qualcosa non torna

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“Ho pure provato a fare in modo
che la tua mancanza diventasse motivo di forza invece che distruggermi…
Ma non sono così speciale.
Ciò che ci separava era la geometria, ciò che ci ha separati è stata l'assenza,
il mio grandissimo talento per l'autodistruzione.
Tu mi sapevi affrontare, non avevi possibilità di ritorno,
prima di te non ero io ad essere asociale è che tu sei solo una.
Ci sono occhi che non hanno solo sguardi ma anche risposte.
Abbasso la guardia e ritornano i pensieri, ma tu non torni…”

1) Hai il sacrosanto diritto d’amare.
Nessuno può dirti che non è il momento, che non è il caso, che sei troppo piccola o troppo grande, che sei troppo grassa o troppo magra per farlo. Nessuno può dirti che è troppo presto o troppo tardi. Hai il sacrosanto diritto di amare quanto ti pare e quando ti pare, basta che dentro ti senta a una festa danzante.
2) Hai il sacrosanto diritto d’amare chi ti pare.
Nessuno può dirti che quello o quella non vanno bene per te, che non si fa, che è peccato, che è pericoloso, che è sconveniente, che è impossibile, che “è troppo lontano”, “troppo diverso”, “troppo brutto”, “troppo sciocco”, “troppo povero”, “troppo ricco”, “troppo bello per essere vero” etc. etc. Tutti nella vita ci troviamo ad amare qualcuno che sarebbe meglio odiare, e va bene così. Amare è più bello di odiare (e comunque per odiare avremo tempo).
3)Hai il sacrosanto diritto di esigere rispetto.
Nota bene: non c’è scritto amore. Se ami non è detto che per forza tu debba essere ricambiato, ma rispettato sì. Se ami sei come un piccolo fiore sbocciato ai bordi di una strada molto trafficata e il non amore può piegarti, ma la mancanza di rispetto potrebbe addirittura spezzarti. Esigi sincerità e dolcezza nei modi. Gentilezza ed educazione. Nessuno può trattarti male solo perché sei innamorato.
4) Hai il sacrosanto diritto di essere felice.
Le persone che si innamorano raramente e che raramente hanno quel gran culo di essere ricambiate, quando succede (e tutto allo stesso momento) hanno la tendenza a immaginarsi scenari catastrofici, perché è impossibile per loro amare ed essere amate. Invece, tadan!!!, a volte succede e quelle volte lì bisogna ridere in grande, ballare sotto la pioggia ma anche sotto il sole, quelle volte lì bisogna festeggiare, brindare, giocare a nascondino in camera e dopo fare l’amore.
5) Hai il sacrosanto diritto di esprimere il tuo amore.
Non farti bloccare dalla paura di una figuraccia o di un rifiuto. Tra cinque anni (se siamo sfortunati pure prima) sarà qualcosa su cui sospirare con nostalgia. Vai. Scrivi una lettera, suona quel benedetto campanello, urla, dì “ti amo” o “mi manchi”, dillo anche se non dovesse servire a niente. Nessun “ti amo” è inutile, al limite sarà servito a te, l’avrai lasciato libero di volare e di posarsi su un tetto a guardare le stelle e gli aerei che passano. Non sprecare l’amore, non lo tenere nascosto. E’ come far scadere la nutella. Ma chi ha il coraggio di fare una cosa del genere?
6) Hai il sacrosanto diritto di piangere.
Se sei stato lasciato, se lo stronzo che ha lasciato sei proprio tu ma comunque hai solo voglia di piangere e di spaccare tutto, spacca pure tutto (ma non uccidere nessuno, mi raccomando!). Piangi anche se la maggior parte delle persone ti dirà che non è il caso di piangere per amore, anche se gli amici ti diranno che “quello proprio non si merita le tue lacrime” e poi “c’è una cena stasera, guarda un po’ se esci!”. Hai il sacrosanto diritto di non uscire, di stare sul tuo letto a pensare al suo profilo, alle sue dita, a quella giornata al mare. Hai il sacrosanto diritto di soffrire per amore. Serve al tuo cuore, E’ un favore che gli fai per non lasciarlo appassire.
7) Hai il sacrosanto diritto di incazzarti.
E’ vero che non si può esigere l’amore, ma se qualcuno ti dice che ti ama e poi ti tratta come se fossi un corteggiatore di “uomini e donne” allora qualcosa non torna. E devi farlo presente. Devi parlare. Devi dire “non sono contento”. Devi dire “questa cosa che fai mi fa star male”. Se necessario devi urlare, ma raramente. Piuttosto prenditi un giorno di silenzio e poi torna a chiedere le spiegazioni che chi dice di amarti ti deve. Sempre.
8) Hai il sacrosanto diritto di sperare.
Questa è l’ultima ed è la più difficile. A meno che non siamo alle prese con il nostro primo grande amore sappiamo già che gli amori in genere finiscono. E in genere finiscono pure male. Però diciamoci la verità…che gusto c’è ad amare senza immaginare che potrebbe andare tutto bene? Che gusto c’è ad amare senza illudersi anche solo per un attimo che stavolta potrebbe durare? Che gusto c’è a vivere senza sperare che potremmo innamorarci ancora? Sperare nuoce gravemente alla salute, ma fa tanto bene al cuore, e allora dai…
speriamo bene, speriamo con moderazione, ma comunque speriamo che sia amore
—  Carta dei diritti dell'amore (Susanna Casciani)

Ecco, mentre faccio i compiti coi miei figli vorrei commentare anche io una poesia, una di quelle che trovi nelle carte dei cioccolatini o sul muro dei ristoranti tipo cucine da incubo oppure in un bigliettino scontato che ti passa la parrucchiera. In realtà niente contro chi l’ha scritta, ma è il concetto proprio, o forse è che è venuta a noia dalle tante volte che la si è sentita, forse è ormai irrimediabilmente sovrapposta alla banalità. 

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto. 

Nazim Hikmet 

Dunque a quanto pare questa poesia è dedicata all’insaziabilità dell’uomo, al desiderio di cercare forse l’introvabile, la voglia di continuare a vivere perché il bello deve ancora venire ma secondo me c’è qualcosa che non torna. Scusami signor Hikmet se ti parlo confidenzialmente, ma sei sicuro? Guarda che ad un certo punto ci si accorge che è tutto qui ed ora e se tu non ci sei non ci sei, se ‘ste parole belle non gliele hai dette non gliele hai dette e basta, hai voglia a pensare che arriveranno e che nella sua testa saranno le più belle proprio perché non dette, io ti consiglierei di dirgliele una volte per tutte, e comunque anche se vuoi parlare per metafore non mi va, non mi convince, e sappi che io sto già navigando il mio mare, anche se non è lo stesso che avevo immaginato, se continui a cercarne un altro e un altro ancora non ti accorgi nemmeno che nel mare ci sei già stato, già ci sei, sei tutto bagnato non lo vedi? E magari sei naufragato su un’isola e chissà cosa ti sta succedendo ma non ne hai idea perché stai col cannocchiale a scrutare l’orizzonte e non vedi il granchietto rosa sul ginocchio né i postumi della tempesta né senti che l’acqua è tiepida, non ascolti le onde, i suoni della sera eppure c’è il cielo in fiamme e qualcuno accanto a te che aspetta quelle parole là. Dille ora.

La verità è che quando sei una persona di quelle che pensa prima agli altri e poi a sè stessa, di quelle che danno agli sempre il doppio di quello di cui necessitano e lo fanno solo per il puro piacere di vederli contenti, senza pretendere nulla in cambio,

comunque sotto sotto ci speri un po’ sempre che ti torni qualcosa. Ma se non torna a te, magari torna a qualcun altro, ed è importante lo stesso, la certezza di essere riusciti a piantare un seme nella testa di qualcuno che col tempo potrebbe diventare un rigoglioso albero.

Ci servono più alberi.

anonymous asked:

E c’è sempre qualcosa che non torna

“C'è sempre qualcosa che non torna, qualcosa che non è possibile chiarire del tutto.
E alla fine si rimane li seduti pieni di domande senza una risposta.”

Chi entra in una associazione di “volontariato” pro immigrati e legge un volantino È FASCISTA, chi occupa un “Parlamento” in modo abusivo da sei anni e devasta il popolo È DEMOCRAZIA!! Secondo me qualcosa non torna
—  Twitter
Porcoddio ma spiegatemelo che cazzo c'ho di sbagliato! Non sarò perfetta, questo è certo, come tutti d'altronde..ma cosa ho in meno rispetto a tutte le altre ragazze?! Cos'ho da non meritarmi mai un po di felicità e, allo stesso tempo, la compagnia di una persona che per me perde la testa? Perché questa fottuta testa, devo essere sempre io a perderla? Perché nessuno riesce ad innamorarsi sul serio di me e a non abbandonarmi per la strada? Perché non ho la fortuna di quelle ragazze che hanno un fidanzato che le venera e che darà loro sempre ragione?! Ma mi accontenterei di una persona sincera ogni tanto! Sono così pessima da riuscire ad allontanare chiunque? Sono così pessima da non poter meritare una persona al mio fianco? Perché scappate tutti da me? Ho il repellente per l'amore o cosa? Questa non è più sfiga, qui c'è qualcosa che non mi torna…
Ad ogni modo, mi son rotta delle persone che ti illudono alla follia e poi ti abbandonano ancor prima di metà del percorso…

In matematica non sono brava.

Perdo il conto delle foglie dei rami e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.

Non riesco a misurare il salto delle cavallette e non so la formula per il perimetro delle nuvole.

Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.

La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.

Ho diviso il numero dei semi per i frutti, il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.

Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.

La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.

Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.

Due finestre fanno una vista?

Quattro muri sono una casa?

Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri?

Quanto pesa un segreto?

Quanto misura una risata?

E l’area del cuore come si calcola?

Azzurra D'Agostino

C’è un qualcosa che non torna. Chi sa di avere il tempo limitato della propria vita, perché un male incurabile lo sta divorando, utilizza ogni istante che gli rimane per assaporare tutto ciò che altrimenti sarebbe passato senza interferire con la propria esistenza. In queste situazioni c’è chi riesce a recuperare affetti, passioni e presenze in una misura tale da giustificare la propria presenza sulla terra, seppur breve. Si impara, così ho letto, ad assaporare ogni secondo, e ogni passo che si compie regala pace, ogni atto di bene per se stessi e per gli altri diventa motivo di felicità. Ma allora perché non farlo prima, quando si trascina una esistenza senza problemi impellenti, ma priva di emozioni e povera di sentimento, perché arrivare alla fine del proprio percorso rendendosi conto di avere amato ciò che non meritava, di avere mancato di coraggio, di avere rinunciato, di essersi illusi che ogni cosa si sarebbe sistemata da sola, direi “senza avere vissuto” ? (F)      

La misura del mondo

In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami
e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette
e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge
e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.
La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce
e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti
il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia
ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.
Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista? quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri? quanto pesa un segreto?
quanto misura una risata? e l’area del cuore come si calcola?

Fonte: Azzurra D’Agostino - 1977

Ho troppe cose in sospeso con troppe persone.

Metto tutti in standby.

Se non mi faccio sentire è perché preferisco “congelare” i rapporti per poi riprenderli appena trovo qualche raggio di sole per me stesso.

D’altro canto è anche vero che mi annoio in fretta con le persone, tutte così simili tra di loro.

Ho bisogno di anomalie nei rapporti interpersonali, qualcosa che non mi torna, un puzzle, un libro pieno di polvere con le pagine sporche di caffè.

Ieri Consuelo (nome di pura fantasia) mi dice “tu non mi consideri perché non ho una sfida da offrirti, non è così?”

La domanda di Consuelo mi ha davvero spiazzato, non la facevo così sveglia da formulare un pensiero del genere.

Le ho risposto semplicemente con un sorriso e un piccolo cenno con la testa.

In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami
e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette
e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge
e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.
La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce
e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti
il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia
ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.
Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista? quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri? quanto pesa un segreto?
quanto misura una risata? e l’area del cuore come si calcola?
—  Azzurra D'Agostino
In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.
La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti, il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.
Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista?
Quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri?
Quanto pesa un segreto?
Quanto misura una risata?
E l’area del cuore come si calcola?
—  Azzurra D'Agostino