ruanda

A me continuamente viene in mente quello che è successo in Ruanda nel 1994.
Perchè si è arrivati in tre mesi a uccidere, sostanzialmente a colpi di machete, un milione di persone?
In tre mesi.
In Ruanda nel 1994.
Perchè già da tempo era stato sdoganato un linguaggio.
Perchè gli Hutu definivano i Tutsi scarafaggi.
Allora tu non riesci a uccidere un milione di persone, ma un milione di scarafaggi sì.
Questo può fare il linguaggio.
—  Ascanio Celestini sulla violenza del linguaggio
Gatto ruandese con calzini a strisce

Io e il gatto ruandese non andiamo molto d'accordo: troppo nero, troppo lamentoso e troppi brandelli di topo in giro per casa. Il gatto ruandese mi segue ovunque, anche quando infilo camicie e pantaloni dentro un secchio pieno d'acqua, vado nel patio e mescolo il tutto con una manciata di Toss, detersivo gentile. Lavo e strizzo e stritolo e strizzolo, e le mollette?!

- Niente mollette, Tina. Lascia tutto sul filo, tanto non vola via nulla.

Toss detersivo gentile lancia dei piccoli rutti dal secchio, come il tram della regina Margherita. Entro in casa, raccolgo brandelli di topo, accendo lampadine elettriche che non si accendono, controllo la posta, ascolto la Bbc, e dopo un'ora esco di nuovo: mi infilo nel secchio pieno d'acqua e l'acqua non c'è più. Neanche i panni, liquefatti dal Toss, detersivo gentile.

Il gatto ruandese corre via indossando un paio di calzini a strisce colorate. Si lamenta e mi chiede mille franchi ruandesi. “Per farne cosa, chat? È più di un dollaro! Un dollaro e sessanta, per la precisione”.

“Sì Tina”, piagnucola quello, “ma ne ho bisogno per portare la mia donzella in vacanza a Zanzibar, l'isola delle spezie”. “Che ne sai tu delle spezie? Sei un gatto della Regione dei grandi laghi, non hai nulla a che vedere con il Sultano di Zanzibar. Hai letto forse un capitolo della Lonely Planet?”. “Macché Planet, Tina. Gironzolavo nella tua stanza in cerca di un posto dove nascondere il topo, quando mi sono imbattuto nella tua valigia e sono stato colpito dal profumo intenso che emanava: chilly, coriender, red curry, cumin, clove, cinamon, safron, cardamon, black pepper e yellow curry. Ne ho vista di gente andare e venire da questo paese”, continua il gatto, “ma mai nessuno aveva una valigia così profumata!”.

“Lo dici solo per compiacermi, chat! Tieni i mille franchi ruandesi e porta pure la tua donzella a Zanzibar. Ricordo di aver letto da qualche parte che lì i bambini si  gonfiano come delle vele, e scivolano sulla spiaggia con una noce di cocco in mano… Do you want a coconut, mango, pineapple?”.

“Mango, pineapple e coconut? Avrò bisogno di altri mille franchi ruandesi Tina, un dollaro non è abbastanza per comprare un ananas…”. “Chat, sparisci e porta via i brandelli di topo con te!”. Il gatto si allontana con il bottino. 

- A proposito, chat…

- Sì?

- Quei calzini sono i miei.

Burundi: una nueva crisis de refugiados en África

En apenas un año más de 300.000 personas han huido de Burundi a los países vecinos, escapando de la violencia, las ejecuciones extrajudiciales y los secuestros. La mayoría de los que huyen buscan refugio en Ruanda, Tanzania, Uganda y la República Democrática del Congo, un país en el que la violencia ha provocado también un flujo de refugiados a otros países. La mayoría son mujeres y niños. Burundi se suma así al creciente número de países africanos cuya población se ve obligada a abandonar sus hogares para salvar la vida.

La crisis comenzó el pasado año, tras la decisión de su actual presidente Pierre Nkurunziza de presentarse a una tercera reelección. Esta decisión provocó un estallido de violencia. Posteriormente, en las elecciones Nkurunziza fue reelegido y se produjo un intento de golpe de Estado. Países vecinos, como la República Democrática del Congo, han acusado al gobierno de Ruanda de reclutar exrebeldes del M23 para expulsar al presidente de Burundi. El M23 era una milicia de combatientes burundeses tutsis exiliados en Ruanda y Uganda. El gobierno de Burundi también ha acusado a su vecina Ruanda de financiar y entrenar a esta milicia para derrocar al actual presidente burundés y facilitar la llegada de un gobierno más proclive a sus intereses.

Estas acusaciones parece que tienen verosimilitud, tal y como un grupo de expertos denunció ante el Consejo de Seguridad de la ONU el pasado mes de febrero, aportando pruebas de que el gobierno de Ruanda había reclutado ex combatientes del M23 en un campo de refugiados de Ruanda para que lucharan contra el gobierno de Burundi.

El M23 (Movimiento 23 de Marzo) tiene sus raíces en un grupo rebelde formado mayoritariamente por tutsis que operan en Kivu del Norte e integrados en el ejército congoleño en 2009. En 2012 se amotinaron al considerar que el gobierno del Congo no estaba aplicando los acuerdos de paz y desde entonces controlan grandes zonas del Este del Congo.

Los expertos creen que Ruanda les está proporcionando apoyo militar como una forma de mantener su influencia en la región, tanto en Burundi como en el Congo. También se cree que reciben apoyo por parte de Uganda, algo que han negado las autoridades ugandesas.

El fracaso del programa de reintegración (DDR) de desarme y desmovilización, a pesar del apoyo internacional, ha aumentado la inseguridad regional, y muchos creen que la desestabilización de la zona podría empeorar hasta generar conflictos más graves.

Burundi, 10,5 millones de habitantes, está situado en el puesto 184 de 187 países en el Índice de Desarrollo de la ONU, con más del ochenta por ciento de las familias por debajo del umbral de la pobreza, el siete por ciento de la población en grave inseguridad alimentaria, y el 58 por ciento de las personas con desnutrición crónica. Además de esto, muchas zonas del país están sufriendo los efectos negativos de El Niño, con inundaciones que han destruido hogares y medios de vida.

Fuente: Actualidad humanitaria

Un wangui a Kigali

Sono finalmente arrivata a Kigali, per scoprire se i ristoranti della città sono provvisti o meno di wangui. Durante il mio girovogare sopra e sotto l'equatore finora non ho visto wangui: c'erano sì delle giraffe e degli alberi enormi, le strade dissestate, ho visto dei bambini gonfiarsi come delle vele, a Zanzibar, e scivolare sulla spiaggia con una noce di cocco in mano. Do you want a coconut, mango, pineapple? Ma niente wangui.

Ho visto tantissime persone correre per le strade di Nairobi: c'è un'ora in cui tutti cominciano letteralmente a correre per tornare a casa prima che scompaia la luce del sole, a Nairobi, e corrono molto più di quei tizi che che escono dal tram numero diciannove e si infilano velocemente nella metropolitana Policlinico, e che mi fermo sempre a guardare dal terrazzino della regina Margherita con il mio amico C. Ma niente wangui.

Ho visto delle strade in terra rossa che sembrano un immenso campo da tennis, e altre strade piene di buche, come una meringa un po’ schiacciata. E poi negozietti e botteghe che vendono il carbone, ma niente wangui.

E poi ho capito: non ci sono wangui intorno all'equatore.

Ma in compenso gli uccelletti hanno un repertorio musicale decisamente originale e sofisticato. Adesso, per esempio: ero qui che scrivevo allegramente in un patio di Kigali quando all'improvviso sento una melodia che si avvicina, e aumenta, e alla melodia se ne uniscono altre, altri suoni, altri fischiettii. Sette, per la precisione.

- Himalot, stanno forse arrivando tutti e sette i nani?

- Ma che dici Tina, è solo una specie di cardellino col becco ricurvo e le ali rosse…

Ecco, adesso io mi auguro che nessuno di voi mi scriva che “non ci sono cardellini in Ruanda!”, perché io non so come si chiama questo uccelletto col becco ricurvo e le ali rosse del Ruanda, un paese dove a volte - adesso, per esempio - a volte bisogna accendere il fuoco con il carbone per prepararsi un caffè.

E la corrente c'è un'ora sì, cinque ore no. E gli uccelletti cantano come i sette nani. E non ci sono wangui. E la mattina vai in cucina a controllare il carbone, e non il caffè.

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Genocidio en Ruanda

Elma Kokusu

‎"Elma kokusunu sever misiniz? 

Ya da şöyle sorayım. Hiç elma yerken aslında boğazınızda bir yanma hissettiniz mi? Hayır mı? O halde size bir olay anlatayım..

Bundan 24 yıl önce, 16 Mart 1988 sabahı, elma kokusuyla uyandı Halepçeliler. Sevinçle mutfağa yöneldiler önce. Kokunun mutfaktan gelmediğini görünce camlarını açtılar. Baktılar ki koku dışarıdan daha çok hissediliyor, hemen dışarı akın ettiler merak ve heyecanla. Çıktıklarında gördüler ki herkes aynı merak ve heyecanla dışarı çıkmış. Hızlı hızlı yürümeye başladılar; kokunun kaynağını aramaya başladılar. Gittikçe şiddetlendi elma kokusu. Ama bir yandan da derilerinde bir yanma hissettiler sanki. Aldırmadılar ve yürümeye devam ettiler. Bu sefer daha hızlı koşmaya başladı bir çoğu. Ancak zamanla o yanma gittikçe şiddetlendi. Koşuyorlardı; ama yanıyorlardı da. Bu sefer de dönüp eve doğru koşmaya başladılar. Yanma iyice artıyordu. Zamanla derilerinin morarmaya ve büzülmeye başladığını gördüler korkuyla. Bir an önce suya ulaşmalılardı. Kendilerini can havliyle suya attıklarında ise bedenleri kavruldu bu sefer, asit dolu bir havuza girmişler gibi. Artık ölmüşlerdi, ölümün nereden geldiğini anlayamadan. Yanarak ölmüşlerdi, üstelik ateşsiz ve dumansızdı buyanma çığlıklarla bağırışlarla çağırışlarla. Bir avuç kül oluvermişlerdi aniden, ne olduğunu anlayamadan…

“Saçlarım tutuştu önce
Gözlerim yandı, kavruldu
Bir avuç kül oluverdim
Külüm havaya savruldu.”

Kimyasal zehir öyle bir şeydir ki; vücudunuza temas ettiği anda yakar sizi, nefes almak için çırpınırsınız; alamazsınız. Deriniz büzülüp çürür. Yavaş yavaş, acı çeke çeke ölürsünüz. Öyle ki başınıza silah vurularak öldürülmeyi buna tercih edebilirsiniz.

Bu zehir de elma kokuluydu. Güzel kokulu zehir, Zekice planlanmış bir katliamdı. Hedeflerinde çocuklar vardı, geleceği hedeflemişlerdi..

En çok da çocuklar öldü Halepçe’de. Tıpkı diğer katliamlardaki gibi. yıllar sonra ülkelerine demokrasi getirecek olan o uzak memleketteki adamlar, kendi memleketlerindeki o diktatöre hediye etmişlerdi bu elma kokulu zehri. Ölmeden önce, ölürken, yanarken Halepçelilerin attıkları çığlıkları duyamadılar o özgürlükçü ve demokrat adamlar. Çünkü o sırada başka ülkelerde başka hayatları mahvetmekle meşgullerdi. Başka soykırım planları vardı.

Onlardı zaten, Hiroşima’da küçük gözlü onlarca küçük çocukları yakan. Onlardı Vietnam’da yüzlercesini, binlercesini katleden. Onlardı Ruanda’da 100 gün içinde 800 bin kişinin katledilmesini sessizce destekleyen. Duyamadılar o çığlıkları…
Şimdi Halepçeli çocuklar el ele tutuşmuş Hiroşimalı, Ruandalı, Vietnamlı kardeşleriyle dünyaya barış mesajı veriyorlar, insanlığa sesleniyorlar:

“Çalıyorum kapınızı
Teyze, amca bir imza ver
Çocuklar ölmesin 
Şeker de yiyebilsinler..”

Halepçe bir ağıttır dilimizde.“ (alıntı)

Halepçe'de 16 mart 1988'de insanlık nefessiz bırakıldı, yakıldı. Hatırlamak, anmak, onurumuzdur. İnsanlık için onurdur.