rinascimento lombardo

GIOVEDI’ SANTO.

Questa rappresentazione dell’ “Ultima Cena” (1494-1498) dipinta da Leonardo per il refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, eretta a basilica sforzesca da Ludovico il Moro, è di certo la più nota versione del tema.

Ma come lavorava Leonardo? Ce lo racconta, in una novella del 1497, Matteo Bandello.

« Soleva […] andar la mattina a buon'ora a montar sul ponte, perché il cenacolo è alquanto da terra alto; soleva, dico, dal nascente sole sino a l'imbrunita sera non levarsi mai il pennello di mano, ma scordatosi il mangiare e il bere, di continovo dipingere. Se ne sarebbe poi stato dui, tre e quattro dì che non v'avrebbe messa mano e tuttavia dimorava talora una o due ore del giorno e solamente contemplava, considerava ed essaminando tra sé, le sue figure giudicava. L'ho anco veduto secondo che il capriccio o ghiribizzo lo toccava, partirsi da mezzo giorno, quando il sole è in lione, da Corte vecchia ove quel stupendo cavallo di terra componeva, e venirsene dritto a le Grazie ed asceso sul ponte pigliar il pennello ed una o due pennellate dar ad una di quelle figure, e di solito partirsi e andar altrove. »(Matteo Bandello, Novella LVIII)

Nell'immagine: Leonardo da Vinci, “Ultima Cena”, Milano, refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie.