ridursi

Caro nonno,
Sembra assurdo sai, ridursi a scrivere una lettera a una persona che ormai non c’è piu’ quanto si e’ avuto molto tempo a disposizione per parlare. Non so il perche’, ma alla fine va a finire sempre cosi’, ci si tiene tutto dentro, non si esterna nulla, nemmeno cio’ che si prova. Ormai si va avanti cosi’, siamo talmente presi dalla frenesia della vita che finiamo per trascurare quelle cose che davvero contano, quei valori fondamentali, non riuscendo nemmeno ad accorgerci di quanto ci lasciamo dietro. Affetti, valori, amicizie, siamo arrivati ad un punto in cui queste cose non fanno piu’ parte di noi, perche’ ci facciamo sopraffare da beni e ricchezze effimere e altrettanto inutili. Ci preoccupiamo piu’ di apparire che di essere, ecco il problema. Gli anziani oggi, molto spesso, sono considerati solo delle figure ai margini della societa’, quasi un peso, come una vecchia sedia, quella sedia su cui siamo abituati a vedervi, ormai rovinata, che va cambiata per far posto a qualcosa di nuovo, e per quanto questo sia una cosa naturale e spesso necessaria, credo che dalle persone anziane ci sia sempre da imparare. Gia’, perche’ il loro vissuto molte volte, non le rende semplici persone, ma molto di piu’, le rende persone sagge, che anche se non sanno far funzionare un cellulare, o non sanno inviare un email, posso dispensare insegnamenti morali a volonta’ coi quali possono aiutarci ad affrontare quei problemi, spesso banali, che incontriamo nel corso della vita. Il vuoto che proviamo quando vi perdiamo e’ immenso e testimonia proprio questo, la vostra grandezza. Ogni uomo quando se ne va ha qualcosa da lasciare, e sta solo a noi coglierla, per non vanificare la loro esistenza. Spero di riuscire a cogliere presto il tuo messaggio, per renderti felice e per ripagare l’affetto che meritavi e che in realta’ non ti ho mai dimostrato.
Sai nonno, ricordo quando la notte ci alzavamo dal letto e ci mettevamo fuori al balcone, a guardare il celo io e te vicini, a parlare, ti facevo mille domande, e tu con pazienza rispondevi, e quelle notti passate a guardare le stelle, non le dimentichero’ mai. Sei il ricordo piu’ bello che ho.
Un nonno e’ un pezzo di vita, che nonostante tutto, rimane nel CUORE.
Buona festa dei nonni, angelo mio
—  Tua Sabry.

E poi c’é da chiedersi “come ho fatto a ridurmi così? Sul serio come ho fatto?” Non riesco a provare emozioni, non riesco ad appassionarmi a nulla, non so più che fare,non sono più io, mi sono annulata nel tempo diventando via via una marionetta che chiunque muove a piacimento senza opporre resistenza. Ed é così che é diventata la mia vita, resto una sagoma vuota spenta, una comparsa, utile nel momento del bisogno che non da alcun segno di vita.

Le bugie le vendono ai duty free

Che in effetti ridursi all'ultimo sentimento, all'ultimo saluto, all'ultima spiegazione, ritardatari cronici emotivi, incapaci di arrivare puntuali alla fine di una relazione, mai in anticipo, sempre in ritardo, i bagagli malfatti, i biglietti in scadenza..
Ma quanto sarebbe utile per questi viaggi d'addio un promemoria, una sveglia, un post - it che ti dicesse “attento, fra un mese si parte, devi liberare il cuore, c'è un nuovo affittuario!”
Ma quanto sarebbe utile se solo fossimo in grado poi di goderci quei giorni privi di attesa, quella valigia pronta a metà, solo i vestiti di ieri da metterci.
Ma siamo ritardatari cronici perché alla fine questo questo treno noi non vorremmo mai arrivasse, vorremmo ci dicessero che il biglietto c'è il tempo per farlo.
Vorremmo credere - in sostanza - in un perenne sciopero degli addetti agli addii.

E sai cosa ci resta? vuoi saperlo per davvero? ci restano solo quelle nostre stupide foto, non ci rimane più niente. Ci rimangono i ricordi , i ricordi dei baci , dei morsi fino a strapparsi le labbra, degli abbracci infiniti che dio, sarebbe stato cosí bello se fosse durato un eternità.. Delle serate a stare male per davvero , dove ci si beveva ci si fumava fino a ridursi come uno straccio e poi ridere.. e ridere . Ci rimangono quei messaggi mandati su whatsapp , dove si andava a dormire tardi finché non ci si dava la solita “Buonanotte” , quella Buonanotte che era vera , vera veramente, dove ci si andava a dormire per davvero Insomma, dove sarebbe stato l'ultimo messaggio mandato. Ci rimangono fotografie appese al muro, quei baci non dati, quelle stronzate fatte assieme, quegli after che duravano una vita, quella sensazione di stare bene, ma bene per davvero.
Mi rimangono molte cose , ma non mi rimani tu.

Ti faccio la promessa più grande che si possa fare, quella che, dopo di te, non farò a nessun altro. Comunque vada, ti prometto che non mi pentirò mai di questa nostra amicizia, mi hai dato tanto, troppo, perché un giorno tu possa togliermi più di quanto mi hai donato, perchè un giorno il nostro rapporto possa ridursi solo ad un saluto. Non mi pentirò mai di averti voluto così bene, di averti dato più di quanto avevo. Non mi darò mai della stupida. Non dirò mai “se tornassi indietro”. Perché lo so, anche se tu mi tradissi, se tu mi mentissi, rifarei le stesse cose, ti amerei allo stesso modo, rifarei tutte le cose che abbiamo sempre fatto, continuerei a venirti a prenderti per un cornetto di prima mattina, continuerei a costringerti a vedere un film horror a pancia sotto, continuerei a prendere in giro le tue scimmie, continuerei a farti i capelli, a farti i dolci, continuerei ad aiutarti a mettere in ordine la tua stanza, continuerei a cantare con te a squarciagola in macchina, continuerei ad urlare da una stanza all’altra, continuerei a fare tutto quello che ho fatto sempre con te e per te per il semplice fatto che non sarei mai in grado di proseguire la mia vita senza di te, senza le tue abitudini, senza me e te insieme.

Scusate, ma non sono d’accordo. La questione morale non c’entra. La vera colpa di Silvio Berlusconi è stata quella di ridursi a vivere come un decerebrato. Ciò che gli rimprovero come uomo – e che rimprovero ad ogni uomo – non è l’avere passioni di qualsivoglia tipo, bensì il farsi dominare da esse, fino a non distinguere priorità di sorta. Silvio Berlusconi riceveva telefonate da Nicole Minetti, Marysthelle Polanco o Aris Espinosa, le quali perentoriamente gli imponevano : visto che devi fare una cena per noi, telefona tu ad Elena (1). E lui ubbidiva. Ricevere ordini telefonici da Marysthelle Polanco, Nicole Minetti o Aris Espinosa, ed anteporne l’esecuzione ad impegni ben più rilevanti, non significa solo il ricevere (ed eseguire subito) ordini da donne dalle quali chiunque non dovrebbe riceverne: significa, ahimè, essere definitivamente perduto. Questa è la colpa di Silvio Berlusconi. La telefonata al dottor Ostuni fu una conseguenza. La trovata della nipote di Mubarak fu probabilmente la prima scusa idiota che gli venne in mente: una chiara comprova dello stato nel quale era ridotto. Silvio Berlusconi non andava processato, bensì sottoposto a cure serie. Il suo problema , oggi come allora, è di essere un vecchio sciagurato senza amici, circondato da una corte di assurdi individui tra i quali svettano i suoi familiari. Assolto dalla giustizia, è ora condannato da quella Chiesa Cattolica che da premier cercò ostinatamente di assecondare: la rivista Avvenire lancia strali sulla moralità perduta, come se nelle sagrestie degli ultimi vent’anni essa fosse stata ben conservata. Per un laico laico come me, questo resta l’aspetto peggiore. Non la virtù di quella burina di Ruby.

State bene.

Ghino La Ganga

Cose che non riuscirò mai a comprendere, nè a fare:

1) tenere la camera sempre in ordine;
2) sistemare ogni volta i vestiti nell’armadio, senza lasciarli sulla poltrona accanto al letto per settimane;
3) le patatine fritte senza ketchup o maionese;
4) andare in discoteca per rimorchiare;
5) non ridursi mai all’ultimo minuto con lo studio di un esame;
6) rinunciare agli amici per il fidanzato;
7) chiedere il numero di telefono a quel tipo troppo carino;
8) capire quando è vero amore.

anonymous asked:

Buongiorno, da studentessa disperata vorrei chiederle un metodo di studio che mi permetta di imparare le cose bene e quasi velocemente dato che ho poco tempo purtroppo, lei cosa mi consiglia? Buona giornata :)

Dipende sempre dalla singola persona, nessun metodo funziona ugualmente per tutti.
Se hai poco tempo, temo - e qui sono molto schietto - che il problema non sia il metodo di studio, ma l’organizzazione dello studio stesso, e quello se non si risolve a priori organizzandosi in maniera tale da non ridursi a l’ultimo a fare tutto, rischia di rendere ogni tentativo vano o poco efficace.

Detto ciò, cerca riassunti in giro se non hai tempo, ma non garantisco risultati.