rugas

Tomei uma decisão definitiva: vou parar de reclamar da vida. Não adianta emburrar, se queixar, ficar com rugas antes da hora. A coisa é bem simples: existem coisas que a gente pode fazer e outras que a gente não pode. O que depender de mim eu faço. O que depender dos outros, bem, daí é com os outros.
—  Clarissa Corrêa.

Repare na metáfora bordada no cortejo
Teu nome nos Campos Elísios
Eternamente flora, dividindo odes
Com canários e beija-flores de origami


Parem os tambores
Senhora dividade, espere um segundo
Enquanto minha oferenda és requentada em banho-maria
Ofertarei-lhe o melhor do aço solvido aos ossos do passado


O lábio seco sob o metal franzido
Era a prova dos outros nove
O vale da morte mudara de endereço
Atendendo em horário de almoço


Eu clamo por ti,
Nos termos boêmios
Onde dividíamos lençóis
E fabricávamos o sigilo da fome


Amor idiota que amo
Enforca-me nota por nota
Em cada novo verso escrito
Pondo aspas e e reticências nas feridas


O sexo da santa faz menção
Ao sexo de auto reconciliação
Dentro da língua do primeiro Narciso
Vide videiras rasteiras sangrando o vinho…


Declamação fatal ao colibri
Confetes sob ouroboros
Borrando a já enferma miopia
Rasgando pupilas no banquete


Diga-me Sérgio
Em qual dobra de rugas,
Perdera o meu amor lisérgico
Seria nas convenções carnavalescas dos homens ingleses?

—  Amor Lisérgico, Pierrot Ruivo 
Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
—  Una storia… Strappa lacrime 😭❤️
Desisti de lidar com assuntos que envolvem amor. Minha alma cansou, acho que cansaço físico até aguento, mas minha alma pesa. Faz tanto tempo que não sei o que é andar e não sentir o chão sob meus pés, sinto o peso do mundo sobre meus ombros, me afundando cada vez mais, me reduzindo a apenas uma pequena partícula que reside nesse planeta chamado Terra. Minha alma foi fragilizada por todos aqueles amores banais, palavras malditas e atitudes mal tomadas. Eu sempre tive esse problema, não sei guardar meus sentimentos dentro de mim, e quando guardo qualquer um percebe que alguma coisa acontece dentro de mim, fisicamente fico com aquela ruga na testa que demonstra tensão, emocionalmente não sei lidar com nada e me estresso facilmente. Eu apenas desisti, como tantas outras vezes, mas aí que fica confuso, eu não procuro amor, paixonites ou me envolver com alguém nem que seja por uma noite, mas parece como um imã, ele sempre me encontra e me desmonta, e depois tudo acaba apenas com um “ok”, e um ponto final que fica piscando na minha mente como se fosse um pisca-pisca de árvore de natal. Na minha cabeça não tem fim, mas a vida insiste em me desmontar todas as vezes. Minha alma está cansada, ela não flui e flutua, ela apenas pesa e existe.
—  Anna Paula Varella.
Tomei uma decisão definitiva: vou parar de reclamar da vida. Não adianta emburrar, se queixar, ficar com rugas antes da hora. A coisa é bem simples: existem coisas que a gente pode fazer e outras que a gente não pode. O que depender de mim eu faço. O que depender dos outros, bem, daí é com os outros.
—  Clarissa Corrêa
Meu suicídio durava mais de três dias. Sentia a dormência dos meus dedos, meus lábios já deveriam estar brancos. Eu era um ser de papel que respirava por uma máquina que fazia barulhos estranhos. Eu lembro do grito dela, meu corpo se arrepia com a mera lembrança e sinto as lágrimas presas no canto dos meus olhos. O ar daquele lugar era tão gélido, sentia como se estivesse dentro de um iglu. Talvez não fosse o lugar e sim meu corpo. Ele já não funcionava o suficiente para as enfermeiras falarem: “Oh, logo você estará em casa”, sempre tinha uma senhora, - sabia da sua idade pelas rugas de sua mão gelada segurando a minha mão forte. Eu puderia ouvir os soluços da minha irmã, poderia sentir os músculos rígidos do corpo do meu pai e do meu irmão quieto em um canto. Eu iria partir e todos sabiam disso. Não era a primeira vez e se não fosse agora, não seria a última tentativa. Eu havia cansado de viver, estava morto por dentro e nada mais fazia sentido para mim. Simplesmente cansei de colocar pessoas na minha confusão, cansei de ser culpado por tudo o que havia acontecido durante minha vida. A hora havia chegado e eu podia ouvir uma mosca passando pelo quarto, sentia a dor de todos ao meu redor e por isso me sentia culpado pelo sofrimento que havia causado a eles. Mas era a hora, eu não aguentava mais viver em um mundo tão oco e ser um fardo para todos. A hora chegou e agora, não sinto mais nada. Agora estou livre, não sou mais o fardo. Não sou mais nada.
—  Os Devaneios de Adam Joseph-Fritz.
Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te, sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.
—  Harry ti presento Sally.

E tutto il tuo dolore io l'ho letto ad alta voce
l'ho tenuto stretto stretto tra le mani
l'ho sfogliato piano piano
sottolineando tra un ricordo e l'altro
tra una ruga e l'altra
sulla tua faccia da circense
perché lo sai, lo sai
quando nessuno li vede
dietro le quinte, a luci spente
anche i pagliacci in fondo in fondo sono tristi.

Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un’ora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte.
—  bleedingrose -Harry ti presento Sally

now to scream about The Queen’s Thief series by Megan Whalen Turner, mostly The King of Attolia

  • Notes about the books:
    - they are standalone-ish stories that share a cast and world
    - The Thief reads like a quaint middle grade novel that is tonally completely different from the rest of the series, which reads like classic YA fantasy with adult characters; the real action begins with The Queen of Attolia. Both books are much better on reread–the foreshadowing will likely fly by you the first time, and as these are more “setup” books, I think they can be difficult to appreciate on their own.
    - The King of Attolia, ho boy, I wasn’t expecting much from the summary and now here I am screaming; this is the one that goes on my all-time favorites.
    - EDIT: I HAVE NOW READ A Conspiracy of Kings AND AM CONSUMED BY EMOTION. MY SOVEREIGN BBS. Thick as Thieves releases in May!!
  • you must first understand: I have no interest in methodical political intrigue. This series is only methodical political intrigue and here I am.
  • it is subtle, unlike me, and every scene is so carefully crafted; concise, deliberate prose that knows exactly what it’s doing and revealing
  • or not revealing
  • VERY SMART PROTAGONISTS whose strength and cunning are balanced by having to make VERY DIFFICULT DECISIONS.
  • the QUEENS. Literal (multiple!) queens are at the forefront of the politics, with unquestioned strength and ferocity even when they may not have the most tenuous hold on their power. They come into the story seasoned rulers, not novices. One is a favorite anti-heroine, cold and cruel and YET.
  • I liked the titular character until The King of Attolia, now I LOVE HIM. All things in the world should star Eugenides.
  • the dash of romance in the series is so unique, so unexpectedly romantic; easily on my list of all-time fav couples
  • the stories build so much: many-layered cast with multiple PoVs, domestic and foreign politics, complicated relationships that have you constantly looking over the characters’ shoulders, a wry humor on top of that, and it is so satisfying to see it all weave together like an elaborate rug
  • a beautiful, elaborate rug that winks at you before pulling itself out from under your feet

Eu dei risadas,
eu chorei.
Fui decepcionada,
me calei.
Eu fui trocada,
substituída como se fosse um produto defeituoso.
Eu superei a troca.
Eu me apaixonei, ou ao menos pensei que tivesse me apaixonado,
larguei aquela “paixão” por uma paixão antiga que nunca deu tão errado e tão certo ao mesmo tempo.
Eu passei mal de ciúmes, de ansiedade, de raiva.
Deixei de dormir pra chorar.
Criei rugas de tanto sorrir.
Eu vivi.
Sobretudo, sobrevivi.

Ana Flávia Castro.

gosto do seu jeito de
sono

que pede que eu fique um pouco mais porque já está tarde e você não quer que eu dirija sozinha nesse escuro porque nossa cidade nunca dorme mesmo no silêncio

gosto do seu jeito de me esperar sair da aula
porque quer me contar como foi seu dia e perguntar do meu e saber o que eu vou fazer de tarde só pra ver se dá tempo de te ver mais um pouco (eu acho)

gosto quando você me hipnotiza com aqueles olhos de quem não entende porque eu rejeitaria hambúrgueres mas depois me abraça dizendo que gosta dos meus gostos estranhos porque se eu não fosse assim não teria sentido gostar de mim

você se apaixonou pelas minhas fotos,
eu sei
da mesma maneira como eu me apaixonei pela sua janela de ver o mundo

você vai me ensinar a dedilhar alguma música no violão mesmo porque você também nem sabe tanto, mas vai deixar que eu escolha a próxima música que você vai passar uma tarde inteira aprendendo. ou duas.

você tira meu cabelo do rosto porque gosta de ver todas as minhas rugas

eu gosto quando você me deita no colo pra gente olhar pouco a pouco um pro outro e ver que: o universo deixou a gente habitar o mesmo tempo e espaço

e isso é raro