo, a volte odio anche te. Te capisci? Odio noi. Odio il fatto che ho maledettamente bisogno di te, in ogni istante. Odio il fatto che mi manchi anche se ci siamo salutati da un'ora, e odio il fatto che per te non è così. Odio te che non mi dimostri mai che mi ami e nemmeno me lo fai capire. ODIO IL FATTO CHE NON MANTIENI LE PROMESSE. Odio il solo pensiero che a capodanno ti sei ubriacato quando ero venuta a casa tua esclusivamente per passare la notte con te e fare l'amore, e tu te ne sei fottuto e hai preferito ubriacarti con i tuoi amici. E veramente non c'è cosa che più odio di questa. Odio il fatto che ti avrei dovuto lasciare in quel momento, quando ti ho visto. Ti avrei dovuto lasciare nel locale invece di trovare un passaggio anche per te e dopodiché ti avrei dovuto lasciare per sempre. E invece non l'ho fatto. Ti ho fatto credere di avertela perdonata e mi faccio schifo per questo, e mi fai schifo anche tu. Inoltre odio il fatto che ti dedico mille frasi al minuto e tu non me ne leggi neanche una e cambi argomento dicendo cose che non c'entrano niente. E odio il fatto che non dovrei più essere dolce con te, mai più, non dovrei più dedicarti frasi né canzoni, nemmeno scriverti la lettera che invece sto scrivendo in questo momento. Dovrei semplicemente fermarmi e vedere se tu fai qualcosa. Se tu cambi, se ti manca la me di prima e quindi diventi ciò che io ti ho sempre chiesto di diventare in modo da riavermi dolce e innamoratissima come sono sempre stata. E odio me stessa perché mi prometto sempre di fare qualcosa per cambiare le cose e infrango le mie stesse promesse. Mi odio perché mi sono sempre vantata di essere una persona forte ma quando si tratta di te divento così debole, fragile e incapace di agire, paurosa e insicura, divento tutto ciò che odio. Ma la cosa che odio più di tutto è che non ti odio, nemmeno un pochino, nemmeno per niente. Invece ti amo. Ti amo alla follia e non ne capisco neanche il perché, dal momento in cui tu non mi dai alcun motivo per farlo. Ti amo e amo anche tutti i tuoi difetti perché in fondo mi danno una motivazione per continuare a lottare, mi danno un motivo per lamentarmi e criticare, e tu sai quanto amo farlo. Li amo perché ti rendono unico e mi danno la possibilità di chiamarti “il cattivo”, che è diventato il mio intercalare, la mia parola preferita. Ti amo perché non saprei fare altro. Ti amo perché so che sei tu quello giusto, anche se non hai niente di quello che cerco nelle persone. E sai perché lo so? Perché riesci a rendermi felice pur non essendo perfetto, ed è proprio per questo che ti amo alla follia. Anche un tuo singolo sorriso riesce cambiarmi la giornata, e in quel momento dimentico tutto, e non mi servono parole dolci né gesti romantici, non ho bisogno di nient'altro, soltanto di avere la possibilità di bloccare l'attimo in cui sorridi e prolungarlo per tutta la vita. Sì, per tutta la vita. Perché io non riesco a vedere nessun altro al mio fianco se non te. E non credere che non ci abbia mai pensato, che non mi sia mai immaginata con qualcun altro, che in tutti questi anni non mi sia mai chiesta: forse non starei meglio con tizio o caio? ma la risposta è sempre la stessa, unica e sola: no. Un no convinto e categorico, un no di una persona talmente innamorata di tutto ciò che sei, anche dei tuoi difetti che più odio, che continuerebbe ad odiarli amandoti per sempre. Io non ti assicuro che staremo insieme per sempre, ma ti assicuro che per sempre ti amerò, per sempre pensandoti sorriderò e mi scapperà una lacrima, come in questo momento. Per sempre io continuerò a guardare il cellulare aspettando un tuo messaggio, continuerò a conoscere persone cercando il tuo sorriso luminoso, i tuoi occhi neri, meravigliosi e profondi, il tuo profumo, la tua splendida voce e tutte le tue caratteristiche uniche e inimitabili. Per sempre tu sarai la mia persona, mia e soltanto mia. Per sempre sarò la tua nana con le guance paffute che lo diventano ancora di più quando ti sorrido. Per sempre sarò perdutamente e infinitamente innamorata di te. Certe cose si sentono, si sanno, e io so che per sempre e all'infinito continuerò a pensare e ad amare alla follia quel cattivo che ha preso la mia vita e l'ha resa migliore. Il cattivo più bello che ci sia.
Non ci furono mai abbracci con lei, né quelle dediche smielate come tra tutte le altre ragazze, usate tanto nella nostra generazione, che noi un po’ contestavamo. Criticavamo insieme quei loro modi di fare da donne vissute, quella loro mania per l'estetica. A noi non piacevano i sabati sera nei locali, noi il fine settimana andavamo al cinema; guardavamo i film, quelli drammatici, quelli seri, per persone intelligenti, tutt'altro che da ragazzine e riuscivamo ad essere veramente interessate. Leggevamo libri come gli altri adolescenti bevevano drink, ci trattavano da bambine ma a noi, di certo, non importava. Gli divoravamo mentre bevevamo cappuccino o mangiavamo giapponese.
La nostra fu un'amicizia diversa, se così è giusto definirla. Non ricordo che ci fossimo mai dette “Ti voglio bene”; erano parole grosse per noi, cariche di significato. Non le buttavamo al vento come le altre. Se quelle tre magiche parole le pronunciavamo, le ritiravamo immediatamente indietro, ridendo e dicendo che stavamo scherzando.
Gli abbracci erano rari, solo nelle occasioni speciali, forse per i compleanni o forse nelle festività, ma quelle rade volte oh se erano sinceri. Venivano dal cuore.
Avevamo imparato a condividere anche la stessa musica, io, proprio io, che ascoltavo il commerciale e tu che te ne eri venuta fuori con quelle musiche per me strane, da rockettari scatenati. Smisi di ascoltare quel genere stupido e imparai a ripulirmi le orecchie con la musica “vera”.
Sarebbe bello raccontare come ci siamo conosciute, come apparivi quando ti vidi la prima volta, ma questa è tutta un'altra storia. E sai ciò era per ringraziarti, cara amica mia, e se questa volta te lo posso dire, sai ti voglio bene.
—  Alemad
Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l'amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent'anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.
— 

Susanna Casciani. @laragazzache-volevavolare

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Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l'amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent'anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.

-Susanna Casciani

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.
—  Susanna Casciani

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. 

Testo di Susanna Casciani
Dipinto di Giuseppe Velardo

Finisce.
Finiscono i baci, gli abbracci, le carezze.
Finiscono le risate, i sorrisi senza motivo. le farfalle nello stomaco.
Finiscono le parole dolci, i messaggi chilometrici, le serate al telefono.
Finiscono i litigi, le riappacificazioni.
Finiscono pure le lacrime.
Finiscono le foto, i pomeriggi sul letto insieme, le sigarette condivise.
Finiscono i sabati in macchina da soli a parlare di tutto e di niente.
Finiscono i silenzi che non sono opprimenti, quelli che non devi riempire per forza.
Finiscono le notti passate a fare l'amore.
Finisce tutto.
Ed ogni volta, finisci un pò anche tu.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Non sono una ragazza che si aspetta rose rosse, regali o cose particolare.
Mi basterebbe un abbraccio di sorpresa, un bacio sul collo o tenersi per mano per farsi coraggio.
Non mi aspetto di uscire tutti i sabati, mi basterebbe stare stretti sul divano con una coperta, mi basterebbero cose semplici..

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Lecco le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti. Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. E se la trovi mandala via, perché non sono io. Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.
—  Susanna Casciani.
Penso a me e alle sensazioni che un po’ tutti oggi provano.
I pensieri che non escono dalla testa e l'immensità dei flashback nella mente.
Di tutti quegli sbagli, quegli amori mai vissuti, quelle opportunità, quei sorrisi, quelle lacrime, quella felicità, quella tristezza, quella spensieratezza, quel divertimento, quella gioia, quei ripensamenti, quelle illusioni, quelle delusioni, quei sabati sera, quelle litigate, quelle sera d'estate, quei sogni, quei progetti, quelle canzoni cantate a squarciagola.
Questo è, l'affascinante momento che si vive l'ultimo dell'anno.
—  Chris.
Quando l'ho conosciuta aveva poco più di 15 anni. Non era come le altre ragazzine che facevano di tutto per sembrare più grandi: non fumava, non si ubriacava, non andava tutti i sabati in discoteca, anzi non ci andava proprio mai. Era una bambina. Io invece avevo 18 anni. Fumavo, mi ubriacavo, andavo ogni volta che avevo l'occasione in discoteca.
Non sapevo che cosa fosse l'amore. Facevo sesso ogni sera con una ragazza diversa.
Lei era ancora vergine ma dell'amore ne sapeva più di me.
Un giorno mentre camminavamo mi disse: “Sai, le mie coetanee hanno già fatto sesso con i loro fidanzati. Io non ho un ragazzo da un anno, forse anche più. Mi piaceva tanto quel ragazzo. Forse ne ero anche innamorata, si, ma nel modo in cui una quindicenne può amare qualcuno. Però, per quanto mi piacesse, non avrei mai fatto l'amore con lui. Un po’ perché non ero pronta, e non sono pronta neanche adesso, un po’ perché sapevo che non sarebbe durata. Non dico che aspetterò fino al matrimonio prima di fare sesso, e non pretendo neanche di farlo con la stessa persona per il resto della mia vita, dico solo che voglio farlo con una persona che, indipendentemente dal fatto che sarà ‘il primo’, non dimenticherò mai. ”
Ecco, in quel momento mi sono reso conto di cosa fosse l'amore.
E feci di tutto per farla innamorare, per rendermi indimenticabile, ma non perché volevo portarmela a letto, ma perché sapevo che gli altri ragazzi non erano alla sua altezza.
—  Fottutiocchiazzurri
Capita a tutti di commettere errori.
Farsi fregare, farsi fare fuori.
Siamo innamorati pazzi ma non regaliamo fiori.
Non parliamo con chi vuole aiuto.
Non cerchiamo aiuto, da chi puó rischiare tutto a chi non si è perduto.
Siamo in cerca della libertà o solo della droga che ci libera per quanto resti effimera.
Idolatriamo il passato come se ció che ci sarà di bello sarà qualcosa che è ritornato.
E stiamo fermi in una piazza a dirci cose che non so.
Dentro sabati affollati di “bevi una cosa o no?”
Col timore di restare a casa
Scorri col pollice la vita degli altri, lasci la festa dall'entrata.
—  • Mecna •