ripara

Non è vero che il tempo ripara ogni cosa, non è vero che con il tempo si sta meglio. Non è vero, perché io sto male esattamente come quei giorni lì.
—  freddacomeunpaesaggioavenezia
Ci sono donne che hanno il fascino di uno splendido tramonto o di un’alba. Che ti fanno provare un senso di libertà, di sollievo, di meraviglia. Donne come luoghi, oasi, dove ci si ripara dalle intemperie della vita. Quando le conosci non hai che un desiderio. Tornare a incontrarle, per trovare conforto e riparo.
—  Liberamente estratto da “ Gli Infiniti Adesso dell'Anima”
Agostino  Degas

La vita non è in garanzia. Non è una lavatrice che se si rompe qualcuno te la ripara. Se si rompe, si rompe. Puoi stare fuori dalla vita, costruendoti un mondo di certezze, ma è solo un'illusione. Non puoi farci niente.
—  Fabio volo
Ferite d'oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un'antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore.
—  Concita de Gregorio (via materiasenzanima)
Non vedere ad una spanna dal proprio iPhone.

L'inverno tecnologico nel quale siamo sprofondati ha generato un ammasso di persone che vagano senza guardarsi attorno, con gli occhi fissi sullo schermo del cellulare impossibili da distrarre. Sia tu il rosso di un semaforo o il clacson di un tir che sta per travolgerti. Nessuno più si guarda in faccia, ci si ripara dietro applicazioni di social network dove puoi scrivere a persone che nella vita vera ti stanno pure sul cazzo e non degneresti di una parola non fosse che lì, a portata di mano, ti tolgono quella sensazione di noia che temi più di ogni altra cosa al mondo. Non perdonerò mai la tecnologia per averci fatto perdere il gusto della noia. Così stai per sederti in metropolitana, davanti a questa ragazza senza telefono in mano perché pensi che finalmente qualcosa è cambiato, lei sembra diversa. Tutti gli altri non la notano, come potrebbero? Stanno giocando ad Angry Birds o arando il campo della loro fattoria web. Lei invece è reale e guarda nella tua direzione, troppo profondamente per non essere interessata. Forse è uno spirito affine, qualcuno che come te non si sente a suo agio in questo gelo. Basta un secondo, un incrocio di sguardi apparentemente casuale, del tutto cercato da quando ti sei seduto di fronte a lei. È fatta. Non può essere vero ma potrebbe diventarlo. In quell'istante, ha sorriso. Guardava verso di te e sorrideva. Dietro quelle spesse lenti di quegli strani occhiali che le rendono gli occhi ancora più belli, in una timidezza calcolata. Ha sorriso. Ma non a te, stronzo. Quelli sono i Google Glass e lei ha appena finito di vedere un video di gattini che fanno cose buffe. Abituati amico mio. Il futuro sarà sempre più freddo.

Ma tu davvero pensi che ti abbia dimenticato?
Il tempo non ripara nulla, ci abitua ad accettare le assenze.

Senza titolo da Sara Iommi
Tramite Flickr:
Vicenza. Teatro Olimpico. Percorriamo quattrocentocinquanta chilometri solo per lui, un gioiello delicatissimo di legna, mattone, gesso e stucco incastonato in una città del Nord, bella quanto fredda. Un gioiello immaginato nella testa barbuta del Palladio tesa verso la magnificenza degli antichi, tutta concentrata sullo studio di Vitruvio, fra le lunghe vesti con cui il suo corpo di marmo si ripara, ancor oggi, mentre un piccione inconsapevole gli si appoggia sulla spalla. Palladio che non ha neppure potuto godere della bellezza che aveva creato perché rapito dalla morte. Ma Edipo Re aveva bisogno di una degna scenografia, che venne realizzata ad opera di Scamozzi, in una prospettiva cittadina che taglia il fiato, ancora intatta, sopravvissuta allo scempio della guerra, pazzia che non è stata altrettanto clemente col suo fratello maggiore (solo per dimensioni), il Farnese. Il proscenio, bianchissimo, al limitare di questa lignea Tebe immortale, a far scorgere o nascondere prospettive diverse a seconda della posizione dell'osservatore, centro del mondo. Tutto il portico ornato di nicchie e statue che rappresentano chissà quali eroi antichi. Un cielo ricamato da nuvolette grasse e gentili a proteggerci la testa. Ci siamo seduti sulla delicata cavea immaginando chi, e come, nel cinquecento, l'aveva popolata, se anche il suo cuore si fosse fermato per tutto il tempo della propria permanenza in quell'angolo d'infinito, ci sembrava di disturbare la bellezza e la contemplazione ammirata degli altri visitatori persino con il modesto click della macchina fotografica. Il nostro silenzio concentrato si appoggiava sulla corona di statue come polvere. La scarsa luce che filtrava dalle uniche finestre in alto, aiutata da scenografiche lampade, ci drogava di sensazioni. Neanche il panorama dal monte Berico contornato dalle dolomiti innevate - dopo una veloce visita stitica al museo del risorgimento e della resistenza, trionfo di feticissimi cadaveri di ferraglia, più che avara memoria ritrovata superstite solo in alcuni vecchi scatti delle due guerre - ha potuto più meravigliarci. Neanche il centro storico con splendidi palazzi rinascimentali, abbracciato dal fiume. I nostri occhi erano sazi, il rumore della pioggia sul parabrezza, dolce melodia soporifera, chiamava a gran voce solo voglia di casa, odore di zuppa e ricordi.

Tu sei sicura di non volere di meglio?
Io odio questa domanda, l'ho odiata follemente perché sapevo che di meglio non potevo avere, ma tu, che ora stai piangendo, sei sicura di non meritare di più?
E so che questo non cambia minimamente le cose, so che questo non asciuga le lacrime e non ripara le ferite, però tu puoi avere di meglio, e il meglio è là fuori e arriverà.
Meriti un amore che ti faccia venire i brividi per l'emozione e asciughi queste lacrime.
Meriti un amore che ti dia un pezzo del suo cuore, no che riduca sempre a brandelli il tuo.
Meriti un amore presente, costante, e attento, no mutevole come il vento.
Meriti un amore che ti dia ogni buongiorno e ogni buonanotte, no che ti lasci passare giornate intere davanti a uno schermo, in attesa di quel messaggio che non arriva.
Meriti un amore che ti renda felice, entusiasta del mondo e della vita, e che non ti porti a prendere un bicchiere di più per scacciare i pensieri.
Meriti un amore che venga a vederti, ad abbracciarti, a proteggerti, no che dica solo di volerlo fare, senza farlo mai.
Meriti un amore che sia maggiore delle tue aspettative, no che ti faccia credere di aver sbagliato ad averne.
Meriti un amore che ti faccia sentire bella, perfetta e amata, no che ti faccia guardare allo specchio e pensare di dover cambiare qualcosa per piacere a lui.
Meriti un amore all'altezza dell'amore che dai. E le persone che amano così, come amo io, come ami tu, sono destinate a trovarlo questo amore.
Quindi so che adesso non ti aiuto, so che adesso non sano le tue ferite e non cambio un bel niente, ma tu meriti di meglio, e io so che quel meglio arriverà e riuscirà a sistemare ogni cosa.

-Ilpesodellatuaassenza

L'AMORE NON FA RUMORE:

vibra ad un canto impercettibile per le orecchie, suona la musica dell'anima. L'Amore si nutre: con sguardi, con silenzi, con piccole carezze. L'Amore si ripara: dall'invidia, dalla ferocia, dall'indifferenza. L'Amore non ha fretta: vive nell'umido tepore dell'attesa, della presenza

Vincent Navire