Ho deciso di scriverti questa lettera perchè mi sono resa conto di avere ancora troppe cose da dirti. Ormai non è più un segreto che ho ricevuto una bella batosta in amore, anche i muri sono stufi di sentirmi parlare sempre di te. La mia stessa mente non ne può più di pensieri che ti riguardano,dubito fortemente che tu vorrai soffermarti su queste parole che ti scrivo perchè hai cancellato ogni traccia di noi..quel noi durato troppo poco e svanito troppo in fretta.
Mi piace ricordare come mi cercavi subito dopo che io andavo via da te. Mi piace ripensare alle lunghe telefonate prima di andare a dormire. Eri più folle tu di me. Eri quello che si era affezionato per primo e io quella fredda  e diffidente. Come sono cambiate le cose.
Eri curioso di conoscermi, ricordi? Dei nostri 900 Km di distanza non te ne importava nulla. Volevi stare in mia compagnia, volevi che ti accompagnassi ovunque. Ci eri rimasto male per una mia piccola assenza. Dubito fortemente che due persone possano entrare così in sintonia in così poco tempo. Eravamo già una cosa sola, senza nessun anno di conoscenza alle spalle. Ogni momento con te è stato magico, come in una favola che non avevo mai vissuto prima. Ho creduto ad ogni tua parola, ad ogni tua promessa. Hai disciolto le mie barriere e i miei dubbi come nessuno era mia riuscito a fare.Non è da me perdere la testa: sia perchè non mi fido mai così tanto e poi perchè voglio sempre tener sotto controllo tutto. Ma ci sei riuscito e non può essere un caso. Troppe coincidenze. Troppi attimi vissuti che sono stampati sulla mia anima.
Che poi, io lo sapevo che non poteva durare molto. Una persona con una mente iperattiva come la tua si sarebbe stufata presto di non vedere la persona amata a lungo. Solo che ho sempre creduto che ne valesse la pena. Ero così schifosamente felice del nostro amore, che io non ci avrei mai rinunciato. Io ero collegata a te, non so come.  
Ricordo ancora quel giorno in cui mi hai detto “ci sta un'altra” e non so neanche io cosa dovevo dire o fare,so solo che iniziai a piangere fra le braccia della mia migliore amica. 
Tu non lo sai ma tutt'ora mi sento inferiore a lei. 
Mi sento imperfetta,sbagliata e non all'altezza. 
Quando al telefono mi parlavi di lei,quando mi dicevi che per te lei era la tua medicina, mascheravo tutto il dolore dietro ad un sorriso e quando chiudevi scoppiavo a piangere come una bambina. 
Quello che mi lascia più interdetta è il tuo comportamento: mi hai lasciata tu,da un giorno all'altro, mi distruggi giorno dopo giorno e sei geloso se qualcuno mi parla o mi fa sorridere.
Tu mi manchi,la tua mancanza si sente dentro le ossa e fa male,male da morire, è passato un mese da quando è finito tutto eppure io parlo ancora di te,penso a te.
Ricordi quando mi dicevi: “se andiamo al mare e porto la macchinetta fotografica, farei foto a te e non al paesaggio.” e quanti sorrisi in quel momento ma si sa,c'è chi di parola e chi di parole e tu sei soltanto di parole. Sei fatto di promesse non mantenute e di parole buttate al vento e mi dispiace dire questo ma è così la realtà.È durata meno del previsto, sono dispiaciuta, ma la scelta è stata tua e io non ho nulla da rimproverarmi. Hai i fatti tuoi, hai la tua vita e, anche se non vuoi ammetterlo, non mi hai trattata molto bene. Non che mi aspettassi chissà che cosa. Ma se a qualcuno dispiace di aver spezzato un cuore, fa quel che può per alleviare il dolore, non lo fa aumentare con una conditina di menefreghismo. Il che ovviamente fa sorgere la domanda spontanea: ma chi sei dunque? Lo stesso che fino a poco tempo fa sembrava morire senza di me? Ma non sono più affari miei. Hai deciso. E io ho capito che è finita. Mi manchi, indubbiamente. A te probabilmente no. Passerà anche questa, ma mi riservo di scriverti ancora qualche lettera, giusto per sfogarmi un po’.
—  Sara,400fottutichilometri.
- Vuoi giocare?
La ragazza guardò con fredezza il bimbo che le porgeva il pallone, con i suoi occhioni scintillanti.
- No.
- Perché non giochi? - chiese il ragazzino, abbassando il capo deluso.
La ragazza fece una smorfia, osservò il parco e poi, con voce seccata parlò.
- Non mi piace giocare.
- Perché no?
- Perché sono cresciuta.
- Perché sei cresciuta?
- Con l'età si cambia.
- Quindi sei cambiata perché hai più anni di me?
- No.
- E per cosa?
- Per il dolore.
- E chi ti ha fatto male?
- Le persone.
- Le persone?
- Sì.
- Quindi anch'io ti ho fatto del male?
- No, certe persone.
- Non ti piacciono le persone?
- No.
- Nemmeno io?
- Nemmeno.
- Ma io non ti ho fatto male.
- Lo so.
- Perché non ti piaccio?
- Non lo so…
- Posso chiederti un favore?
- Cosa vuoi?
- Sorridi.
- Perché?
- Perché sembri tanto triste.
- Non mi piace sorridere.
- Se sorridi me ne vado.
La ragazza sbuffò, ma poi sorrise falsa.
- Sei contento ora?
- Sì.
- Allora vattene.
- Okay, però volevo dirti un'ultima cosa…
La ragazza lo fissò esasperata. Voleva restare sola.
- Muoviti.
- Ecco, volevo dirti solo che quando sorridi sei bellissima.
Il bambino se ne andò con in mano il suo pallone, e tornò a giocare solo, lasciando però sul viso della ragazza un'ombra di un vero sorriso.

“Lo so che non sono la ragazza di cui ci si innamora, che spesso non sono una compagnia piacevole e che se mi trovo a disagio scappo e non torno. So che è difficile starmi vicino, che non so aprirmi e che non ho nulla di speciale per cui valga la pena spendere tempo ed energie.
So che non sono il tipo di ragazza solare, allegra, sempre pronta a dire la sua. Io spesso non dico ciò che penso, per paura di ferire gli altri, per paura di ricevere solo un sorriso infastidito.
So che non è facile mettermi a mio agio, che a volte i miei occhi diventano lucidi e non riesco a piangere ma che se mi chiedi che cos'ho, non te lo so dire. Non puoi semplicemente lasciarmi piangere? A volte i miei pensieri sono pesanti. E no, non li voglio condividere con te. Non li condivido con nessuno.
So che le mie idee spesso restano nel mio silenzio, che quando so di aver ragione non mi metto a litigare perché sono semplicemente a posto con me stessa. E che questo lascia spiazzati perché non sono brava a litigare, mentre tutti sembrano essere esperti in quest'arte.
Io odio litigare. Odio i rumori forti, odio le parole dette senza conoscere, mi odio quando non sono come vorrei essere. Il che capita spesso.
So di non essere la ragazza più dolce, o la più bella, o la più intelligente. So che non c'è molto da amare in me.
So che le persone si aspettano che io stia male per questo.
So che non è facile amare per una come me. Una che ama la sua indipendenza, la sua libertà, che a volte piange ma che se qualcuno si offre di asciugarle le lacrime si arrabbia e se ne va.
So che a volte sembro essere vicina e invece sono così lontana. E tu potresti abbracciarmi, darmi un bacio, dirmi che mi ami.
E io non ci sarei.
Sarei altrove. Da qualche parte dentro me stessa in cui non potresti mai raggiungermi perché io non ti ci porterei mai.
E tu la strada del mio cuore non la sai.”