ragazza bellissima

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. 
Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio.
—  Il piccolo principe
Infine penso, penso a chi ha semplicemente un’anima bellissima, stupenda, di quelle che sono pura luce, di quelle che solo incontrarle ti rende felice, felice veramente. E siete in tanti, davvero.
In amore vince chi fugge… Io no!
—  Tiziano Ferro

Hei tu

Si proprio tu che stai leggendo

Hai dei bellissimi occhi lo sai?

Eh…. oh wow, che sorriso Magnifico

Sei bella lo sai?

No? Perché dici così?

Ora fai una cosa

Vai davanti allo specchio

Guarda il tuo riflesso e ripeti insieme a me:

“Sono bellissima”

Pensi ancora il contrario?

Ok ok, ripetilo ancora ma con più sicurezza

Ecco cosi brava, sono così fiera di te, ora però devi promettimi una cosa, ogni giorno ripeterai questa parolina magica ok? Sorridi oggi, Sorridi domani e dimostra di essere una persona forte, perché cavolo, se sei arrivata fino qua allora lo sei. Ti voglio tanto bene e ricordati, sei sempre bellissima
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“Quando calerà la sera e luna è coperta da nuvole scure, quando vorrai un abbraccio dai tuoi ma non sai dove sono e ti chiedi perché, quando sarà primavera e la nostalgia porterà altre paure ricorda che le persone speciali soffrono sempre di più e tu quando torna alla mente un fantasma, quando stai per rivivere un dramma, quando perdi del tutto la calma metti in cuffia questa ninna nanna e ricorda che la peggiore tempesta all'alba vedrà un nuovo sole e nel male non sentirti persa perché senza amore si muore.”

N.B. Ascoltatela è stupenda, ne vale la pena.

Siamo qui. Alla resa dei conti. La ragazza ora triste, davanti a me, è stata la mia fonte di felicità, una felicità autentica.

Siamo qui, però, sul grande letto della mia stanza, a parlare dei miei sentimenti.

I miei stupidi e confusi sentimenti che nemmeno io sono riuscito mai a capire.

Siamo qui, sul mio letto, a fissarci, a ripensare al nostro stupido passato che non ha mai realmente avuto un futuro.

Sono qui, sul mio letto, a guardare il volto cupo di una ragazza bellissima dai capelli mori e dai grandi occhi marroni, ora colmi anch'essi di tristezza.

-La ami?-

Mi volto di scatto per fissarla a quelle due parole sussurrate, così importanti.

Non so cosa rispondere, o forse sì, ma non so come.

Continuo a fissarla, le sue guance, i suoi capelli pettinati, contemplo tutto ciò a cui sto per rinunciare.

Decido di annuire.

-Perché sei qui con me, allora?-

Scruto Malia in cerca di una risposta concreta, cerco una soluzione, un aiuto.

‘Non ti servono le istruzioni. Quando mai hai usato le istruzioni in vita tua, non è vero? Non ti servono proprio perché sei troppo intelligente per sprecarci tempo, giusto? Puoi arrivarci da solo.’

Mi tornano in mente le parole pronunciate dalla ragazza dai capelli biondo fragola, nel bosco, quando fu quasi travolta da una trappola.

Quella ragazza… la ragazza che mi ha incasinato i sentimenti sin dalla terza elementare.

-Sai, lei è un po’ come una partita a black jack.- Sussurro ora guardando il vuoto, pensando intensamente alle frasi da dire.

Malia mi guarda confusa. Accenno un impercettibile sorriso, ripensando a quell'episodio nel bosco, pensando a Lydia.

So che Malia non sa giocarci, per otto anni della sua vita, ha vissuto in un bosco.

Appoggio la mia mano sulla sua, che è ora sul materasso, e comincio ad accarezzargliela, con movimenti circolari del pollice.

-Il croupier ti posiziona, una alla volta, delle carte sul tavolo.- Comincio, guardando le nostre mani.

-Il giocatore deve dire ripetutamente ‘carta’, e la somma delle carte davanti a te, per avere il punteggio vincente, deve fare ventuno.-

Annuisce confusa, incitandomi a continuare.

-Se la somma delle tue carte, è maggiore a ventuno, hai perso.- Non capisce dove voglia arrivare, scosta la mano da sotto la mia e storta la testa.

-Lei… lei è come il ventuno.- Dico guardando nuovamente il vuoto, con gli occhi umidi di poche lacrime di malinconia che premono per uscire e un triste sorriso stampato sul volto.

Scaccio via il sorriso, ritenendolo inopportuno e riprendo a guardarla.

-È quasi impossibile arrivarci, devi continuare a riprovarci sempre,senza smettere mai, continui a chiedere la carta e sei dannatamente determinato ad arrivarci, a quel ventuno.- Una lacrima silenziosa scivola sul mio volto stanco e il triste sorriso torna sul mio viso.

-E magari arrivi a venti, ma non sarà mai come arrivare a ventuno. Perciò ricominci, perché c'è già qualcun altro che è arrivato al tuo obbiettivo.-

Asciugo la lacrima velocemente e guardo Malia negli occhi.

-Lydia è sempre stata troppo, per me.- Faccio un respiro profondo.

-È sempre stata quel ventuno che non sono mai riuscito a raggiungere, quel ventuno così difficile da conquistare. C'ho sempre riprovato, ho sempre chiesto la carta, e magari c'arrivavo vicinissimo, ma poi perdevo tutto.- Concludo, appoggiando i gomiti sulle ginocchia e affondando le mani nei miei folti capelli castani.

-Stiles…- Sussurra Malia.

-Vedi, Malia, per quanto sia stupido questo ragionamento, Lydia è sempre stata il mio ventuno e ora, sono stanco di continuare a perdere.-

-Stiles Stilinski

~Teen Wolf

—  ~Testo mio
C'era una ragazza allegra, con dei dolci occhi marroni e un grande sorriso sulle labbra. C'era una ragazza piena di sogni e di speranze, il suo desiderio più grande era di poter, un giorno, aiutare tutte quelle persone in difficoltà. C'era una bellissima ragazza solare e vivace, aveva sempre una marea di persone attorno a sé, adorava stare in compagnia. C'era una ragazza piena di vita, tanto da amarla.
Ora, invece, c'è una ragazza persa, i suoi occhi sono spenti e pieni di lacrime, le sue labbra tremano. Ora, la ragazza tanto sicura del proprio futuro non c'è più; al suo posto c'è una ragazza insicura, di cui l'unica speranza è quella di scomparire. Ora sta sempre da sola, il viso pallido e la felicità non è più in lei, in qualche modo è volata via.
Questa ragazza non saprà mai se sarebbe riuscita a realizzare il suo più grande sogno, in futuro, ha deciso che la vita non fa per lei.
—  Welcometotheinfinity

Io lo conoscevo. Lo conoscevo, ma non avrei mai pensato che sarebbe successo tutto questo.
L'estate 2013, finiti gli esami di terza media, lo incontrai nelle scale di casa sua mentre salivo dalla mia migliore amica. Ci salutammo velocemente, non avevo mai fatto caso a quanto fosse cresciuto e quanto fosse diventato carino. Volevo farci amicizia, era il cugino della mia migliore amica. Un'amicizia senza secondi fini, non avrei pensato mai di perdere la testa. Ma l'ho persa.
Una sera mi cercò su whatsapp, da lì iniziammo a parlare ogni sera per ore ed ore. Lo stavo conoscendo e lui stava conoscendo me. Una persona fantastica. Piano piano iniziò ad aprirsi, a raccontarmi le sue cose ed io leggevo attenta. Era fidanzato, il 27 ottobre 2013 avrebbero compiuto un anno insieme. Lì per lì non ci restai male, non mi fece nè caldo nè freddo. Poi però iniziarono i problemi: “Miriam sei una ragazza intelligente, bellissima e studiosa… ma ho paura, non voglio rovinare la mia storia con lei, non possiamo più parlare”. Smisimo di parlare per un po’ ed iniziai a sentire la sua mancanza. Dopo circa dieci giorni mi cercò:
“come stai?”
“bene, mi manchi”
“anche tu”.
Iniziammo a parlare, di nuovo, ogni sera fino a tarda notte. Parlavamo e parlavamo, ci raccontavamo di noi senza accorgerci del sole che sorgeva.
Poi di nuovo: “la vita è fatta di attimi. Attimi in cui mi accorgo che lei ha tutti i difetti che io odio, ma attimi che la amo. Attimi che voglio lasciarla ma attimi che mi manca. Ho paura, non voglio più parlare con te”.
Questa volta piansi tanto, e non mi ero resa conto del motivo. Perchè piangevo?
Non ho mollato, dopo qualche giorno gli scrissi dei messaggi anonimi su ask… non mi sono mai permessa di scrivergli sms, la sua ragazza psicopatica soffriva di gelosia oppressiva cronica.
Lo fece lui: “smettila di scrivermi su ask”. Non ricordo come successe, ma iniziammo di nuovo a parlare con lo stesso ritmo di prima, agli stessi orari. E stavo di nuovo bene.
Ma prima o poi i giorni di sole vengono interrotti dalla pioggia. La psicopatica s'è messa a controllargli il telefono, vide conversazioni con un numero non salvato e iniziò a fargli domande. Lui provò a trovare una scusa, ma lei capì che stava mentendo in quanto, da psicopatica qual'era, conosceva bene l'unica amica del suo ragazzo. Ovvio, la sua mente malata doveva approvare tutti i suoi amici, ma soltanto se lei fosse stata sempre al primo posto.
Era come se lui vivesse di lei e lei di lui.
La psicopatica mi chiamò, voleva parlarmi. Ero nel panico, non sapevo che fare e che dire. Accettai con piacere, avevo paura ma la prensenza di lui mi avrebbe dato sicurezza. Ne avremmo parlato tutti e tre, avremmo chiarito tutto e non sarebbe cambiato nulla.
Lui non si presentò, mi lasciò ascoltare le parole della psicopatica dalla cui bocca uscivano tante di quelle cazzate da star male.
“…Io sono gelosa delle mie cose…”, “…parlavate di nascosto, mi sono sentita tradita…”, “anche io ho un migliore amico, guai chi me lo tocca”.
Ho provato a spiegarle che tra me e lui non c'è mai stato nulla, soltanto una bella amicizia e tanta fiducia, che entrambi ci raccontavamo tante cose.
“Non credo che in così poco tempo si sia instaurata una così grande amicizia. Non sono nessuno per giudicare però è stato lui a dirmi che di te non gli importa niente”
Prima coltellata. Sentivo lei squittire altre cose del genere, ma io pensavo.
Cosa faccio? Le devo credere? Mi devo arrabbiare con lui? Le devo far leggere i messaggi per vendicarmi perché ha mentito?
La sua vocetta fastidiosa continuava a ripetere “è per principio”, nel frattempo ho ordinato i miei pensieri.
Non le ho creduto. Ho creduto in lui e nel bene che ci siamo voluti.
“Mi farebbe piacere continuare a parlare con lui senza nasconderci, soltanto amici”
“Adesso io l'ho lasciato, perdono tutto ma il tradimento no. È a casa poverino, dispiaciuto per quello che ha fatto. Non vuole sentirti più”.
Ma che problemi ha? Lo aveva addirittura lasciato! Per non scoppiare a ridere ho iniziato subito a parlare cercando di sistemare la situazione.
“Non puoi lasciarlo così, è stata tutta colpa mia”,“non voleva parlarmi ma io insistevo tanto, lui non mi ha mai cercata”, “non puoi lasciarlo così, ci tiene tantissimo a questa storia”
Sì, mi stavo prendendo la colpa di tutto per lui. Non avrei mai voluto rovinare niente. Non ho mai pensato di volerli dividere.
La sera stessa gli scrissi un messaggio, piangevo tanto. Avevo paura che lui fosse arrabbiato con me, non lo so. Gli scrissi di non odiarmi, che gli auguravo il meglio. “Buona continuazione” al posto di “addio” perché io non dico mai addio.
Non ho mai ricevuto una risposta.
Piuttosto su facebook mi scrisse la psicopatica del principio di sto cazzo: “forse non hai capito che devi sparire”. Abbiamo discusso, le spiegai che avrebbe potuto comandare lui e che le sue cazzate non mi avrebbero mai toccata. “Non cercare più lui e io non cercherò più te” come minaccia. Non risposi nemmeno, era tempo perso con una ragazza così demente.
Novembre 2013, non stavo bene. Avevo iniziato il primo liceo da mezzo mese ormai: nuovo ambiente, nuovi compagni, tutto nuovo. Lo vedevo dall'autobus stringersi sotto il braccio la psicopatica tanto felice.
Mi mancava qualcosa.
Cercai di colmare il vuoto con un mio nuovo compagno di classe che mi dava tante attenzioni, gli piacevo tanto. Mi ci sono affezionata subito, forse mi ci sono proprio aggrappata. Ne avevo bisogno. Andare a scuola iniziava ad essere una cosa bella pensando che poi lui sarebbe stato con me ad abbracciarmi e a darmi tanti baci. A dicembre ci siamo messi insieme, e così è finito il 2013 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo, vita nuova”. È stato uno degli anni più brutti di sempre. La storia con questo ragazzo andava male. Mi faceva star male. Per piacergli ho iniziato a dimagrire, ho perso dieci chili non mangiando, svenivo più volte a scuola, non avevo forze. Un anno di lacrime, psicologa, lui che alternava baci e botte, baci e insulti, baci e non mi ascoltava, baci e non mi conosceva. Stavo male, ho perso tutti per lui, ero sola. I miei amici si sono allontanati, volevano che io lo lasciassi ma non ci riuscivo.
Maggio 2014, cinque mesi con la merda e mi arriva un messaggio su facebook.
Era lui, dopo tutto questo tempo. Un freddo “ciao” e io ho un po’ visto il sole. Era entrato di nuovo nella mia vita, forse non se n'era mai andato. Saltavo di gioia, ero troppo felice, ho risposto subito.
“Come stai?”
“Bene, tu?
“Bene”
“A scuola come va?”
“Mi hai davvero cercata per sapere come vado a scuola?”
“Volevo sapere come stavi”
È finita lì, una conversazione fredda e breve. Ma ero lo stesso un minimo contenta. Però torno alla mia realtà: il mio ragazzo geloso, manesco, chiuso di mente ed infantile, i miei amici che non mi parlavano, la lotta contro il cibo.
Finisce il primo anno di liceo, inizia l'estate 2014. Sono andata pochissime volte al mare, non mi piaceva farmi vedere in costume, mi facevo schifo. Andavo spesso a casa del mio ragazzo che ormai dopo mesi aveva conosciuto ogni parte del mio corpo. E ancora oggi mi pento amaramente di aver condiviso con la merda la mia pelle. Non so bene perché l'ho permesso, ma una parte di me ha continuato per un anno a trovare motivi validi per non mettere un punto a questa storia che bene non mi ha mai fatto. Pensavo “mi sono messa con questo ragazzo? Un motivo deve pur esserci” e continuavo a scavare nella mia mente. Non ho mai trovato nulla.
Finisce l'estate, 2 Ottobre 2014, mi sveglio e trovo un messaggio. Un altro “ciao”, un altro vero sorriso. Mi disse che aveva bisogno di parlarmi, accettai e non vedevo l'ora. Non raccontai nulla al mio ragazzo, troppo geloso e sapeva qualcosa di questa storia.
8 ottobre, mi scrisse gli auguri di compleanno e ringraziai. I miei amici mi hanno organizzato una festa a sorpresa, io e la merda litigammo quella sera e mi chiamò più volte “troia”. Ho pianto tanto.
22 ottobre 2014, io e lui finalmente ci vediamo. Dopo quasi un anno ci incontriamo, ci salutiamo, ci parliamo. Un anno trascorso a scontrarci raramente nelle scale di casa sua o in qualche via del paese con le mie gambe che tremavano, il cuore che impazziva e i nostri occhi che guardavano dritto senza mai incontrarsi.
Si scusò con me, “mi sono comportato malissimo e non lo meritavi, ho bisogno di una persona con cui parlare e a cui possa raccontare le mie cose”.
Uno schifo di confusione nella mia testa e io non sapevo cosa fare. Gli volevo così bene. Risposi che ci avrei pensato, in quel momento non capivo molto. Chiesi anche della sua ragazza: si erano lasciati da due mesi. Mi arrabbiai, non volevo essere la seconda scelta di qualcuno. “Se non vuoi più parlarmi lo capisco” ma lui non capiva un cazzo.
Arrivata a casa iniziai a pensare, non potevo fare questo al mio ragazzo. Mi cercò, abbiamo un po’ parlato ma poi ho voluto spiegargli la situazione: io ero ancora fidanzata, il mio ragazzo geloso, non potevo. Non glielo dissi, ma sapevo che se avessimo ripreso a parlare io avrei riprovato qualcosa per lui. Avevo paura, non gli volli parlare più.
Dicembre 2014, io e la merda facciamo un anno di schifo insieme. E così è finito il 2014 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo, vita nuova”. È stato un anno di cambiamenti. Sono cambiata. Iniziai a pensare di voler lasciare il mio ragazzo, non provavo più niente. In stanza con lui, le sue mani addosso ed io non sentivo più nulla. Non mi sentivo, ero passiva.
11 febbraio 2015: il mio ragazzo se la pensa e mi lascia a terra col sangue al naso. Non sono più riuscita a trovare scuse per perdonarlo, finalmente avevo la forza per lasciarlo.
Ero sola, iniziai ad avvicinarmi ai miei amici e ci riuscì in fretta. Raccontai ogni cosa, tutti dovevano sapere quanto schifo poteva fare una persona.
Per tutto il resto del mese ho sopportato chiamate notturne della merda che piangeva e chiedeva scusa, “mi manchi, non lo faccio più, sono cambiato”.
A marzo decido di dargli l'ultima occasione, mi sentivo un peso addosso. Non sopporto che qualcuno stia male a causa mia. Solo che dopo neanche un mese se la pensa e mi baratta per un amico più cretino di lui che conosceva da tipo 10 giorni. Ormai lo odiavo, l'ho mandato a fanculo ed ero pure felice. Mi serviva il pretesto per lasciarlo, ormai da tempo non provavo nessuna sensazione.
Aprile 2015, un mese proprio strano. Avevo i miei amici, la mia tranquillità mentale, ormai andavo d'accordo col cibo e mettendomi un costume avanti allo specchio mi sono piaciuta e pure tanto.
A maggio ricevo un messaggio, era lui che voleva sapere come stavo. Gli ho raccontato la fine della storia col mio ragazzo, non so bene cosa ne pensava davvero.
Abbiamo iniziato a parlare, tanto. Finalmente nessuno dei due aveva qualcuno che ci metteva muri avanti, parlavamo e basta.
Finisce il secondo anno di liceo, inizia l'estate 2015. Bellissima estate. Quasi ogni giorno al mare, pantaloncini e pancia scoperta ogni giorno. Stavo bene con me stessa, ero felice. Uscivo con gli amici, mi hanno vista in molti in costume. Anche lui, non mi vergognavo più di nessuno. Parlavamo anche tutta la notte, fino alle sei del mattino. Ogni tanto abbiamo visto qualche film insieme commentandolo su whatsapp, ogni tanto si trovava fuori con amici e veniva sotto casa mia. Una sera gli dissi “ho voglia di un cuore di cane” (granita al limone e acqua frizzante) e lui dopo un po’ “scendi che si scioglie”. Tante piccole cose che mi facevano così felice. Più passavano i giorni e più mi faceva impazzire. Non so se lui ricambiava, mi ha sempre lasciata in bilico.
Cosa eravamo? Amici? Qualcosa di più?
Per tutta l'estate non l'ho saputo. Veniva da me a guardare un film da soli a letto abbracciati e magari la sera stessa sarebbe andato in qualche lido ad ubriacarsi con gli amici. Non aveva intenzione di stare con nessuna, non le piaceva nessuna, me lo ha ripetuto più volte. Io continuavo a non capire, non ho mai saputo come comportarmi. Al gioco delle domande cercavo di tirargli le parole di bocca ma lui si rifiutava di rispondere, forse è per questo che credevo in qualcosa.
Si è divertito tantissimo questa estate, io ho conosciuto pure altri ragazzi e ci ho scambiato qualche pomiciata così tanto per passarmi il tempo.
Finisce l'estate 2015, inizia il terzo anno di liceo ed io sono sempre felice. Noi continuiamo a parlare e parlare, ci avviciniamo sempre di più.
E così è finito il 2015 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo vita nuova”, siamo ancora al terzo mese di felicità.
Ogni tanto mi passa a prendere in macchina, usciamo e andiamo da qualche parte a parlare. Un giorno mi disse che per me prova un bene diverso rispetto alle altre sue amiche, volevo spiegazioni.
“Perché per te c'è attrazione”. Okay, finalmente ho la certezza. Ricambia, gli piaccio, mi piace, ricambia, gli piaccio.
A san valentino, da ragazza single, pensavo “che tristezza, un altro deprimente 14 febbraio”. Invece mi arriva una rosa a casa ed io piango perché sono felice e non ci credevo. Quella sera ci vediamo, mi porta a mangiare fuori e anche io ho il mio san valentino felice. Stiamo in macchina abbracciati, mi racconta tante cose, spariamo tante cazzate e ascoltiamo musica. A mezzanotte mi accompagna a casa e lo stavo salutando col solito bacio sulla guancia ma lui tra un bacio e l'altro gira il suo viso e le nostre labbra si toccano per qualche istante. Dopo circa nove mesi. È una cosa bellissima, è una cosa vera. Ci abbracciamo e io salgo a casa col cuore che scoppia e i polmoni andati a puttane.
Ci vediamo dopo quattro giorni, ci siamo baciati di nuovo. Abbassa il sedile e io salgo su di lui e ci baciamo tanto. Le sue mani che mi accarezzano la schiena, i brividi e il solletico, i grattini, io che rido improvvisamente e lui mi dice che sono strana. Mi stringe le cosce, il sedere, i fianchi. Ogni centimetro di pelle mi va a fuoco. Sono viva.
Ho lottato per ottenere tutto questo, sono passati anni ma ho vinto. Ho vinto perché ci ho creduto davvero. Credete e lottate davvero per quello che amate e quello che vi fa star bene. Litigate con tutti pur di ascoltare solo e solamente la vostra testa e il vostro cuore. Abbiate la forza di cadere e camminare anche da soli. “Il sole esiste per tutti”, bisogna soltanto volerlo.
Marzo 2016, lui non lo sa ancora ma io lo amo.

Questa è una giornata molto molto molto NO, mi consolo con le piccole cose belle: il rossetto liquido color marsala nello stand della Essence, l'odore del mio detergente per il viso, la ragazza bellissima seduta sull'autobus di fronte a me, la primavera, tra quattro giorni è il mio compleanno.

Non mi frega se la sua prossima ragazza sarà bellissima coi capelli biondi lunghi lisci e degli occhi azzurri meravigliosi o se avrà un fisico perfetto ed un carattere dolce se lei è la ragazza perfetta per tutti.
Perché di lei non mi fregherà nulla, davvero.
La cosa che mi darà più fastidio è che lei avrà lui ed io no.
—  alliwantisyou.