quadernino

In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell’ opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività. Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.

L’infanzia è l’età dell’arroganza: sei convinto di essere il più intelligente di tutti. L’unica cosa che non capisci è perché gli altri bambini siano così scemi. L’adolescenza è l’età dell’incertezza: ti domandi se per caso tu stesso, in fondo in fondo, non sia scemo come i tuoi coetanei. La maturità è l’età della ragionevolezza: sai che definire l’intelligenza è arduo. Ma sai anche che la maggior parte delle persone che ti circondano nemmeno con due aiuti del pubblico, un vocabolario e trenta tentativi a disposizione. La vecchiaia è l’età della rassegnazione: capisci di essere stato un bambino terribile, un adolescente triste e un uomo insopportabile, ma sai anche che ti stai rincoglionendo, e ti consoli pensando che presto, verosimilmente, andrai d’accordo con tutti.
L'ansia delle cose perdute

Non riesco a dormire, ancora, e sono ossessionata dal pensiero delle mie pashmine.
Un po’ di tempo fa qualcuno mi ha detto “I traslochi sono faticosi ma belli perché a volte ti fanno ritrovare cose che credevi perse da anni” che sì ok è tutto bello e romantico ma chi se ne frega! Se una cosa l’ho persa anni fa, in casa (che poi mia madre dice sempre che la casa nasconde ma non ruba), e non l’ho più cercata è evidente che quella cosa non mi serviva poi molto no?!
Io vorrei solo riuscire a ricordare dove ho messo le mie pashmine.
Se non ci fosse stata l’intera famiglia dormiente avrei controllato in ogni singolo scatolone, valigia e borsa di questa casa fino a trovarle ed andare a dormire col cuore in pace.
Ultimamente mi sveglio nel cuore della notte con questa ansia delle cose perdute. Pochi giorni fa avevo l’ansia per il quadernino degli appunti, poi è toccato ad un libro e prima ancora ad una mia camicia. 
Chissà perché questa cosa mi viene proprio la notte.
Vorrei andare a vivere in un posto “mio” ed economicamente ce la farei pure eh ma ci sono altre complicazioni che mi impediscono di farlo allora resto ferma qui e trascino i miei scatoloni dietro la coda della mia famiglia facendomi venire le ansie e i problemi causati dallo stress.

Non mi lamento, vorrei solo che a volte le cose fossero più facili, che accadessero senza troppa fatica. 

Dieci cose belle di questo gennaio 2015:

1. Iniziare l’anno con Pumbi
2. Entrare alla Rinascente per curare il malumore ed uscirne con un quadernino per appuntare le piccole cose belle
3. Le giornate invernali con il cielo azzurro
4. FINIRE GLI ESAMI (finalmente)
5. Shopping pre-laurea con Camilla
6. Una pandacoperta supermorbida
7. Il bellissimo pomeriggio a base di tortini al cioccolato con cuore fondente con Cami, Giorgia e Alessandra
8. Tornare a lavorare alla mia tesi
9. Il gioco dei passaporti
10. Esperimenti di colazioni con Alessio

L’anno scorso ci siamo imbattuti in questo video di Igor Sibaldi. Noi non ce lo siamo fatti ripetere due volte e abbiamo subito cominciato a stilare i nostri 150 desideri.

Se non avete il tempo o la pazienza di guardare tutto il video vi parlo brevemente di cosa si tratta.

Igor invita a stilare una lista di 150 desideri (non pensate di riuscire a farlo in fretta!) in un quadernino che sarà la brutta copia. Di questi 150 ne dovremo scegliere 101 che trascriveremo in una bella copia. Questo diventerà il nostro quaderno dei desideri, da rileggere ogni giorno e magicamente, molti dei desideri cominceranno ad avverarsi.

Si, certo, direte voi, magari fosse così facile. Ma ve lo assicuro: è così facile!

Il nostro 2014 ha portato alla realizzazione di molti (no, non tutti) dei desideri che erano scritti nelle nostre liste. Ma la cosa davvero magica che permette questo esercizio è, più della realizzazione dei desideri stessi, il mondo che si apre quando vi troverete a scriverli.

Non è facile all’inizio. Dopo una ventina vi troverete ad aver sistemato la vostra vita: una casa, magari due, una macchina nuova, soldi, un fidanzato… ma no. Molti di questi desideri non sono validi, perché effettivamente ci sono 10 regole ben precise da seguire, eccole qua:

1) la formula giusta è «Io voglio…»;

2) non scrivere né la parola «non», né alcuna negazione (evitare, per esempio, le parole «intatto» o «incolume», che sono negazioni);

3) ogni desiderio può avere al massimo 14 parole, cioè non può durare più di una singola emissione di fiato (se lo si scrive in italiano, s’intende; in inglese o francese avrebbe più parole, in russo o in tedesco meno);

4) vanno chiesti soltanto obiettivi, e non i mezzi per raggiungerli (cioè non si possono chiedere SOLDI, in alcuna forma);

5) vanno evitati i paragoni: per esempio «voglio essere famosa come la tale»;

6) vanno esclusi i desideri seriali: per esempio la serie «voglio un appartamento a Berlino», «voglio un appartamento a Madrid», «voglio un appartamento a Parigi» ecc.;

7) vanno scritti solo desideri il cui esaudimento sia precisamente verificabile – e dunque non desideri del tipo «voglio essere felice» o «voglio essere molto ricco» (felice in che senso? Molto ricco quanto?);

8) vanno evitati diminutivi o vezzeggiativi: ciascun desiderio deve essere descritto nella forma più oggettiva, più netta possibile;

9) non si possono esprimere desideri per conto altrui: troppo facile! Se si vuol giovare ad altri, occorre assumersi la responsabilità e le spese energetiche del giovamento: per esempio, non «Io voglio che mio zio torni a essere sano» ma «Io voglio fare in modo che mio zio torni a essere sano» (nel primo caso, si tratterebbe infatti non di un desiderio ma di un comando, a cui il suddetto zio dovrà obbedire);

10) è bene evitare di chiedere storie d’amore o di sesso con persone precise, o legami eterni con qualcuno – anche perché ci si potrebbe pentire, poi, d’averlo chiesto.

(fonte: LeMatPercorsi)

Cosa volete davvero?

Io personalmente ci ho messo qualche mese prima di arrivare a quota 150, e lungo il percorso molti dei desideri sono cambiati, alcuni venivano cancellati, altri si sono realizzati ancora prima di scriverli nella lista dei 101!

Oltre a stimolare moltissimo la creatività è un ottimo esercizio per capire a fondo cosa vogliamo per noi. Mi trovo spessisimo davanti persone, amici, parenti che effettivamente non sanno cosa vogliono… è per questo forse che le cose giuste non arrivano. È importante fare chiarezza nella nostra vita su cosa davvero vogliamo per noi! In più è divertente, perché possiamo scrivere qualsiasi cosa ci venga in mente, dare spazio ai desideri più impensabili, che non riusciamo a svelare neanche a noi stessi per paura di essere considerati megalomani.

Ma il desiderio è il motore di tutto. Leggendoli ogni giorni vi troverete a ricordare a voi stessi cosa volete davvero e automaticamente comincerete a lavorare per ottenerlo.

Rileggeteli uno per uno. Ascoltate il vostro cuore.. se sussulta di gioia è un desiderio di quelli veri, altrimenti potrebbe essere solo un desiderio indotto. Un sogno che ci hanno appiccicato addosso altri, qualcosa che vorremmo accadesse solo per rendere felice qualcuno che non siamo noi.

È un gioco, ma molto serio. E io sto cominciando a stilare la nuova lista per il 2015.

Incredibile notare quanto alcuni desideri fortissimi dello scorso anno sia scomparsi, quanti altri ne siano nati. Non perché io li abbia scritti, ma perché scriverli mi ha aiutato a crederci, a lavorare affinché si avverassero. Anche grazie ai 101 desideri Famiglia che Fa miglia ha cominciato ad andare nella direzione delle proprie visioni!

Spero davvero che decidiate di provare con questo piccolo esperimento. Non ve ne pentirete!

(e guardate il video, è divertentissimo!)

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