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Come si ripara un danno con le leve e senza verniciatura

Come si ripara un danno con le leve e senza verniciatura

 

 

 

Quando ho iniziato l’attività di Perito Auto, a Genova non si era mai sentito parlare di “tirabolli”. O meglio se ne era sentito parlare come di un fantomatico personaggio che esclusivamente a Torino, nei piazzali Fiat,  riusciva a riparare i danni della grandine in tempi brevi e senza la tradizionale metodologia riparativa di carrozzeria. Certo faceva male vedere raspare la vernice…

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Come dicevano Cochi e Renato

"e la vita la vita

e la vita l’è bela l’è bela

basta avere l’ombrela l’ombrela 

ti ripara la testaaaa

sembra un giorno di festa…”

Questa citazione se la possono ricordare solo quelli che a metà degli anni 70 c’erano… e avevano una televisione.

“Ehi tu?! Ora non lo sai, ma un giorno entrerai nella sua vita.. Cerca di non farla soffrire.. Amala più che puoi. Ripara i danni e porta con te la convinzione che non sarai mai l’unico ad amarla.”

Trovata nella mia città.
Scusate se non si vede bene il primo rigo, ma, sapete.. E’ difficile scattare la foto ad un muro davanti a tremila persone che ti osservano.

Hei tu?! Ora non lo sai ma un giorno entrerai nella sua vita… cerca di non farla soffrire, amala più che puoi, ripara i danni e porta con te la convinzione che non sarai mai l’unico ad amarla. Foto mia,non togliete la fonte.

Una incantevole poesia di Stefano Benni, letta dallo stesso autore ed anche da Giancarlo Cattaneo Parole|Note.
Ditemi voi quale preferite :)

"Anima
ti sembran tempi per parlar dell’anima?
Non ci sono più diavoli,
che la richiedono
preferiscono i titoli
è fuori moda l’anima.
Anima
se ti duole l’anima
non servono antibiotici
i medici si arrendono
non ci sono meccanici
non si ripara l’anima. […]

Empathy Map: l’importanza di calarsi nei panni dei propri clienti
Mi appassionano il marketing e l’innovazione. Nella vita leggo, scrivo e, appena posso, viaggio. Sono la nonna. Attenta osservatrice. Premurosa e pratica accompagnatrice di vita. Porto sicuro in cui ci si ripara. Saggia e densa di esperienze vissute. Sono il bambino. Curioso ed empatico passionario. Sempre pronto a sperimentare. Giocatore di gruppo. Impavido sognatore. Più anima che corpo., 4marketing.biz

Inutile girarci troppo intorno, che si tratti di un’attività online o offline, di coltivare patate o vendere oggetti di design di lusso la domanda cruciale da cui partire è sempre la stessa:

Chi sono …

Ho saputo che stanno iniziando a fare le barbie con curve femminili e brufoli. Bene, è un passo avanti. Ma come sempre, la società ripara agli errori quando il più del danno è già stato fatto. Grazie, ma tanto ormai questa generazione malata è cresciuta con l’idea malsana della perfezione. Grazie, ma il danno ormai è irreparabile. Il concetto di “bello” è troppo legato alla perfezione. Grazie ma, la prossima volta, invece di riparare gli errori fatti, pensate a non farli.

-god-must-hate-us

—  god-must-hate-us

Un signore alla fine della riunione mentre tutti andavano iniziò a parlare della scuola di oggi, che non ci insegna nulla, tra le cose elencate parlava del relazionarsi con le persone, ora è quasi inesistente. Prese come un esempio un sessantesimo anniversario di un matrimonio a cui è stato, dove il nipote dei nonni che festeggiavano chiese al nonno come fosse riuscito a stare con sua moglie tutti quei 60 anni, il nonno rispose “quando una cosa non va, la si ripara, non la si butta per poi comprarne un’altra” la cosa che mi rattrista è che la generazione di oggi è proprio così: appena va male qualcosa allontanano subito le persone, non sanno affrontare il problema, danno la colpa agli altri quando intanto magari la colpa è di entrambi.

Tempo.

Il tempo è nemico per una persona che invecchia, per un bambino cresce e si accorge che la vita non è una fiaba, ed è nemico anche per noi.
Si lo è per noi, che ci siamo persi con poco ed eravamo tanto e ora non siamo nulla.
Il tempo è il nostro nemico perchè inganna, tradisce, regala false speranze.
Il tempo è quella scia di ricordi che ti porti dietro, a qualunque costo.
Il tempo è fatto di giorni che passano, occasioni perse che con molta probabilità non torneranno, di sorrisi timidi, di risate forti e di pianti.
Il tempo è fatto di foglie che cadono, vento e tempesta e pioggia fitta.
Il tempo, poco o tanto che sia, è responsabile di molte cose.
Il tempo di pochi mesi fa ci ha fatto incontrare, per caso.
E sempre il tempo di pochi giorni fa ci ha fatto allontanare.
Il tempo non ripara o sistema le cose, come molti pensano.
Fa solo da sfondo al destino, accompagna le scelte, mette ansia.
È silenzioso, sembra assente e invece è in prima fila, pronto a farci inciampare o a salvarci.
Io questo tempo non lo capisco.

Tutto insieme perché così è meglio.

Vorrei una sala studio con una grande vetrata da cui entra luce. Luce vera, come quella che c’è per strada oggi. Come quella che ti riempie il cuore anche quando stai un po’ di merda, e di luce dentro di te riesci a trovarne davvero poca.
Vorrei forse una casa con una grande vetrata da cui entra tanta luce. Luce come quella che senti dentro quando fuori c’è la nebbia, ma la tua luce è più forte di ogni altra e non solo ti rischiara ma ti riscalda anche.
Credo di aver finalmente capito qual è la motivazione che mi porta ad amare le giornate di foschia, magari con quella pioggerellina fine da cui non ci si ripara neppure coll’ombrello: il fatto che sei proprio tu, e non quello che c’è intorno, a risplendere.
Quando è già bello fuori io non ce la faccio ad essere bella anch’io; è un po’ come quando esco per un compleanno e tutti sono infighettati ed io vorrei solo poter uscire in tuta, o come quando devo rimanere in casa da sola ma mi metto la gonnellina e le calze belle.
È la prima volta che ci rifletto davvero, e devo dire che tutto questo mi sembra così strano che davvero non riesco a capire perché mi accada.
Poi oggi non lo so, il mio cervello corre via veloce e mi si accavallano i pensieri. Stamattina sono stata un po’ male, perché ieri sera ho rivisto un tipo con cui avevo avuto una nonstoria e forse dovrò rivederlo anche altre volte in quelle vesti, nonché l’ho rincontrato oggi per strada ed insomma mi ha fatto capire che gli avrebbe fatto piacere studiare con me ma a me no, a me non avrebbe fatto per niente piacere e piuttosto avrei studiato per strada accanto ad un barbone.
Invece due giorni fa ho rivisto un altro tizio con cui ho avuto un’altra nonstoria, e pur avendoci parlato solo per qualche istante ho avuto poi una stretta allo stomaco per ore, avrei voluto solo raggomitolarmi in un letto e non dover pensare, pensare al fatto che probabilmente sono cotta andata di questo qui nonostante abbia diec’anni in più di me e si imbottisca di psicofarmaci.
È un gran casino, io non so gestire le relazioni, metto le croci sopra le gente che non mi va più e ciononostante continuo a stare male. Ma soprattutto mi vado a beccare tutte persone che stanno fuori peggio di me e che quindi non sono molto d’aiuto nella mia totale incapacità.
Mi piacerebbe davvero, in futuro, riuscire ad avere delle relazioni “normali”, sostituire alle nonstorie delle storie, anche se brevi o malriuscite, ma storie vere e non castelli in aria. E mi piacerebbe davvero, in verità, che questo futuro sia piuttosto prossimo.