risposta

Cerco di mettermi l’eyeliner dritto e penso che l’invidia sia un sentimento che proprio non mi appartiene. Non so se dipenda dal fatto che non sia scritto nei miei geni, o dal fatto che  mi hanno sempre insegnato che non siamo soltanto noi ad essere tutti diversi, lo sono anche i nostri percorsi di vita: ci sono troppe variabili in gioco, affinché un’esistenza sia uguale ad un’altra. Forse la risposta sta semplicemente nel fatto che sono troppo impegnata a districarmi tra i miei processi mentali per sprecare inutilmente energie che mi servono per arrivare in fondo alle cose che mi propongo di portare a termine. Sarà forse che, nonostante tutto, sono soddisfatta di quello che ho? Oppure sono troppo concentrata su me stessa. 

Qualche mese fa, una donna molto più grande di me, a cui voglio molto bene, mi disse: invidio la purezza dei tuoi gesti e il fatto che ti rendi incorruttibile e sempre fedele alla tua etica personale. Disse che forse sono soltanto i miei vent’anni, lei era come me e poi si è lasciata trascinare dalla melma dell’opportunismo, perché è giunta alla conclusione che non viviamo in un mondo perfetto. Io so che non viviamo in un mondo perfetto, per carità, gli esseri umani l’hanno reso orribile e bellissimo allo stesso tempo; non so se siano i miei vent’anni o la mia inclinazione personale, ma rinunciare alla mia dignità mi risulta impresa ardua e se c’è qualcosa per cui secondo me vale stare col coltello coi denti è proprio questa. 

Ma resta il fatto che preferisco parlare di Sex & The City, mentre spazzolo i miei cani e penso a tutti i primi che vorrei cucinare. 

Lettera #29

Non scrivo più lettere d'amore da quando non ho più ricevuto risposta. Ma per te farò un'eccezione, magari proverò anche ad essere seria.
Caro ♩
Abbiamo appena chiuso la telefonata e stai scappando con il cuore in gola verso l'ospedale. In momenti come questi vorrei non avere corpo e accompagnarti sempre, ovunque, silenziosa e appagante.
Invece sto qui a combattere con i miei di mali che non so curare. Mi dispiace.
Non so se una macchinina o un dinosauro riescano a farti stare bene come un tempo, se una tavoletta di cioccolato bianco a volte di sottomarca esprima la dolcezza infinita che provo per te o se le mie piccole braccia siano all'altezza dei tuoi abbracci così Grandi, a tratti forse anche soffocanti.
Dico solo che gli anni, fuori da ogni mia possibile previsione, stanno cominciando a passare. E non so ben dire quanto tempo è passato, perché non pesa sulla nostra pelle.
Dico solo che ci conosciamo così tanto che arriviamo ad odiarci. Odiamo le nostre diversità. Ma ci siamo mescolati così bene che non riusciremmo più ad andare avanti l'uno senza l'altra. E lo riconosco, non te lo dico mai, ma lo riconosco anche con un po’ di vergogna.
Quindi adesso, in questo momento difficile, lasciamo imprimere su un foglio e nella tua mente appena ci vedremo, probabilmente in lacrime, quello che penso e provo: ti amo.
Cresciamo insieme. Con cura e amore reciproco. Diventiamo bellissimi e stupendi. Combattiamo il male. E viviamo felici. Con 20 gatti. Senza pelo, però. Sono bellissimi, davvero. Ok, 18 con pelo e 2 senza. E 10 cani. E 5 uccellini. 40 Pesciolini. E una tartaruga, con le frecce sul guscio che ci indicano la via.
È finita la lettera. Sai che non sono brava a salutare.

Con amore infinito, davvero
🎹

Ma nella realtà i dialoghi non funzionano mai; nei libri i personaggi hanno la risposta giusta, anche quando è sbagliata, nella realtà invece le persone, quando si tratta della verità, non sanno mai cosa dire.
—  Alessandro D’Avenia
-Perchè piangi?
Silenzio.
-Insomma, posso saperlo?
-Non ho niente.
-E allora perchè piangi?
-Ho un peso dentro, è come se fosse ansia.
-E perchè hai quest’ansia? E’ successo qualcosa, no?
-Non è successo niente.
-Non è possibile che non sia successo niente, sai che puoi parlare con me.
-Lo so.
-Allora dimmi; perchè piangi?
-Non lo so.
-Va bene.
Ci fu un abbraccio e ancora silenzio per un paio di secondi, poi la maggiore guardò ancora la piccola cercando una risposta nei suoi occhi, anche se lei sapeva il motivo delle sue lacrime. Poteva leggere benissimo attraverso il suo sguardo come si sentiva ma c’era qualcosa che la bloccava.
Così si fece coraggio e le fece un’ultima domanda.
-Come ti senti?
-Vuota.
E lei annuì, rimanendo in silenzio ancora una volta, per poi tirarla al suo petto e stringerla tra le sue esili braccia cercando di colmare quel vuoto che entrambe portavano dentro.
—  imfallingtopjeces
“Perchè fumi?”
La classica domanda odiata da tutti i fumatori e posta da tutti coloro che si schifano nei pressi di una sigaretta e che con faccia contrita si allontanano.
Oggi però ho deciso di rispondere una volta per tutte a questa domanda. Dire che fumo perchè mi fa stare bene è forse la risposta che utilizzo più spesso,non che sia una bugia,ma obbiettivamente non è una risposta esauriente e spesso mi sento dire “e a cosa serve?”
A nulla. Assolutamente a nulla. Ma a cosa serve piangere quando stai male? A niente? O ad urlare? Non risolve i tuoi problemi,peró ti fa sentire meglio ed è solo quello di cui hai bisogno.
C'è chi butta a terra le cose,chi strilla,chi batte i piedi e piange e poi ci sono quelli come me che scelgono di fumare,per calmarsi,per sentirsi per un attimo liberi,gettando fuori con il fumo tutti i demoni che hanno dentro.
Basta inspirare e successiavamente espirare.
Con questo non voglio incitare a diventare fumatori deteriorandosi i polmoni ma semplicemente dare una risposta alla fatidica domanda “perchè fumi?” :
Fumo per tirare fuori il male,sperando che quello che entra tramite il catrame e la nicotina della sigaretta sia più forte e sconfigga ciò che ho dentro.
—  You-are-my-saviour
Oggi, lezione di filosofia

Prof: “Qual'è per voi il senso della vita?”
Io: “Il senso della vita è quando un giorno ti svegli sorridendo, e non vedi l'ora di vedere qualcuno o di fare una determinata cosa. Quando ti senti completo, appagato. E lì, in quel letto, pensi: ‘Cavolo, sono felice’.”