rinfacciano

Sono complicato, lo so.
Se lascio qualcuno mi assicuro per un po’ di tempo che stia bene e non male per colpa mia, se sta male le parlo per farla stare meglio.
Mi assicuro sempre di fare qualcosa per le persone, in modo che non mi rinfacciano che non ho fatto niente per loro.
Se vedo che una persona mi prende in giro divento cattivo, divento freddo e fatichi a riprendermi perché per me la verità viene prima di tutto. Sono paranoico perché ho avuto una vita di merda , ho sempre avuto paura che le persone se ne andassero e quindi fatico a fidarmi.
Monologo - I’ll move mountains

Ma tu lo hai capito cosa vogliono da noi Jack? Lo hai mai capito cosa ci chiedono tutti loro da noi, ogni singola volta ogni occasione ogni momento dalla mattina alla sera, cosa pensano noi gli possiamo dare, cosa pensano noi gli possiamo dire, quali risposte quali certezze quali mancanze quali malinconie possiamo ricreare dalle nostre vite per incastonarle nelle loro e riempirgli tutti i vuoti lasciati da quegli ingranaggi impazziti che sono stati i giorni e gli eventi, tu lo sai Jack? Che io li vedo, li vedo ogni volta che cammino, in ogni riflesso, in ogni vetro, in ogni finestra scurita in ogni specchio in ogni pozzanghera, tutti loro, tutti noi, tutti i me, i te, tutte le immagini che mi tornano indietro di tutte le scelte non compiute di tutte le vite non vissute di tutti i se i ma i forse i eppure gli allora tutta la parata delle parole che si usano per giustificarsi dei fallimenti di imprese mai volute iniziare davvero, tutti i termini che sono solo bandiere bianche alzate alla vita per aver avuto troppo coraggio da sconfitti, troppa paura di poter forse una volta tanto vincere, che non si sa mai niente della vittoria, non si sa mai cosa farsene di una vittoria, arrendersi è sempre stata la scelta migliore di chi può rimanere fermo al proprio posto e lasciare che gli altri risolvano gli eventi al suo posto, ma tu davvero Jack lo sai perchè tornano sempre a guardarci da ogni specchio queste persone che abbiamo abbandonato nel passato, questi scarti di individui che non siamo mai diventati, cosa ci rinfacciano di così impellente da non poterci neanche lasciare il diritto d’illuderci che magari una volta tanto abbiamo compiuto una scelta giusta?
Io non ho risposte da dare a questi fantasmi del passato dannazione, non ho neanche risposte da dare agli spettri del futuro figuriamoci se ho la forza di girare il collo a guardarmi indietro mi sono messo gli occhi sul culo per poterlo fare, per guardare davvero tutte le stronzate che sono uscite dai giorni ma non basta Jack, non basta mai, non s’impara un cazzo dalla vita quando continui a seguire i copioni scritti dagli altri, non fai altro che ripetere battute a memoria per mostrare a chissà quale regista nascosto che hai imparato alla grande la tua parte che fai parte del grande spettacolo che sei perfettamente inserito nel sistema, sai fare a volte il rivoluzionario ed a volte il reazionario, quello che va più di moda al momento lo fai alla grande Jack, perchè che ti frega di avere davvero qualcosa di tuo da offrire al mondo se tutto quello che il mondo ti chiede è essere qualcosa di meglio, qualcosa di diverso, qualcosa che sia un non-te, un non-vero, quanto ti fa male quanto ti chiedono di essere più spontaneo Jack e tu spontaneo già lo eri ed allora che cazzo devi fare, che cazzo devo fare Jack, fingere di non fingere ma che cosa mi stanno chiedendo di mentire alle mie stesse menzogne finchè non mi spezzo a metà e non rimane più niente se non due persone che prendono due strade diverse senza mai incontrarsi, parole senza senso e pensieri senza meta, perchè dovevo essere così spontaneo da prendere per il culo tutto, tutti, la vita, me, Dio, anche te Jack, prenderei per il culo anche te se fossi spontaneo davvero, ma che ne sai in fondo di cosa sia la spontaneità che neanche esisti al di fuori di questo Bar, di questo bancone occipitale, di quegli scaffali parietali, di quel grembiule temporale, ma cosa ne sai tu di come va il mondo al di fuori di questo bar incastonato in chissà quale cranio di chissà quale persona, ma che ne so io stesso che continuo comunque a venire qui a bere qualcosa di cui non ricordo il nome in una via di cui non ricordo neanche gli incroci per uscire da qui e dimenticarmi tutto quello che ci siamo detti.
Ma mi hai mai dato una risposta Jack o ho sempre fatto tutto da solo, ho sempre deciso tutto io quello che mi dicevi e quello che mi facevi quello che mi bevevo e dove mi sedevo, ho sempre immaginato tutto Jack? Sei stato tu davvero così tanto spontaneo e naturale da prendermi per il culo al punto da farmi credere che le cose stessero finalmente andando bene, che avessi finalmente trovato qualcuno dove potermi adagiare, non qualcosa, ma qualcuno, mi hai davvero preso per il culo così tanto oppure sono io che mi sto prendendo per il culo sperando che sia una presa per il culo, e invece sto veramente bene, è finito veramente tutto, e tu davvero mi stai dicendo che le cose vanno bene, che posso fermarmi, che posso smettere di annaspare e soffocare Jack, tu lo sai se questa è la fine, è l’inizio, o è solo un altro salto nel vuoto degli eventi, che oggi ho solo domande e non ho risposte, ho solo riflessi e non ho più una riflessione, oggi parlo a raffica ma sono solo una mitragliatrice di emozioni che ha il grilletto rotto e non può più fare altro che non sia spararle nel mucchio sperando di esaurire i colpi e di non beccare nessuno, o toccherà davvero prendersi la responsabilità di ciò che si prova.
Io non lo so, Jack, so che ho visto un bambino che non aveva niente con la vita negli occhi e la morte nel cuore, che ad un angolo di strada neanche chiedeva, ti fissava e basta, e con occhi del genere mi sono sentito io morire, Jack, era Gerusalemme quel bambino, aveva una guerra dentro così silenziosa che sarei morto sotto il bombardamento di quel mutismo, di quello sguardo, e lì ho rivisto tutto quello che sono stato, e come sempre quando ti guardi troppo a lungo negli occhi Jack ho fatto l’unica cosa che fanno gli uomini coraggiosi e sani, lo sai?
Sono scappato.

Ho questi attacchi d'ansia improvvisi che mi fanno smettere di vivere per secondi, minuti, anche ore intere.
Fanno male e rinfacciano cose passate che tornano.
Tornano a tagliarti la pelle, tornano come due dita in gola, tornano come un senso di colpa, tornano come un piatto scansato.
Loro tornano ed io resto immobile.
Come quando vedo il mostro che mi terrorizza, come quando qualcuno se ne va e tu non riesci a rincorrerlo.
Rimango immobile come una statua.
Fredda.
E non conosco nessuno che resta ad amare un corpo freddo.
Lo so che in questi anni ho commesso tanti errori, ne sono consapevole.
Ma odio quando le persone me lo rinfacciano, cazzo quanto lo odio.
Chi siete voi per giudicarmi? Fattevi n'anfiteatro de cazzi vostri, oh!
—  quelquindicisettembre.

Non mi infastidisce il 14 febbraio. É un giorno come un altro. Mi infastidiscono quelle persone che ti rinfacciano la tua mancanza di amore, di qualcuno che ti faccia sentire necessario. E poi perché il 14 febbraio? Per farmi ricordare che non c’é nessuno che mi abbraccia e mi riscalda mentre fa freddo?

— 

Itgoesontoday

Il corpo di Barr, una riproposizione

Dopo le ultime sui cromosomi vi riaggiorno con un vecchio post sul corpo di Barr.

A sinistra il cromosoma X. A destra l’Y. 

Ogni volta che mostro questa foto, tutte le donne (che hanno 2X) pensano subito “Ah, allora noi siamo più intelligenti dell'uomo” (che ha un X e un Y). Questo solo perché il cromosoma X è molto più grande dell’Y e poi ne hanno due. 

Per confutare questa cosa basterebbe guardarsi un dibattito Clinton-Trump, ma per evitare insulti, a ragione, useremo gli studi di Barr le intuizioni scientifiche di Lyon, un ricercatore inglese degli anni ‘60.

Ogni essere umano riceve 2 identici cromosomi da mamma e papà. Di solito sono le uniche cose che non vi rinfacciano mai.

Ora, una donna riceverà 2 X, una per parte, mentre l'uomo una X da mamma e una Y da papà. Qua viene il difficile. La donna, a differenza dell'uomo, avrà dei geni doppioni perché ha 2 volte lo stesso cromosoma X. La cosa potrebbe creare dei grossi problemi: esprimere 2 volte lo stesso concetto, crea confusione. Quindi, per evitare ciò, ogni singola cellula del vostro organismo inattiva uno dei due cromosomi X.  L'intuizione di Lyon, infatti, ci dice che dopo 8 giorni dalla fecondazione, ogni cellula, a caso, inattiverà uno dei 2 cromosomi X, così da evitare scompensi di dosaggio.

Il cromosoma inattivato sarà chiamato corpo di Barr, in onore di Murray Barr, il primo scienziato che  notò questo “corpo condensato”. 

Dunque, la morale della favola è che ogni donna avrà sempre e solo una delle 2 X funzionante e questa sarà stata scelta a caso e per ogni cellula non sarà mai la stessa. Tenetelo bene a mente quando le starete per chiedere di uscire. 

Mollo tutto e vado a vivere da solo. (Mamma, ho bisogno di te!)

Ho alcuni amici che da quando sono indipendenti e vivono soli perché il lavoro li ha portati ad allontanarsi dal focolare domestico, si lamentano spesso di quanto sia faticoso occuparsi della casa, di fare le pulizie, di provvedere alla cena e bla bla. Sentono la mancanza di mammà e soffrono a stare lontani da casa. Gli stessi che, ancor prima di vivere tutto ciò, non ne potevano più di condividere lo stesso tetto con mammà e papà, non tolleravano certe oppressioni, perché erano grandi e volevano essere indipendenti, e si sentivano prontissimi a questa vita. Persone che non sapevano fare nulla e si scocciavano anche di sistemare il letto, che se fosse stato per loro avrebbero vissuto nel caos e nella sporcizia. Hanno dovuto imparare tutto e ora, che nessuno provvede a loro, odiano il disordine.

Il fatto è che a parole siamo tutti bravi a dire di essere pronti ad affrontare una vita da soli, la prima sono io. Certa gente è convintissima. A volte ho chiesto a mia madre come facesse a tollerare di dover pulire i fornelli e lavare i piatti tre volte al giorno, di dover fare ogni giorno le stesse cose quasi in modo meccanico. Mi sono capitati periodi in cui sono stata a casa senza mia madre, e ho odiato fare sempre le stesse cose, ma le facevo perché mi piace la casa pulita. Fatto sta che è faticoso portare avanti una casa, e il lavoro delle casalinghe viene sottovalutato, spesso anche da un marito o da un figlio che ti rinfacciano che se ti occupi solo della casa non fai nulla, come se poi, tornare a casa e trovare tutto pulito, sia una cosa da niente. Invece, è brutto tornare a casa e trovare tutto sottosopra, trovare il vuoto e vedere che nessuno si è occupato di te. Occuparsi di una casa e darle un ordine vuol dire anche occuparsi degli altri, preoccuparsi di far stare bene chi dopo una giornata di lavoro si aspetta di aprire la porta di casa e trovare un posto accogliente, caldo e confortevole, dove le pentole borbottano perché qualcuno sta cucinando per te.
Immagino sempre che un giorno, lavorando, sarà faticoso fare entrambe le cose e che mi mancherà questa vita pacchiana da studentessa, di cui voglio liberarmi il prima possibile. Credo di saper portare avanti una casa, ma non mi sento di recitare la parte della donna matura che farebbe tutto con grande nonchalance, conciliando impegni lavorativi e casalinghi. Già piango.
L’indipendenza è bella, ma riconoscere, ogni tanto, i sacrifici che fanno le persone che ci crescono e che si preoccupano di non farci mancare nulla, è ancora più bello.

Un amico ha regalato alla madre uno smartphone per comunicare su whatsapp e farsi dire come si fanno le cose. La madre visualizza e non risponde.