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Il primo distacco

Ormai molti anni fa lessi Cane e padrone, di Thomas Mann. Ricordo piuttosto bene quel libro e l'effetto che mi fece leggere le pagine nelle quali l'autore descriveva la sensazione di abbandono e tradimento provata dal cane, lasciato se non vado errato in una clinica veterinaria a curarsi una ferita. Mi torna in mente assai spesso ora che non manca molto al momento in cui dovremo separarci da Blue per qualche giorno, destinazione Praga. La piccola starà da mia madre (sua “nonna”) per un po’, ho già iniziato a mettere in guardia chi di dovere su cosa e come fare, su quali siano i pericoli da evitare e le precauzioni da prendere con l'altra gatta, la vecchia Yuma di mia sorella che passa tutto il giorno a sdormicchiare. Mi assillano interrogativi cui non so dare una risposta e che vanno dal rapporto fra le due bestiole a come starò io senza Blue, per finire al pensiero peggiore di tutti: come starà lei senza di noi? Si sentirà abbandonata come Bauschan? Vivrà la sistemazione temporanea con la paura di non tornare a casa sua? Riflettere su questo distacco ormai imminente non chiarisce le cose, anzi le complica. La razionalità che solitamente funge per me da stella polare, va a nascondersi dietro nubi di paure in parte assurde ma non per questo meno spaventose.

jessi-23  asked:

Ciao,,,, Volevo chiederti una cosa che non riesco a capire... se un ragazzo si interessa a te e fa di tutto per attirare la tua attenzione, Poi quando tu ti interessi a lui e la sua risposta è che e fidanzato. È vero o vuole vedere fino a che punto puoi arrivare ? Scusami x il disturbo e grazie 💋

Sinceramente non l'ho mai capito con chiarezza.
A volte è per far ingelosire la persona alla quale si è interessati… altre volte, in quanto ci prova in modo così palese e spudorato con te, è perché gli piaci più della sua ragazza … quindi FORSE è in procinto di lasciarla

Ma nella realtà i dialoghi non funzionano mai; nei libri i personaggi hanno la risposta giusta, anche quando è sbagliata, nella realtà invece le persone, quando si tratta della verità, non sanno mai cosa dire.
—  Alessandro D’Avenia
-Perchè piangi?
Silenzio.
-Insomma, posso saperlo?
-Non ho niente.
-E allora perchè piangi?
-Ho un peso dentro, è come se fosse ansia.
-E perchè hai quest’ansia? E’ successo qualcosa, no?
-Non è successo niente.
-Non è possibile che non sia successo niente, sai che puoi parlare con me.
-Lo so.
-Allora dimmi; perchè piangi?
-Non lo so.
-Va bene.
Ci fu un abbraccio e ancora silenzio per un paio di secondi, poi la maggiore guardò ancora la piccola cercando una risposta nei suoi occhi, anche se lei sapeva il motivo delle sue lacrime. Poteva leggere benissimo attraverso il suo sguardo come si sentiva ma c’era qualcosa che la bloccava.
Così si fece coraggio e le fece un’ultima domanda.
-Come ti senti?
-Vuota.
E lei annuì, rimanendo in silenzio ancora una volta, per poi tirarla al suo petto e stringerla tra le sue esili braccia cercando di colmare quel vuoto che entrambe portavano dentro.
—  imfallingtopjeces
“Perchè fumi?”
La classica domanda odiata da tutti i fumatori e posta da tutti coloro che si schifano nei pressi di una sigaretta e che con faccia contrita si allontanano.
Oggi però ho deciso di rispondere una volta per tutte a questa domanda. Dire che fumo perchè mi fa stare bene è forse la risposta che utilizzo più spesso,non che sia una bugia,ma obbiettivamente non è una risposta esauriente e spesso mi sento dire “e a cosa serve?”
A nulla. Assolutamente a nulla. Ma a cosa serve piangere quando stai male? A niente? O ad urlare? Non risolve i tuoi problemi,peró ti fa sentire meglio ed è solo quello di cui hai bisogno.
C'è chi butta a terra le cose,chi strilla,chi batte i piedi e piange e poi ci sono quelli come me che scelgono di fumare,per calmarsi,per sentirsi per un attimo liberi,gettando fuori con il fumo tutti i demoni che hanno dentro.
Basta inspirare e successiavamente espirare.
Con questo non voglio incitare a diventare fumatori deteriorandosi i polmoni ma semplicemente dare una risposta alla fatidica domanda “perchè fumi?” :
Fumo per tirare fuori il male,sperando che quello che entra tramite il catrame e la nicotina della sigaretta sia più forte e sconfigga ciò che ho dentro.
—  You-are-my-saviour
Oggi, lezione di filosofia

Prof: “Qual'è per voi il senso della vita?”
Io: “Il senso della vita è quando un giorno ti svegli sorridendo, e non vedi l'ora di vedere qualcuno o di fare una determinata cosa. Quando ti senti completo, appagato. E lì, in quel letto, pensi: ‘Cavolo, sono felice’.”