regia di

3

5 years ago my first meeting with Eddie !!

Esattamente  5 anni  fa, il 2 febbraio 2012, mi recai al Donmar a Londra per vedere lo spettacolo “Richard II” e per incontrare per la prima volta Eddie.

“Richard II” e’ stato bellissimo, emozionante, da brivido……

Quando sono entrata in platea, ero tra le prime, ho sentito il suono delle campane e profumo di incenso, un atmosfera bellissima, calda e accogliente……

Exactly 5 years ago, on February 2, 2012, I went at the Donmar in London to see the play “Richard II” and for to meet  Eddie the first time..   “Richard II” it was a wonderful, exciting, thrilling … …   When I entered the theater, I was among the first, I heard the sound of bells and incense scent, a beautiful atmosphere, warm and cozy … …

Io e mio marito eravamo seduti in prima fila laterale e lui era li’, a due metri da me, seduto sul trono nel mezzo del palco con gli occhi chiusi e palmi delle mani  rivolte verso l’alto e con lo scettro nella mano sinistra. L’attore che seguivo da piu’ di un anno, alla quale avevo visto realizzare Hick, Birdsong e che si stava preparando per il ruolo di Marius ne I Miserabili  era li’ davanti a me immobile, affascinante e regale, e con una bellezza senza tempo.

Il teatro era molto piccolo, il palco centrale, e noi tutti eravamo seduti  intorno ad esso. Una volta entrati tutti gli spettatori e’ iniziato lo spettacolo.

Eddie era sinuoso e lineare nel suo abito bianco……Tutti gli attori volteggiavano sul palco, correvano, lottavano…ovviamente tutta la mia attenzione era rivolta a lui. Vedere Eddie recitare dal vivo e’ incredibile. l’ho trovato molto disinvolto, libero, ma nello stesso tempo intenso, e passava da una risata isterica al pianto e viceversa, con una disinvoltura  e con un carisma che ben pochi attori giovani hanno. Una delle scene piu’ forti e significative per me e’ stato l il passaggio della corona tra  Riccardo e Bolingbroke, l’immediata reazione di Riccardo che gliela strappa  dalle mani urlando,  riponendosela sul capo,  dondolando disperato, sapendo che stava per perderla per sempre , bellissima……..

My husband and I were sitting in the front row on the side and he was there, a few meters from me, seated on the throne in the middle of the stage with  eyes closed and palms facing upwards and with the sceptre in his left hand. The actor that I followed for over a year, which had seen him make Hick, Birdsong and who was preparing for the role of Marius in Les Miserables was there ahead of me still, fascinating and regal, and with a timeless beauty.

The theater was very small, the central stage, and all of us were sitting around it. Once all the audience was inside the show started. 

Eddie was sinuous and straightforward in his white dress … … All the actors onstage ran, fought … but obviously all my attention was turned to him. See Eddie play live is unbelievable. I found it very casual, free, but at the same time intensive, and passed by hysterical laughter to tears and viceversa, with an ease and with a charisma that very few young actors have. One of the strongest scenes and meaningful for me, it was the passage of the Crown between Richard and Bolingbroke the immediate reaction of Richard who rips off his hands and screaming if puts on his head, and his desperate rocking  knowing that he was about to lose it forever, beautiful …… . beautiful … …

I corridoi laterali alle sedie dove eravamo seduti erano percorsi anche dagli attori durante le scene.

L’intensita’, la grande bravura di tutti gli interpreti e la magistrale regia di Micheal Grandage, ha reso questa tragedia, seppur ambientato in questo piccolo teatro, Grande!!!

Adoro Shakespeare, conosco tutte le commedie e qualche tragedia, ma quando ho saputo che lui interpretava Richard II, non ho esitato e mi sono subito attivata per acquistare i biglietti.

The side aisles to the chairs where we were sitting were also traveled by actors during the scenes. The intensity ’, the great skill of all the performers and the perfect direction by Michael Grandage, has made this tragedy, albeit set in this little theater, Great !!!

I love Shakespeare, I know all the plays and some tragedy, and when I learned that he played Richard II, I didn’t hesitate and I immediately turned to purchase tickets. 

Finito lo spettacolo, entuasiasta, sono uscita fuori nella hall del teatro e ho aspettato tutti gli attori……

Lui e’ arrivato per ultimo, l’ho visto scendere dalle scale, e mi son detta ” Ok” ……

Ho  aspettato che facesse foto e autografi con le ragazze presenti li’, che parlasse con una signora di mezza eta’, e poi si e’ rivolto verso di me…..

 I was excited !! When  the show finished ,  I went outside in the theater lobby and waited for all the actors ……  He was the last, I saw him coming down the stairs, and I said to myself ‘OK’ …… I waited for him to do photos and autographs with the girls present them ’, he spoked  with a lady , and then 'turned to me ….

La prima cosa che e’ evidente a tutte, e che mi sono ritrovata a incrociare nell’ immediato, sono stati i suoi occhi, bellissimi, color verde acqua quasi trasparenti. Ero un po’ imbarazzata, ovviamente, ma dal momento che ho assistito al suo approccio con le altre persone, ero decisamente piu’ rilassata.

L’ho salutato  e gli ho donato  un regalo portato dall’italia a nome delle sue fans, e lui e’ rimasto sbalordito, non se lo aspettava!!! Era molto contento…… Poi  ha preso il libro che avevo in mano di Richard II (Italiano /Inglese) e ha cominciato a sfogliarlo, soddisfatto, e mi ha detto ” the book” , ed io “si, l’ho studiato in italiano ed in inglese in modo da capire quasi tutto”. Poi si e’ rivolto a delle ragazze per farsi dare una penna e a gran sorpresa mi ha fatto una piccola dedica con autografo. Intanto di fronte e noi c’era qualcuno che continuava a fotografare……….Piu’ di una volta si era girato per vedere l’individuo………… Alla fine, quando ha lanciato un altra occhiata interrogativa, gli ho detto che quella persona di fronte e noi era mio marito……Non so cosa sia successo, ma siamo entrambe scoppiati in una grande risata e a sorpresa mi ha abbracciato forte e mi ha fatta girare di fronte a Claudio e ci siamo fatti la foto insieme.  

 On first I crossed  immediately  his eyes, beautiful, green-colored water nearly transparent. I was a little embarrassed, of course, but since I have watched his approach with other people, I was definitely more relaxed.  I just waved, and I donated a gift from Italy on behalf of his fans, and he was amazed, didn’t expect!!! He was very happy … … Then he took the book I was holding of Richard II (Italian\/Inglese) and began to leaf through it, satisfied, and said “the book”, I was like, “Yes, I studied in Italian and in English so I could  understand almost everything.” Then he turned to the girls to get a pen and with big surprise he  did a small dedication with autograph. Meanwhile in front us we had someone who kept taking pictures … … …. more than once had turned to see the strange person … … … … At the end, when it launched a second bad look , I told him that that person in front of us was  my husband … I don’t know what happened, but we are both broke out into a great laugh and a surprise hugged me strong and made me turn opposite to Claudio and we get the whole picture.    

Lui e’ stato splendido, amichevole, gentile e grato per il regalo ricevuto.

Infine gli ho detto di maneggiarlo con cura perche’ il regalo era delicato, e lui con delicatezza lo ha appoggiato sul fondo della scala, e ha continuato a stare ancora li’ con noi per 2 minuti a parlare con altre persone, poi e’ uscito e lo abbiamo visto scomparire.

Ecco questo e’ stato il mio primo incontro di dieci. E’ passato diverso tempo, molti di noi che lo seguono da anni  lo hanno visto crescere professionalmente e  sono orgogliosi di tutto cio’ che e’ riuscito a realizzare. Grazie.

He’s been wonderful, friendly, polite and grateful for the gift received.   Finally told him to handle it carefully because the gift was delicate, and he carefully leaned on the bottom of the ladder, and has continued to stand still there with us for 2 minutes to talk to other people, then got out and we saw it disappear.

This  was my first meeting of ten. It ’s been a long time, many of us who follow him for years have seen him grow professionally and we are proud !!

Dopo il secondo incontro avvenuto dopo qualche mese, decisi di dedicargli il primo blog Italiano/ Inglese su Tumbler, subito dopo su  Twitter e  dal 2016 anche su Instagram. Eddie e’ un grandissimo talento e un deliziosa persona.

After the second meeting took place a few months later, I decided to dedicate the first Italian / English blog on Tumbler, immediately on Twitter and from 2016 also on Instagram. Eddie is a great talent and a  delightful person.

Cris

P.S. here’s the actors thanks !!

L’avventura di due sposi

L’operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. Per rincasare aveva un lungo tragitto, che compiva in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali.

Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cioè alle volte un po’ prima alle volte un po’ dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide.
Spesso i due rumori, il suono della sveglia e il passo di lui che entrava, si sovrapponevano nella mente di Elide, raggiungendola in fondo al sonno, il sonno compatto della mattina presto che lei cercava di spremere ancora per qualche secondo col viso affondato nel guanciale. Poi si tirava su dal letto di strappo e già infilava le braccia alla cieca nella vestaglia, coi capelli sugli occhi.

Gli appariva così in cucina, dove Arturo stava tirando fuori i recipienti vuoti dalla borsa che si portava con sé sul lavoro: il portavivande, il termos, e li posava sull’acquaio. Aveva già acceso il fornello e aveva messo su il caffè. Appena lui la guardava, a Elide veniva da passarsi una mano sui capelli, da spalancare a forza gli occhi, come se ogni volta si vergognasse un po’ di questa prima immagine che il marito aveva di lei entrando in casa, sempre così in disordine, con la faccia mezz’addormentata. 

Quando due hanno dormito insieme è un’altra cosa, ci si ritrova al mattino a riaffiorare entrambi dallo stesso sonno, si è pari.

Alle volte invece era lui che entrava in camera a destarla, con la tazzina del caffè, un minuto prima che la sveglia suonasse; allora tutto era più naturale, la smorfia per uscire dal sonno prendeva una specie di dolcezza pigra, le braccia che s’alzavano per stirarsi, nude, finivano per cingere il collo di lui. S’abbracciavano. 

Arturo aveva indosso il giaccone impermeabile; a sentirselo vicino lei capiva il tempo che faceva: se pioveva o faceva nebbia o c’era neve, a secondo di com’era umido e freddo. 

Ma gli diceva lo stesso: - Che tempo fa? – e lui attaccava il suo solito brontolamento mezzo ironico, passando in rassegna gli inconvenienti che gli erano occorsi, cominciando dalla fine: il percorso in bici, il tempo trovato uscendo di fabbrica, diverso da quello di quando c’era entrato la sera prima, e le grane sul lavoro, le voci che correvano nel reparto, e così via. 

A quell’ora, la casa era sempre poco scaldata, ma Elide s’era tutta spogliata, un po’ rabbrividendo e si lavava nello stanzino da bagno. Dietro veniva lui, più con calma, si spogliava e si lavava anche lui, lentamente, si toglieva di dosso la polvere e l’unto dell’officina. 

Così stando tutti e due intorno allo stesso lavabo, mezzo nudi, un po’ intirizziti, ogni tanto dandosi delle spinte, togliendosi di mano il sapone, il dentifricio, e continuando a dire le cose che avevano da dirsi, veniva il momento della confidenza, e alle volte, magari aiutandosi a vicenda a strofinarsi la schiena, s’insinuava una carezza e si trovavano abbracciati.

Italo Calvino, L’avventura di due sposi

The Italian battleships Conte di Cavour and Giulio Cesare at Napoli, 1938. On 9 July 1940 these two battleships and their escorts met with a small British fleet under the command of Admiral Cunningham. The ensuing engagement became known as the Battle of Calabria.

Initially the Italian heavy cruisers outgunned their lighter British opponents, who fell back. Cunningham in HMS Warspite, seeing his cruisers under pressure, opted to leave behind the flagging battleships Royal Sovereign and Malaya and move on the Italians alone. Though technically outnumbered, Warspite was the superior ship - and being Warspite she delivered. Opening up at long range, a 15″ shell smashed into Giulio Cesare after a near 15 mile flight (24 km). With one record setting shell fired from a range of 26,000 yards, the battle was over. The Italian fleet turned and made for Messina and under threat of land based air attack the British too went home.

Cosa succede? Dove sta andando?

Ritorna da dove è venuto, dissi, allungando appena un braccio. Era il mio braccio a parlare, io non proferii parola. Mai la punta delle mie dita fu sul punto di piangere, come quel giorno.

(immagine, “Big Fish”, regia di Tim Burton)

Ciao bella - Andrea Pazienza

Bologna, 28 gennaio 1975

Ciao bella

Sto fumando una sigaretta, ho appena finito di pranzare, e sto battendo a macchina questa nella stanza di Nicola e Robby, poiché Gino, dopo una notte insonne, non si è ancora svegliato.
Mezz'ora fa, aggrappato ad un telefono in un bar, ti parlavo.
Odio il telefono.
E’ uno strumento freddo e distante, incapace a far trasparire il benché minimo sentimento, ed assolutamente inadatto come mezzo di augurio.
E i miei, stamane, volevano essere i più sinceri possibili, non solo in apparenza ma perché realmente tali.
Ti scrivo questa di getto, usando le copertine di alcune dispense di regia, perciò scusa gli eventuali errori e l'evidente ineleganza strutturale.
Ho provato diverse volte a scriverti, ma in tutti i tentativi il bisogno di originalità e l'assoluta mancanza di idee mi hanno sempre fregato, costringendomi ad appallottolare il foglio dopo due righe e a gettarlo nel cestino già colmo.

Odio il telefono.
Ciao come stai?
Bene grazie, e tu?
Anch'io bene, grazie.

Ciao, come stai? Cosa si può rispondere in un telefono con quindici gettoni dentro, col tempo contato, mentre il cuore ti scoppia dalla gioia di parlarti e lotti per non darlo a vedere, e il giradischi o la radio sono a tutto volume e il locale è pieno di gente?
Bene grazie.
Non ti puoi mica mettere a urlare che mangi riso al burro da due giorni, a pranzo e a cena, che non vedi una bistecca da una settimana, e che ti sembra di star bene solo perché non stai peggio degli altri studenti, che più o meno vivono come te.
Non puoi mica urlare nella cornetta che sei stanco di non far niente, stanco delle nottate passate in luoghi fumosi, in cinema di terza, a giocare a carte, a leggere Godard, a sognare Pescara, a frequentare ragazze nottambule e senza scrupoli, a disegnare con rabbia e senza voglia, a giocare a pallone in un campetto male illuminato, a studiare “PHOTOGRAPH” seduto sulla tazza del cesso, ad aspettare autobus che non arrivano mai, ad inseguire donne misteriose sotto i portici, a misurare lo spessore della nebbia in piazza Maggiore, a frequentare cabaret sulla via del fallimento, quattro gatti e una chitarra, barzellette e canti cileni, bowling deserti, a bere cioccolate nei bar dell'ultima ora, a rompersi le palle nei cineforum, stasera giriamo le gallerie d'arte, c'è Emmanuelle, compriamo una bottiglia di Ballatine’s o di Chivas Regal e tiriamo l'alba.

Come sto?

Sto che ne ho le tasche piene di disegnare ascoltando Supersonic, per voi giovani, Popoff, Stevie Wonder, Miles Davis, Alice Cooper, i Chicago, etc, non ne posso più di svegliarmi ogni giorno alle quattordici, se tutto va bene, la stufona non ha perso gas e sono morto, o se non apro gli occhi su un cielo già maledettamente stellato.
Cosa posso dire per telefono?
Che l'università forse funziona, ma io non posso dirlo perché non ci vado mai?
Che sono di nuovo impelagato nella politica, che passo ore a sfidare sconosciuti a ping pong nel circolo studentesco, che vorrei piangere al pensiero della pila inverosimile di piatti che mi aspetta appena finita questa lettera?
Come va?
A cazzo di cane, ecco come va.
Sono un’artista vero Isa?, e non posso per questo permettermi il lusso di essere volgare. Ma io me ne frego di essere un'artista, se poi non posso dire ciò che penso sino in fondo!
Se l'essere un’artista, ammesso che io lo sia, e nutro dubbi in proposito, deve condizionarmi, ebbene io non sono un'artista, sono uno studentaccio volgare, scurrile, triviale, meridionale e cafardo!
E porca Eva, che vita di merda!
A Pescara, almeno, non mangiavo nemmeno lì tanto, anzi facevo la fame, ma mi sentivo più pulito, dentro e fuori, qui con una doccia al giorno riesco sì e no a grattarmi via un'oncia di smog, e per pulirmi “dentro” non basterebbe una fabbrica di detersivi.
Ragazzone DAMSiste con i capelli sporchi e tampax grossi così sotto i jeans, che sembra abbiano l’uccello al posto della fica, omosessuali musicisti, maoisti pazzi e sconcertanti nelle loro pretese, ecco con chi ho giornalmente a che fare.
Sono stato a cercare di mettere un po’ d'ordine nel collettivo di facoltà, secondo le nuove ristrutturazioni ideologiche attuate da Mao durante la rivoluzione culturale, posso farlo essendo rappresentante del Vento Rosso, e mi hanno preso perREAZIONARIO solo perché il fare sciopero per aiutare i postelegrafonici di Modena non credevo potesse servire a noi del DAMS.
Manifesto, Lotta Continua, Marxisti-leninisti, Maoisti, Radicali e Comunisti qui nella rossa Bologna si scannano fra loro, invece che unirsi e combattere i Parlamentini.
Sono stato a sentire Venditti al Palasport e mi hanno accusato di scarsa intellettualità.
Chiedo loro chi era Schopenauer e non lo sanno!
Se Squarzina (regia) mi dice, dopo un'intervento, “osservazione esatta, bravo”, faccio la figura del leccapiedi, e se vado un giorno in facoltà con le scarpe da tennis, tutti a dire: “toh, Andrea con le scarpe da tennis”, lasciando facilmente intuire che una delle loro più importanti occupazioni sia il vedere e annotare con che paio di scarpe APAZ viene a scuola!

Ragazze con pellicce di lupo, borsa di Viton, loden da ottantamila lire, gonne di E. Laurent, e tipini in raiban a specchio, magliette Ritz in cachemire e Barrown, mi danno del provinciale se porto tutti i giorni lo stesso jean, a tubo, e gli scarponi.

Al diavolo.
Maledetto telefono.
Come stai?
Bene grazie…e tu?
Così Così (oppure bene, o male, o benissimo, o benissimo)
(o malissimo, o malissimo, oppure bene grazie)
Ti passo Sandra, vuoi parlare con Sandra?
Sì, grazie.
Saaaaaaaaannnnnnnndddddrrrrrrraaaaaa!!!!!
Ciao Sandra.
Ciao Andrea come stai?
Potrei star peggio, e tu?
Così così, ti ripasso Isabella.
Ciao Sandra.
Ciao Andrea.
Ciao Isabella.
Ciao Andrea.
Come va con Guido?
Bene, da un po’ bene.
Meno male.

Auguri.
Grazie.
Ciao.
Ciao Andrea.
Ciao Isa.
Ciao.
Ciao.
CLICK.
Ed è la fine.

Fine della conversazione, della telefonata, dei gettoni.
Volevo dirti tante cose e non ti ho detto niente.
Vorrei tanto vederti e parlare con te, verrai a Pescara?
A Pescara, l’otto febbraio.
Porta tutti, se puoi, se loro possono e se volete.
Dillo anche a Nanni, credo di essergli amico.

OGGI, VENTOTTO FEBBRAIO MILLENOVECENTOSETTANTACINQUE, LA DOLCE ISABELLA COMPIE QUINDICI ANNI. AUGURI.

Andrea.

Even Bech Næsheim e il Cinema.

(Skam - Terza Stagione)



«  In realtà penso che la vita sia come un film. Ognuno può essere il regista della propria. » — Even, 3x05 di Skam.


Nel secondo episodio della terza stagione di Skam vediamo Isak alla ricerca di informazioni su Even, conosciuto la sera prima in occasione dell’incontro tra i membri del Kosegrouppa. L’unico risultato che ottiene è un video di qualche anno prima nel quale Even racconta ad un suo ex-compagno di scuola il suo interesse per il cinema. Confessa che il suo regista preferito è Baz Luhrmann - Per chi non lo conoscesse, è colui che ha diretto i film ″Romeo + Juliet″ (del 1996 con Leonardo di Caprio e Claire Danes), ″Moulin Rouge!″ (del 2001 con Nicole Kidman e Ewan McGregor), ″Il Grande Gatsby″ (del 2013 con Leonardo di Caprio e Tobey Maguire) e ″Australia″ (del 2008 con Nicole Kidman e Hugh Jackman).

Baz Luhrmann ha uno stile di regia ben riconoscibile: le inquadrature sono tantissime, veloci e sono contestualizzate in un clima teso, agitato, a volte così ricco di dettagli che risulta pomposo all’occhio dello spettatore. I colori sono vividi, forse troppo; danno l’impressione di essere artificiali e non ″normali″, lontani dalla percezione naturale. Le vicende che Luhrmann rappresenta sul grande schermo sono frenetiche, drammatiche, cariche di sentimenti intensi; sono storie uniche, epiche, da favola, assolutamente lontanissime dalla dimensione quotidiana.

Even potrebbe essersi scoperto un ammiratore di Luhrmann perché i suoi lavori lo rappresentano. Il disturbo bipolare spinge chi ne soffre a comportamenti sregolati, fuori luogo, irresponsabili, all’iperattività e ad un’energia smisurata, che si alterna a fasi di depressione più o meno profonda; questo comportamento rimanda certamente alla tecnica narrativa di Luhrmann - Guardate la scena finale dell’ottavo episodio della terza stagione di Skam [ il link annesso manda alla puntata 3x08 sub ita ]. Quando Even inizia a sentirsi male, la narrazione viene spezzata da schermate completamente nere, rendendone il ritmo irregolare. Con il medesimo obiettivo, quando Isak corre fuori dall’hotel nel tentativo di raggiungere Even, l’inquadratura cambia in continuazione e la camera da presa non resta ferma un secondo.


« E’ maniacale, ecco cosa succede! Non sta bene. […] l’anno scorso ha imparato il Corano a memoria, parola per parola, perché pensava fosse una buona idea. » — Sonja, 3x08 di Skam.

« È completamente normale. È solo che ha dei periodi in cui è triste o troppo energica. […] quando mia mamma fa così, non c'è la minima possibilità di parlare e stare con lei. Tu hai avuto un sacco di contatti con Even. » — Magnus, 3x09 di Skam.

« Qualcuno che è stato con lui alla Elvenbakken lo scorso anno ha detto che era completamente andato e che scriveva cose strane sulle pareti del gruppo di spettacolo. » — Vilde, messaggi del 8/12/16.


Oltre a questo, il disturbo bipolare si riconosce in un individuo per le manie di grandiosità di quest’ultimo; come si potrebbe tradurre nell’ambito cinematografico una mania di grandezza se non con una storia epica, fuori dall’ordinario, proprio come fa Luhrmann? Even si sente coinvolto in questo tipo di racconti, trova un riscontro esterno ai propri pensieri, spesso oscuri.


« Il sentimento ″La Mente è Sola″. […] l’unica cosa che esiste sei tu e i tuoi pensieri, no? Non puoi scappare dai tuoi stessi pensieri. L’unico modo per farlo è morire. » — Even, 3x05 di Skam.

« Sai, l’unico modo per avere qualcosa per sempre è perderlo. » — Even, 3x08 di Skam.


La condizione di Even non è comune, non è condivisa dalla maggior parte delle persone e proprio per questo motivo il ragazzo sfrutta il cinema come intermediario tra se stesso e gli altri. Ruba le frasi dai suoi film preferiti per esprimere un proprio bisogno - Sempre nell’ottavo episodio della terza stagione di Skam, Even rivela implicitamente ad Isak che ha bisogno di essere salvato da se stesso, citando la scena finale di ″Pretty Woman″ (film di Garry Marshall del 1990).


« Verrò da te urlando: ″Principessa Vivian!″ […] dopo che mi sono arrampicato sulla balconata, ti chiederò: ″Cosa succede dopo che ti ho salvato?″ e tu mi risponderai: ″Ti salvo anche io″. » — Even, 3x08 di Skam.


Penso che Julie Andem (ideatrice, sceneggiatrice e regista dello show) sia stata geniale a presentarci Even in questo modo, così delicato, attento, efficace. Ci fa capire che tutto non è come appare, che tutto non è così semplice come sembra, che cercare di far rientrare le persone in canoni prestabiliti conduce solo ad un vicolo cieco. Porta avanti e sviluppa con maestria il discorso della seconda stagione - Ricordate il motto di Noora, appeso sulla parete della sua stanza? Era ″Be kind, for everyone you meet is fighting a battle you know nothing about″. Skam appassiona, è istruttivo, abbatte ogni barriera sociale e razziale con una semplicità devastante. Sono felice che, con il tempo, lo show stia guadagnando sempre più consensi; merita questo e merita di essere approfondito in ogni suo dettaglio. Non è forse questo il messaggio complessivo? Non bisogna fermarsi alla superficie - Non bisogna notare solo la (meravigliosa) storia d’amore, ma anche il mondo che sta dietro ad ogni personaggio.


Predicatore: Ricordati che devi morire!
Mario: Come?
Predicatore: Ricordati… che devi morire!
Mario: Va bene…
Predicatore: Ricordati che devi morire!
Mario: Sì, sì… no… mo’ me lo segno…
- Non ci resta che piangere, film del 1985, regia di Roberto Benigni e Massimo Troisi

La valle si apriva a perdita d'occhio, anche se schiacciata dal sole del meriggio, non lontani dal solstizio. Sembrava non finire mai, ma c'è sempre un momento in cui lo smarrimento diventa franchezza e calma.
Superando un groviglio di rami, arbusti e funghi, un venticello lieve, laddove non avrebbe dovuto aleggiare nemmeno uno spettro.

(immagine tratta da “Princess Mononoke”, regia di Hayao Miyazaki)

Teatro Fratelli Medas

PreTesti tra il serio e il faceto - Altrove. 

Venerdì 26 maggio dalle ore 21:00 alle ore 23:00.                                          Voci di voci differenti, gli altrove di Italo Calvino nella selva delle sue parole.
Un viaggio di sola andata con obbligo di smarrimento e di emozione, con la regia di Romano Usai e la compagnia Art'in.

Prenotazioni all'indirizzo prenotazioni@figlidartemedas.it
Ingresso 5 euro con degustazione dei savoiardi di Loi Zedda e del vino della Cantina Sociale Trexenta

youtube

Si intitola Pellicole ed èil nuovo videoclip di Fùrnari, cantautore romano classe 1990, all'esordio con l’album Abusivi Sognatori (Terre Sommerse/Lachimera dischi).

Terzo singolo estratto, vede la regia di Andrea Romano con la partecipazione di Enrica Angiolini, ed è interpretato da Francesca Paolozzi e Luca Attadia.

REGIA DI INIZIO GIORNATA - poesia preEstiva

Per guardarci allo specchio
scegliamo spesso il piano americano
perché sta a metà
tra il capirsi
e lo sfidarsi.
Quattro passi avanti
ti ritrovi il mezzobusto
sei una statua
invecchi di colpo
perché non ti sposti senza gambe.

Il primo piano è per i momenti di dubbio
quando ci si disegna l'espressione adatta
il primo saluto
trucco e noia sbavata a fine giornata
che cadono sui dettagli
dei come stai
ai quali rispondi a seconda dell'inquadratura.

Si sta sempre meglio
sui piani larghi.
Ci si muove lenti.
Puoi vederti davvero.

Scivola.
Ricordandoti che non esiste banalità che non sappia il proprio osceno rimpianto.
Scivola.
Redente le parole che mai ebbero alcun creatore, libere di vagare senza muovere mondo.

Scivola e resta. A guardarmi.

(immagine da “Venere in pelliccia”, regia di Roman Polanski)

2

Lei (Her), di Spike Jonze (2013)

Un anno che aspettavo, un anno. Da quando vidi l'infame teaser di questa pellicola. È valsa come attesa?

Un non meglio precisato futuro molto prossimo. Theodore (Joaquin Phoenix) lavora in un'azienda che scrive lettere d'amore per conto degli innamorati (Hmm…); sta passando un brutto periodo, in quanto si deve separare con la moglie Catherine (Rooney Mara), ma ancora non ha il coraggio. Un giorno, un nuovo sistema operativo dotato di Intelligenza Artificiale viene messo sul mercato, e Theodore, incuriosito, ne installa una copia. Dopo la configurazione, Theodore si ritrova a parlare con Samantha (Scarlett Johansson), questa voce incorporea che lo accompagna per tutta la giornata. Ma questa IA è molto più umana di quello che sembri, e tra i due inizia a formarsi ben più di un semplice legame di amicizia…

Oh, a leggerla così sembra na cavolata. Finché non si inizia a vedere il film: Her è un film curato in così tanti aspetti che avrò problemi a non dilungarmi su ogni cosa.

Iniziamo da dove ha vinto l'Oscar, la sceneggiatura: per una volta lascia a casa l'amico Kaufman e si destreggia tutto e per tutto con un soggetto dal potenziale esplosivo, e che alla fine riesce a far esplodere peggio di una tonnellata di C4; il mondo di Her è il nostro mondo tra 5 minuti nel futuro, con persone collegate globalmente l'uno all'altro, ma alla fine tutte decisamente molto sole; un mondo dove la gamification è presente e importante, un mondo però affaccendato, dove quasi non c'è tempo per relazioni normali e rilassate tra persone. Un mondo dove risulta normale parlare con il proprio computer, o addirittura fare un'uscita romantica.

Ecco, l'amore, Her è soprattutto una storia d'amore: Jonze racconta in maniera verosimile e non melensa e stupida l'innamoramento tra due persone, dall'avvicinamento, all'innamoramento, ai problemi di compatibilità, alle discussioni, ai compromessi, il tutto per poi far capire a Theodore cosa è andato storto nel suo precedente e felice matrimonio. Scusate, a volte è difficile parlare di sentimenti così (incredibilmente) lontani dal mondo della fiction.

Poi, oh, la regia: Jonze ti mette completamente in mezzo alla loro relazione, senza mai essere invasivo o impudente, come uno spettatore invisibile ma non passivo; niente male davvero, considerando che Jonze, a parte scegliere sceneggiature originalissime, non aveva mai mostrato doti così interessanti di regia (una su tutte è la scena completamente in nero, una cosa terribilmente intima).

E poi arriviamo alla parte gustosa, ovvero Joaquin Phoenix: essendo Samathan solo una voce incorporea, per circa il 70% del film vedremo Gioacchino parlare, muoversi, divertirsi, innamorarsi, struggersi praticamente da solo (non considerando le migliaia di comprse attorno a lui che lo ignorano, come detto sopra), ed è una cosa bellissima. Poi vai a scoprire che la voce di Scarlett Johansson è stata aggiunta solo in post-produzione, facendoti capire che, a parte qualcuno che gli recitava le battute per il ritmo, Joaquin era veramente solo sul set. E allora dici “Chapeau!”.

A concludere, leccellente fotografia e le scenegrafie, al decisione di colorare tutto il panorama di questi tenui colori pastelli e lens flare neanche troppo invadenti, e contestualizzare l'eccellente musica, composta direttamente per la pellicola, degli Arcade Fire.

Per tutta una serie di motivi (che forse andrebbero per lo spoiler), Her per me rimane uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi 10 anni; sulla storia d'amore non mi pronuncio, non è il mio campo, ma dovreste impegnarvi per riuscire a parlarne male.

Guardatelo se:

  • vi piace la fantascienza e volete un approcio postmoderno al tema delle connessioni tra persone
  • avete una relazione importante con una persona
  • avete avuto una relazione importante con una persona

Non guardatelo se:

  • è una storia d'amore, o abbassate gli scudi o risulterà tedioso
  • è un film spiritoso, ma di solo dialoghi e solo Gioacchino sullo schermo. Avvisati.