roma pizza

Qualora ti andasse la pizza, e i cd in macchina senza nome sopra che si confondono tutti.
Qualora ti andassero litigate coi piatti che volano, partite alla playstation, il divano sotto il condizionatore mentre in TV ricomincia il campionato o la moto gp, le lenzuola contese e la spesa fatta male con molte caramelle gommose e poche cose importanti.
Qualora ti andassero i barbecue con gli amici in cui tu pensi alle bruschette, metti caso sentissi il bisogno impellente e irrefrenabile di un weekend sulla neve, di una sbronza colossale, di un centinaio di foto stupide, di tortellini fatti in casa la domenica e di farina tra i capelli.
E a proposito dei tuoi capelli che mi permetto di dire, vostro onore, che quei capelli sciolti hanno causato più danni dei fast food e delle trivelle per il petrolio e delle band emergenti, a tal proposito, dicevo, se ti andasse pure di lasciarli così come sono e farli svolazzare fuori dal finestrino in macchina alle due di notte vicino al Colosseo e ai Fori Imperiali, si insomma se tu volessi queste cose e magari anche altre mille, fammelo sapere, che passo a prenderti alle otto.
—  Tommaso Fusari

Comunque questo fine settimana che è appena passato è stato molto carino e io ve lo vorrei raccontare.

Sono stato nella città di Roma. La città di Roma si trova tra Civitanova Marche e Messina e Roma è famosa per la pizza con le patate, il modo di dire “O Rita dalla Chiesa a Forum o la morte” e i muri. A Roma ci sono tantissimi muri vecchi e tu vai in giro e vedi i muri e devi dire “Roma è un museo a cielo aperto” altrimenti ti denunciano e aprono un tombino dietro di te e dicono “vai un po’ più indietro che la luce è migliore” e tu cadi nel tombino.

Io a Roma un po’ ci ho vissuto e ho conosciuto tante persone (i famosi romani) e mi sono trovato benissimo, però ora amo Milano ed è come quando tu sei fidanzato e incontri il tuo ex fidanzato (che in realtà è una scatola di legno) e fai finta di niente, ma poi con la coda dell’occhio guardi la scatola di legno.

Ho ritrovato tanti amichetti bellissimi fisicamente (hanno proprio la tessera del comune) e abbiamo mangiato la carbonara e i carciofi. Ho fatto un giro sulla metro c e l’ho vissuta talmente bene che a un certo punto ho cominciato a singhiozzare di gioia e la guardia ha preso il kit di lexotan d’emergenza. Ho cercato una pizza al taglio a mezzanotte camminando col nodo alla cravatta sciolto per le strade di Monti che neanche in una commedia romantica americana “Amore e Sanpietrini” con Marisa Tomei e quello di Grey’s anatomy che altri due film di scarso successo e poi si apre un lavaggio auto. Sono andato al Teatro dell’Opera della città di Roma a vedere La Traviata diretta da Sofia Coppola coi costumi di Valentino ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita. I posti erano meravigliosi e super posh spice e si vedeva tutto benissimo e io vedevo lei che si innamorava, che saliva le scale e che impiegava 50 minuti per morire. Alfredo poi è un bonazzo.

Voglio andare di nuovo all’opera perché il melodramma per me è come la benzina per le vostre macchine e voglio tornare a Roma perché IO LA PIZZA CON LE PATATE NON L’HO MANGIATA.

Ennio che con la voce rotta e le mani che tremano, dedica l'Oscar a sua moglie Maria.
Nella più assoluta semplicità. Come se fossero a Roma al chioschetto della pizza bianca.

Amare ed essere amati.
Questa è davvero l'unica vittoria nella vita.