sa chi

non sei più un pensiero fisso come prima, ma a volte cade su di te la mia attenzione, per svariati motivi, ma in ogni caso evito categoricamente di avvicinarmi a te, non mi manchi più come una volta, sto bene senza di te, non mi faccio più del male, ho imparato a bastarmi già da un po’, ho imparato a voltarmi e non trovarti, mi sono pian piano abituata alla tua assenza, finché è diventata quasi irrilevante, quasi non si sente piu, solo in alcuni frammenti di tempo, mi capita di avvertire sulla mia pelle la tua assenza, ma anche questa volta non è più come prima, ci penso, penso a te, a quello che saremo potuti essere ma poi, l'attenzione mia si distoglie da ciò e penso che ti chi ti vuole ti tiene, che chi ti ama resta, chi si pente torna, che se solo tu avessi voluto con la stessa intensità con la quale volevo io, saremo potuti essere così maledettamente felici, ma non è andata così, e va bene.
mi sento più leggera ora senza te, mi sento me stessa, sento di non dovermi privare della mia vita, ed è favoloso, ma soprattutto sento che sono in armonia con me stessa, ho sviluppato amor proprio.
non tornare, non farlo, non ancora, non di nuovo.
non distruggere tutto ciò che ho creato.
vai via.
esci definitivamente da me e dalla mia vita. scusa se me ne frego, ma ho imparato da te.
—  bonnie prk. @wordsofablackshadow

E io mi innamoro
di chi sa tenermi testa,
di chi s'incazza,
sbatte la porta
e resta.
Di chi ama agli estremi
e vive fuori dagli schemi.

Izzy Karter

Nel 2026 ci sarà un’eclissi totale.
Fra 11 anni.
Forse la guarderò con mio marito.
Forse con le mie amiche del liceo.
Forse da sola.
Forse avrò finalmente trovato la felicità.
Forse sarà ancora peggio.
Forse durante quei lunghissimi 11 anni avrò girato il mondo.
Forse sarò piena di tatuaggi.
Forse sarò bionda.
Forse sarò rossa.
Forse la mia vità sarà piena di colori
Forse sarà circondata dall’oscurità.
O, forse, non la guarderò nemmeno.
Chi lo sa?

A quelli che si siedono nell’ultima fila per non essere osservati.
A chi quando gli fai un sorriso in ascensore abbassa lo sguardo e arrossisce.
A chi rimane digiuno ai buffet.
A quelli che non dicono niente quando qualcuno taglia la coda e passa avanti.
A quelli che si scusano anche quando non dovrebbero.
A chi è educato anche a costo di sembrare scemo.
A chi ha un’intelligenza arguta e sa riconoscere quando è il momento di non arrivare primo.
A tutti quelli che nella vita si sono persi un’occasione importante, perché un prepotente gliel’ha portata via.
A chi ha la risposta giusta e non alza la mano.
A quelli che ancora credono alla lealtà, a costo di essere sconfitti.
E niente.
Io vi vedo.
E siete proprio belli.

(Roberto Pellico)

- a chi, come me, intelligenza arguta a parte, quando legge queste righe ci si riconosce proprio -

La differenza la fa chi sa starti vicino anche da lontano.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

“e fidati delle cose chiare, non delle cose ovvie, delle cose luminose e non di quelle illuminate. Di chi capisce poco e non ha visto tutto, che scoprire è meglio di capire, capire è meglio di spiegare. Fidati di chi non si vergogna a cantare come gli viene e non delle canzoni, e di chi ha messo la testa apposto ma non si ricorda dove, e di chi balla per la strada soprattutto quando piove.”

Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo,
a chi non sa dire grazie,
a chi non sa più accorgersi di un tramonto.
Chiudo gli occhi.
Mi scosto di un passo.
Sono altro, sono altrove.
—  Alda Merini
Per chi sa aspettare c'è sempre un meraviglioso arrivo, le cose belle hanno il passo lento.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Con il desiderio
Di sparire
Allontanarsi dal mondo
Che mi sta troppo stretto
Mi cade addosso
Una triste amarezza
Di chi vorrebbe
Ma non può
—  moriresilenziosamente