ripiano

Hai presente quando compri una nuova felpa? Hai presente la soddisfazione nel fare l'acquisto, arrivare a casa, e appenderla nell'armadio? Hai presente quando sei tutto emozionato di poterla finalmente mettere? E poi? E poi ti accorgi che la taglia è sbagliata, ma non ci avevi fatto caso. Che le maniche sono troppo lunghe o troppo corte. Che il collo ti stringe a soffocare. Che sulla pancia si formano pieghe orribili. Che dentro, il tessuto punge. Che la zip si inceppa sempre. Che il cordino del cappuccio è sparito nell'asola. Che si sta già sfilando infondo. Che ormai non c'è nulla da fare, se non rimetterla nell'armadio.
Ecco, io mi sento come una di queste felpe, costantemente. Mi scelgono, mi amano, ma poi si accorgono che sono solo un casino, e non hanno voglia di farmi diventare la splendida felpa che avevano scelto. E mi ripongono nell'armadio, così senza guardare. Mi gettano come uno straccio su un ripiano. E non gli interessa cosa provo io. “È solo un'altra stupida felpa, non c'è nulla da fare”.
—  Ilcacciatoredioccasioniperse
Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo “Ti Amo”, senza fornirle altre spiegazioni. E lei non gliene chiese, gli rispose: “Ti Amo”. Il bambino coprì il suo barattolo e collocò l'amore della bambina, per lui, su un ripiano nel proprio armadio. Non potrà mai aprire il barattolo, perché altrimenti perderebbe il contenuto. A lui, bastava sapere che era lì.
—  Jonathan Safran Foer

Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo:
“Ti amo”, senza fornirle altre spiegazioni.
E lei non gliene chiese, gli rispose:
“Ti amo”.
Il bambino coprì il suo barattolo con un coperchio e collocò l’amore della bambina per lui su un ripiano nel proprio armadio.
Ovviamente, non poté mai aprire il barattolo, perché altrimenti avrebbe perso il contenuto.

Gli bastava sapere che era lì.


- Jonathan Safran Foer

“Papà”, ha detto, “ma quando si sposano due donne come fanno a volersi bene?”
“Come fanno tutte le persone del mondo”, ho detto. “Col cuore.”
“Dentro al cuore c'è il bene?”, ha detto.
“Dentro al cuore c'è tutto”, ho detto.
“Perché?”, ha detto.
“Perché il cuore è come un grande armadio, Ginevra”, ho detto. “Ci sono dentro prima di tutto le persone che hai scelto, poi c'è il ripiano dei baci, i cassetti degli abbracci, gli appendini degli sguardi, gli scaffali del male e quelli del bene. Tutto.”
“Melania ha il cassetto dei lecconi sulla faccia!”, ha detto.
“Vero”, ho detto ridendo.
“Papà”, ha detto.
“Cosa?”, ho detto.
“Nei cuori ci sono anche l'amore, vero?”, ha detto.
“Sì, ma non si dice ci sono, Ginevra”, ho detto. “Si dice c'è, l'amore è singolare.”
“Non è vero!”, ha detto seria. “L'amore sono tanti.”
Mi sono zittito e non l'ho corretta più, perché l'amore sono tanti anche secondo me.
Quando la spesa la faccio io.
  • -Dov'è il prosciutto?
  • -Ripiano in alto, dietro le birre.
  • -Le olive?
  • -In basso dietro le birre.
  • -La maionese?
  • -A destra,di fianco alle birre.
  • -Le arance?
  • -nel cassetto, sotto le birre.
Credo nel fatto di vivere in una sola stanza. Una stanza vuota con dentro solo il letto, un ripiano e una valigia. Si può fare tutto dal letto o nel letto – mangiare, dormire, pensare, far ginnastica, fumare – avendo un bagno e un telefono lì vicino.
C'è un certo fascino nelle cose fatte a letto. Anche sbucciare le patate.
—  Andy Warhol, La filosofia di Andy Warhol da A a B e viceversa
Un gioco da bambini.

Sono le piccole cose quelle che mi colpiscono di più, non c'è niente da fare.
Non i grandiosissimi gesti eroici del tipo ‘ehi guardami, ti sto salvando dal maniaco stupratore della Tiburtina chiavandogli due paccheri in faccia’, no.
Sono le piccole cose, dicevo. E’ una rosa comprata senza premeditazione mentre aspettiamo il taxi, è il fatto che quella rosa sia volata dalla mia finestra nemmeno mezz'ora dopo in seguito ad un litigio e recuperata dalla stessa mano che me l'ha regalata (e che l'ha fiondata giù, pure, ma sono solo dettagli). E’ uno sguardo lungo se siamo in mezzo ad altri, è uscire dal locale mentre sto fumando una sigaretta, darmi un bacio e tornare dentro senza dire niente. Sentirsi chiamare ‘amore mio’ prima di dormire.
Ho trovato quel tubetto di dentifricio lì, e lo spazzolino là, e le chiavi di casa sua su un ripiano di camera mia, come se lasciando in ogni angolo cose che gli appartengono avesse voluto rimarcare la sua presenza.
Piccole cose, piccoli dettagli, piccole attenzioni.

Ho fatto la scelta giusta, ora lo so.

Tutorial

Ciao ragazzi! 
Oggi prepareremo insieme la relazione perfetta. Ideale in quasi tutte le stagioni, perfetta come dopocena, a colazione o come pratico spuntino, a seconda dei gusti. 


Occorrente:

  • Passione q.b.
  • Birra q.b.
  • Affetto in polvere (se non lo trovate al supermercato va bene anche l’amore, ma vi avverto che è un po’ più caro)
  • Una puntina di Ragione (senza sentimento, o il composto vi risulterà troppo dolce)
  • Ho già scritto passione?
  • 1 o 2 interessi da condividere

Preparazione:

Stendete su un ripiano la passione e amalgamate bene in modo che non rimangano grumi di razionalità. Se notate che non è appassionante come pensavate, aggiungete altra passione. Mettete in forno, non statico, per almeno 2 ore.

A cottura ultimata spolverateci sopra l’affetto (precedentemente ben filtrato con un setaccio per evitare pezzetti di altre relazioni) e gli interessi. Senza esagerare. Ricoprite, quindi, con la crema di passione e birra che avete avuto l’accortezza di preparare mentre il composto era in cottura.

Ora prendete la ragione con un cucchiaino da thè, e posizionatela in cima alla vostra opera. Mi raccomando, fate attenzione perché ha un sapore molto simile al wasabi, quindi cercate di mettercene il meno possibile o rischierete di pentirvene amaramente.

Ecco, è pronto. Servite caldo, mi raccomando!

N.b. potete anche congelarlo e consumarlo in un secondo momento, ma non sarà mai come prima.