rombi

Una texture creata a mano come compito a casa, sono evidenti le imperfezioni e le sbavature dovute anche alla kina, ma la cosa importante era mettersi in gioco

A texture created by hand as homework, are obvious imperfections and burrs due also to the kina, but the important thing was to get involved

Текстура создается вручную в качестве домашнего задания, очевидны недостатки и неровности объясняется также и кина,но главное было принять участие

Lettera di Adolfo Ferrero, morto nella Grande Guerra, 18.06.1917 ore 24,00

Cari genitori
Scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire.
Non ne posso fare a meno: il pericolo è grave, imminente. Avrei un rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà, per darvi un ultimo saluto. Voi sapete che io odio la retorica, …no, no, non è retorica quello che stò facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole, sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda… Fra cinque ore qui sarà l’inferno. Tremerà la terra, s’oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa, e rombi, e tuoni e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in quest’istante medesimo odo in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso: piove… Vorrei dirvi tante cose…tante…ma voi ve l’immaginate. Vi amo. Vi amo tutti tutti.
Darei un tesoro per potervi rivedere, …ma non posso… Il mio cieco destino non vuole.
Penso, in queste ultime ore di calma apparente, a te Papà, a te Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore, a te Beppe, fanciullo innocente, a te o Adelina.. addio.. che debbo dire?
Mi manca la parola, un cozzare di idee, una ridda di lieti, tristi fantasie, un presentimento atroce mi tolgono l’espressione… No, no, non è paura. Io non ho paura! Mi sento ora commosso pensando a voi, a quanto lasciò, ma so dimostrarmi dinanzi, ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anche essi hanno un morale elevatissimo.
Quando riceverete questo scritto fattovi recapitare da un’anima buona, non piangete e siate forti, come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto per la Patria non è mai morto.
Il mio nome resti scolpito indelebilmente nell’animo dei miei fratelli, il mio abito militare, e la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata) gelosamente conservati stiano a testimonianza della mia fine gloriosa. E se per ventura mi sarò guadagnata una medaglia, resti quella a Giuseppe…
O genitori, parlate, frà qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratelli, di me, morto a vent’anni per la Patria. Parlate loro di me, sforzatevi a risvegliare in loro ricordo di me… M’è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi… Fra dieci, venti anni forse non sapranno nemmeno più di avermi avuto fratello…
A voi poi mi rivolgo. Perdono, vi chiedo, se v’ò fatto soffrire, se v’ò dati dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia, se la mia inesperta giovinezza vi à fatti sopportare degli affanni, vi prego volermene perdonare.
Spoglio di questa vita terrena, andrò a godere di quel bene che credo essermi meritato.
A voi Babbo e Mamma un bacio, un bacio solo che vi dica tutto il mio affetto. A Beppe a, Nina un altro. Avrei un monito: ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti. Siate buoni. Il mio spirito sarà con voi sempre.
A voi lascio ogni mia sostanza. E’ poca cosa. Voglio però che sia da voi gelosamente conservata.
A Mamma, a Papà lascio… il mio affetto immenso. E’ il ricordo più stimolabile che posso loro lasciare.
Alla mia zia Eugenia il crocefisso d’argento, al mio zio Giulio la mia Madonnina d’oro. La porterà certamente. La mia divisa a Beppe, come le mie armi e le mie robe. Il portafoglio (l 100) lo lascio all’attendente.
Vi Bacio
Un bacio ardente di affetto dal vostro aff.mo Adolfo
Saluti a zia Amalia e Adele e ai parenti tutti.

Quando sono annoiato e ho un foglio e una penna a disposizione comincio a scarabocchiare qualcosa. Il 99% delle volte disegno figure geometriche perlopiù inscritte fra di loro (triangoli in quadrati in rombi in circonferenze), ma anche puzzle, scacchiere e serie numeriche. Oggi per curiosità ho cercato il significato di questi scarabocchi e devo dire che l’ho trovato molto interessante:

"Chi preferisce, senza accorgersene, tracciare cifre o fare scacchiere, cubi e figure geometriche, ammette una propensione verso la razionalità piuttosto che per le emozioni. Nei loro ricordi infantili, quasi sicuramente prediligevano i problemi di aritmetica e geometria ai temi. Nel disegno avranno preferito quello tecnico, con regole severe e rigide, a quello libero artistico. Come dire che nella vita di questi personaggi l’ultima parola ce l’avrà sempre la ragione. Difficilmente l’autore farà un colpo di testa per amore o una follia dettata dalla passione. Alla fine tutto dovrà quadrare.
Chi predilige i disegni geometrici a incastro, una sorta di puzzle tradotti sulla carta, potrebbe avere una predisposizione alla tattica, un po’ cerebrale certo, ma in alcune occasioni potrebbe essere capace di manipolare le situazioni a proprio favore.”

Le “bugie”

Le “bugie” in Piemonte sono da sempre simbolo del Carnevale e si tratta di dolci di pasta fritti; in altre regioni d’Italia le troviamo con il nome “chiacchiere”, “cenci”, “frappe”… Si trovano anche cotte al forno, ma le bugie vanno fritte.
Ingredienti
250 gr farina 00
1 uovo
20 gr zucchero
25 gr burro
La scorza di un limone
1 bicchierino limoncello o rum o grappa
qb zucchero a velo
qb olio di semi
Creare la fontanella con la farina, aggiungere l’uovo, il burro fuso non caldo, il rum o la grappa (noi abbiamo usato il limoncello), lo zucchero e la scorza di limone ed impastare alcuni minuti; creare un palla con l’impasto, avvolgerla nel cellophane e farla riposare per trenta minuti.
Dividere l’impasto in quattro parti, stenderlo molto sottile con un matterello e tagliarlo a strisce ricavando poi dei rombi della dimensione preferita (solitamente circa dieci centimetri per quattro).
Friggerli nell’olio caldo rigirandoli per una cottura uniforme.
Cospargere le bugie di zucchero a velo e servire.
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se siente bien para comer bien
ci si sente bene a mangiar bene