ragazzi persi

Ti piace perché è un ragazzo perso. Credimi, l’ho già visto accadere prima. Ma sai cosa succede alle ragazze che amano i ragazzi persi? Diventano perse anche loro. Sicuro.
—  David Levithan.
Noi siamo i ragazzi persi, rotti, funzionanti solo a metà. Siamo i giocattoli difettosi, siamo quelli senza speranza, siamo quelli il cui futuro è attaccato a una corda rotta.
Ti piace perché è un ragazzo perso. Credimi, l'ho già visto accadere prima. Ma sai cosa succede alle ragazze che amano i ragazzi persi? Diventano perse anche loro. Sicuro.
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David Levithan, Every day_

Ti piace perché è un ragazzo perso. Credimi, l'ho già visto accadere prima. Ma sai cosa succede alle ragazze che amano i ragazzi persi? Diventano perse anche loro. Sicuro.
—  Every Day. (David Levithan).
Eravamo quei bambini che quando vedevano una sigaretta rimanevano inorriditi, quelli che odiavano gli adulti che bevevano. Quei bambini innocenti che piangevano quando cadevano, non quando le persone ci facevano del male. Eravamo quelle piccole anime ancora non cresciute che si sentivano libere andando sull'altalena, librandosi verso il cielo, e giocando con gli amici a nascondino. Siamo stati quei bambini che anche con poco erano felici, che rimanevano imbronciati per una stupidaggine. Ora siamo combattenti che ogni giorno compiono le loro guerre. Siamo ragazzi persi nei loro sogni che, prima o poi, qualcuno distrugge. Siamo quei ragazzi che non vogliono andare a scuola ma hanno il terrore di perdere l'autobus. Ormai non siamo più bambini innocenti e spensierati, siamo ragazzi che lottano contro i loro demoni e che ogni giorno, vanno avanti nascondendo le lacrime.
Siamo ragazzi stanchi, persi, quotidianamente peregrinanti come fantasmi ai quali sia stata rubata anche l’ultima anima da spaventare.
Siamo il futuro, ma non ce ne rendiamo conto e, qualora lo facessimo, non vogliamo prendere impegni, né responsabilità; siamo radicati nella nullafacenza.
Viviamo nel presente, ma siamo ancorati allo scoglio del nostro passato; dovremmo essere fiumi in tempesta e siamo piccole onde che ineluttabili s’infrangono sulla roccia.
Sogniamo ogni notte, ma ci sforziamo di non ricordare neanche cosa abbiamo sognato perché siamo troppo impegnati a dire a noi stessi quanto ci faccia schifo vivere; perché è molto più facile fare le vittime piuttosto che affrontare la vita.
Ci fingiamo esseri apatici, asessuati, autolesionisti, psicopatici per piacere a una società che ci tratta come burattini di quello che è ormai diventato un teatro dell’assurdo.
Non siamo più la luce della nostra esistenza, soltanto uno sbiadito riflesso.
Non siamo più fuoco divampante, ma l’ultima fiammella su un fiammifero.
Non siamo più ragazzi, sembriamo piuttosto stanchi vecchi che non hanno più nulla da chiedere alla vita.
Basta.
Basta.
Basta.
Fuori i coglioni, la testa, la passione; fuori il cuore, cazzo, fuori il cuore! C’è un mondo aperto davanti a noi che ci sta aspettando e noi continuiamo imperterriti a guardare lo zerbino di casa impolverato.
—  amantedellarte