rincorsi

Era finita la scuola da pochi giorni, quindi avevo più tempo per uscire e per sfruttare questi ultimi mesi, prima di partire per un anno, per stare con lei.
Eravamo al centro commerciale e avevamo appena litigato perchè, come tutti i ragazzi su questa Terra, sono un coglione.
“Fai quel cazzo che ti pare!” mi urlò dietro.
Gridò quella frase, si girò e iniziò a camminare verso una destinazione che non sapeva nemmeno lei quale sarebbe stata.
Mi sentivo stupido, ma pensavo a quanto bella fosse quando si arrabbiava.
Sorrisi stupidamente, ma poi, tornato nel mondo reale, la rincorsi.
Stava andando verso i bagni, ma prima che entrasse la fermai, le presi la mano e la portai con me in un piccolo spazio dove potemmo parlare più tranquillamente.
“Ehi..” le dissi cercando i suoi occhi verdi.
Mi guardò e pensai – Quanto sei bella – poi le chiedi: “Puoi spiegarmi i tuoi problemi e del perchè hai fatto tutta questa sceneggiata?”
“E tu perchè devi sempre fare il coglione con tutte?”
“Ma se nemmeno stiamo insieme, che problemi ti fai? Sarai mica gelosa? Non cre..”
“Si! Si cazzo che sono gelosa!” mi urlò dietro senza che potessi finire la frase.
“Gelosa?” dissi balbo, quasi senza voce.
Forse ero contento di questo, ma poi pensai a quell’ anno lontano da qui, lontano da lei e tornai al mondo reale.
“Si sono gelosa… Perchè.. ” esitò.
Io non sapevo cosa fare, probabilmente avrei voluto baciarla, ma avevo paura di sbagliare.
“Sei un coglione” disse.
“Si, sono un coglione” confermai.
“Sei uno stronzo”
“Si, sono uno stronzo”
“Sei un lurido stronzo”
“E tu bellissima”
“Sei un faccia di merda”
“E tu hai degl’ occhi bellissimi”
“Stai qui” disse.
“Io?” le sorrisi “Perchè dovrei?” chiesi poi.
Sembrava che la nostra piccola lite fosse finita lì, ma ne fui certo quando mi disse “Perchè devo star bene e mi servi tu”
La baciai.
Per un momento non pensai a nulla, non pensai di aver commesso qualcosa di sbagliato, non pensai se quel bacio avrebbe potuto compromettere la nostra amicizia, pensai solo ai suoi occhi.
Li vidi, sentii quelle parole, sentii che dovevo fare qualcosa e nient'altro.
Avevo voglia di baciarla, così lo feci, anzi, non smisi di farlo.
Non capivo se lei non li volesse, so che io li volevo e la volevo.
Così quella fu la prima volta che mi sentii di nuovo vivo e ora che ho lei, le mie giornate iniziano con il sorriso.
—  ricorodunbacio

Ho bisogno che tu mi guardi negli occhi, che mi dica che va tutto bene, che tu ci sei, che non te ne vai, che va bene essere come sono, che tutto questo passerà, che mi porterai lontano, che faremo colazione all’alba sulla spiaggia, che faremo il bagno a mezzanotte, che mi pettinerai i capelli per togliere i nodi, che comprerai i fiori freschi da mettere nelle bottiglie di liquore che svuoteremo la sera prima, che mi terrai la mano anche quando ti respingerò, che nessuno si metterà tra noi, che avrai sempre l’accendino per le sigarette, che se fa freddo mi presterai il tuo maglione, che i tagli guariranno, che il sangue smetterà di uscire fuori e che resterà dove deve stare, nelle vene, che scriveremo sui muri i nostri nomi, che con le cuffie canteremo a squarciagola, che rideremo di cuore, che respireremo a pieni polmoni dopo esserci rincorsi per metri e metri, che mi toglierai le sbavature di eye-liner sulla faccia, che mi chiederai se hai i segni del mio rossetto, che mi dirai che é ancora presto per tornare a casa, che scatteremo tante foto con una polaroid, che riempirai il muro con le nostre immagini, che ci scriveremo addosso con i pennarelli indelebili, che ci dedicheremo canzoni e poesie.
E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, libri, pezzi di cuore.
Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme.

Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei.

—  Ilcuoretrafittobenedicelafreccia
Ho bisogno che tu mi guardi negli occhi, che mi dica che va tutto bene, che tu ci sei, che non te ne vai nonostante tutto, che va bene essere come sono, che tutto questo passerà, che mi porterai lontano da tutti con la macchina, che faremo colazione all’alba sulla spiaggia, che faremo il bagno a mezzanotte vestiti, che mi pettinerai i capelli per togliere i nodi, che comprerai i fiori freschi da mettere nelle bottiglie di vodka che svuoteremo la sera prima, che mi terrai la mano anche quando ti respingerò come una cogliona, che NESSUNO si metterà tra noi, che avrai sempre l’accendino per le sigarette che ci fumeremo, che se fa freddo mi presterai la tua felpa, che scriveremo sui muri i nostri nomi, che con le cuffie canteremo a squarciagola le nostre canzoni, che rideremo di cuore come solo noi sappiamo fare, che respireremo a pieni polmoni dopo esserci rincorsi per metri e metri, che mi toglierai le sbavature di mascara sulla faccia, che mi dirai che é ancora presto per tornare a casa e resteremo abbracciati forte, che scatteremo tante foto, che crescerai con me, che saliremo ancora sui treni per incontrarci, che passeremo delle serate stupende in discoteca, che arriverà il giorno in cui faremo l'amore e farlo per ore e ore, che ci scriveremo addosso con i pennarelli indelebili che ci amiamo, che ci dedicheremo canzoni e poesie.
E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime insieme, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che mi arrabbierò ma tu mi bacerai per fare pace, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, pezzi di cuore. 
Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme come abbiamo sempre fatto e che saremo più forti di prima. Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei. Buonanotte salvezza mia, ti amo.
Ho bisogno che tu mi guardi negli occhi, che mi dica che va tutto bene, che tu ci sei, che non te ne vai, che va bene essere come sono, che tutto questo passerà, che mi porterai lontano, che faremo colazione all’alba sulla spiaggia, che faremo il bagno a mezzanotte, che mi pettinerai i capelli per togliere i nodi, che comprerai i fiori freschi da mettere nelle bottiglie di liquore che svuoteremo la sera prima, che mi terrai la mano anche quando ti respingerò, che nessuno si metterà tra noi, che avrai sempre l’accendino per le sigarette, che se fa freddo mi presterai il tuo maglione, che i tagli guariranno, che il sangue smetterà di uscire fuori e che resterà dove deve stare, nelle vene, che scriveremo sui muri i nostri nomi, che con le cuffie canteremo a squarciagola, che rideremo di cuore, che respireremo a pieni polmoni dopo esserci rincorsi per metri e metri, che mi toglierai le sbavature di eye-liner sulla faccia, che mi chiederai se hai i segni del mio rossetto, che mi dirai che é ancora presto per tornare a casa, che scatteremo tante foto con una polaroid, che riempirai il muro con le nostre immagini, che ci scriveremo addosso con i pennarelli indelebili, che ci dedicheremo canzoni e poesie.
E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, libri, pezzi di cuore. 
Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme.
Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei.
Ho bisogno che tu mi guardi negli occhi, che mi dica che va tutto bene, che tu ci sei, che non te ne vai, che va bene essere come sono, che tutto questo passerà, che mi porterai lontano, che faremo colazione all’alba sulla spiaggia, che faremo il bagno a mezzanotte, che mi abbracerai ogni qualvolta che avrò lo sguardo perso nel vuoto, che mi terrai la mano anche quando ti respingerò, che nessuno si metterà tra noi, che avrai sempre l’accendino per le sigarette, che se fa freddo mi presterai il tuo maglione, che i tagli guariranno, che il sangue smetterà di uscire fuori e che resterà dove deve stare, nelle vene, che scriveremo sui muri i nostri nomi, che con le cuffie canteremo a squarciagola, che rideremo di cuore, che respireremo a pieni polmoni dopo esserci rincorsi per metri e metri, che mi dirai che é ancora presto per tornare a casa, che scatteremo tante foto, o che tipo andremo a farcele in una di quelle cabine che si trovano in mezzo alla strada e magari la attaccheremo in stanza, che riempirai il muro con le nostre immagini, che ci scriveremo addosso con i pennarelli indelebili, che ci dedicheremo canzoni e poesie.
E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, libri, pezzi di cuore.
Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme. Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei.
Mi ricordo la prima volta che ti ho visto.
Ho incrociato i tuoi occhi tra mille altri sguardi.
Ci siamo bloccati tra la folla, con i tuoi amici che ti spingevano e continuavano a parlarti.
Ma noi non ci muovevamo.
Incatenati da uno sguardo.
Ci eravamo riconosciuti.
Tra mille altre paia di occhi, il marrone dei tuoi che inchiodava quello dei miei.
Restavamo senza fiato, come se ci fossimo rincorsi una vita e finalmente ci fossimo trovati.
—  Sonounnumeroprimo
Ci siamo distrutti,
annientati,
demoliti,
rovinati,
sfiniti,
scavati,
fatti fuori,
disfatti,
sfiancati,
svuotati,
lesionati,
danneggiati,
avviliti,
abbattuti,
rotti,
devastati,
stravolti,
feriti,
deteriorati,
sciupati,
rincorsi,
stancati e si,
anche amati.
—  Tumblr.
Più le persone si allontanano da me e più sento il bisogno di allontanarmi da loro. Hanno tutti sbagliato ad andarsene per vedere se li avrei rincorsi. Non riesco a inseguire chi se ne va. Io sono per chi resta, nonostante tutto.
Ma con te è diverso. Giuro che non so cosa succede dentro di me quando si tratta di te, io ci riproverei fino al punto di scoppiare, fino al punto di farti capire che sono io che deve stare a fissare i tuoi occhi, perchè li saprei apprezzare meglio. Ti rincorrerei anche solo per un tuo braccio, come quelli che mi davi un tempo e che non hai più trovato il coraggio di darmi ancora, o forse adesso non ti interessa nemmeno più,nemmeno un briciolo. Ma tu dimmi come posso guardarti e non immaginarci insieme. Dimmi come posso dimenticare tutto quanto e pensare a ciò che sarebbe potuto succedere se tu fossi qui con me.
—  Nisa.
Il problema di quando una persona si comporta sempre bene, è che quando smette di farlo si nota. E passa anche per quella che si comporta male, non pensando che magari la colpa è propria, un pensiero che non arriva mai perché si era troppo abituati alla situazione di sempre. E si sa, “abitudine” a volte si confonde con “giusto”.
Perciò sono arrivata a una conclusione per stare bene: concretizzare, aver la forza di cambiare, non desiderare vendetta e soprattutto non aspettarsi mai che gli altri capiscano. L'allontanamento serve a te stesso e non deve essere un'occasione per essere rincorsi. Accetta la realtà e vai avanti per la tua strada senza paura. Perché a volte sono proprio le cose che ti facevano stare bene la causa del tuo malessere, e il cambiamento è la cosa migliore che poteva capitarti.
—  Elvira Caruso.
Ho bisogno che tu mi guardi negli occhi, che mi dica che va tutto bene, che tu ci sei, che non te ne vai, che va bene essere come sono, che tutto questo passerà, che mi porterai lontano, che faremo colazione all’alba sulla spiaggia, che faremo il bagno a mezzanotte, che mi pettinerai i capelli per togliere i nodi, che comprerai i fiori freschi da mettere nelle bottiglie di liquore che svuoteremo la sera prima, che mi terrai la mano anche quando ti respingerò, che nessuno si metterà tra noi, che avrai sempre l’accendino per le sigarette, che se fa freddo mi presterai il tuo maglione, che i tagli guariranno, che il sangue smetterà di uscire fuori e che resterà dove deve stare, nelle vene, che scriveremo sui muri i nostri nomi, che con le cuffie canteremo a squarciagola, che rideremo di cuore, che respireremo a pieni polmoni dopo esserci rincorsi per metri e metri, che mi toglierai le sbavature di eye-liner sulla faccia, che mi chiederai se hai i segni del mio rossetto, che mi dirai che é ancora presto per tornare a casa, che scatteremo tante foto con una polaroid, che riempirai il muro con le nostre immagini, che ci scriveremo addosso con i pennarelli indelebili, che ci dedicheremo canzoni e poesie.
E va bene litigare, e va bene farci male. Ma poi prometti che ci faremo bene, che ci asciugheremo le lacrime, che non mangeremo finché non faremo pace, che ci urleremo cose orribili e poi cose meravigliose, che ci lanceremo addosso cenere, penne, cuscini, libri, pezzi di cuore.
Poi prometti che riprenderemo i pezzi, li metteremo di nuovo insieme. Dimmi che è ciò che vuoi anche tu, perché sei la mia casa ormai, e non ho niente se non ci sei.