quell'altro

Ma in un altro universo io lo so che ci siamo io e te a baciarci le mani, tu mi urli che mi ami. Io lo so.

Lo so che in un altro universo stiamo insieme, perché non esistono mondi in cui non ti voglio e forse siamo in quello sbagliato perché qui tu non ci sei.
Vicino.
Accanto.

Eppure io il mio cuore lo sento che non è qui.
È in quell'altro pianeta.
Dove io ti dico che t'amo e tu mi rispondi “anch'io.”

Non mi sono mai ritenuta particolarmente bella, nè tantomento la più intelligente o la più perspicace. Nonostante ciò ho sempre avuto un grande ricoscontro con il genere maschile: non ho mai avuto problemi a catturare la loro attenzione, e tutti gli uomini con cui sono stata nel bene o nel male mi tengono nel cuore.
Se tu mi lasciassi, ad esempio, potrei chiamare lui, e quell'altro, e quel ragazzo che mi ha chiesto il numero di telefono nella metro. Potrei tornare da quello che credevo fosse l'amore della mia vita, potrei rispondere alle mille telefonate che mi fa ogni settimana e rispondere ai suoi messaggi pieni di “mi manchi”.
Non lo dico per vantarmi nè per farti arrabbiare, non te lo dico per questo. Te lo dico perchè ogni giorno, sul mio cammino, incontro uomini che sembrano perfetti per me, uomini che sarebbero disposti a darmi tutto quello che cerco, uomini disponibili, gentili, sempre presenti. Uomini a cui non mancano mai i soldi per portarmi fuori a cena, uomini che potrei chiamare in qualsiasi momento e sentirli sempre vicini. Potrei, scegliere loro. Avrei potuto, ogni giorno.
Ma non l'ho fatto.
Per questo te lo dico, per questo ci tengo che tu lo sappia. perchè non si tratta di un farsi scegliere e basta, scelgo anche io, lo sai?
Nel momento in cui scelgo te io mi precludo mille altre scelte, mille altre possibilità.
Quando ti sento distante, quando riversi su di me tutte le tue preoccupazioni, quando sembra che tu pensi solo a te stesso e così poco a me. Quando mi fai piangere invece di farmi ridere, quando le tue mani non mi toccano abbastanza e le tue paure ti rendono vulnerabile.. io potrei scappare. Potrei mandare tutto all'aria, scegliere qualcosa di più semplice, meno imprevedibile, qualcosa che mi permetta di sognare senza avere paura. Ma non lo faccio.
Ricorda sempre questo: sono mille le volte in cui sarei potuta scappare, sapendo di trovare sempre altre due braccia pronte a stringermi.
Ma non l'ho fatto. Ho scelto le tue braccia anche quando hanno deciso di non stringermi più, le ho scelte quando erano lontane, quando tremavano, e le ho scelte un'ultima volta, la più bella, quando mi hai chiesto di restare, ed io, senza pensarci, ti ho detto sì.

oggi, dopo 4 mesi senza te, sono riuscita a cancellare tutto.
le foto insieme, le foto che mi mandavi su whatsapp, con la faccia imbronciata o seria.
i video, quello in cui mi inquadravi dicendo “questo è l'amore mio” ed io ridevo, poi mi nascondevo, ma tu continuavi a dirlo “amore mio, amore mio” e mi davi un bacio. quell'altro che avevo preparato per il nostro primo anno insieme, con le nostre foto. e l'ultimo, dove dico “dimmi qualcosa”
“ti amo”
“bugiardo! dimmi qualcosa di vero”
“ti amo”
e invece avevo ragione io.
mi son riletta un'ultima volta i messaggi, prima di cancellare. e ho visto le nostre litigate, le scuse che inventavi quando non eri presente (e ora so che eri con qualcun'altra), le volte che ti arrabbiavi per niente e io mi sentivo una merda.
ho pianto, non lo nego.
ma non per te.
non perché mi manchi.
ho pianto per me stessa, perché mi sono buttata via per te, perché ti ho dato tutto, perché non hai avuto un minimo di rispetto di tutto l'amore che ti ho dato.
e che non meritavi.
ora lo so, ora so delle tue bugie, so di lei e delle altre, so cosa facevi quando per ore non rispondevi al telefono.
ti ho sempre difeso, sono andata contro tutti quelli che dicevano che dovevo lasciarti e che non ti comportavi bene, sono andata contro persino me stessa, quando una parte di me sapeva che la nostra storia era arrivata al capolinea.
e tu non hai mosso un dito per aggiustare le cose, per evitarmi tutto quel male.
ripenso a quando ho scoperto tutto e mi hai detto “non lo meritavi tutto questo dolore”.
non lo meritavo, grazie.
allora vaffanculo.

In India insegnano “le quattro leggi della spiritualità”

La prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.
La seconda legge dice: “Quello che succede è l'unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c'è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell'altro…”. No. Quello che è successo era l'unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l'ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.
La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà.
La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall'esperienza.
Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.“

Perché sono come una bambina che ha bisogno di attenzioni, lo so.
Ma le voglio comunque. Lo so che sono stupida,smettila di ripetermelo. Voglio solo che mi ami e che ci amiamo entrambi, insieme.
Non solo io.
Nè solo tu.
Voglio che ci tieni quanto ci tengo io. E smettila di fare lo stronzo perché non ho paura di conoscere quell'altro lato di te che a nessuno ancora hai mostrato mai.
Io sono pronta, lo sono già da un po’.
Perció ti dico, amore mio non avere paura perché ci sono anch'io.
—  Givemeyoursoul-please
Comprensione

L'Italiano delle Donne

Si=No
No= Si
Forse= No
Mi dispiace =Ti dispiacera’
Abbiamo bisogno=Voglio
Decidi tu=La decisione giusta dovrebbe essere ovvia
Fai come ti pare =La pagherai in seguito
Dobbiamo parlare=Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa
Certo, fallo pure se vuoi=Non voglio che tu lo faccia
Non sono arrabbiata=Certo che sono arrabbiata, cretino!
Sei così mascolino=Hai bisogno di raderti
Certo che stasera sei proprio carino con me=Possibile che pensi sempre al sesso?
Spegni la luce= Ho la cellulite
Questa cucina e’ cosi’ poco pratica=Voglio una casa nuova
Voglio delle nuove tendine=e tappeti, e mobili, e carta da parati
Ho sentito un rumore= Mi ero accorta che stavi per addormentarti
Mi ami?= Sto per chiederti qualcosa di costoso
Quanto mi ami? = Ho fatto qualcosa che non ti piacera’ sentire
Ho il sedere grosso? = Dimmi che sono stupenda
Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d'accordo con me
Niente, davvero = E’ solo che sei un tale stronzo.

L'Italiano degli uomini

Ho fame= Ho fame
Ho sonno= Ho sonno
Sono stanco= Sono stanco
Andiamo al cinema?= Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso portarti fuori a cena?= Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso chiamarti qualche volta?= Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso avere l'onore di un ballo?= Mi piacerebbe fare sesso con te
Bel vestito!= Bella gnocca!
Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = Ti voglio accarezzare
Cosa c'e’ che non va?= Non vedo perche’ ne stai facendo una tragedia
Cosa c'e’ che non va?= Attraverso quale insignificante trauma psicologico auto-inventato stai combattendo ?
Cosa c'e’ che non va?= Immagino che di fare sesso stanotte non se ne parla…
Sono annoiato= Vuoi fare sesso con me?
Ti amo= Facciamo sesso, ora!
Ti amo anch'io= Va bene, l'ho detto, ma ora facciamo del sesso
Si, mi piace il tuo taglio di capelli= Mi piacevano di piu’ prima
Parliamo= Sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me.
Mi sposerai?= Voglio che diventi illegale per te andare a letto con altri uomini.

(mentre si fanno compere) Mi piace di piu’ quell'altro= Prendi uno qualunque di questi cazzo di vestiti ed andiamocene a casa!

 Fonte: web

In India insegnano “le quattro leggi della spiritualità”.
La prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.
La seconda legge dice: “Quello che succede è l'unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c'è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell'altro…”. No. Quello che è successo era l'unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l'ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.
La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà.
La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall'esperienza.
Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.


- diciott'anni per sempre, E.C.

Se un uomo sui cinquant'anni, una notte, verso le cinque, si alzasse perché gli scappa da pisciare, allora andasse al gabinetto, e lì, quando accende la luce gli prende un mezzo colpo perché vede che c'è un altro che sta pisciando anche lui nel suo gabinetto, ma a quel punto quell'altro si volta, e lui vede che è suo padre, morto sette anni prima. Allora gli dice papà, ma non eri morto, e il padre gli dice certo che sono morto, non ti ricordi più? Sono morto di marzo, mentre stavamo mangiando. Son crepato di infarto. Ti ricorderai bene.
E poi si guardano un po’ in faccia, con un sorriso garbato, e il figlio gli dice ma sei tornato dall'aldilà, e cosa sei venuto a fare, e il padre gli dice sono tornato soltanto un attimo a pisciare. Non si vede?
—  U. Cornia, Operette ipotetiche, Quodlibet
Thinking of you

Esco con altri ragazzi e intanto penso a te. Penso che tu non avresti fatto questo o quell'altro, penso che forse avrei riso di più alle tue battute, che a fine serata ci avresti provato spudoratamente con me e ci saresti anche riuscito. Penso che se non fossi stato certo di raggiungere il tuo scopo non mi avresti offerto niente e che con te sarebbe scattata subito la scintilla. E mi sento un po’ malinconica, ma poi mi viene in mente che di me non ti importa più niente e allora mi scrollo via la tristezza, chiudo gli occhi un attimo e quando li riapro non sono più la stessa. Sorrido all'altro che mi sta a fianco e perdo ogni freno inibitorio. Poi la mattina dopo torno a casa e rimpiango di non avere il tuo profumo addosso.

- pezzidicuorestrappati

anonymous asked:

Allora mi sa che non mi sono spiegata. Credo che tu sia uno dei pochi che è "presente". Ho visto Gazzarrini e quello scemo di Preziosi e ti assicuro che non valgono manco uno sputo in un occhio. Dico solo che sembra che presti più attenzione a chi ti dice "Gordon ti faccio quello, Grodon ti faccio quell'altro". Credo che chiunque voglia sbatterti violentemente e ripetutamente, ma c'è anche che si ti farebbe qualsiasi cosa, ma che prima vorrebbe vedere chi c'è dietro Gordon, chi vuole vedere YURI

hai ragione gioia.

ma ripeto, io in serata do TUTTO A VOI, abbracci baci carezze,video audio tutto quello che volete perchè vi sono debitore.

ho chiamato una ragazza quando è stata insultata sotto un mio post

ho chattato le notti intere con alcune di voi che non si sentivano apprezzate

cerco di esserci quando mi scrivete mi manchi e che volete abbracciarmi

rispondo ad ogni singola lettera che mi arriva

ripeto, faccio tutto questo di nascosto, non alla luce del sole perchè non serve, li siamo solo voi e me, un contatto diretto e unico che io stesso ci tengo a creare, non ho bisogno di mettere in piazza che vi voglio bene, o che tutte mi scrivono che vogliono abbracciarmi, perchè so che alcuni di questi ABBRACCI per qualcuno sono TUTTO e avendo il massimo rispetto per questa cosa cerco di vivermela solo con la persona interessata.

ogni tanto vengo qui a sfogarmi anche io e farmi due risate con voi lasciando liberare la vostra e la mia fantasia insieme, si gioca e si scherza ed è divertente farlo leggere a tutti.

i sentimenti no, non si scherza con quelli e voglio che rimangano ben nascosti.

tra me e voi, tra il sogno e la realtà di potervi rendere felice.

cè spazio per ogni cosa, le attenzioni vanno date senza dare nell’occhio se no è esibizionismo.

ti voglio bene e spero di essermi spiegato al meglio.

Avevo 17 anni e non sapevo cosa farmene della vita. C'era chi mi suggeriva “fai quello”, chi gridava “fai quell'altro” e io cercavo soltanto di farmi gli affari miei per sopravvivere all'ultimo anno di liceo.
Mi sentivo oppressa, mancava un po’ l'aria perché per tutti era di vitale importanza che mi scegliessi un futuro e io non sapevo nemmeno quali erano i termini di scelta.
Non avevo voglia né tempo, né dedizione o maturità . Volevo solo prendermi una pausa, un po’ di relax.
E lo feci. Quell'anno non pensai a null'altro che a me.
Capii gli amici falsi, le facce doppie, i sorrisi finti e i “ti amo” al vento. Capii che meritavo chi dimostrasse di tenerci non chi mi teneva e basta, spronato dalla mia mancanza del chiedere di più. Non m'impegnai nella maturità e maturai. Riuscii ad imparare il trucco per far andare tutto bene e mi fa paura dirlo al mondo per non farlo diventare marcio. Ma eccolo qui, ve lo porgo su un piatto d'argento: fregarsene. È questo il grande mistero di chi è felice. Ma zitti, non lo dite a nessuno , anzi, di quel che ho detto fregatevene.
—  About a moonlight.

anonymous asked:

Cosa ne pensi della morale?

La buona morale tradizionale, e sottolineo tradizionale, è la sublimazione dell'egoismo in altruismo. Funziona più o meno così: “fate sempre del bene agli altri (perché quell'altro potrei essere io)!”
Il vero bene non ha bisogno di prescrizioni, di insegnamenti, di norme, e soprattutto non viene scelto rispetto al male, perché il vero bene è spontaneità e immediatezza. Tutto il resto è ipocrisia. Ma fondamentalmente ci fa comodo così. È probabile che senza la buona morale costituiremmo davvero la società “homo homini lupus” hobbesiana.

Vorrei essere amata di un amore ordinato, che ti sveglia ogni mattina con un bacio e poi di corsa al lavoro. Una telefonata all'ora di pranzo; la certezza che, tornando a casa, lo ritroverei contento di vedermi. Vorrei essere amata di un amore coraggioso, per cui ogni desiderio diventa presto o tardi un progetto e non esiste ombra del timore di non farcela, di non essere adatti al futuro. Vorrei essere amata di un amore normale, e lo dico con tutta la mia irrequietezza tra le mani e tra i capelli, di un amore che non si vergogna di esser simile a mille altri, che non deve per forza essere diverso per lasciare il segno. Vorrei meno lotte nel letto di notte, vorrei essere sfiorata più spesso e non regolarmente stravolta. Vorrei essere guardata per quella che non sono ma che mi piacerebbe essere: raffinata, tenace, luminosa, facile da tenersi accanto. Vorrei essere amata di quell'amore che ti fa sentire di poterti fermare e non sempre di quell'altro amore, quello che fa venire voglia di scappare; di un amore che sappia tacere e cantare, che sappia fare più bene che male, di un amore che prima o poi finirà come tutti gli amori, ma non potrai comunque fare a meno della sua complicità e della carezza della sera. Vorrei essere fatta per un amore così: delicato e limpido. Ma come può il sole illuminare il fondale di un mare torbido e sudicio? Vorrei, ma.
—  Susanna Casciani // Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
(via haaveilladaydreaming)
Avete troppa paura di rischiare. Pensate troppo alle conseguenze per godervi il momento. “Perché la testa mi dice questo, quell'altro…” Ma fanculo la testa. Pensate con il cuore, agite con il cuore. Che non c'è cosa più bella di essere felici, per scelta o per caso.
Premete invia a quei messaggi che non avete mai avuto il coraggio di mandare, che se il mondo non ricorderà più neanche Cleopatra figuriamovi un messaggio non andato a buon fine.
Prendeteli quei treni, azzerate le distanze. Il cuore ha bisogno di amore, di vicinanza, ha bisogno di ricordi. Rischiate, sentitevi vivi. Gli anni passeranno e non vi renderete neanche conto di quante occasioni perse. Che a 70, 80 anni, con vostro marito o vostra moglie accanto avrete bisogno di ricordi, non di rimpianti.
—  Irene Marasca