riduc

Alla fine, tutto si riduce a questo: tutti abbiamo bisogno di una persona che abbia bisogno di noi.
—  ibattitidelcuore
Tutto si riduce all'ultima persona a cui pensi la notte: è lì che si trova il cuore.
—  Charles Bukowski
Non si bacia una persona solo protendendo le labbra.
La si guarda e ci si ricorda perché la si desidera.
Il sistema nervoso simpatico fa accelerare il battito,
il lobo frontale riduce l’inibizione e si sente il bisogno di baciarla. Succede tutto in contemporanea.
Siamo sia impulsivi che compulsivi.
Il cervello funziona così.
—  Derek Shepherd, 10x12.
Nessuno capisce che a essere forti dopo un po’ ci si sente anche soli,soli nel senso che la notte ti svegli e cominci a piangere,quello stare soli porta a capire troppe cose,troppo in fretta,piano piano si diventa stressati,e quello stress non te lo toglie più nessuno.Piano piano cominci a fare dei sorrisi più che finti.Piano piano muori dentro.Diventi vuoto.Ma quel vuoto viene colmato da frasi,fatti bruttissimi…E cominci a non farcela più.Hai voglia di morire,ma hai paura di cosa succederebbe dopo,di cosa succederebbe se non ce la faresti…Allora per paura di non farcela fai ancora finta di niente.Fino a che un giorno non ce la farai davvero più,non saprai neanche come è successo,è come se qualcuno avesse comandato il tuo corpo.E piano piano ti ci abitui.Ma poi decidi di smettere.Ma ogni volta che stai per farlo,succede qualcosa,di molto pesante.Troppo pesante.E ricominci.La cosa più brutta è chi ti riduce a questo non ha MAI sofferto davvero,e speri con tutto il cuore che non gli succeda niente perché non vuoi che la gente stia come stai tu.E nessuno capisce che il problema non è questo ma il vero problema è che esistono ancora persone che ti riducono a questo.
—  Io.
Mancanze sottili e taglienti come lame. Accarezzano lentamente la tua pelle e lasciano scie di rugiada scarlatta. L'euforia iniziale ti spinge ad andare oltre, stai tremando, fremendo, ne hai bisogno. Ma sai che ciò che è perso non si riprende più , pochi secondi dopo il tuo stomaco è inondato da un profondo vuoto e tu sei schiacciata con la schiena a terra da un masso sul tuo petto. Non puoi rialzarti, non ci riesci. Vedi una mano in lontananza, la riconosci , è colui che ti manca. Il bianco candido della sua mano ti ricorda la luce infondo al tunnel, è arrivato, è lì per aiutarti. Poi però vedi la sua mano andare verso il masso, appoggiarsi su di esso e premere, forte, con un ghigno soddisfatto stampato su quel dolce bianco viso. Il masso sprofonda nel tuo petto, non si fa scrupoli, passa attraverso le tue costole. La tua fragilità ti riduce in cenere, sparsa sul pavimento, nell'attesa di essere portata via da questa terribile realtà.
—  Nightmareaw
Voi guardate un pianeta. Io vi dico: fate un passo indietro e guardate l'universo. Non si bacia una persona solo protendendo le labbra. La si guarda e ci si ricorda perché la si desidera. Il sistema nervoso simpatico fa accelerare il battito, il lobo frontale riduce l'inibizione e si sente il bisogno di baciarla. Succede tutto in contemporanea. Siamo sia impulsivi che compulsivi. Il cervello funziona così.
—  Grey’s Anatomy

Al cuore si dà troppa importanza: si crede che sia il responsabile delle nostre pene d'amore, dei nostri sbalzi d'umore e cerchiamo sempre di curarlo dalle ferite, dalle intemperie a cui siamo esposti, dal male che noi stessi ci attribuiamo e lo riempiamo di cerotti, per rimettere insieme i suoi pezzi, per fingere che nulla sia successo, per la mera illusione di poterlo usare ancora e ancora e ancora come fosse nuovo, come un pacco appena scartato e senza nessun avviso cautelativo.
In realtà l'amore è nel lobo frontale e nel circolo dellla feniletilamina, che causa l’infatuazione amorosa.
La feniletilamina riduce l’appetito, rende iperattivi e stimola il rilascio di dopamina, intimamente legata al sistema limbico, una zona del cervello che è sede delle emozioni e delle funzioni vitali come la sete, la fame e la sessualità.
La dopamina, proprio la dopamina, consente di rinforzare alcuni comportamenti che apportano piacere e soddisfazione e ci spinge a ripetere esperienze euforizzanti.
Quindi sarebbe corretto dire: “Io ti porto nel mio lobo frontale”, no “Io ti porto nel cuore” e sarebbe più giusto imprecare contro la feniletilamina, non contro la propria cassa toracica, che non racchiude sentimenti, non contiene idealizzazioni, non ci rende patetici con chi adoriamo…il problema è sempre nel cervello.
Allora te lo dico: io ti porto nel mio cervello.
Perché il cuore, ahimè, contribuisce alla gestione della mia vita: scandisce il mio tempo, non le mie emozioni.
Perché per anni ho coperto il cuore di cerotti, che, per pigrizia, non ho mai staccato: a saperlo prima avrei imposto al mio lobo frontale un ridotto circolo della feniletilamina, accidenti a lui!

Ma figuriamoci se quello lì mi presta attenzione.

La conosco la rabbia che si prova nel non poter stare accanto a una persona, una persona che c’è sempre anche quando non c’è, mentre sei seduto a un tavolo quasi senza riconoscerti. Chi non l’ha provata? Però è una sorta di accanimento a volte, ti convinci che sia perfetto solo ciò che non puoi avere e invece perfetto non è niente. A me è stato detto tante volte ” sei la perfezione”. Lo trovo quasi stucchevole, è il complimento più sciocco che possiamo ricevere. Anche se fatto in buona fede è finto. Te lo fa chi non ti conosce. Chi ti conosce sa che non sei perfetto e con i tuoi difetti ha lo stesso atteggiamento che hanno due pugili a fine incontro, sono stanchi, distrutti e più che picchiarsi sembra si stiano abbracciando. È così che ci riduce la vita. Dall’esterno nessuno può accorgersi di cosa stia accadendo all’interno del ring.
Abbiamo due cuori dentro, uno vuole mangiare l’altro ed è un continuo combattimento. Ma è uno di quei rari combattimenti che finisce pari. Due cuori che da fuori sembra che si arrendano e invece si accettano per ciò che sono. Si fanno forza della forza altrui, tante ferite involontarie ma mai un colpo basso.
Vincono la tentazione di approfittare di un punto debole. Più che una lotta diventa un passo a due.
Io conosco persone che si sono volute così tanto ma senza il coraggio di potersi avere e adesso non hanno il coraggio di parlarsi più.
È un quadrato senza limiti la vita, ognuno con la sua mattonella e, se sei fortunato, qualcuno che difenda la tua.
—  M. Bisotti