racollo

Vacanze 2013? Appennini! · Diciannovesimo giorno: fine?

Presso il Rifugio Racollo mi alzo per la colazione, ma questa mattina la colazione non c'è, o comunque è talmente povera che quasi quasi non la sento. Possibile che in questo posto non sia rimasto del pane e della marmellata? Forse no.Mi bevo un tè e poi mi preparo per la ripartenza, con i rumeni appena arrivati presso il rifugio che mi guardano mentre bruciano una sigaretta dietro l'altra. Sarebbe questa la loro occupazione principale? Pensavo che ci fossero un sacco di lavori da fare, di pulizie… in tre, a fumare sigarette.

Vado via dalla disperazione, pedalo verso Rocca Calascio, sperando che il tempo mi conceda un po’ di tregua. Oggi infatti danno temporali e brutto tempo in tutta la zona.

Saluto il Massiccio del Gran Sasso, il Rifugio Racollo e pedalo tra i bei prati della piana, tra le verdi colline sfumate dalla nebbia di questa mattina d'estate. Ieri, in serata, ho avuto modo di parlare con i miei genitori, che mi hanno avvisato appunto del sopraggiungere di una perturbazione, ed io ho accennato che presto sarei tornato a casa. Sono stanco, parecchio affaticato dal viaggio e non mi sono rimasti sufficienti giorni di vacanza per proseguire oltre, ancora più a Sud.

Innanzi tutto però voglio godermi questa giornata, andando a visitare un luogo caratteristico della zona. Mi dirigo su strada asfaltata verso Santo Stefano di Sessanio e dopo qualche chilometro mi immetto su una strada sterrata con le indicazioni “Rocca Calascio”.

La salita è breve e semplice, in un ambiente che ha il gusto della favola, disegnato con tempere ad acqua con morbidi pennelli su spessi e ruvidi fogli di carta. Arrivo alla Rocca in men che non si dica ed il fatto di aver raggiunto questo luogo così facilmente mi fa capire come sia messa male la gente, che a quanto pare ha il coraggio di lamentarsi del fatto di non avere la possibilità di salire in auto fino alla rocca.

Incomincio a curiosare nei pressi della Rocca Calascio, che è chiusa per quanto riguarda le visite all'interno, ma che è ugualmente interessante anche all'esterno, per i bellissimi scorci che sa offrire. I temporali sono effettivamente in arrivo ed il cielo ha un aspetto minaccioso, che si sposa benissimo con le rovine in pietra bianca. C'è qualche altro visitatore ed incontro anche un appassionato ciclista che rimane piuttosto impressionato nel vedermi in quel posto. Quando poi gli racconto del mio viaggio, vi lascio immaginare le espressioni di stupore che ha fatto.

Pur apprezzando la rocca ed il fascino che la circonda, dopo un po’ di tempo ho levato l'ancora e me ne sono andato, fermandomi subito dopo presso un caratteristico locale “alla Rocca” per fare una sorta di colazione. Ho mangiato una deliziosa fetta di torta alla ricotta accompagnata da una fresca bottiglietta di chinotto, in compagnia di un gatto goloso, al quale sono andate le briciole del dolce.

Poi son ripartito, e una volta sceso a Calascio, ho preso la direzione di Castel del Monte. In un tratto di salita, ad un certo punto i muscoli delle gambe hanno cominciato a bruciare forte e mi son lasciato definitivamente andare: si è proprio giunta l'ora. In paese ho fatto un po’ il turista e poi ho proseguito, scendendo a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, ad Ofena da dove ho incominciato a seguire le indicazioni di una pista ciclabile sul Tirino, con tutt'intorno a me temporali e vento forte. Per fortuna però non ho preso neppure una goccia d'acqua.

Ricordavo di aver visto sulle cartine, ancora a casa, mentre studiavo il percorso lungo gli Appennini, una traccia lungo questo corso d'acqua e devo dire che il posto merita proprio una visita. È una via facile e tranquilla per avvicinarsi al Parco della Majella. Per diversi chilometri ho proseguito seguendo le indicazioni del percorso ciclabile lungo il Tirino ed infine sono giunto al paese di Bussi, appunto sul Tirino. Qui mi sono immediatamente imbattuto in una struttura nuova ed attrezzata per le bici ed i cicloturisti, un Ostello.

Inizialmente sono entrato a chiedere informazioni sulla stazione ferroviaria più vicina, deciso ormai a procedere con le operazioni di rientro in patria. Stupidamente però non ho chiesto informazioni sugli orari, pensando di andare a chiedere di persona alla biglietteria di Popoli, la stazione FS più vicina.

Ho inforcato la bici e ho fatto una pedalata nel traffico automobilistico fino alla stazione di Popoli, ovviamente deserta e munita di biglietteria automatica. Ed ora? Da che parte dovrei andare poi? Verso Pescara o dalla parte opposta? Ne so quanto qualche chilometro fa, non ho voglia di cercare un posto dove dormire in questo paese e dopo un gelato decido di rientrare a Bussi.Di nuovo presso l'ostello, mi faccio indirizzare sulla tratta ferroviaria da prendere e prendo nota degli orari disponibili. Inoltre prendo la camera per la notte per la somma di 25 euro. La struttura è molto accogliente, moderna e ben attrezzata. C'è pure il cucinotto, ma non ho proprio voglia di farmi da mangiare, così decido di andare in cerca di una pizzeria. È presto, così prima vado a bermi una birra per l'aperitivo. Dopo la seconda birra e qualche quintalata di stuzzichini vari, mi avvio verso la pizzeria, che però oggi è …. CHIUSA!Pocomale, dico, e rientro al bar per altre birre. Stasera va così.

Rientrato all'ostello, dopo una mezz'oretta addormentato davanti alla tele, ho deciso che era giunto il momento di andare a dormire. Domani si rientra a Cremona.

Ah, comunque oggi ho fatto 82Km e 860 mt di dislivello.