racchiudere

Una lettera per la mia migliore amica.

Volevo iniziare con “Buon compleanno e tanti auguri” ma poi o pensato che fosse troppo banale. Non è adatto a una persona speciale come te. Tu meriti di più di una frase ripetuta già 7 miliardi di volte a 7 miliardi di persone. Perché tu sei tu. Non puoi far parte di un insieme generico. Tu sei di più di tutte loro. Tu sei forte, molto forte, perché sopporti le mie preoccupazioni e le rendi tue. E non ti arrendi finché non trovi una soluzione, anche se non è direttamente un problema tuo. Tu sei fantastica. Sei l'unica che mi fa ridere quando non ho voglia nemmeno di sorridere. E non potrei mai ringraziarti abbastanza per questo. Tu sei la mia roccia su cui posso sfogarmi, su cui posso piangere, ma le mie lacrime non ti corrodono. Al contrario, tu le raccogli e ne fai sorgente. Quando sono triste e scoraggiata, mi fai specchiare nel lago creatosi sottostante, ricordandomi quante volte sono venuta qui, convinta di non farcela, volendomi arrendere, e invece ogni volta ce l'ho fatta, le ho superate tutte, per ogni goccia presente. Ma la cosa migliore di te, è che non mi hai mai lasciato sola davanti alla vita. Eri e sei sempre rannicchiata nel mio cuore, per suggerirmi e consigliarmi. Come può un “auguri di buon compleanno” racchiudere tutto questo ? Non può riassumere l'importanza che hai per me. In realtà nulla la può riassumere. Ma è giusto che ti auguri comunque qualcosa, questa è la mia frase per te “Sii felice,non temere nulla, perché se anche stai attraversando un periodo buio, io sarò sempre accanto a te, con una torcia un mano e l'altra sulla tua spalla per rassicurarti che troveremo la via d'uscita, insieme”.

— 

Volevoimparareavolare (scritta da me)

La dedico, oltre che all'Anon per la sua migliore amica, anche alle mie bellissime migliori amiche, vi ringrazio di tutto ragazze.

Vorrei una stanza piena di foto sulle pareti, nel senso che ne dovrebbero coprire ogni singolo pezzetto.
Foto mie, dei miei amici.paesaggi, smorfie,oggetti, foto belle, foto brutte, animali,sconosciuti e foto senza senso o quelle di cui il senso lo capisco solo io,foto in bianco e nero, foto a colori, foto che racchiudono un piccolo attimo di felicità, che è una cosa rara, abbastanza rara da dover imprigionare in un immagine in modo da non dimenticarlo ma anche foto tristi, così da ricordarmi tutte le ragioni delle cicatrici del mondo..insomma qualsiasi cosa che mi possa piacere o anche semplicemente colpire;
Così ogni volta che mi guarderò attorno, potrò vedere tutto ciò che mi va, ed immaginare di essere in qualsiasi posto io voglia, potrò ricordare qualcosa che mi è successo o anche dimenticare ciò che mi rende triste, tante emozioni che si mescolano, tutte sotto i miei occhi.
—  Carta-e-inchiostro
#storie

Vorrei raccontarvi una storia ma non ho nemmeno le parole giuste per esprimermi, sono in cerca di qualche mio vocabolo complesso per racchiudere le mie sensazioni ma mi rendo conto che non è sufficiente. Mi sento quasi impotente nella mia vita, penso di aver perso il controllo di me stesso. Forse loro, avevano ragione quando dicevano che io per mancanza di amore, mi sono isolato fino a divenire quasi aggressivo. Ma loro non sanno che io mi fingo tale solo per non ricevere amore. Io non posso permettermi di amare, c'è il rischio che io ami in un modo esagerato, tanto da privarmi della mia stessa libertà. Ma soprattutto c'è un altro rischio più grande, divento troppo sensibile ad ogni piccola cosa e soffrirei in modo sproporzionato per cose banali. Quindi, preferisco mascherarmi da cattivo, tanto le persone ci credono davvero.

-Anonimo

- Ah quando incontri quella con i controcazzi sei fottuto.
- Perché?
- Perché ribatterà su tutto.
- In che senso?
- Nel senso che se tu vorrai A, lei vorrà B, se per te è bianco, per lei è assolutamente nero. È una lotta continua.
- E come posso fare?
- Semplice, non puoi fare. È come un'onda: puoi decidere se affrontarla passivamente, oppure di lasciarti travolgere e trascinare dalla sua energia, andando con lei.
- Se decidessi di andare?
- Sarà un'avventura.
- Allora c'è il rischio che possa farmi male.
- Certo che c'è, come in tutte le nuove esperienze. Solo che potrebbe rivelarsi un male piacevole.
- Parli come se l'avessi provato.
- Infatti è così.
- E com'è stato?
- Non credo esista una parola per racchiudere tutto. Ti posso solo dire che è stancante.
- Stancante?
- Stancante starle dietro, tenere il suo passo. Era sempre una spanna più avanti in tutto.
- Non è stata un'esperienza piacevole quindi?
- Non ho detto questo.
- Da come lo descrivi sembra così.
- È stato il periodo più felice di tutta la mia vita. Infatti mi sento di darti un consiglio: buttati.
- E se non lo facessi?
- Te ne pentiresti per il resto della tua vita.
—  comeil-vento
Dipingo la tua immagine nella mia mente anche se non sono una pittrice, anche se non saprò dare adito alle tue forme, alla tua bellezza sconfinata, anche se non saprò dipingerti nel modo più realistico che vorrei, anche se non saprò cogliere ogni tuo dettaglio, anche se non saprò decidere se colorar i tuoi occhi di blu cobalto o perlaceo, anche se non potrò attribuirci il senso del tatto alle tue mani, o quello del gusto alla tua bocca, o quello dell'olfatto all'odore che sprigiona la tua pelle, e perciò ti dipingerò così come i miei occhi ti vedono, così come riflette lo specchio dei tuoi occhi nei miei, così come si dipinge la cosa più bella mai vista al mondo, così come si cerca di racchiudere un'intera vita in un secondo.
—  Seccasetedite.

oshitwhysoserious  asked:

Tell six things about you than pass it on to ten of your favourite blogs. 🌸

1) Ho paura delle cimici.
Quando è il periodo della riproduzione chiedo sempre a mia madre, mio fratello o mio padre di controllare la mia stanza prima di andarci dormire.
L’altro giorno mia madre mi ha chiesto di togliere le tende, nel mentre ne ho trovata una morta, ma appigliata.
Le mie mani erano ferme, come paralizzate e con la faccia scappavo dalla tenda, avevo gli occhi lucidissimi ed emettevo un suono stranissimo con la voce, con i denti stretti e chiedendo aiuto. Mia madre rideva.

2) Io e mio fratello abbiamo legato moltissimo da quando sono tornato da l’anno sabbatico a Londra.
Ci confidiamo tutto, dalla morosa, alla sigaretta di troppo, alle canne. Beh, lui ha una vita sociale più attiva della mia; ma è un vero amico.

3) Quest’anno è il quinto anno che ho questo blog.
All'inizio era un semplice diario, poi la persone, voi, hanno cominciato a vedere un potenziale in me e ora non riesco a stare senza questo blog.
Vi devo tanto e spero un giorno di poter ricambiare in qualche modo.

4) Amo nuotare tanto quanto scrivere.
Quando scrivo sono me stesso, ho mille pensieri da raccontare e da racchiudere in una storia.
Quando nuoto, però, sono sì me stesso, ma non ho nessun pensiero.
Sono io e l’acqua, come se fossimo un tutt'uno, da soli.

5) Quando sono da solo parlo inglese.
Mi capita di farlo in macchina, in doccia, mentre sono in treno e delle volte persino con un amico tramite messaggio.
Se mai un giorno, un mio sogno si realizzasse, vorrei fare un discorso anche con lei solo in inglese.

6) Sono quasi due mesi che non fumo erba e sono orgoglioso di me.

Precauzioni per l’uso.

Il palmo deve poggiarsi, e premere appena verso l’alto: deve farsi sentire, non imporre. La cosa più vicina ad un bussare alla porta che una metafora possa racchiudere.
E visto che di racchiudere si parla, le dita da morbide devono far sentire che sanno tendersi:c’è - a ben sentire - fra la fine del palmo e la prima falange di ogni dito una zona di muscolo rigido, allenato da tutte le volte che apriamo e chiudiamo la mano. Ecco, quella è la parte che più di tutte deve sentirsi.
Una volta avuto quel contatto, la mano deve scivolare indietro, e solo medio ed anulare devono farsi sentire, devono schiudere così come prima hanno racchiuso, devono permettere alla pelle di impararne a memoria la forma, la consistenza, i movimenti. La fretta o la paura vengono subito avvertite, perchè la mano sarà tremante o sudata: e può essere romantico, ma ora non è di romanticismo che stiamo parlando.
Solo alla fine, la mano deve perdere il contatto, ed il tocco deve essere del pollice. Dal basso verso l’alto, un piccolo cerchio, un otto, il simbolo dell’infinito, un linguaggio di arabeschi, neanche stesse pronunciando chissà quale formula magica per dar modo al resto di aprirsi.
Solo prima della fine, quelle dita di nuovo devono scendere, di nuovo il palmo, ma a risalire, quel medio e quell’anulare devono piegarsi ad uncino, affondare, e le altre dita devono premere e poi allargarsi. Il palmo deve essere una protezione, ma le dita devono risultare una condanna.
E credo di aver detto abbastanza.

Sto leggendo di più in questo periodo. Leggo tanto, e ti cerco nelle frasi, nelle parole altrui, con la speranza di rispecchiarmi e sentirle mie, vedere “pezzi di noi” nelle storie degli altri.
Ma non bastano Baudelaire, Montale, Pavese, Dostoevskij. Non basta niente.
Tu sei altro.
Non posso racchiudere in nulla quello che sento.
Leggimi dentro.

Ti voglio sposare.”
“Davvero?”
“Certo.”
“Ma dai.”
“Perchè non mi credi?”
“Perchè nessuno sposerebbe mai una come me.”
“Io si.”
“Lo dici adesso, aspetta tra qualche anno.”
“Non cambierò idea.”
“Sì invece.”
“Ma io ti amo.”
“Ti amo anche io, lo sai.”
“E allora sposami.”
“Non voglio rovinarti la vita.”
“Tu me l’hai solo migliorata.”
“E se ti stanchi?”
“Impossibile.”
“E se un giorno non riuscirò più a renderti così felice?”
“Sei e sarai sempre la mia felicità.”
“Io non voglio nessun altro.”
“Io nemmeno.”
“Sono troppo assillante, scusami.”
“Non lo sei. Lo vuoi capire che non riuscirò a trovare nessun altra che riesca a farmi stare come mi fai stare tu? Lo capisci che io ho questa costante voglia di te e basta? Nessuna riuscirà mai a trasmettermi così tanto anche solo con uno sguardo. Nessuna avrà mai i tuoi occhi, o i tuoi capelli sempre in disordine. Nessuna riuscirà a racchiudere cosi tanta dolcezza. Io voglio solo passare il resto della mia vita con te, ogni fottuto momento. Solo con te.”
“Sì.”
“Sì cosa?”
“Sì, sposami.

Non so come fare a dimostrare al mondo quanto è grande il sentimento che provo per te.
Quindi siccome ancora il mondo ai miei piedi non ce l’ho, ho pensato di urlare i miei sentimenti per te qui sopra così che ogni persona che leggerà saprà quanto io ti amo, Antonio.
Ti amo così tanto che dire ‘ti amo’ ormai non basta più.
Non esiste una parola nel vocabolario che riesca concretamente a racchiudere quello che provo nei tuoi confronti e, come ben sai, il dizionario italiano è enorme, contiene un’enormità di parole, ma nemmeno una adatta al mio caso.
Tu non lo sai quel che sei per me, o meglio, lo sai, ma forse a volte lo ignori, inconsciamente.
Significhi così tanto per me, non sei solo il mio fidanzato, ma anche il mio migliore amico, sono legata a te da un legame che non credo si spezzerà mai perchè è fortissimo. Sento che questo attraversa il mio cuore e raggiunge il tuo e lega entrambi formando un’unica cosa.
Ho trovato la parte mancante di me, quando ho conosciuto te, quella parte che mi mancava e che adesso mi completa.
Fai di me qualcosa di bellissimo, tu mi rendi completa e bellissima.
Non so nemmeno io come cavolo fai, magari hai dei super poteri, non lo so, ma quando sto con te mi sento benissimo, completa, al posto giusto nel momento giusto, bellissima e al sicuro.
Potrebbe crollarmi il mondo addosso con tutti gli altri pianeti assieme alla luna, al sole e alle stelle e io non sentirei niente, sarei felice e resteri li a baciarti o semplicemente a guardarti mentre tutto crolla sotterrandomi, non farei o direi niente per salvarmi perchè tu sei la mia salvezza e se tutto mi crollasse in testa tu mi salveresti, ne sono certa.
Sei un ragazzo stupendo, ma così dannatamente stupendo che non so nemmeno perché sei venuto da me, il Diavolo era un Angelo, ma una volta caduto è finito all’Inferno, tu sei sicuramente un Angelo, eppure sei caduto e finito da me e magari io sarò pute il tuo Inferno, ma tu, credimi, per me sei il Paradiso.
Qualcosa di spettacolare e unico in mezzo a tutto ‘sto casino che é il mondo esiste e sei tu e tu, sei mio.
Non so cosa ho fatto di così importante é bello per meritarmi te, ma non me ne frega più di tanto perchè ora sei qui e sei mio e non ti lascio andare nemmeno sotto tortura.
Tu sei mio e io sono tua, noi siamo nostri e siamo bellissimi, la cosa più bella che al mondo esiste.
Ecco cos’è l’amore, siamo io e te, assieme, uniti, che ci amiamo.
E non mi importa della distanza, degli ostacoli che troveremo davanti a noi, io voglio una cosa e a costo di abbattere montagne e superare tornadi io l’otterró, voglio te e me assieme nel nostro futuro.
Una vita mia e tua, una nostra casa, il nostro amore, i nostri bambini, il nostro infinito. Solo nostro. Dove tutto é fatto su misura per noi.
Ti amavo ieri, ti amo oggi e ti amerò domani e se dopo la morte esiste qualcosa ci incontreremo li e ti amerò anche in quella vita perchè il mio amore per te è troppo vero e puro e forte per poter morire col mio corpo, vivrà per sempre con la mia anima e amerà per sempre la tua anima che sarà, per sempre, unita alla mia.
blvacklife .

Credo che nelle recensioni settimanali i dischi che ho più citato siano In a Silent Way (1969) e Bitches Brew (1970) di Miles Davis (che ho anche recensito). Il perchè si può brevemente racchiudere in una frase della recensione che Lester Bangs fece di In a Silent Way su Rolling Stone:”il tipo di album che ti dà fiducia nella musica del futuro”. La particolare ed unica commistione tra jazz e rock fu dirompente  (e iper criticata). I musicisti che suonarono con Davis proseguirono nella sua strada cementando di fatto il jazz rock inventato dal Maestro (e parlo di Chick Corea e i Return To Forever, John McLaughlin con la Mahavishnu Orchestra e Joe Zawinul con i Weather Report). Quella lezione ebbe epigoni anche in Italia, dove quella scintilla dirompente fu fatta propria da un gruppo di ragazzi che all’inizio dell’era progressive, decisero di suonare jazz rock convincente e di grande classe. I Perigeo nascono a Roma intorno al 1970 e sono composti da Giovanni Tommaso (contrabbasso), Franco D’Andrea (pianoforte e tastiere), Claudio Fasoli (sax), Tony Sidney (newyorchese, che suona la chitarra elettrica) e Bruno Biriaco (batteria e percussioni). Tommaso vanta collaborazioni prestigiose fin dagli anni ‘60 nel campo jazz, con alcuni tra i più grandi musicisti del periodo (Chet Baker, Gato Barbieri, Paul Chambers) e affina la sua tecnica nei club e, dal 1967, come arrangiatore alla RCA, dove mette mano a numerosi album famosi (Cervo a Primavera di Riccardo Cocciante,  E Io Ci Sto di Rino GaetanoViaggi e Intemperie di Ivan Graziani tra gli altri). Grazie all'interessamento di Ennio Melis, manager della RCA, nel 1972 i Perigeo registrano il loro primo album. Azimut è composto da 6 brani che solo per convenzione vengono considerati progressive, ma che invece sono frutto di una sofisticata cultura musicale jazzistica che si colora di forti connotazioni rock: Posto di Non So Dove, dove Tommaso canta poche ma magiche strofe in stile muezzin arabo, è un mix elegante di momenti di quiete ad altri di quasi caos strumentale. Stessa tensione musicale ha Grandangolo, più riflessiva e dominata dal piano elettrico Aspettando il Nuovo Giorno. Azimut, che ricorda l’epopea dei Soft Machine (a cui la band spesso fu accostata e con cui farà una tourneé europea nel  1974) ha un finale melodico e coinvolgente, dopo un inizio etereo e sperimentale. Un Respiro è il secondo brano cantato da Tommaso, ma i fuochi artificio arrivano nel finale di 36° Parallelo, davvero cosmica, trascinante e affascinante. Il successo non è immediato, anche per certa critica ortodossa che addirittura li accuserà di blasfemia (il grande critico Arrigo Polillo, uno che non la mandava a dire a nessuno). Però piano piano il loro suono innovativo iniziò a farsi strada tra gli appassionati, complice anche il taglio più rock del successivo ( e stupendo, fin dalla copertina) Abbiamo Tutti Un Blues da Piangere (1973). Eccellente sono anche i successivi Genalogia (1974) e La Valle Dei Templi (1975). Dopo un grandioso tour per l’Europa con i Weather Report, mentori e ispiratori (che farà tappa anche a Montreux al prestigioso festival Jazz, il cui concerto verrà pubblicato solo nel 1993) nel 1976, dopo Non è Poi Così Lontano si sciolgono. Da grandi professionisti continuano la loro carriera musicale, e Giovanni Tommaso riformò il gruppo, i New Perigeo, nel 1981 con Danilo Rea al pianoforte ed altri, con cui incide due dischi nel 1981. Dei componenti, fortuna particolare ebbe Bruno Biriaco, che ad una sua personale passione verso la musica sperimentale si dedicò anche alla composizione di sigle televisive, alcune famosissime (Domenica In, Piacere Rai Uno, Luna Park, In Bocca Al Lupo). Sono una band che ha scritto pagine di fondamentale importanza nella storia della musica italiana, e per una volta con una visione internazionale (che ebbe poi anche il progressive). E che nacquero perchè avevano davvero talento, supportati da manager discografici competenti e attenti. Mica andavano in Tv ai tempi…

anonymous asked:

Cos'è per te la poesia? Credi che abbia ancora un ruolo nella società moderna? E dei poeti moderni che ne pensi?

La poesia per me è l'arte di racchiudere in pochi versi un mare di emozioni contrastanti e lasciare che l'interprete decida quale lato scoprire di noi a seconda della sua visuale critica. Molti poeti emergenti purtroppo tendono ad immedesimarsi nei vecchi poeti e di conseguenza molte poesie dei miei contemporanei non mi colpiscono poiché sembrano “copia e incolla” .
Ma c'è sempre chi, ovviamente ( e fortunatamente) si distingue dalla massa.

So di essere molto esigente, e quello che pretendo mi rende la vita difficile. Non sono mai soddisfatto né degli altri né di me stesso. L’amore lo concepisco unicamente come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sè, perfette, la fedeltà, la comprensione, l’amicizia. Non immagino niente di diverso. Né lo accetterei.
—  Irène Némirovsky, Due
Sei nelle frasi dei libri e nelle scritte sui muri. Sui binari di un treno, nelle nuvole passeggere e negli occhi dei passanti. Nella voce del vento, nei raggi del sole e sulle spiagge deserte. Anche le stelle parlano di te. È proprio vero che il mondo si può racchiudere in una sola persona.
—  Neversurrender

anonymous asked:

credo di essere innamorata del mio migliore amico; ma non ne sono sicura. come si fa a capire se si è innamorati di qualcuno? ti prego illuminami

Hai presente quando vai a letto la sera?
Dicono che la sera la nostra mente sia troppo stanca, troppo, e l'alta muraglia che noi ci creiamo attorno crolla, e così pensiamo liberamente, senza ingannarci.
È lui il tuo pensiero?

Hai presente a scuola, magari durante una spiegazione molto noiosa, hai presente quando ti metti a scarabocchiare su un foglio, anche se non sei una grande pittrice? È lui il tuo pensiero?

Hai presente quando la notte, con le sue tenebre, ti regala la magia delle stelle?
Quando guardi la volta celeste, splendente e perfetta, è lui il tuo pensiero?

Quando lui è abbattuto, tu ti senti male?
No, non triste, male. Male davvero.
Quando lui è felice, tu splendi di gioia?
No, non felice, gioiosa. Gioia vera.

Quando urlano il suo nome, tu alzi la testa, come se fosse te che chiamano?

Conosci i suoi difetti?
Dai più stupidi ai più grandi,
Sei pronta a convivere con quei difetti?
Dovrai adattarti ad orari, abitudini, modi di fare, che non appartengono alla tua vita.
Stravolgere la tua esistenza, sei pronta?
Sarà dura, difficile, molto.
Tu vuoi davvero farlo?
Non ascoltare la tua mente.
Non ascoltare il tuo cuore.
Ascolta te. Solo te.

Metteresti la sua felicità davanti alla tua?
Sacrificarsi per l'altro, lo faresti?
Saresti disposta ad indietreggiare, a chiedere scusa, a rinunciare all'orgoglio, per lui?

Ti dà fastidio quando ti interrompono mentre leggi? Ecco, lui potrebbe entrare in punta di piedi ma con voce di rivoluzione, e tu l'accetteresti.

Ti fidi di lui? Qualsiasi cosa dica, ti fidi, più di quanto ti fidi di te stessa?

Sei pronta ad una persona che pian piano entrerà nella tua mente, un pezzo alla volta.
Sei pronta a rivelare a quella persona ogni tuo segreto, ogni tuo difetto?

Hai presente quelle coppie, che vedi camminare mano nella mano in un parco?
Quei vecchietti, tanto teneri.
Forse sono più di cinquant'anni che stanno assieme.
Pensi che a loro sia sempre filata liscia?
Ne hanno passate di cotte e di crude.
Le hanno viste tutte. Tutte.
Hanno affrontato problemi, ansietà, difficoltà.
Molte, forse troppe, volte potrebbero aver pensato di lasciare l'altro.
Ma non l'hanno fatto.
Si sono battuti per restare assieme.
Ma hanno dovuto armarsi e far la guerra.
Sei disposta a farlo?

Lo ami? Io non posso dirtelo.
Nessuno può dirtelo.
Solo tu lo sai.
Non c'è una ricetta, per l'amore intendo.
Non sono molto brava in cucina, ma posso darti una ricetta per i biscotti, per le torte, per i pancake, per le lasagne, la carbonara, il gelato, le fettuccine… potrei darti ricette per tante cose. Ma non c'è una ricetta d'amore, purtroppo.

Dicono che quando si è con chi si ama non tremano le gambe, anzi, si è tranquilli. Perché a lui puoi dire tutto. Con lui puoi essere te stessa, non avrai paura di sparare cazzate, di essere ciò che sei realmente, perché sai che lui ama te, quello che tu sei.
È questo che provi quando sei con lui?

Amare richiede tempo. Richiede energie.
Amare richiede zelo. Richiede dedizione.
Amare è un fottuto casino.
È lui che vuoi?

Non pensare alla sua bellezza, quella svanirà nel tempo.
Pensa alle cose che non cambieranno.
Pensaci intensamente.
È quello che vuoi veramente?

Potresti pensare che sto pensando per un tempo troppo lungo. Che non dovete necessariamente passare la vita assieme.
Ma non è così.
Se ami una persona, dio, se la ami sei pronto dedicargli tutta la tua vita.
Se ti piace, se ti piace allora no.

Non ho amato molte persone, io.
Vogliamo contare? Due, si, solo due.
Le altre mi piacevano solo. Ma non le amavo.

Parliamo della prima.
Mi ha rivoltato la vita.
L'ha stravolta. Completamente.
Mi ha accompagnato ogni giorno, non c'era con me fisicamente, ma era costantemente nella mia mente.
Lui non mi ricambiava.
Brutto, molto brutto.
Perché io la vita con lui l'avrei passata.
Sai quanto ci ho messo, per dimenticarlo?
Un anno e nove mesi.
Un anno e nove mesi solo per dimenticarlo.
Ma pensi che si dimentichi una persona che hai amato? No. Mai. È solo un modo di dire, ma non la dimentichi.

Se ti dicessi che non potrai mai più vederlo, lo dimenticherai in fretta? Non dimentichi chi ami.

Ora pensa.
Pensa a chi sei tu.
Pensa a chi è lui.
Non hai dubbi su chi ami.
Lo ami e basta.
Puoi mettere tutte le guardie del corpo che vuoi davanti al cuore, ma i sentimenti entrano comunque, l'amore è un brutto mostro.

Ora tocca a te.
Solo tu puoi rispondere.
Tu sei disposta a tutto questo?
Tu lo ami?

Ecco, ecco la risposta che cercavi.

Non posso dirti come sapere se ami una persona. Come ho già detto, non esiste una ricetta, e quando davvero riusciranno a racchiudere l'amore dentro una formula matematica sapremo di essere arrivati alla deriva.
Non posso dirti cosa sia l'amore.
Perché, come o quando si ami.
Lo si fa e basta.
E solo tu lo sai.

Lo ami?

...

Non è stata la mia migliore amica, non lo potrà mai essere. E’ stata altro, è stata un luogo, un posto in cui rifugiarsi. Ossigeno puro; il farmaco. Come andare in farmacia, senza prescrizione del medico: vai li e chiedi il tuo farmaco, perchè sai già di cosa hai bisogno. Senza fare nulla, lei era la tua cura. Sapeva stare zitta li, e semplicemente così, ti faceva stare bene. E forse no, non esistono nomi che possano racchiudere una cosa del genere. Almeno io non ne ho uno che non banalizzi. Ed è anche questo il motivo per il quale non l'abbiamo protetto, perchè una cosa fuori dal normale ha bisogno di due folli che abbiano il coraggio di osare.

Eccomi ancora nella stessa situazione; stessa strada, stesso corridoio, stessa porta, stessa frase: “Scusi dottoressa” ero tornato dalla psicologa.
“Perchè la gente non vede quello che vedo io?” chiesi con le mie solite domande, dopo quei lunghi silenzi di imbarazzo che dividevano me, dalla verità.
“Tu cosa vedi di preciso?” domandò.
“La verità” risposi come se avessi trovato la vera risposta della vita.
“Spiegati meglio” replicò.
“Le persone credono all'amore, quando l'amore è solo un'idea creata dall'uomo per renderli deboli. L'amore potrebbe anche non esistere e noi, esseri umani, potremmo vivere lo stesso. Oppure prendiamo la vita in generale, è tutta una menzogna.” spiegai, cercando di racchiudere in poche parole ciò che mi passava per la testa.
“Continua” chiese con aria interessata.
Mi piace stare lì seduto a parlare con lei, almeno non mi giudica per ciò che penso, anche se ogni tanto scrive qualcosa sul suo libricino, ma non mi da fastidio, anzi, sembra quasi che prenda appunti.
“Prenda l'amore nella vita di una persona e ipotizziamo, anche, che questo sentimento esista: una persona può amare infinite persone nella propria vita, ma di una sola se ne può innamorare. Ora provi a pensare, cosa accadrebbe se quella di cui si innamora fosse la persona sbagliata” mi fermai per vedere se la dottoressa aveva capito cosa cercavo di dire.
“Se ti innamori di una persona e questa non ricambia, la tua vita è come finita e c'è chi pensa anche alla morte. La morte come unica soluzione da questa sofferenza incolmabile, ma non tutti hanno capito che la vera tortura non è l'amore non ricambiato, ma è la vita stessa. È lei che ti crea i dubbi, che te li distrugge e che ti distrugge.” mi fermai per qualche secondo fissando il vuoto.
Stavo ripensando alla mia situazione e feci un'ultima domanda alla dottoressa.
“Dottoressa, per lei, varrebbe la pena stare male per una persona che non la merita?”
“Nessuno si merita di soffrire, soprattutto per qualcuno” rispose come se fosse preparata da sempre a quella domanda.
“E se quel qualcuno fosse l'amore della sua vita?” ribattei.
“Vuol dire che non è l'amore della mia vita, perchè non dovrebbe indurmi alla morte” concluse.
Dopo quella frase non dissi altro, mi fermai e mi misi a guardare le cicatrici sui polsi.
Tornai a casa, ripensando all'ultima frase della dottoressa e mi ripetevo “Nessuno può farmi del male se io non glielo permetto”
Chiusi i sentimenti per qualche secondo, chiusi gli occhi e cercai di non pensare a nulla.
Quando li riaprii, erano colmi di lacrime, lacrime di dolore e odio.
“Ti amo e purtroppo ti amerò tutta la vita, ma non sarai più nulla, addio principessa.”
—  ricordounbacio
Sapete scrivere per una donna non è mai facile.
C'è quella che ama le rime, e chi le detesta.
C'è quella che vuole l'amore sotto i riflettori, e chi vuole le figure retoriche.
E ci sono una miriade di esempi, credetemi.
Ma ciò che spinge un uomo a scrivere per una donna, non è il ‘voler conquistarla’.
Quando si scrive per una donna non si decide di conquistarla, no no.
Quando si scrive a donna si scrive per farle mettere la mano davanti alla bocca.
Per sgretolarla da ogni insicurezza.
Per farle ardere il desiderio di rompere ogni specchio, perchè l'unico giudice di bellezza saranno i tuoi occhi.
Per dare ogni significato alle sue lacrime, e ogni gioia ai suoi sorrisi.
Capite, questo non è conquistare una donna. Perchè una donna non è una terra e nemmeno uno stato, no dannazione.
La donna è un segreto, è il frutto dell'Eden.
Avere a che fare con una donna è come decidersi a dar forma ad una scultura.
Non ci vogliono minuti, ore e nemmeno giorni per farlo; ma ogni piccola scalpellata in quel suo castello di problemi e di 'mai abbastanza’ sarà un passo verso il suo cuore.
Cercare di arrivare al cuore di una donna è come comporre musica, deve saper racchiudere te stesso e lei nulle stesse note, come se volessi sincronizzare il suo battito con il tuo.
Lei dev'essere la tua luna, e tu il suo lupo che ogni notte canterà per lei e quando si svelerà togliti ogni tipo di armatura e corri ad abbracciarla anche se piena di spine, corri e non rimangiarti ogni passo. Non farlo mai.
Lei dev'essere il motivo per cui sorridi, per cui prendi 9 a scuola o quando ti chiedono 'ma come fai ad esser così?’.
Stasera portale film e gelato, perdetevi in ogno battuta del film e quando arriverà la parte romantica guardala; lei lo sente il tuo sguardo. E quando arriveranno i titoli di coda abbracciala senza perchè, lei te lo svelerà.
E domani, svegliala con un raggio di sole e una brioches calda, portala con te al parco con la scusa di farle smaltire il gelato quando in realtà vuoi solo vedere il suo viso che si accende più del sole.
Dopo che le hai preparato il pranzo preparale il suo thè preferito e addormentati sulle sue gambe come un bambino che si appoggia alla spalla della madre. Lei passerà la sua mano sui capelli e tu ti sveglierai sorridente; guardala, negli occhi.
Ti assicuro, non troverai nulla di più bello.
Quello sguardo racchiude la chiave di ogni suo dubbio, i suoi segreti saranno esposti su quelle labbra che ti piace tanto guardare quando si addormenta prima di te, accarezzala sul viso e spostale quel ciuffo di capelli con cui è sempre fissata. Le scapperà un timido sorriso.
E poi abbracciala, abbracciala fino a confondere il suo cuore col tuo.
Davvero fallo.
Bene ora sei la seconda persona più felice del mondo; perchè al primo posto hai messo Lei.
—  Mattia Santopietro

Quando hai a che fare con la distanza inizi a comprendere l’importanza del tempo: uno sguardo, un bacio, un abbraccio, quelle semplici cose che possono durare anche una frazione di secondo, ma che possono racchiudere il mondo intero.
In fondo, si sa, quando una relazione diventa quasi “abituale”, quando ci si vede tutti i giorni, i semplici gesti diventano quasi superflui; ma quando hai una persona lontana, che puoi assaporare per un tempo determinato -e poi chissà quando ci si rivedrà- ogni cosa diventa oro.
E un abbraccio diventa anche più importate di un bacio.