recensione

Titolo: Perché ci siamo lasciati- Inventario di un amore
Autore: Daniel Handler
Editore: Salani
Numero di pagine: 360
Prezzo: € 16,80
Il mio voto: ✮✮✮✮✮

Trama: Questa è la storia di Min Green, di come lei e Ed Slaterton si incontrarono a una festa , andarono al cinema insieme, seguirono un'anziana signora, condivisero una stanza in un motel e si spezzarono i cuori a vicenda.

La mia recensione: Tutto gira intorno ad una scatola, la scatola che Min, della quale abbiamo parlato nella trama, invia a Ed; la scatola che spiegherà il perché della fine di questa storia tanto promettente fino alle ultime pagine, passando in rassegna ogni oggetto che Min associa a Ed.
L'edizione lascia a bocca aperta. Le illustrazioni di Maira Kalman che accompagnano ogni capitolo del libro, sono semplicemente magnifiche e rendono il lettore partecipe in prima persona della storia, ogni oggetto sembra tangibile e invoglia a scoprire il modo in cui cose come un tappo di bottiglia, una moneta o un biglietto del cinema, possano essere ricollegate ad una storia d'amore.
Non amo suddividere i libri per target, vi spiego: questo libro rientrerebbe teoricamente nel target teen, ma credo colpisca tanto da poterlo consigliare ad un qualsiasi adulto.
Si passa di oggetto in oggetto, curando ogni dettaglio sul dove, quando e come quell'oggetto abbia colpito la coppia, in maniera positiva o negativa.
La relazione, pur durata solo poco più di un mese, è stata d'impatto per uno dei due, più che per l'altro, e la prospettiva di questo personaggio cambierà per sempre, perché il primo amore *momento cliché* non si scorda mai.

Personalmente ho amato il personaggio della protagonista Min, nei panni di una ragazza che, pur data la giovane età, piuttosto che piangersi addosso prende una posizione e fa ciò che pochi avrebbero il coraggio di fare; meno approfondito invece, il personaggio del migliore amico di Min: avrei voluto saperne di più, perché si prospettava piuttosto interessante, dopotutto però è anche logico sorvolare le minuzie quando si tratta di personaggi secondari.

Questo libro mi ha… ispirata, credo sia il termine giusto.
Lo consiglierei a qualunque donna per darle forza, e a qualunque uomo per mettere la testa a posto.

L'autore: Daniel Handler altro non è che il famoso Lemony Snicket, autore di “Una serie di sfortunati eventi”. Scrittore, sceneggiatore e fisarmonicista, afferma di essere scaricato almeno tre volte alle superiori.

Lo stile: La lettura scorre velocemente, pensiate che io l'ho letto in un solo giorno. Lo stile di Daniel Handler tuttavia, a me ha ricordato molto quello di John Green, e se quest'ultimo rientra tra gli autori che preferite, leggere “Perché ci siamo lasciati” è un dovere (e una responsabilità) per i vostri occhi e la vostra mente.
Sfogliare ogni pagina vi renderà parte del libro, parola dopo parola, vi prenderà il cuore e lo farà in frantumi.
Amerete e odierete ogni sfaccettatura dei personaggi e credetemi, ne sarà valsa la pena.

Una piccola chicca: la cosa che ho preferito del libro sono stati i commenti di vari autori famosi nel retro, che hanno raccontato le storie del loro primo amore.


Canzone consigliata: Blank Space- Taylor Swift ♫ 


Citazioni dal libro:

  • “Il bello dei desideri più profondi è che non sai quali sono finché non te li trovi davanti”


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I ricordi e le suggestioni di Stefano Ricci in La storia dell’orso

Questo lungo graphic novel racconta la storia di un orso perso tra la Germania e l'Italia. È il viaggio di un animale braccato, ma anche il viaggio evocativo nella mente e nei ricordi dell'autore, una riflessione sullo disadattamento dell'uomo.


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Memories and suggestions in Stefano Ricci’s La storia dell'orso

This long graphic novel is about a bear lost between Germany and Italy. It’s the journey of a hunted animal, and also an evocative journey in the mind and the past of the author, a reflection on the maladjustment of men.

RECENSIONE / Paolo Benvegnù - Earth Hotel

Woodworm / 2014

“Sarebbe triste scoprire troppo tardi di essere stati solo ospiti distratti e ingrati in questo albergo.” (M. Lodoli)

Altro valido capitolo della storia musicale di Paolo Benvegnù. Il cantautore milanese torna con un nuovo disco sperimentale ed introspettivo. La descrizione di un abitante qualsiasi di questo grandissimo hotel che ci vede protagonisti ogni giorno e della profonda solitudine che lo avvolge. La fatica che ognuno di noi compie per non essere solo ospiti di passaggio della nostra vita, ma personaggi principali.

Un'altra forma di cantautorato per l'ex Scisma. Una decisa rottura dei canoni tradizionali che sfiora l'alt-pop, facendo la muta ad ogni brano con attitudini progressive e sonorità morbide e flessuose. Una ricerca accurata, un'attenzione meticolosa rivolta al dettaglio più piccolo, nota per nota e parola per parola. Storie complicate ma molto comuni accompagnate da una degna colonna sonora che accentua ogni singolo turbamento, ogni vicenda che si svolge all'interno delle dodici stanze di questo albergo particolare. Dalla passionale versatilità di Avenida Silencio, psichedelico pezzo in inglese dal cupo sapore leggermente new wave e dall'atmosfera un po’ teatrale, all'orchestrale e cibernetica Stefan Zweig, traccia in cui la voce di Benvegnù viene prima cullata da dolci archi per poi dissolversi in elettronici suoni alieni, passando per l'amarezza di Orlando, brano denso e viscerale, e concludendo con la penetrante malinconia di Sempiterni Sguardi e Primati. Earth Hotel è un disco in continua evoluzione, dai testi ambigui ed enigmatici, che si impone con estrema determinazione sul panorama cantautoriale italiano. Un altro esempio dell'amore di questo artista verso la musica, la sua voglia di rompere le regole e di cambiare. Una forte personalità sempre da apprezzare.

Un disco a tinte fosche, disincantato, dalle mille variazioni. Un importante tassello della carriera del cantante. Sicuramente direttore attento del suo Earth Hotel.

80/100


di Francesca Marini


Paolo Benvegnù / Facebook / Spotify

50 sfumature di grigio - recensione

Finalmente ho visto il film quindi ora posso esprimere un giudizio.

Sicuramente rispetto al libro non è la stessa cosa, ma succede così nel 90% dei casi. Alcune parti sono state tagliate, a parer mio parti importanti nell'evoluzione del rapporto di Christian e Anastasia. Alcune cose sono state fin troppo semplificate, come ad esempio la scena del contratto, quando loro sono a cena, come Christian che sembra cedere troppo velocemente al “di più” che chiede Anastasia. La stanza dei giochi viene sottovalutata e le scene accadute lì dentro vengono mescolate tra loro. Però è anche vero che ho adorato la parte in cui per la prima volta Anastasia vola a Seattle su Charlie Tango, con il sottofondo di “Love Me Like You Do” di Ellie Goulding. Per quanto riguarda le scene spinte di sesso, beh ok il divieto ai minori di 14 anni, ma non c'era niente di troppo sconvolgente o che non si era già visto. PERSONAGGI: Christian non ha lo “sguardo magnetico” che mi aspettavo, anche se fisicamente si avvicina moltissimo al modello del “dio greco” descritto nel libro. Anastasia avrebbe potuto piastrarsi i capelli e vestirsi in maniera più decente invece di indossare per quasi tutto il film i vestiti che le aveva comprato Christian, e la sua voce italiana proprio non l'ho sopportata. Nel libro lei lotta, non cede, ma nel film salta fuori moltissimo il suo lato accondiscendente e sperduto, tranne che nella parte della cena per il contratto. Lì si che si fa valere. Se pensate che il film tratti solo di sesso vi sbagliate. In fondo tratta di una storia d'amore, per quanto perversa e contorta; Del carattere complicato di Christian e della sua infanzia difficile, delle scelte che Anastasia fa per amore e di come l'amore può cambiare il modo di vedere le cose. Quindi si, nel complesso, nonostante la delusione iniziale è un film che almeno una volta va visto.

  • pezzidicuorestrappati
YOUTH - LA GIOVINEZZA

Due Umarells vivono una delicata storia di amicizia e malinconia, legati ad un passato di successo e minzione regolare.
Ancora una volta Sorrentino riempie gli occhi, ambientando il tutto in una serie di sfondi per il computer presi dalla cartella paesaggi di Windows Vista.
Breve ma potente la sottotrama dedicata al Mago di Segrate.

RESTA ANCHE DOMANI (Film) Che bel titolo “Resta anche domani” , una promessa di un futuro, una richiesta, qualcosa che dipende da noi, possiamo scegliere. Non c'è frase più bella, secondo me, di chiedere di restare ad un'altra persona. È una sicurezza su cui possiamo contare. Peccato che il film non si sia rivelato altrettanto carico di messaggi. C'è il ragazzo guardato da tutte che suona in una band che sarà sempre più famosa che s'innamora di una che suona magnificamente il violoncello . È un patetico susseguirsi di cliché da film da teenager oltre che tragico fino allo sfinimento. Emozionante solo il nonno che parla alla nipote in coma , in cui davvero ho visto l'amore e la comprensione di qualcuno. Devo dire che più di qualche volta ho seriamente pensato di non terminare il film. Credo che l'unica cosa che ho percepito davvero , in un film recitato malissimo, è che durante la vita si prendono delle decisioni, ma delle volte è la vita a prenderle per noi. Ps : è tratto da un romanzo , senza dubbio o libro sarà più bello.

2


Avevo un po’ di morte nei ginocchi ed un buco negli occhi”: se ascoltate o leggete una frase del genere, probabilmente, vi chiedete cosa diavolo voglia dire.
Se poi la stessa frase la ascoltate accompagnata dalle note allegre e leggere di un ukulele e con un pizzico di fantasia in più, forse continuerete a porvi lo stesso interrogativo.
È certo, in ogni caso, che vi strapperà comunque un sorriso.
Maru Barucco ha soltanto ventidue anni ed è già una cantautrice, una musicista ed una liutaia eccezionale.
Ha portato la sua musica in giro dal Nord Italia alla sua bella Sicilia, insieme ad un fedele dinosauro di gomma ma, soprattutto, insieme a Salvo Cantarella, che la accompagna con chitarra, tastiera e xilofono.
La prima volta che ho avuto la possibilità di essere presente ad un suo concerto, e quindi di scoprirla, ho pensato: “non ho capito niente, ma è fantastica.”
Le sue canzoni parlano di amori passati e finiti, forse mai esistiti, di affetti costanti, di sogni, di mancanze e di paure. Ma anche di melograni, di vicini strampalati e di coinquilini che non consiglieresti a nessuno, di dinosauri, di vegetariani e di kebab, di treni, di multe, di pancakes e di tante altre cose che, messe insieme, danno vita ad un disordine estroso e sempre divertente.

recensione di Ludovica Ricceri

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AVENGERS: AGE OF ULTRON

Una volta recuperata la mazza della cazzimma di Loki nel castello del Barone Von Strudel, i Vendicatori scoprono, all’interno della mazza stessa, la Pietra FIlosofale. Questa pietra a sua volta contiene il Tagliaerbe, che è ancora molto incazzato e quindi J.A.R.V.I.S. diventa la Televisione.
Tutti prendono a mazzate tutti, Pinocchio viene sconfitto, e i Vendicatori vanno in vacanza lasciandovi così, basiti, a cercare di capire che cazzo avete visto.

186. Looper - Rian Johnson   Film

Come in molti film di fantascienza (in  particolare se ci sono viaggi nel tempo), la parte migliore è l’inizio; dove viene spiegato lo sviluppo dell’umanità e si dettano le “regole” del gioco. Questo film in particolare propone un soggetto interessante ed il risultato finale, se si ignora qualche macroscopica incongruenza, è più che dignitoso.

Recensione su "Colpa delle stelle"

Non è mio solito fare recensioni di film, ma ero così curiosa di vedere questo che per mesi è stato al centro delle frasi di tumblr, volevo capire perché teenager e non solo fossero così ossessionate da questo film.
E alla fine non l'ho capito.
È il solito film sdolcinato e melenso, alla “Tre metri sopra il cielo” per intenderci. L'unica differenza è che entrambi sono affetti dal cancro e alla fine lui muore (ops spoiler!).
E ammetto che alcuni frasi particolarmente romantiche sono piuttosto belle, ma credo che sia facile amare quando sai che da un momento all'altro potrebbe finire, quando sai che presto uno dei due morirà (e non sto parlando del dopo, di quanto sia dura sopravvivere all'altro), è facile mostrare il meglio di se stessi all'altro, fingere di stare bene, non mostare difetti e demoni interiori, per quei pochi mesi concessi. Quello che è davvero difficile è stare con una persona pensando di starci per i prossimi 50, 60, 70 anni, accettare l'altro in ogni sua sfaccettatura, ogni suo difetto, ogni cattiva abitudine, e soprattutto accettarlo per tutta la vita.
La morte è una fuga troppo banale alle difficoltà dell'amore.
E ora insultatemi pure.

B.

1992 #1

Non sono un patito delle serie TV ma questa volta, incuriosito dalla pubblicità martellante su Sky e dalle critiche fantameravigliose, ho deciso di guardare 1992.

TRAMA: (by Wikipedia)

Nell'anno che segnerà una svolta importante della storia d'Italia, si intrecciano le vicende di 6 persone di diversa estrazione. Leonardo Notte è un pubblicitario di successo di Publitalia ‘80 che cerca di mantenere il controllo della sua impresa in seguito agli eventi di Tangentopoli. Bibi Mainaghi è la ricca ereditiera del famoso industriale Michele Mainaghi i cui affari vengono colpiti dalle vicende politiche. Luca Pastore è un agente di polizia che lavora al fianco del magistrato Antonio Di Pietro per portare alla luce la verità sul sistema di corruzione e di tangenti; Rocco Venturi è un poliziotto che lavora insieme a Pastore ma che non è chi dice di essere. Pietro Bosco è un ex militare che decide di entrare in Parlamento al fianco della Lega Nord. Veronica Castello è un'aspirante showgirl decisa a diventare una celebrità della televisione, anche a costo di vendere il proprio corpo.

Ora, dopo questa parentesi, posso dire di aver guardato solo le prime due puntate (questione di tempo) e di esserne rimasto piacevolmente sorpreso (solo da alcuni punti di vista). Sembrava la tipica fiction da Rai1 in prima serata e invece rivela quello spessore che la rende un pochino superiore alle altre. In quanto a dialoghi… Pecchiamo un po’ specialmente nella prima parte in cui ogni scena è composta da battute brevi, inutili e anche un po’ patetiche.


“Come ti chiami?”
“Luca”
“E poi?”
“Pastore”
“E io sono la pecora nera”

Ecco.

In quanto a recitazione siamo su un livello medio-alto (strano per una fiction). Meritano rilievo il personaggio di Di Pietro (Antonio Gerardi) e Veronica Castello (Miriam Leone). Ecco, io vorrei porre la nostra attenzione su Miriam Leone. È stata Miss Italia. È bellissima. Smonta il mito dell'italiana bella e OCA. Brava.

E poi basta, per il momento non ho altro da dire. Ma d'altronde la serie è appena cominciata.

AMERICAN SNIPER

Pasquetta. Con l'intento di organizzare la migliore grigliata del mondo, un gruppo di americani molto raffinati arriva fino in Iraq a cercare un macellaio che abbia la carne buona.
Ma le costine non bastano per tutti, e scatta la guerriglia: i peggiori chiaramente sono i bambini cafoni che o saltano la fila o saltano per aria.
Struggente, come ogni Pasquetta che si rispetti.

Uscito nell’ottobre dello scorso anno, Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli (edito da Adelphi) staziona ormai da mesi ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia – in quella pubblicata da Nielsen, relativa alla settimana dal 29 marzo al 4 aprile, è riuscito a insediarsi al primo posto, scalzando i romanzi di Piccolo, Baricco, Carlotto e Ferrante; nella classifica degli store Feltrinelli è in prima posizione anche tra gli e-book, ormai da parecchie settimane.

Che la saggistica possa salire alla ribalta del mercato librario – anche di questi tempi – non è una novità. Soprattutto quando gli autori, pur appartenendo ad ambiti molto settoriali (si tratti di scienze dure o studi umanistici), sono già noti al grande pubblico grazie a ospitate in tv, a partecipazioni in programmi di stampo nazionalpopolare; ci pensa poi la casa editrice blasonata a fare l’offerta, distribuire capillarmente le copie e costruire il marketing adeguato.
Occupandosi ad altissimi livelli, per l’appunto, di una scienza dura come la fisica, il nome di Carlo Rovelli potrebbe non risultare noto ai più; e proprio per questo – a voler essere eccesivamente pragmatici – uno dei motivi dell’impennata di vendite del suo breve saggio sulla fisica moderna è la partecipazione alla trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, a inizio febbraio: da quel momento il pubblico ha conosciuto, si è incuriosito, informato, e ha deciso di leggere e portare a casa le sette lezioni giudicando l’occasione imperdibile.
Ma come detto, la visibilità a larga scala derivata dalla televisione è solo uno fra i motivi della fortuna di questo ispiratissimo libro, frutto della raccolta di una serie di articoli già apparsi sulla “Domenica” del Sole 24 ore.

Circa il valore estetico (e letterario) di un testo scientifico già Italo Calvino, in una celebre corrispondenza con Anna Maria Ortese, parlava di come un appassionato Galileo Galilei fosse riuscito a produrre la prosa più bella, ispirata, lirica e precisa dell’intera letteratura italiana parlando delle sue osservazioni astronomiche intorno alla luna. Da qui ulteriori legittimazioni e riconoscimenti per quello che in epoca moderna è considerato a tutti gli effetti come genere letterario, fruibile dunque non solo da specialisti e studiosi, bensì anche dal lettore comune – forte o occasionale che sia. In questo senso, Sette brevi lezioni di fisica – pur essendo imparentato solo alla lontana con le profonde ed eleganti elucubrazioni galileiane – prende il suo piccolo posto nella letteratura scientifica dei nostri giorni, dialogando, anche per ragioni editoriali, con le famosissime lezioni introduttiva di Richard Feymnan raccolte nei Sei pezzi facili e i successivi Sei pezzi meno facili – vere e proprie pietre miliari della letteratura di divulgazione scientifica, edite in Italia proprio grazie a Adelphi.


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