rinvenuto

“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. Il biglietto che lo scrittore Cesare Pavese lasciò nella camera dell'albergo Roma di Piazza Carlo Felice, a Torino, prima di suicidarsi ingerendo più di dieci bustine di sonnifero, il 27 agosto del 1950. Il foglietto dalla grafia di colore violetto, annotato a matita sul retro di una comune scheda di prestito bibliotecario, fu rinvenuto sul comodino a fianco del letto fra le pagine dei “Dialoghi con Leucò”.

Sapeva […] che il campo dischiuso al musicista non è una meschina gamma di sette note, ma una tastiera incommensurabile, quasi del tutto ancora sconosciuta, dove qua e là, separati da dense tenebre inesplorate, soltanto alcuni dei milioni di tasti di tenerezza, di passione, di coraggio, di serenità che la compongono, ciascuno diverso dagli altri come un universo rispetto a un altro universo, sono stati scoperti da alcuni grandi artisti che, ridestando in noi il corrispettivo del tema rinvenuto, ci rendono il servigio di mostrarci quale ricchezza, quale varietà celi a nostra insaputa la grande notte impenetrabile e scoraggiante della nostra anima che noi scambiamo per un vuoto, per un nulla.

Marcel Proust - Alla ricerca del tempo perduto - Dalla parte di Swann

Il gioco dell'odio interiore.

Ieri notte, in una casa piena di cimeli abbandonati da secoli, qualcuno ha rinvenuto questo vecchio gioco di società per adulti chiamato Scruples.
In teoria dovresti porre le domande per generare dubbi morali, ma trent'anni di distanza (pubblicato per la prima volta nel 1984) posizionano le questioni tra il raccapricciante, il grottesco e l'esilarante.
Ecco alcuni esempi:

01. Sputtaneresti mai un GRASSONE (no ma davvero, grassone?) che per sbaglio rompe una sedia?
02. Hai la sfiga di avere un figlio iscritto ad una setta dove la gente non può toccare il proprio corpo (ma quindi come fanno a vestirsi?), non pensi sia meglio lasciarlo morire?

03. Non avete soldi ma avete uno zio che ricatta la gente, vedi a volte la fortuna, chi non lo vorrebbe uno zio così.
04. Non avevo idea di che lavoro facesse mio fratello finché non ho visto la lettera di natale del KGB “Grazie per i segreti militari donati quest'anno!”.

05. Vostra figlia dice di essere omosessuale? Ditele di no!
“Mamma sono gay”
“Ma no che non lo sei”
“Mamma mi piace la figa”
“Allora stasera niente pizza”
06. Cosa vuol dire un cane DOPPIAMENTE incontinente? Cioè già prima lo era? C'ha il difetto magari è bucato.

07. L'amico gay di famiglia non può stare con i vostri figli perché ovviamente sarà anche pedofilo.
08. Chi non ha un amico terrorista!
“Come sta Mario?”
“Mario chi? Il pizzaiolo o il terrorista?”

09. Non vi dà fastidio che la gente capisca le vostre origini non solo a causa del colore della pelle?
10. Di questa mi piace il “gay” tra virgolette con la traduzione (omosessuale) tra parentesi, per chi non se la cava con l'inglese.

11. Ma che cazzo di effetti vi fa l'alcol per dio statevene a casa.
12. Questa è forse la più cattiva, oltre ad avere un fratello che non sta bene gli date pure del ritardato e lo confinate in mezzo ai suoi simili.

13. Beccate un povero ragazzo probabilmente scappato da un ospedale che come solo desiderio ha l'andare al mare ma voi dovete denunciarlo alla polizia perché non merita di essere felice.
14. Se siete donna e non volete sposarvi beh, l'unica soluzione è farvi mettere incinta senza dire niente ad uno che un po’ vi aggrada, scordatevi la convivenza e di mettere al mondo un pargolo senza la benedizione del matrimonio.

Forse non dovrei scherzarci su, ma un minimo mi auguro sia cambiata la società dall'84 ad oggi. Cioè sì, sicuramente nessuno oggi se la prenderebbe con un cane incontinente.

CREEPY STORIES
- Rumori nella notte

Elisabeth si trovava nel letto. Come tutte le sere, prima di spegnere la luce, accarezzò il suo cagnolino, che si metteva a dormire sempre in fondo al letto.
Quest'ultimo le leccò la mano ed Elisabeth si decise a spegnere la luce e ad addormentarsi.
Nel cuore della notte la ragazza si svegliò: sentiva un rumore provenire dal bagno, come se qualcosa sgocciolasse. Non ci fece troppo caso, e per tranquillizzarsi accarezzò a luci spente il suo cane, che come suo solito le leccò la mano, e lei si riaddormentò.
Poche ore dopo, però, continuando a sentire quel rumore, Elisabeth si svegliò nuovamente e stavolta si accorse che il suo cane non c'era. Si recò quindi in bagno, intenzionata a trovare la causa del rumore.
Vide il suo cane impiccato sopra alla vasca, con il ventre aperto che gocciolava sangue.

Articolo di giornale:
New York, 1999: cadavere di una giovane ragazza rinvenuto nel bagno della sua abitazione, accanto a lei ritrovati il corpo del suo cane sventrato e un biglietto con scritto: “anche gli assassini sanno leccare le mani”.