ritornando

anonymous asked:

Regali da fare a San Valentino?

Dite NO alla classica scatolina di cioccolatini da regalare, sono troppo..ehm..normali. Comunque non saprei, dipende cosa significa per te quella determinata persona. Lo scorso anno a san valentino avevo regalato ad un ragazzo che mi stava sul culo un pacchetto, tutto emozionato lo ha aperto e ha trovato una specie di schifidol (o come cazzo si chiama) color verde vomito. Il miglior regalo che abbia mai fatto. Ritornando seri, non saprei come aiutarti. Non serve spendere molto. I regali belli non costano per forza tanto.

La cattiveria e i biscotti

Esistono tante prove dell'esistenza del male o, perlomeno, della cattiveria degli uomini. Ed eccone una: i pacchetti da 10 biscotti.
Mi spiego: avete presente quando dite: massì, compro questi biscotti abbastanza tristi con la farina integrale che sono più sani? E quando guardate questi biscotti sani e tristi e dite: massì, la vita è già abbastanza dura, mettiamoci un po’ di nutella! E allora prendete due biscotti tristi, spalmate la nutella su uno dei due, sovrapponete l'altro e lo mangiate, ritornando con la mente all'infanzia perduta? (Vabeh, probabilmente vi sporcate anche di nutella che cola fuori dai lati del biscotto, ma questo non c'entra al momento) E a questo punto la vostra coscienza, insieme alla taglia dei pantaloni, vi danno una bella botta sulla nuca e allora vi dite: ok, mangio solo mezzo pacchetto. Ma non potete farlo perché mezzo pacchetto ha 5 biscotti e 5 non si divide per 2 e allora o ne mangiate solo 4, ma così vi rimane mezzo pacchetto più 1, che non si può nemmeno piegare, e allora ne mangiate 6 ma a quel punto che senso ha lasciare solo quel meno di mezzo pacchetto, e così finite per scofanarvi l'intero pacchetto? E se mai riusciste a resistere alla terribile tentazione, il giorno successivo ricadreste in un dramma ancora peggiore perché la presenza del quinto, maledetto biscotto vi indurrebbe ad aprire addirittura un nuovo pacchetto e a quel punto sareste perduti.
Tutto ciò non accadrebbe se la maledetta multinazionale, rappresentante del Male sulla terra, facesse pacchetti da 8 o da 12 biscotti! Ma no! Non c'è salvezza in questo mondo im mano a potenze maligne ed incontrollabili! L'unica soluzione è l'autarchia! Viva l'indipendenza! Viva la libertà! Mi faccio i biscotti!

Andava tutto troppo bene… Stavamo scherzando quando tutto ad un tratto mi scrive :“ basta mi sono stancato di te” sono scoppiata in lacrime… Non ce la faccio ad andare avanti senza di lui… Ricorderò tutto ciò che siamo stati.. Le canzoni che mi ha dedicato.. Le ricorderò sempre. Con l'angoscia dentro… Rileggero tutte le promesse che ha tradito.. I baci , gli sguardi, ricorderò la sua indecisione, i suoi i ti amo.. I suoi abbracci. Saranno la cosa principale, con un abbraccio diventiamo una cosa sola. Ricorderò anche il suo profumo, la sua voce, ricorderò le volte che ho dovuto alzare le punte per baciarlo. Ricorderò le sue mani, i suoi capelli, i suoi occhi. Ricorderò le sue espressioni, quella felice, ricorderò i suoi occhi tristi, ricorderò che non si arrende mai. Ricorderò tutto.. Lui probabilmente non farà lo stesso.. Mi ha portato fino alle stelle.. E ora sto precipitando, ritornando sulla terra.. Scontrandomi con la realtà. Con la malinconia e la depressione in cui ti imbatti quando perdi l'unica persona in grado di renderti felice.
— 

Ricordati, Ricordami. Tutto questo coraggio non è neve

-D

La città che rivorrei!

Immergendomi dentro Floppy, mi ritrovai in una piccola città e vidi tante persone tristi perché non riuscivano più ad essere di nuovo liberi. In passato c'era stata una guerra virtuale tra gli utenti dei social network più conosciuti, e a causa degli errori di comunicazione, molte persone caddero in depressione. A nord di Floppy c'era il confine con Letizia ma le sabbie mobili ne impedivano l'accesso agli utenti. A Letizia non c'era malinconia e la gente viveva senza cura. Le persone residenti a Floppy avevano ormai perso la speranza di raggiungere Letizia, perché il dolore provocato dalla guerra era forte. Le autorità centrali di Floppy decisero di rimuovere dal commercio tutti i mezzi di comunicazione, ritornando indietro di due secoli, dove ci si scriveva con le lettere e si parlava guardando negli occhi l'altra persona. Non c'erano più così gli utenti che si mascheravano con un'immagine falsa e violenta. Ma c'era un nuovo inizio, in cui le persone fisiche potevano di nuovo amarsi come una volta. La sveglia delle sette suonò e io mi svegliai per raggiungere Letizia. —Kevin Gemo (Diritti d'autore)—

Sta ritornando tutto, forse peggio di prima.
L'ansia, la paura, la malinconia.
É rimasto tutto dentro di me, ma ero riuscita a sopprimerlo; ora invece sta riaffiorando tra le crepe del mio cuore.
Mi sta sgretolando lentamente e io non lo riesco a fermare, riesco solo a stare seduta sul letto con gli occhi vacui, puntati verso il soffitto.
Sto soffocando lentamente, trafitta dalla mia stessa mente.
Grido aiuto ma nessuno mi sente.
Il sorriso é ricomparso, quello di chi ha già perso in partenza.
—  xletmefly
[…]
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l'avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Nè sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell'uom, quanto le frali
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.
—  La Ginestra (G. Leopardi)
Holaa ✌

Mi presento: il nome, gli anni, dove vivo, sono cose superflue. Ciò che è importante è che se sono qui è perché ho voglia di aiutare. Aiutare voi, aiutare chi legge o anche semplicemente per parlare. No, non sono pazza. Non mi sono svegliata un bel giorno e ho deciso di “porgere l'altra guancia” -o forse si, ma vabbe non importa. No, scherzo, ci sono state delle cose nella mia vita che mi hanno portata a voler aiutare chi è in difficoltà, di qualsiasi genere.
Ritornando a noi, se stai leggendo e hai voglia di parlare: scrivimi, scrivi tutto ciò che vuoi. Io ti ascolto -leggo- e se posso ti do consigli.
Spero vada a buon fine questo “progetto” che sto iniziando. Grazie dell'attenzione

Terzo giorno di dieta

…e mi sono svegliato alle tre di notte con la voglia di cheesecake. Data la mancanza di dolci in casa le strade erano due:
SOLUZIONE A: Mangiare una fetta biscottata liscia e andare a letto;
SOLUZIONE B: Sguainare pentola e padella e organizzare una carbonara drastica che rimandi il discorso a lunedì.
Ritornando a letto, dopo un calcolo approssimativo di quanto tempo mancasse al suono della sveglia, pensavo a quanto le fette Buitoni mi ricordassero i sottobicchieri dei pub. M'è venuta voglia di birra.
(Seguiranno sviluppi, forse)

anonymous asked:

Ma non succede mai che litigate e state lì lì per lasciarvi?

Oh si che litighiamo. Non puoi immaginarti quante volte ci siamo urlati contro un vaffanculo. Capita che litighiamo cosi forte che a volte ho paura che possa succedere qualcosa. Succede.
Io credo che nessuna coppia non litiga mai. Non siamo uguali, è ovvio che si litiga. Non puoi avere la stessa mentalità, ovvio. 
Ritornando alla tua risposta, da parte mia, non ho mai pensato di lasciarla. Perché io penso sempre meglio litigare con lei, che stare con un’altra. 
A volte è un bene litigare, si chiariscono molte cose.

flickr

Mountains from Sky - Alps - Swiss and Italy - Alpi Svizzera e Italia - Dino Olivieri by Dino Olivieri
Via Flickr:
Shot taken by an Air france airplane on Swiss Alps returning back from Australia. Fotografia scattata da un volo Air France sulle Alpi Svizzere ritornando dall'Australia. © www.onyrix.com

Eugenio Müntz, Firenze – Loggia del Mercato Nuovo

Eugenio Müntz, Firenze – Loggia del Mercato Nuovo

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Firene – Loggia del Mercato Nuovo – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori Ritornando verso il centro di Firenze, e dedicandoci al quartiere compreso tra la via dei Fossi e la via Calzaioli bisognerebbe fermarci in ogni strada e quasi innanzi ad ogni casa: trattasi di ricordi storici il cui interesse si stende ben al di là dell’orizzonte fiorentino,…

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Mediterranea — X — Argonauti
è così nuovo il mondo
e ha un confine

confine limite termine
estremo bordo recinto
misura

confine
oltre il quale non va
neppure la lancia scagliata
da un passo appena
ma dicono resti confitta nell'aria

io vado
lascio
il mio campo
la mia isola
la mia terra
raccolgo scelta brigata di compagni
gioventù eccelsa
preziosa agli dei
se possa servire a obbligarne i favori un dono di carne lungo la strada

è così nuovo il mondo
ma voglio vederne il confine
così netto così chiaro
così invalicabile
così indiscutibile
e cogliere prova del fatto
e tornare indietro a contare
già è tempo che inizi la storia

magari con meno abbondante messe d'eroi
ché qualcuno l'avremo perso lungo la strada
e io di sicuro
sarò lo stesso ritornando
e senza rischio di perdermi
ché di profondità senza misura
non so niente ancora

due fili gemelli ci sono
uno qui accanto a me
e l'altro presso il confine
e i due fili s'intrecciano
senza stridere

due rivoli d'acqua
gemelli che cercano il mare
uno qui accanto a me
e l'altro presso il confine
e i due s'immergono nascostamente
nella terra
e mescolano sotterranee acque

e ogni foglia giovinetta sui rami
del mio campo
ha l'eguale presso il confine
e così ogni petalo e così le spine
di rose selvatiche

e di ogni specie vivente
pesci e uccelli e serpenti tra l'erba
d'ogni specie due gemelli vivono
uno qui accanto a me
e l'altro presso il confine
accordando entrambi la rapida vita
su un modo comune

e di profumi e di balsami dolci
di spezie e d'unguenti d'Oriente
che si danno l'oncia al prezzo
di una vita
e d'armonie di cimbali e d'àuli
e di versi misurati dall'aedo
e di veli di regine e di maschere di morti
panni tesi d'oro schietto
nulla esiste che non abbia
presso il confine il suo gemello

e luce di candele
e le ombre
guizzanti sui muri
e calici di vino
accanto a una caccia copiosa
accanto al trofeo di un carniere rigonfio

e conchiglie e gabbiani e stelle marine
gemelli da esibire in reti gemelle
e alberi di navigli e sartie e fasciame
perduti sul mare…

è mio il viaggio
mio l'andare
e cosa esigerà il mare
in cambio di lasciarmi passare
che io non possa dargli?

io voglio
strofinare il ventre
delle mie navi sul suo
ventre antico

e poi non è vero che il mondo
sia nuovo
così tanto


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  Dedicato alla delicatezza poetica di Laura Bisotti, alla silenziosa presenza di Stefano Volpato, all'energia vitale di Alice Baldan e soprattutto al grande “mastino” Antimo Pascale

 


Il lavoro presentato a SetUp Art Fair 2016 da Laura Bisotti (Piacenza, 1985) dal titolo “Distanza”, si riveste di emozionale poesia visiva concettuale accarezzando ricordi e memorie.
Nel silenzio del vuoto rappresentato da una sequenza fotografica della casa ormai lasciata vuota dalla nonna della protagonista, l'artista cerca di colmare questo vuoto con il pensiero rivolto ad elaborare la scomparsa della figura dell'anziana donna ritornando nei luoghi che l'hanno protetta e amata, la casa. Le stanze respirano e vivono di ricordi che si sono nel tempo popolati di oggetti carichi di emozioni e riferimenti, un luogo vissuto e riconoscibile. Il tempo piano piano fa riaffiorare la memoria che ritorna a galla facendo emergere labili presenze, quasi fantasmi del passato, ectoplasmi che figure appena accennate che hanno la valenza del ricordo intimo e rinchiuso tra le pareti domestiche.  
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Distanza” (2015) di Laura Bisotti  
Il tempo trascorre, gli oggetti passano, le stanze cambiano e si offuscano e allora il passato ritorna più forte di prima, il bene materiale, la stanza ricolma di passato scompare e lascia lo spazio alla dolcezza dei tratti di chi si è amato riaffiora. “Distanza”, come la lontananza e la perdita di un punto preciso, di un senso di orientamento che manca e si vaga alla ricerca di se stessi, si torna a pensare a dove andare, da che punto partire, appunto, perdersi e ritrovarsi. “Distanza”, perché lontano da chi si è perduto e non si può toccare, resta solo la sensazione interiore che permette di vedere e percepire ancora la persona che manca e di cui restano solo il profumo del quotidiano e gli oggetti di stanza in stanza. “Distanza”, come la memoria che scende come nebbia e offusca la mente, causa confusa di tempo e mente nella rappresentazione delicata della malattia dell'Alzheimer.  
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Laura Bisotti spiega il suo lavoro a Giuseppe Casarotto del comitato scientifico SetUp  
Niente diventa più chiaro, né la casa, né gli oggetti e neppure la certezza di dove trovarsi, si vaga in una indefinita nebbia dalla quale emergono segni del tempo passato e nulla diventa più lucido, come nei sogni si vagheggia e si cerca la direzione, la rotta verso un porto sicuro, la propria casa. Poi? Poi tutto scompare… Il lavoro di Laura Bisotti nei giorni in cui è stato esposto nello stand di Tedofra Art Gallery di Padova, ha ricevuto notevoli plausi, senso di ammirazione, silenzio e stupore delicato. Presenti nello stand numero 15 anche altri artisti giovani e quotati per una manifestazione ricca e coinvolgente: Nicola Villa, Giuseppe Inglese, Patrizia Novello, Daniela Novello, Francesco Sisini, Christian Verginer, Matthias Verginer.  
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È stato bello vedere le persone emotivamente coinvolte soffermarsi, pensare, ricordare, perdersi tra le fotografie e disegni del lavoro e ritrovarsi poi per uscire ancora più emotivamente arricchiti. Un'opera che tocca l'anima, come nelle intenzioni dell'artista che attinge alle proprie esperienze personali così simili a quelle di ogni persona presente: un sorriso malinconico, uno sguardo ad accarezzare l'opera, una partecipazione poetica ed emozionale che non ha lasciato indifferenti gli spettatori di SetUp Art Fair 2016.  
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Una scelta che è stata premiata dalla giuria con il testo curato da Stefano Volpato dal titolo “Perdersi e restare. Orientarsi in gocce di memoria”, una vittoria che significa molto poiché sono premiate la delicatezza e la poesia nell'affrontare temi difficili come la scomparsa, la malattia, la mancanza e il senso di spaesamento e disorientamento di chi resta.  
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Massimiliano Sabbion ritira il premio per Tedofra Art Gallery
  Le sinergie si respirano in un prodotto che ha regalato soddisfazioni ed emozioni, dalla gallerista Alice Baldan che ha supportato e sostenuto l'idea dell'opera di Laura Bisotti, alla collaborazione di giuntura tra critica, scelta e consiglio prima e cura del testo poi con Massimiliano Sabbion, alla stesura di uno scritto con Stefano Volpato, i risultati si sono poi rivelati con il premio finale assegnato: il Premio Curatore Under 35.  
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La collaborazione, la forza delle idee e soprattutto l'amore per il proprio lavoro decreta la crescita e la nascita di opere d'arte, di scritti, di circolazione di energie difficili da scordare, il vero motore di questa edizione di SetUp Art Fair 2016. La gente passa, resta, si ferma, pensa, prosegue e un pezzo di memoria e di presente resta attaccato alla pelle dove difficile risulta non emozionarsi. Massimiliano Sabbion

 


Perdersi e restare. Orientarsi in gocce di memoria” A cura di Stefano Volpato
“Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade.  Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.” (Tiziano Scarpa)

 


Vagare tra le stanze della propria casa dà un senso di protezione e di stabilità emotiva certa: gli oggetti diventano il ricordo del passato vissuto. La perdita del senso di orientamento e di direzione porta alla ricerca di sensazioni perdute con un passato fatto di recuperi e inquietudini. La protagonista dell'opera di Laura Bisotti è la nonna dell'artista, figura scomparsa che lascia traccia di sé nella casa ormai vuota, dove gli oggetti si caricano di valenze emotive da cui affiorano atmosfere sospese tra delicati colori scoloriti dal tempo. È qui rappresentato visivamente e in maniera soave la perdita delle certezze di una persona anziana confusa nella mente e nel tempo a causa dell'Alzheimer. Nulla è più chiaro e sicuro, né le pareti di casa, né gli oggetti né tantomeno la consapevolezza di dove trovarsi, la certezza di un punto preciso dal quale partire o ritornare come porto sicuro. Perdersi, disorientarsi, confondersi, vagare in una nebbia che offusca la realtà e la casa diventa il simbolo di una certezza. A tratti un ricordo riaffiora come ectoplasmi confusi: un gruppo di persone, un viso, un'identificazione precisa di dove ci si trova, poi tutto scompare con l'Alzheimer che ritorna vincitore e rimescola e fa perdere l'indicazione di sé e di dove ci si trova. Il lavoro di Laura Bisotti affronta la necessità di orientare una persona perduta: la perdita della memoria, la mancanza di un punto di riferimento, il vuoto e lo smarrimento di un luogo sicuro che non si riconosce e trova… Pochi gli elementi di cui si ha certezza: i ricordi, la casa, le figure cardine della famiglia, venendo a mancare questi punti di riferimento si crea il vuoto e lo spaesamento nella riconoscibilità di sé. Rimangono immagini sbiadite, affioramenti che si perdono poi come la spuma del mare e diventa evanescente la corrispondenza tra ciò che è reale e ciò che è riflesso in un'immagine, pulviscolo del tempo alla ricerca di una rotta precisa dove orientarsi: “(…) E al mare nostro più non resta viva che l'immagine fatta di memoria” (Im Spiele der Wellen - Guido Gozzano).

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—  SetUp Art Fair 2016. Tedofra Art Gallery presenta “Distanza” di Laura Bisotti e il Premio Curatore Under 35 http://ift.tt/1SCoZF2
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La Nube di Smith è stata espulsa dalla Via Lattea e vi sta ritornando

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla cosiddetta “Nube di Smith” (in inglese “Smith Cloud” o “Smith’s Cloud”). Si tratta di una gigantesca nube i idrogeno che al momento è all'esterno della Via Lattea ma si sta dirigendo verso la nostra galassia a circa 1.100.000 km/h. Osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble suggeriscono che sia stata espulsa dalla Via Lattea circa 70 milioni di anni fa e ora vi stia ritornando.

Ritornando al discorso della scuola dei ragazzi DEI PIATTI ..secondo me il piu’ perfettino doveva essere Oliver e timm

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(presso Scanzano Jonico)