qualcosa di forte

Dopo 5 anni, decise di ripercorrere nuovamente quella strada.
I suoi capelli erano più lunghi dall'ultima volta che l'attraversò, e il suo profumo disegnava una scia invisibile che sapeva di fragola dietro di lei.
Il suo passo era sicuro, deciso, e sembrava non aver mai conosciuto l'incertezza che dimorava tempo fa dentro le sue ossa.
Il suo volto non era più rivolto verso terra; ora la sua schiena era diritta, e il suo sguardo scrutava ciò che la circondava, senza temerlo.
Quelli che le passavano accanto si giravano a guardarla, perché le sue labbra erano curve in un sorriso, nonostante il sole fosse nascosto da nubi e il vento aveva iniziato a soffiare.
Ma lei dava l'impressione di non sentire il gelo.
Forse perché i suoi occhi bruciavano.
Proprio come fanno le stelle nei freddi cieli di gennaio.
Ardeva dentro lei qualcosa di nuovo, forte, che la scaldava e la faceva ridere in mezzo la strada senza motivo.
Non sapevo cos'era, ma quando la sua spalla sfiorò la mia, e il rumore dei suoi passi si tramutò in un suono lontano, che ti faceva venire voglia di seguirla…. capii che é così che si diventa, dopo essersi salvati.
Da soli.

-Alessia Alpi
(Volevoimparareavolare on Tumblr)

—  Dopo aver scoperto di essere forte abbastanza per abbattere le tue paure, allo stesso modo capisci di esse forte abbastanza per realizzare i tuoi sogni.
Vado, perché non è vero che sono sempre gli altri ad andarsene e a salvarsi. Vado a salvarmi, a ricominciare per non tornare sui miei passi. A dimenticare tutte le volte che ho lottato da sola per poi tornare sola, nella speranza di sentirmi a casa. Voglio capire se ci sono ancora, se sono ancora viva. Nella speranza di imparare una volta per tutte che devo lasciare andare le persone e le cose che non mi fanno vivere bene. E spero di tornare più forte di quella bambina che scuoteva la testa in continuazione quando le chiedevano se aveva bisogno di qualcosa. Piú forte di quella ragazza che voltava pagina per poi ritrovarsi ancora di fronte alla ragione per cui aveva deciso di cambiare. Più forte di quei silenzi che mi hanno accompagnata per tutta la vita, che non mi hanno fatto dire cose che ormai penso non abbiano più importanza.
Vado, perché lui mi manca, perché é meglio fuggire piuttosto che aspettare qualcuno che non sa che lo stiamo aspettando. 
Vado, per tornare diversa, per ricordarmi che non ci sei e ricordarmi che esisto.
—  Chi sta male non lo dice

Oggi ero sul treno per tornare a casa dall'università, stavo leggendo persa nei miei pensieri quando a una fermata è salita una coppia. Avranno avuto 17, 18 anni. Lui aveva i jeans e una felpa, lei aveva i capelli perfettamente in ordine e tanti anelli. Si sono seduti abbastanza vicino da poterli vedere con la coda dell'occhio e da poterli ascoltare. Lei gli si è accoccolata tra le braccia e lui ha iniziato a baciarle il collo e l'orecchio, al che lei ha fatto uno strillo “no amo, mi dà fastidio” e intanto gli si faceva più vicina. Poi ha preso il telefono e ha iniziato a fargli vedere le foto di una ragazza che penso conoscessero entrambi, e a commentarla con “a parte che è cessa, ma poi è proprio una zoccola”, lui annuiva ma era troppo concentrato a baciarla per ascoltarla davvero.
Ho deciso quindi di tornare al mio libro decisamente più interessante, ma ormai i miei pensieri erano già altrove. E allora ho pensato che forse quella coppia parlava di cose frivole solo perché erano in pubblico, forse oltre al desiderio evidente di entrambi di starsi vicino c'è di più. Glielo auguro, ma ho pensato che io non reggerei una situazione simile. Ho pensato che non riuscirei mai a vedermi nei panni di lei, a condividere informazioni inutili e cattive su una persona attraverso uno schermo, a lasciare che l'altra persona mi baci senza neanche guardarla, troppo impegnata a guardare qualche foto su instagram. Ho pensato che non riuscirei a chiamare “amo” il ragazzo per cui provo qualcosa di forte. Avete mai pensato a quanto sia bello il nome? Avete mai pensato al significato dei vostri nomi, e che nell'antichità si pensava che il nome rivelasse la persona. Non è solo un modo per distinguerci, forse il nome è parte di ciò che siamo, e quanto è bello quando sei così in confidenza con qualcuno da inventare per lui un nome nuovo, che lo identifichi solo per te, che dica qualcosa di ciò che provi nei suoi confronti. Come può un sentimento talmente bello essere riassunto in un “amo”, che già di per sé è riduttivo?
Ho pensato che in quinta superiore il prof di filosofia ci aveva fatto scrivere un tema sui problemi della nostra generazione, delle riflessioni su come sembriamo fatti tutti in serie. Ci aveva impiegato parecchio a correggerli, poi un giorno in classe ce li ha riconsegnati dicendoci: “questi temi sono stati un grande spunto di riflessione anche per me, e ho notato che sentite un gran bisogno di parlare di questi argomenti, il che vuol dire che non parlate abbastanza tra di voi, non affrontate questioni così importanti. E allora mi chiedo… Ma che relazioni avete?”
Oggi guardando quei due ragazzi mi sono chiesta la stessa cosa. Si parleranno davvero? Davvero hanno voglia di affrontare tutti i problemi insieme o è solo una relazione che resta in superficie?
Sarà che sono cresciuta con l'idea che se un rapporto non fa crescere e non cambia il modo di vedere le cose, allora non vale la pena perdere tempo. Sarà che mi sono abituata, quando sono vicina a una persona, a essere davvero con lei. Senza distrazioni. Mi sono abituata a lasciare che gli altri mi conoscano con tanto di pensieri scomodi e difetti, e voglio che loro mi permettano la stessa cosa: di entrare un po’ nel loro mondo, di vedere la vita attraverso i loro occhi. Non sono mai stata brava a mantenere le relazioni superficiali - per assurdo, sono quelle che mi soffocano.
Sono abituata a esserci, a parlare, a piangere e a ridere con chi amo, e non voglio persone che non si permettono di mostrarmi le loro paure e debolezze. Perché le abbiamo tutti e sono meravigliose e quelle fragilità io non le cambierei con nessuna perfezione.
Io credo che non mi troverei mai a mio agio in una situazione così: su un treno, mentre lui è impegnato a esserci fisicamente e tu persa a guardare le foto di un'altra persona su un iphone.
Io voglio una relazione in cui se mi commuovo davanti a un quadro lui mi chiede perché, e se gli rispondo che non lo so mi aiuta a cercare le parole per spiegare quello che sento. Una relazione in cui se ho bisogno di parlare dei miei sogni lui mi ascolta e mi aiuta a tenere i piedi per terra senza distruggere i miei progetti. Una relazione in cui se lui sembra perso nei suoi pensieri, mi fa un po’ di spazio per cullarli e risolverli insieme. Una relazione in cui parlare di qualsiasi cosa, dagli sconti nei negozi di abbigliamento al premio Nobel per la pace. Una relazione in cui poter guardare il cielo e dire le prime cose che ci vengono in mente. Una relazione che faccia bene, che faccia crescere, che costruisca qualcosa di bello.
Se non posso condividere il mio mondo e se l'altra persona non vuole condividere il suo con me, mi chiedo a che cosa mai possa servire fingere di stare insieme senza essere insieme davvero.

Tutto accade lentamente.
Quel brivido che le attraversa la spina dorsale rendendola obbligata a chiudere gli occhi.
Mentre la accarezzi, la baci, le sussurri parole che nessun'altro le ha mai detto…
Sospiri, respiri, sempre più vicini… finché il fiato diventa uno solo.
A che servono le parole? Non è abbastanza il tocco delicato dei polpastrelli lungo i suoi fianchi? Quei fianchi che lei odia, che vede estremamente sbagliati, ma che per te sono l'errore migliore che sia mai esistito.
Ti mordi le labbra, mordi le sue, non è solo desiderio… è qualcosa di più forte.
Qualcosa che coinvolge anche l'anima, che ti trascina in un baratro di emozioni dal quale difficilmente torni indietro.
La baci… la baci e capisci che dei suoi baci non puoi stancarti; capisci che per i suoi baci puoi fare a meno del respiro, anche se sai che prima o poi dovrai respirare.
Rimandi, rimandi sempre, lasci che tutto il tuo mondo si riduca a flebili gesti e lievi sussurri, perché nulla è più importante di sentire le sue labbra chiamarti “Amore”.
—  Il Ragazzo Dolce
E vorrei dirti come mi sento, vorrei dirti che ogni notte sei l'unica cosa a cui penso.
Vorrei dirti che con te mi sento al sicuro e che è la prima volta che una persona mi fa quest'effetto.
Vorrei dirti che stai migliorando la mia vita, anche se allo stesso tempo mi stai distruggendo.
Vorrei dirti che sto iniziando a provare un qualcosa di magico, un forte sentimento; ma certe cose, se non ricambiate, è meglio che logorino dentro.
—  troppiproblemi-placatevi
Mia cara, nel bel mezzo dell'odio ho scoperto che vi era in me un invincibile amore. Nel bel mezzo delle lacrime ho scoperto che vi era in me un invincibile sorriso. Nel bel mezzo del caos ho scoperto che vi era in me un’ invincibile tranquillità. Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell'inverno, ho scoperto che vi era in me un'invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me, in me c'è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro.
—  A. Camus, Un’invincibile estate
Lui.

Sai che c’è? C’è che non ti cambierei per nulla al mondo, sei semplicemente fantastico. Adoro la bellissima persona che sei, nonostante tu pensi il contrario. Mi piace tutto di te, non parlo solo dell’aspetto, ma anche del carattere con tutte le sue sfumature, i pregi e i difetti. Adoro il tuo essere permaloso. Adoro come riesci a tenermi testa (e ci riesci solo tu). Adoro il fatto che non te ne vai e che ci sei sempre nel momento del bisogno. Insomma sono davvero innamorata di te e non sai cosa sarei disposta a fare per dimostrartelo. Io non so come dirtelo, ma il mio non è più un semplice “mi piaci”, è qualcosa di più forte ed aumenta ogni giorno di più. Quindi lo scriverò, correndo il rischio che tu lo legga, perchè nella vita bisogna rischiare, è questo che ci rende realmente liberi e ci fa sentire vivi, insomma, lo scrivo e basta, ti amo. Lo so che non sarò mai abbastanza per te, ma è così, e dovevo scriverlo, dovevo “dirlo” in qualche modo. In qualsiasi caso io sono qui, ti aspetto (se vuoi).

23.04.17
La tua scelta è semplice:lei o me. Io sono sicura che lei è una gran donna, ma vedi io ti amo in un modo veramente incredibile. Io e te siamo unite da qualcosa di fin troppo forte per finire. Io sono la tua donna perché ti ho scelto sempre,prima di tutto. Tu sei la mia metà,la mia anima gemella perché mi completi e sei tutto ciò che io non sono,dandomi la forza di Vivere. Ho sempre cercato di amare i tutto di te,ci sono riuscita. Forse fin troppo perché ciò che mi dovrebbe portare ad odiarti mi spinge,invece,ad amarti,ogni giorno di più. Per cui prendi me, scegli me, ama me. Perché amarti è l'unica cosa di cui sono capace,mi viene naturale. -Tua,Mimi

Quando sto con lui non so cosa provo, è una sensazione strana perché non mi batte forte il cuore, al contrario, mi sento bene, rilassata, come se non potessi trovarmi in un posto migliore delle sue braccia. Quando mi abbraccia mi sembra di ricevere tanto affetto da una persona speciale per me, non lo amo, so che non lo amo, ma gli voglio tanto bene, forse è più di un'amicizia, forse è più dell'amore stesso. È un qualcosa di diverso, di più forte, il bene che gli voglio supera l'amore che potrei provare. Bisognerebbe inventare un nuovo sentimento. Non è amicizia, non è amore, ma allora cos'è?
—  ariablu-96
Mi piaci perché sei bello. Ma non bello fuori e basta , sei bello dentro. Quando sono con te è come se fossi a casa. È vero, mi imbarazzo , mi imbarazzo sempre quando ho davanti qualcuno che può e sa capirmi. Ed è per questo che mi piaci. Perché nei tuoi occhi belli, grandi e buoni , tanto buoni, c'è un mondo, ed io vorrei tanto conoscerlo meglio, conoscerlo bene questo mondo. Mi piaci per come sto quando mi abbracci , perché mi stringi forte , e nella tua stretta mi sento protetta. Mi piaci per come mi baci, perché mi fai sentire come l'unica sulla faccia della terra, mi fai sentire bella , desiderata. Mi piaci perché fare l'amore con te è passione allo stato puro, è forte , è dolce, siamo un corpo solo e ti sento , ti sento tanto. Mi piaci perché nonostante tutto sei qua, dopo tanto, dopo tutto, e per me questo conta , non immagini quanto conta. Mi piaci perché non sei mai scontato, mai fuori luogo , sempre nel mio tempo, ed è difficile . Mi piaci perché con te è diverso, io sono libera, sono me stessa . Mi piaci perché sento qualcosa di forte tra me e te , e non posso trascurarlo . 
Ecco perché mi piaci, ma le parole non basteranno mai. 
Mi piaci perché sei unico.
Insomma, mi piaci.
—  La ragazza di carta