religione

Dio non mi interessava più di tanto. Avevo capito che la sua presenza nella mia vita era indifferente. Poteva esistere come poteva non esistere. A me non cambiava, intanto sapevo che dovevo cavarmela sempre da solo.
— 

L'Anno, Lorenzo Guaraldi

#fanculo

I preti, le suore, i frati, quando voglion dedicare la vita a Dio fanno digiuno, cioè non mangiano e non fanno l’amore, contravvenendo agli unici due ordini che ha dato Dio. Ora, quando li rincontrerà nel Giudizio universale, si incazzerà un po’: “Frati, preti, suore, venite qua un secondo. Scusate, io avevo detto: Crescete e moltiplicatevi. E voi digiuno e castità! Ma forse non avete capito! Ma dovevo dire proprio: Mangiate e trombate? Io non volevo scriver parolacce nella Bibbia ma… levati codesta tonaca e dagli sotto, imbecille!”.
—  Roberto Benigni, E l'alluce fu
Purtroppo l’adolescenza é uno dei periodi più instabili della vita e non lo possiamo cambiare. In questo fa parte la solitudine. E ragazzi, provare solitudine mentre sei in compagnia di altre persone, beh, è una delle cose peggiori. Sei lì, in mezzo a tanta gente e sapere che nessuno si accorge di quanto sei solo dentro, fa male. Il primo passo per guarire da questo è parlare. Aprirsi agli altri.
—  Prof di religione.

Il problema di quando appartieni ad una minoranza integralista e massacri vignettisti nel centro di Parigi è che la gente tende a considerarti un fottuto psicotico privo del senso dell’umorismo. 

E per quanto tu sia abituato a vederti dipingere come terrorista ottuso e senza scrupoli da una cultura economica dominante che prima ti bombarda gli asili per fotterti il petrolio e poi ti fa prendere a calci nel culo da Bruce Willis nelle pellicole di Hollywood, credo che dovresti considerare seriamente l’ipotesi di modificare non solo i tuoi moventi, ma principalmente i tuoi interlocutori.

Perché vedi, Abdul, che tu ci creda o meno quei quattro vecchi rincoglioniti del Charlie Hebdo che disegnavano sleppe di cazzo sulla faccia di Maometto sarebbero stati i primi a scendere in piazza per proteggere le catapecchie in cui vivi pastorizio con due capre, un kalashnikov e tredici figli.

Devi imparare a gestire la rabbia, mi spiego?

Quando avevo sette anni, mia madre era depressa e passava le notti a camminare per strada, così un mio compagno di classe disse in giro che faceva i pompini ai cani morti. L’avrei ucciso – te lo giuro; gli avrei avvelenato il criceto, fucilato la nonna e mi sarei fatto saltare in aria sullo scuola-bus giusto per vedere la sua rubiconda faccia di merda rimpiangere l’affronto perpetratomi. Ma sai cosa, Mohamed? Non sarebbe servito ad un cazzo di niente: mia madre sarebbe rimasta depressa e noi tutti considerati una famiglia di psicopatici.

Fidati, Sahid: non serve a un cazzo di niente.

Calcola poi che mia madre esiste davvero.

Dio no.

—  Qualcosa del genere (facebook)