rincorsi

15.07

“Ho la testa ai primi 7 giorni,
insieme sempre: 24 ore.
Ed è passato ancora molto tempo,
ma sono sequestrata sempre dal tuo odore..
E ridi, ridi, ridi!
Ridi sempre, amore mio!
La sincerità è la madre di ogni vizio,
quindi adesso penso a te,
che ti ascolto parlare
da dietro il mio muro e
ciò che ora divide,
ci unirà in futuro! [..]
Ma piangi, piangi, piangi!
Piangi pure, se lo vuoi.
Il destino che connette ogni mondo
un giorno mi portò a te,
e ti rincorsi per caso
e fu surreale:
l'amore che urlasti
fu forte da far male! [..]
Magari un giorno avremo un posto anche noi,
in questo mondo che all'amore non sa arrendersi.
Mentre cammino,
il mondo ha il tuo nome
e mi sembra migliore..”

Era finita la scuola da pochi giorni, quindi avevo più tempo per uscire e per sfruttare questi ultimi mesi, prima di partire per un anno, per stare con lei.
Eravamo al centro commerciale e avevamo appena litigato perchè, come tutti i ragazzi su questa Terra, sono un coglione.
“Fai quel cazzo che ti pare!” mi urlò dietro.
Gridò quella frase, si girò e iniziò a camminare verso una destinazione che non sapeva nemmeno lei quale sarebbe stata.
Mi sentivo stupido, ma pensavo a quanto bella fosse quando si arrabbiava.
Sorrisi stupidamente, ma poi, tornato nel mondo reale, la rincorsi.
Stava andando verso i bagni, ma prima che entrasse la fermai, le presi la mano e la portai con me in un piccolo spazio dove potemmo parlare più tranquillamente.
“Ehi..” le dissi cercando i suoi occhi verdi.
Mi guardò e pensai – Quanto sei bella – poi le chiedi: “Puoi spiegarmi i tuoi problemi e del perchè hai fatto tutta questa sceneggiata?”
“E tu perchè devi sempre fare il coglione con tutte?”
“Ma se nemmeno stiamo insieme, che problemi ti fai? Sarai mica gelosa? Non cre..”
“Si! Si cazzo che sono gelosa!” mi urlò dietro senza che potessi finire la frase.
“Gelosa?” dissi balbo, quasi senza voce.
Forse ero contento di questo, ma poi pensai a quell’ anno lontano da qui, lontano da lei e tornai al mondo reale.
“Si sono gelosa… Perchè.. ” esitò.
Io non sapevo cosa fare, probabilmente avrei voluto baciarla, ma avevo paura di sbagliare.
“Sei un coglione” disse.
“Si, sono un coglione” confermai.
“Sei uno stronzo”
“Si, sono uno stronzo”
“Sei un lurido stronzo”
“E tu bellissima”
“Sei un faccia di merda”
“E tu hai degl’ occhi bellissimi”
“Stai qui” disse.
“Io?” le sorrisi “Perchè dovrei?” chiesi poi.
Sembrava che la nostra piccola lite fosse finita lì, ma ne fui certo quando mi disse “Perchè devo star bene e mi servi tu”
La baciai.
Per un momento non pensai a nulla, non pensai di aver commesso qualcosa di sbagliato, non pensai se quel bacio avrebbe potuto compromettere la nostra amicizia, pensai solo ai suoi occhi.
Li vidi, sentii quelle parole, sentii che dovevo fare qualcosa e nient'altro.
Avevo voglia di baciarla, così lo feci, anzi, non smisi di farlo.
Non capivo se lei non li volesse, so che io li volevo e la volevo.
Così quella fu la prima volta che mi sentii di nuovo vivo e ora che ho lei, le mie giornate iniziano con il sorriso.