quadernino

E io sono qui.
Ogni tanto scrivo, leggo, scarabocchio su un quadernino, o sul dorso delle mani: ogni tanto le guardo, mi sembrano così piccole pensando alle tue.
A volte, spesso, ti immagino qui.
E tu sei lì invece, e non so precisamente dove, né come, né bene so il motivo. Ascolti musica o, probabilmente, la suoni.
E se ti capita, magari, di mordere quella pellicina che hai sul pollice, o con qualsiasi scusa, insomma, ti fermi a guardarti le mani: magari, dico, magari, anche tu mi pensi.
—  uncasinoinnamorato
Roma, 6/05/13
Care tutte le persone che mi conoscono,
non mi conoscete, e mi dispiace dirlo; sono difficile, mi odio, a volte odio anche voi, ma alla fine mi rendo conto solo che odio me stessa.
—  cose che ritrovo scritte su un quadernino 7 mesi dopo..
E voglio che tu sappia, che ho cambiato la password del mio telefonino.
Che ho cancellato ogni scarabocchio che ti riguardi, sui vecchi fogli, anche se credo ne siano rimasti ancora.
Che ho smesso di ascoltare le tue canzoni.
Che non apro più il mio quadernino pieno di pagine su di te.
Che non non mi fisso la mano in quel punto dove sembra starci la tua lettera.
Che ultimamente cerco di non leggere i vecchi messaggi, anche se lo sai, mi riesce impossibile.
Che nonostante io abbia smesso di fare queste cose, è tutto inutile, che pure i muri mi parlano di te.
E vaffanculo, che hai scelto di andartene, quando se fosse stato per me, sarebbe durato.
—  Sonoinverno

“Eccola là, all’ultimo banco in fondo alla classe dove nessuno la vede. Anche a me è difficile notarla. Tu la vedi?

Sta là vicino alla finestra spalancata, seduta normalmente con le gambe incrociate sotto il banco, i jeans strappati e la sua felpa bordeaux larga. Fa freddo, lo senti, no? È ricreazione, ma non mangia e non si alza. Crede di non avere amici e di non piacere a nessuno. Uh, guarda! Questo è il momento più bello. Si sta guardando intorno, sta vedendo se qualcuno la nota ma niente, nessuno. Così abbassa la testa, prende un piccolo quadernino verde e la sua Bic nera. Impugna la penna in modo strano, così strano e storto che ha i calli su tutte e cinque le dita della mano destra. Ed inizia, scrive. Scrive tutto ciò che non ha avuto mai, scrive ciò che vorrebbe essere, ciò che vorrebbe che le accada. Scrive un’amore che aspetta, un ragazzo perfetto disposto ad amarla sempre, nonostante i suoi errori, nonostante le sue piccole e poche imperfezioni. Descrive una ragazza, una ragazza simpatica e sensibile, come lei destinata ad essere la sua migliore amica in quel mondo dei sogni, in quel piccolo grande mondo di carta. La sua mano bianca e fredda, quasi paralizzata dal venticello gelido che penetra dalla finestra e le arriva addosso, scrive. Corre sul foglio come una Ferrari su una pista nel bel mezzo di una gara, come un aereo sfreccia nel cielo, come una farfalla vola ovunque sapendo della sua morte il giorno seguente. 

Vengo ogni mattina qui, davanti alla sua classe e la guardo scrivere, perché mi trasmette emozioni fortissime. E lei, così impegnata a sfogarsi e ad odiarsi, così impegnata a pensare che non è mai abbastanza, non mi nota. Non nota me, che ne sono così innamorato e vedo dal suo stupido atteggiamento acido che ha bisogno di me, che saprei darle tutto l’amore che ho. Ma non ci vado da lei, no. La ferirei, alla fine. E ho paura di distruggere uno spettacolo della natura come lei.”

Dai su parliamoci chiaro mamma.
Due domande non te le fai? A scuola ormai faccio uno schifo assurdo, non vedi più quei bei voti di una volta, non mangio più come una volta, passo il tempo chiusa in camera facendo finta di studiare con le lacrime sul viso, mi chiudo in bagno e ci rimango per tanto tempo, scrivo sempre su quel quadernino giallo in modo losco, tiro sempre giù le maniche delle magliette, dei maglioni, niente più sorrisi, niente più voglia di vivere, non ho più voglia di spaccare il mondo, non ho più voglia di far conoscere al mondo chi sono, non ho più ambizioni. Sono crollata, sto morendo dentro ma perchè non te ne accorgi? Perchè?
—  Bloodontheskin (via bloodontheskin)

Dietro al mio letto, ho nascosto un agendina con un quadernino a righi e un altro attaccato dietro a quadretti. Ho iniziato a scrivere sul quadernino a righi nel periodo in cui ero innamorata, scrivevo cose belle, ma anche cose negative. Mi raccontavo che cosa bella era l'amore ma allo stesso tempo mi raccomandavo di amare anche me stessa, di non dimenticarmi in un ripostiglio e lasciarmi lì, pensando alle cose belle, forse trascurando la più bella. Ogni volta che scrivevo di questo mio grande amore, mi raccomandavo di non finire mai il quadernino a righe, per scaramanzia perché credevo che finisse anche la nostra storia, e quindi di lasciare sempre in bianco il quadernino a quadretti, come una promessa di non andare avanti senza lui. Come se io senza lui, sarei stata vuota e bianca come quelle pagine.
L'ultima volta che ho scritto su questo quadernino a righe, è stato sui tre mesi fà, quando ormai l'amore non c'era più ed ero rimasta soltanto io, con quella penna in mano, e una lacrima al viso. Ironia della sorte, era la penultima pagina.
L'ultima pagina, non l'ho nemmeno sfiorata.
Non ho voluto scriverci sopra.
Ero terrorizzata, sapevo che ormai era finita, ma non volevo scriverlo perché dentro me viveva ancora la speranza.
Quindi, l'ho nascosto e non l'ho più preso.
Ora ci ho ripensato, mi sono anche data della vigliacca.
Ma il coraggio per “farla finita”, ancora non ce l'ho.

Non so perché ma ci tenevo a inviartelo..in questo quadernino scrivo le frasi degli scrittori più celebri è più importanti, (almeno per me ☺️). Così ho aggiunto anche te 🌸