quello-che

Successe all'improvviso.
Volevo cose che non potevo avere e in quell'istante decisi che me le sarei prese tutte.
Passo dopo passo, cambiamento dopo cambiamento, avrei avuto tutto quello che sono sempre stata terrorizzata di desiderare, come se non avessi avuto il diritto di aspirare a tanto.
Ma si può avere tutto, se lo si vuole veramente.
—  About a moonlight.

ché poi, dite quello che vi pare, io preferirò sempre i gesti inaspettati in circostanze qualsiasi.
È questo l'amore: dimostrarsi l'importanza reciproca indipendentemente dalle date da calendario, dalla società, da tutto il resto.

A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso e inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l’unico bacio che avrebbero potuto ricordare sino alla fine dei loro giorni e fra tutte le carezze l’unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie.
—  Isabel Allende, D’amore e ombra
Mia cara,
trova quello che ami e lascia che ti uccida.
Lascia che ti prosciughi.
Lascia che si aggrappi alla tua schiena e che ti pesi trascinandoti nell’insignificanza.
Lascia che ti uccida e che divori i tuoi resti.
molte cose ti potrebbero uccidere, alcune lentamente altre velocemente, ma é molto meglio essere uccisi da un amore.
—  Charles Bukowski
Il futuro era bellissimo per noi
ti volevo bene e forse anche di più
fuoco che non brucia e non si spegne mai
ti manco e non lo so
mi manchi e non lo sai
Io ti voglio ancora bene e pure tu
cuore che si stringe e non tradisce mai
e non ricordo come mai non ci sei più
ti manco e non lo so
mi manchi e non lo sai
Odio le favole
e il gran finale perché
quello che conta è
qualcosa per cui una fine non c’è
non ci credere
se ti dicono che
passerà da se
mi manchi e non lo sai
Il futuro era bellissimo per noi
io ti voglio ancora bene e pure tu me ne vuoi
sii felice e non dimenticarmi mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai
—  Ermal Meta; Odio le favole

anonymous asked:

Ultimamente, nonostante io sia felicemente fidanzato, mi sto rendendo sempre più conto che in molte coppie vi è un tipo di dinamica che si ripete costantemente: l'uno manipola l'altro, poi il contrario. Il tutto diventa un circolo vizioso e alla fine entrambi i partner si ritrovano svuotati della propria personalità, e il bello è che sembra che a loro tutto ciò non pesi. Per quanto mi riguarda lotto ogni giorno perché ciò non succeda nella mia coppia. Lei che ne pensa?

La dinamica di coppia può sembrare complicata; invece è estremamente semplice, Anon.
Replico quello che avevo già scritto.
Due persone di incontrano e la prima cosa che li avvicina è un'attrazione sessuale. Successivamente scoprono che c'è affinità intellettuale e allora si “innamorano”.
Si sposano e, per un certo periodo, vi è un donarsi l'uno all'altro in uno scambio amoroso in cui ciascuno riceve quello di cui ha bisogno.
Il tempo passa, la passione scema e le esigenze personali incominciano a diventare primarie rispetto alle esigenze dell'altro.
La coppia entra in crisi, l'amore non c'è più  e dopo un periodo difficile e burrascoso, in certi casi, può anche subentrare l'odio.
C’è da chiedersi se era amore o no, quello che li ha visti, nei primi tempi, sacrificarsi l'uno per l'altro.
Vi era passione, desiderio e anche una parte di amore, forse, ma non sufficiente a resistere e a prevalere sulle esigenze di ciascuno.
Dunque quanto deve essere sufficiente un amore perché la propria solitudine sia colmata in un rapporto sereno con il compagno o la compagna, con le amicizie, con il mondo?
Sarà sufficiente quando le nostre esigenze di “avere” corrisponderanno a quanto l'altro è disposto a dare e viceversa.
Più noi siamo disposti a dimenticare noi stessi e donare ciò che siamo e più la probabilità che un rapporto (con chicchessia) possa avere successo.
Se la nostra “disponibilità” è poca e il bisogno è molto, bisognerebbe trovare qualcuno la cui disponibilità è molta e il bisogno è poco.
Al contrario, se la nostra disponibilità è molta e superiamo i nostri bisogni per gli altri, allora il nostro rapporto con il mondo sarà in armonia e senza conflitti.

Normalmente chiamiamo amore ciò che crediamo di amare per un nostro bisogno, perché l’oggetto del nostro amore corrisponde a qualcosa che può compensare una nostra mancanza.
In questo caso scatta l’innamoramento, il sentire la necessità di “possedere” la persona amata, di averla sempre vicina e che nessuno interferisca in questo rapporto.
Ma succede che appena l’amato cessa di rappresentare la compensazione alle nostre mancanze o si superano quei particolari bisogni, che hanno fatto scattare il meccanismo, anche l’amore cessa.
Ancora una volta: era amore o no quel sentimento pronto a dichiarare guerra al mondo pur di conservare il proprio bene e non farselo portare via? Pronto a uccidersi o peggio uccidere l’amato piuttosto che saperlo di altri?
Vi era bisogno, debolezza e un grande amore, sì, ma per se stessi. E qui il discorso sarebbe lungo, perché proprio partendo dall’amore per se stessi si può giungere al vero amore senza confini né limiti, senza bisogni o richieste, soddisfatto e completo per quello che è e per quello che fa sentire d’essere.
Purtroppo non si può imparare ad amare, ma si può imparare a conoscere i nostri bisogni e le nostre debolezze in modo da superarle e far maturare il vero amore che può solo sbocciare nel dimenticare se stessi e sentirsi parte dell’altro, ma ancora di più; sentire che quello che sembra una realtà esterna a noi, invece è parte di noi in una comunione intima al di là dei contrasti e dei conflitti del nostro egocentrismo.

Il giorno più bello della tua vita è quello in cui decidi che la tua vita è tua.
Nessuna scusa né giustificazioni. Nessuno a cui appoggiarsi, su cui contare o a cui dare la colpa.
Il dono è tuo – è un viaggio incredibile e solo tu sei il responsabile della sua qualità.
Questo è il giorno in cui la tua vita comincia davvero!
—  Bob Moawad

Ho scritto e cancellato questo post tre volte. Non ho nulla da dire, fa solo tanto male vivere così. Ci si fanno dei castelli per aria da diventarne matti, si sta male per cose non dette ma che ci si immagina.
Mi piacerebbe avere la capacità di andare avanti, ma non posso fare a meno di pensare a quello che potrei dare, all'amore che potrei dare, all'amore che ho qui nel cuore, che forse è quello che mi ferisce ancora. Non riesco a fare a meno di sentire quelle sue parole nella testa, le ultime che ci si è detti insomma.
Mi piacerebbe avere la capacità di andare avanti, ma non ce l'ho.

Saprei come renderti felice.

anonymous asked:

Crede che si impari ad amare o che sia una capacità innata in noi? Se si può imparare ad amare, come si fa?

L'amore è una conquista graduale di un riconoscimento che l'altrui è parte di se stesso, Anon. Quindi prima bisogna amare se stessi e sperimentare tutti i contrasti che derivano dal ritenere quello che è esterno a noi, come estraneo. Poi l'allargamento di questo sentimento, produrrà il senso di appartenenza a tutto e a tutti.
Questo è l'unico modo per imparare ad amare.
L'amore è sempre l'identificazione intima con ciò che siamo e poi con quello che ci appare esterno o diverso da noi.
Questa identificazione comincia a nascere con l'accettarci, anche se in forme che non riconoscono i bisogni degli altri, cioè in un egoismo egocentrista, identificato esclusivamente nel proprio io.
Solo attraverso questa esperienza, l'amore potrà espandersi con sentimenti di appartenenza e di bene reciproco, fino ad arrivare alla rinuncia altruistica senza nessuna necessità di ritorno.
Credo che se si salti la prima parte si rischi di mentire a noi stessi e di creare dei “sepolcri imbiancati”.
Così non si imparerebbe ad amare, ma ad atteggiarsi come buoni senza esserlo davvero.

Volevo ricordarvi che stiamo su Tumblr NON su Facebook. Qui non c'è bisogno di mandare ottanta messaggi e fan-mail chiedendo: “mi segui?” “Leggi quello che ho scritto?” “Ti va di rebbloggare quello che ho scritto” “mi chiamo pingopallinovainmontagna mi segui?” e stronzate simili.
La mia risposta sarà sempre e solo NO!
State rovinando anche questo social network.

“Certo, le cose non sono perfette, però.. Sei sereno, perché hai imparato ad accettarle e capire cosa è veramente importante.. Perché molte volte, le cose, le dai così tanto per scontato che.. Che arrivi quasi a PERDERLE… Sto meglio perché ho capito che la parola "FINE” puoi deciderla tu quando scriverla, e non c'è nulla che non sia mai del tutto PERDUTO… E se non ci fosse una secondo, terza, quarta volta allora si che rimarrebbe solamente quello stupore continuo che ti fa alzare la mattina con quel sorriso da ebete e che ti fa addormentare la sera con quel senso di tenerezza che ti fa quasi piangere. Immagina di dare ogni bacio, come fosse il primo, senza che mai diventi un gesto meccanico. Immagina di tornare bambino e di rivivere per la prima volta tutte quelle cose che ti rendevano così felice. Ricordati per un attimo le LITIGATE, le litigate al telefono che basta premere un tasto rosso per far terminare la chiamata e allo stesso tempo far finire il tuo mondo…E poi ricordati quanto bene fa chiedere scusa, togliersi di dosso l'orgoglio e dirsi semplicemente:“ Ti voglio bene… E poi ricordati quelle chiacchierate con gli amici, ma quelle vere eh, in cui delle volte vi stringete la mano per dire "Tranquillo io ci sono”. E la prima volta che cantante sull'autobus come degli SCEMI dividete una cuffietta. Di solito vi dicono “Vivete le cose come fossero l'ultima volta.. però secondo me alcune volte è sbagliato perché sarebbe come viverle con la paura e la certezza di PERDERLE, allora io dico, vivete le cose come se fosse la prima volta, perché questi si che significherebbe viverle, con la voglia di crescere, di andare avanti, senza mai più PERDERLE. ”.

Sniky 💙

Domani esco con E aka quello che mi era venuto a cercare da h&m perché ha apprezzato il mio discorso “domani sto qua e tutti chiederanno (vocina) *che fai stasera?* e io vorrei rispondergli *che fai il 2 novembre?*” e ha riso così tanto passando tutto l'allenamento a dirmi “continuerò a chiederti che fai domani finché non mi rispondi *che fai il 2 novembre?*, te lo chiedo fino alle 23.59 di domani eh, se lo fai ti invito per un caffè”, ho resistito quasi fino alla fine perché mi stavo divertendo troppo, ha una bella espressione quando ride, non aveva mai riso prima d'oggi

“Cara immaginazione, quello che più amo in te è che non perdoni.
La sola parola libertà è tutto ciò che ancora mi esalta. La credo atta ad alimentare, indefinitamente, l’antico fanatismo umano. Risponde senza dubbio alla mia sola aspirazione legittima. Tra le tante disgrazie di cui siamo eredi, bisogna riconoscere che ci è lasciata la massima libertà dello spirito. Sta a noi non farne cattivo uso. Ridurre l’immaginazione in schiavitù, fosse anche a costo di ciò che viene sommariamente chiamato felicità, è sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessi.”


[Manifesto del surrealismo (1924), Torino, Einaudi, 1966, pp. 11-12]

anonymous asked:

Scusi la mia ignoranza ma cosa è l'esoterismo?

Per dirla in termini semplici l'esoterismo è la scienza nascosta, l'insegnamento occulto, non rivelato perché segreto. E’ in contrapposizione con l'essoterismo: la scienza divulgata, per tutti, didattica ed evidente.
Va detto che l'esoterismo è segreto, non perché non si deve divulgare, ma perché non si può farlo.
Infatti la verità esoterica non è quello che si vede o in quello che si scrive, ma è oltre ciò che si vede ed è tra le parole scritte. Il segreto è in quel significato che si può solo intuire e non ha nessuna parola che possa spiegarlo se non attraverso metafore, parabole o allegorie.
Ecco “la Parola Perduta”, “il Sacro Graal”, “la Pietra Filosofale” che esistono solo nell'essoterismo, ma sfumano, spariscono e prendendo significato solo nella comprensione esoterica.
Così, come ho già detto una volta, il segreto iniziatico è l'unico segreto al mondo che rimane tale.