rospo

Oh, non sono indistruttibile.
Sto andando in pezzi proprio ora.
Forse non tutti possono realizzare il proprio sogno, forse non tutti possono baciare il rospo, forse saremo io e un cagnolino e i piccoli delfini di pezza sul pavimento e una porticina per il cane.

Oh non sono indistruttibile.
Sto andando in pezzi proprio ora.
Ho bisogno di essere indistruttibile, in qualche modo.
E adesso o mai più.

—  Una mamma per amica

Lei è schiva, silenziosa con ferite antiche.

Devi amarla con attenzione,

può diventare fredda e dura come un rospo di gesso,

può chiudersi in se stessa come una chiocciola offesa.”

E.M. Reyes

Lei è schiva, silenziosa con ferite antiche.

Devi amarla con attenzione, può diventare fredda e dura come un rospo di gesso, può chiudersi in se stessa come una chiocciola offesa.

Efraim Medina Reyes, C'era una volta l'amore e ho dovuto ammazzarlo

Non sono il principe azzurro,
ma azzurro è il colore della vita che vorrei vivere e far vivere a te.
Non sono nemmeno un principe,
ma vorrei che tu fossi la mia principessa.
Non arrivo su un cavallo bianco,
ma a cavallo della realtà.
Non sono nemmeno capace di andare a cavallo,
ma vorrei galoppare insieme a te, tra le bellezze della vita.
Non ho una reggia,
ma mi piacerebbe farti vivere da regina.
Non so nemmeno come sia fatta una reggia,
ma ci sto lavorando.
Non sono un rospo,
ma se mi baci potrebbe piacerti e, anzi, ti garantisco che dopo non mi trasformerò.
Non ho una scarpetta da farti provare,
ma il mio carattere non spigoloso potrebbe calzarti a pennello.
Non ti troverai a mezzanotte con una zucca vuota,
ma avrai sempre, vicino a te, una testa pensante.
Non ti offro una mela avvelenata,
ma momenti felici da assaporare insieme.
Non sto nemmeno a chiederti di dare un morso alla mela verde,
di verdi ci sono solo i miei occhi.
Non ti terrei sotto una teca di cristallo a dormire,
ma sarei fiero di averti vicina a me, sveglia.
Non ti cerco la più bella del reame,
mi basta crederlo.
Non ti chiedo di guardarti nello specchio come la regina cattiva,
ma di guardare insieme a me, nella stessa direzione.
Non mi interessa se hai delle sorellastre perfide,
un giorno ti invidieranno.
Non mi interessa nemmeno della tua matrigna cattiva,
mi basta sapere che non hai preso da lei.
Non sono nemmeno geloso dei sette nani,
il più è che non ti fai influenzare da Brontolo.
Non ho i poteri magici della vecchia strega,
ma potrai sempre chiedermi di sparire, se non sono come ti ho detto.

Se prendi un rospo, lo metti dentro una pentola con l'acqua e porti sù il fuoco, osserverai una cosa interessante: il rospo si adatta alla temperatura dell'acqua e rimane là dentro e continua ad adattarsi all'aumento di temperatura. Quando, però, l'acqua arriva al punto di bollire, il rospo vorrebbe saltare fuori dalla pentola ma non ci riesce perché è troppo stanco a causa degli sforzi che ha fatto per adattarsi alla temperatura. Alcuni direbbero che ciò che ha ucciso il rospo è stata l'acqua bollente, in realtà ciò che ha ucciso il rospo è stata la sua incapacità di decidere quando saltare fuori.
Smettila di adattarti alle persone sbagliate, rapporti abusivi, strade senza uscita, amici parassiti e tante altre situazioni che ti “scaldano” quando ormai hai fatto tutto ciò che potevi. Se continui a provare, purtroppo corri il rischio di “morire” senza nulla ottenere.
Salta fuori finché sei in tempo.

anonymous asked:

Una principessa camminava per le rive di un fiume. Ad un certo punto, vide un rospo. Contenta, lo prese in mano, dicendo "se bacio questo rospo diventerà il mio principe!" Il rospo rispose "no quello è mio cugino, a me me lo devi sucare"

SONO IO QUESTO AHAHAHAH

I am the sea I drown in, but I could be mountains too

e quindi te l’ho detto, ho sputato il rospo. E ovviamente, mi sono presa l’ennesimo due di picche. L’ennesimo rifiuto. Non li conto neanche più. Sono stanca, mi fa male, ma è come sparare sulla croce rossa. Cosa vuoi che faccia? Me la farò passare, in qualche modo. Non capisco, non ha senso niente. Però vivrò, respirerò, mi leccherò per l’ennesima volta le ferite, mi rialzerò in piedi, terrò la testa in alto, sulla superficie. Respirerò, respirerò. Ascolterò canzoni tristi, canzoni belle, canzoni che mi ricorderanno te. Ti guarderò, e continuerò a volerti. Ma arriverà un momento in cui mi passerà, finirà tutto. Perderò la testa per un’altra persona, che non mi vorrà. Ci starò male. E ricomincerà il ciclo.

20/08/2015.

Era lì sul divano, era al mio fianco, dopo tanti mesi che i nostri corpi son stati lontani. Era lì, ma sembrava non esserci davvero. Guardava ipnotizzato la tv, dimenticandosi completamente di me.
Ammetto che non potevo sopportare quella mancanza di attenzioni. Non in quel momento.
Io ero lì, poteva fare di me ciò che desiderava e invece nulla.

Chissà, magari pensava a qualcosa d'importante, che forse lo tormentava e non poco.

Non lo so. Ma in quel momento, non riuscì ad ingoiare quel rospo e iniziai a innervosirmi.
Iniziai allora, a colpirlo, seppur non forte, con i piedi; sulla pancia, dietro la schiena, ovunque lo avessi a tiro.
Volevo che si svegliasse da quel presunto sonno e ricordasse che io c'ero, e davo fastidio.

Stranamente il mio giochino infantile funzionò.

Ad un tratto, senza che me ne rendessi conto, lui era su di me, che mi bloccava i piedi con le sue gambe e che mi stringeva forte le mani.
Ero immobile sotto di lui, completamente inerme.
Inizia allora a mordermi in viso, inizia a respirarmi sul collo e sapeva benissimo, quanto io odiassi quelle cose.

Continuava, continuava e rideva. Rideva e piano piano, mi calmavo.

«Anche io posso romperti le palle, cosa credi.» Disse ridendo.
«A me piace quando lo fai, anzi, quando non accade mi rendi triste.»
«Allora hai firmato la tua condanna signorina, perché non ho intenzione di smettere.»

E dopo, vi lascio solo immaginare cosa successe.
Io, me lo ricordo molto bene.

Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo.
—  Niccolò Ammaniti
“Cosa abbiamo in menù oggi, Lloyd?”

“Temo che la vita le abbia preparato un brutto rospo da mandare giù, sir”
“Lloyd, lo sai che mi rimane sullo stomaco”
“Se vuole potrei farle portare un po’ di pazienza come digestivo, sir”
“Dici che è meglio della solita remissività?”
“Certo, sir. La remissività è una semplice spremitura di bisogni, la pazienza è un distillato di buon senso invecchiato”
“Però alla fine l’effetto è lo stesso”
“Ma il sapore no, sir”
“Alla tua salute, Lloyd”
“Alla sua, sir”

No, non in quel senso.

- Hai capito Danie’? Quello alla fine continua a stare con la fidanzata pure se non la ama più. E nello stesso tempo dice che non può fare a meno di me.

- E allora lascialo tu.

- E nemmeno io ci riesco, mi piace troppo.

- Allora non so cosa dirti. Mi sa che ti tocca ingoiare il rospo.

- Ma io glielo ingoio sempre, te lo giuro! Invece la sua ragazza non glielo fa mai!!!

- Ehm… no. Non mi sono spiegato bene.