purred

anonymous asked:

*Yoshimi got off his plane, climbing down as he saw the little kitten by the end of the street. He knelt down and petted its forehead and body.*

*The little kitten purred as his hand glides across her soft, multi - colored fur, only opening her eyes when he stopped petting her.*

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i dont feel real but i appear in these pictures with Iroh so i must exist 😅👍👽

comealiveonthedevilsnight asked:

Aerow sat across from Toxin. He'd brought Hades over to hang out- he hasn't seen his brother in forever. Toxin held Raven against himself, his hands holding the males. "Everyone thought for sure you two would be done by now." Toxin snorted.

Hades was quiet, but he was happy; smiling as he nuzzled into Aerow, purring deeply. He grinned in response and shrugged, tilting his head as Raven spoke.

“Well, I figured it’d be a little longer, but not much. I always thought Hades was too shy.”

Molte volte mi sono sentita dire “non ti lascerò mai sola”.
Molte volte mi sono sentita dire “sei l'amica che auguro a tutti di avere”.
Troppe volte mi sono sentita dire “grazie, senza i tuoi consigli non sarei qua ora”, ma ancora più volte mi è stato detto “come sai ascoltare tu, non sa ascoltare nessuno”.
Troppe volte mi è stato detto “io ci sarò sempre e per sempre”, ma per svariati motivi la maggior parte delle persone che pronunciò tali parole è sparita, spesso dandomi colpe che non ho mai avuto.
Ci sono sempre stata per tutti, mi sono sempre resa disponibile ad aiutare tutti con i problemi che li tormentavano, pur non sapendone molto e non conoscendo metodi che potessero aiutarli, ce l'ho sempre messa tutta per strappargli un sorriso e sollevarli almeno un po’, ma ora sinceramente sono stufa di essere l'aiuto di tutti e ricevere in cambio soltanto solitudine.
La gente dovrebbe iniziare a capire che non sono un giocattolo, bensì una persona. Non potete tirarmi fuori dalla scatola solo quando vi fa comodo che vi sia vicina. Mi è capitato parecchie volte di chiedere di essere ascoltata alle persone a cui avevo dato il mio sostegno e ricevere risposte come “ora non ho tempo, dopo ne parliamo”. E puntualmente quel dopo era un mai più. Mi è capitato di vedere gruppi di persone che davanti a me dicevano di volermi bene, che ero perfetta, che ero la migliore, ma poi alle mie spalle si divertivano ad inventare storie su me che non stavano né in cielo né in terra. Oh, quante volte ho chiuso un occhio e ho messo una pietra sopra a ciò che mi è stato fatto. Ma ora le pietre sono finite e l'occhio resterà sbarrato. Ho perdonato troppe cose, ho sopportato troppe menzogne e ho dato troppe possibilità a chi non meritava nemmeno un grammo della mia attenzione. Ero arrivata al punto di pensare di essere io quella sbagliata, ma ho finalmente aperto gli occhi. Qui l'unico errore siete voi che vi divertite a prendere in giro la persona che ha dato il proprio tempo per farvi stare bene. Ho finalmente capito che non sbaglio a voler bene, ma sbaglio a darvi sempre una possibilità di tornare non ripensando al fatto che le persone non cambiano mai. Bene, voi che avete sempre scelto di usarmi come “psicologa” personale, da oggi in poi non otterrete più nulla da me se non indifferenza più totale e completa. Il tempo che ho impiegato a scrivere ciò è stato l'ultimo che ho sprecato dietro a voi. Io ci sarò solo ed esclusivamente per chi mi ha dimostrato da sempre di essere presente e posso assicurare che si tratta di un numero molto, ma molto ristretto di persone.

Si seulement je pouvais entendre de quelqu’un une voix humaine
Qui confesse, non pas un péché, mais une infamie ;
Qui raconte, non pas une violence, mais une lâcheté !
Non, ils sont tous l’Idéal, si je les écoute, et qu’ils me parlent.
Qui y a-t-il, dans ce vaste monde, pour me confesser qu’une fois, il a été vil ?
Ô princes, mes frères,

Allez, j’en ai assez des demi-dieux !
Où y a-t-il des hommes dans le monde ?

Poème en ligne droite (extrait) - Alvaro de Campos (Fernando Pessoa)


“Daddy,” I whispered as I glided across the moonlit room, stopping only when my trembling knees gently brushed against the silk sheets on his king size bed. “Daddy, are you awake?” I asked again as I leant over his strong body, purring into his ear, my tongue twitching just an inch away, already eager to lick inside him.

No don’t, I thought to myself, pulling back even as I felt my nipples stiffen and arch toward him. Lifting the soft sheet away from his golden skin I couldn’t help but gasp as his pubic hairs came into view, and then had to fight myself from grabbing hold of him as his long, fat shaft appeared, lying proudly on his thick thigh.

Oh God it’s so big, I thought for the hundredth time, my gaze locked on the big cockhead, so much bigger than I thought. Licking my lips, I wondered what it’d feel like to run my tongue over his balls and up his long shaft, what it would feel like to pop the fat head between my lips and what his sperm would taste like as it dribbled down my hungry throat. I knew from experience he wouldn’t wake unless I did something crazy, that he was almost impossible to rouse once he’d fallen asleep. “Oh Daddy, please make your little girl feel better,” I pled silently to his inert form as I slipped under the sheet and fit myself against him.

“Sweetie! What are you doing honey?”  

“Oh Daddy,” I murmured while stretching and moving so the silk sheet slid below my breasts, my ruby tipped nipples immediately jumping erect. “I had a nightmare Daddy, a terrible nightmare,” I said in a little girl’s voice as I leaned over towards him, letting him feel my nipple brush against his chest. Daddy couldn’t stop himself from pulling me into his warm arms, couldn’t stop himself from asking, “What was your bad dream about baby?”

“It was dark Daddy, so dark,” I whispered, my lips just inches from his. “They attacked me Daddy, in a dark alley, three of them, they were so big, so ugly,… they hurt me Daddy,” I added, whimpering now.

“Who sweetie? Who were they? What did they do to you honey?”

“They hit me Daddy… so hard, and then they tore the clothes from my trembling body. They scared me so much Daddy! They were foreigners…. I think, big, ugly, dirty men with long smelly beards. They wanted to rape me Daddy, despoil me because …. Oh Daddy, they were so dirty and they made me do terrible things,” I said, my body now trembling in his arms.

“What things?” Daddy asked, horror now etched on his face, clearly living his worst nightmare, the defilement of his only baby girl, but unable now not to hear all the gruesome details.

“Oh Daddy! It was so terrible,” I sniffed as I wriggled in his arms, my pubic mound being crushed by his pulsing shaft. “The big, fat, greasy one put his thing in my mouth Daddy, he made me swallow him. Oh God, I gagged Daddy, each time he pushed it into my throat…it hurt Daddy,” I wept, my face contorted into a grimace of disgust, “….and then one of the other ones put his finger in my rear, into my … oh, anus,… you know, my bum Daddy…then he put his penis, his big penis….they weren’t circumcised Daddy… it was awful, filthy…”

“Its okay sweetie, please stop, its okay don’t cry. It was just a dream sugar,” my handsome Daddy insisted as I sobbed, trembling in his strong arms. “Daddy will never let you be hurt by anyone honey,” he promised, even as his rock hard penis tried to burrow into my stomach. “I’ll always protect you sweetie,” Daddy promised again as he kissed the tears from my cheeks.

“You promise Daddy?” I demanded as my lips found my Daddy’s.

“Forever baby girl,” he insisted as he moved his burning lips over my face, swallowing my salty tears.

“I wish there were more men like you Daddy. I’m proud of my Daddy, proud also because all the others think you’re such a sexy man. And you’re big, my big su-su- sugar Daddy,” I said huskily, my eyes drifting down towards the crimson cock that lay between our bodies. “You’re beautiful honey, my little one” he stuttered, reddening as he spoke, his gasp, combined with the way his eyes roamed hungrily over me excited me in a way I’d never been before. Finally he knelt between my legs, his angry cock now thrusting upward, pulsing in its eagerness to be buried deep in my pink, moist sheathe. “Daddy!” …..

anonymous asked:

Come faccio a trasformare la mia visione della vita da negativa a positiva?

La descrizione di questo blog dice che la mia realtà non esiste, come nemmeno la tua, perché la realtà che ci circonda è frutto dell’elaborazione da parte del nostro sistema nervoso.
Ciò significa che ogni oggetto, ogni colore, ogni suono, ogni sapore sarà vissuto in maniera differente: te ed io abbiamo una distinzione, una linea di confine, viviamo nello stesso momento, soffrendo e ridendo per le stesse cose, in tempi differenti, pur avendo una percezione dell’esistenza così bislacca e variopinta.
Se si desidera cambiare la propria visione della vita, bisogna lavorare sulla propria persona.
Non esiste una “ricetta per la felicità”, non esiste un modo per essere sempre allegri, sorridere e far finta di niente: il positivo e il negativo non sono due poli opposti, uno da abbracciare e uno da evitare totalmente, tale concezione è deleteria!
Credo che sia fondamentale vivere al massimo delle proprie potenzialità, crederci, non arrendersi e cadere: chi non è mai caduto?
Chi non ha mai sofferto, non ha mai pianto: il dolore è inevitabile!
Ma il dolore è una lezione di vita: solo chi cade può trovare il coraggio di rialzarsi, più forte di prima, per ritornare a camminare.
E se a terra lascerai dei pezzi, non importa: sono dei pezzi vecchi, usati…oramai, a cosa ti servono più?
Non credo in una visione univoca della vita: puoi soltanto lottare e credere di farcela.
Affidarti alle tue forze, guardarti allo specchio e dire che ce la farai.
I giorni NO saranno inevitabili e non potrai nasconderti: non umiliarti.
Non rinnegarti, non disprezzarti, non escluderti mai: non aspettare, dietro una finestra, il ritorno della tua persona, come se tu non avessi più la forza di agire.
Esci, vai a prenderti, non costruire più un muro di cemento armato, attorno alla tua figura!
L’unico modo per trasformare la propria esistenza è “trasformare se stessi” accettando il proprio cambiamento: “non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”, non credi che Einstein abbia ragione?
Non interrogarti sulla visione della vita: vivi.
Vivi e non avere paura.
Il resto?

Beh, il resto verrà da sè.

chronicle4assassin asked:

Fort Max/Rung "it's not going to fit"

           "It’s not going to fit.“ Max said flatly as he stared down at Rung who already had his legs parted and valve out for him. Having just put on a rather lewd show for the warden, his spike was more than ready and willing. It was just that…Rungs valve looked so small. In fact Rung himself was just small, everything about the bot was small.

Keep reading

comealiveonthedevilsnight asked:

Raven curled into Ben, his hand finding the others under the blankets, entwinning their fingers. Ben had fallen asleep hours ago- but he still couldn't. But he enjoyed it- listening to the others breathing, his heart beat.

Ben purred softly, his hand instinctively tightening around Raven’s as his wings slowly wrapped around the other, wings twitching slightly.

anonymous asked:

Come si combatte la totale mancanza di una persona che vorresti con te a tutti i costi perché solo lei ti potrá rendere di nuovo felice? Come può una persona farti così tanto male da portarti ad autodistruggerti?

L’altro significativo è interiorizzato, viene assimilato dal nostro cervello, diventa un concetto, uno dei tanti concetti che il cervello produce e sembra quasi naturale, averlo al centro del lobo frontale, lobo responsabile dell’infatuazione amorosa, ma quale cuore, sembra così naturale, che i nostri schemi si adattano al nuovo concetto e sembra impossibile vivere senza di esso.
L’amore non ha forma, l’amore non ha senso, l’amore non ha distinzione, non ha nemmeno definizione, il “ti amo” è meraviglioso, proprio perché potrebbe essere donato ad una persona cara, pur non avendo con essa una situazione sentimentale basata sul sesso: quando ti adagi ad un concetto, questo diventa letale.
Un po’ come l’omeostasi naturale, che si abitua a vivere con la sua “ricompensa”, stimola il circuito mesocorticolimbico e la produzione di dopamina e te ne serve ancora, ancora, ancora e ancora per stare bene: la tua dose naturale di veleno sembra non bastare mai.
Il problema, sai qual è, è che si cerca a tutti i costi di vivere perennemente incollati a quel concetto, inebriati da quell’assuefazione cerebrale: la realtà non è sempre lineare, bisognerebbe pur accettarlo.
L’autodistruzione arriva quando accosti la tua felicità agli altri e non a te stessa, l’autodistruzione arriva quando l’altro è un prolungamento, quando credi di non farcela senza la sua presenza: ma prima della sua figura, tu cos’eri?
Chi ti spezza, non potrà renderti nuovamente felice: le illusioni mentali non durano per sempre, una volta capito il trucco, è facile raggirare la magia.
Chi ti spezza, avrà in mano solo il tuo usato: lasciagli quei pezzi, tanto, oramai, di una vecchia te stessa logorata, che te ne fai?
Ringrazialo per i momenti belli.
Ringrazialo per i momenti brutti.
Ringrazialo per esserci stato e per essersene andato, forse quando ne avevi più bisogno e smettila di pensare alla tua persona come ad un’estensione di un’altra immagine: tu sei il tuo divenire.
Sai quando smetterai di autodistruggerti?
Quando capirai che “è inutile cercare chi ti completi, nessuno completa nessuno, devi essere completo da solo, per poter essere felice”.
Una massima vitale.
E Fromm ha ragione: la felicità non dipende da un’altra persona, ma dal modo in cui viviamo l’altro e gli permettiamo di starci accanto.
Non importa, questa persona, ora, è andata: non chiudere le infinite opportunità della tua esistenza, mi raccomando!
La vita è fatta per essere vissuta, mica rimpianta: dove sta la felicità?
Solo ed esclusivamente dentro di te.
Cerca di volerti bene, che te lo meriti.

Bread, Meiiko loved it like there was no tomorrow. But sometimes she needed to switch around what kind she ate. Thanks to the gil that Vincent had given her, she was able to buy almost a plastic bag full of small packets, many of them different snack breads and even a small sandwich or two. Sitting on the bench, she unwrapped one of the melon breads and started to bite into it, purring happily. Yup, this definitely was a good day.

But she paused a moment to stare at the bread and wondered where the strange man in red was, thinking on how nice he was to give her the money to buy this. So, hopping off the bench with snack in hand, she ran down the alley way she had met him the other day, looking around for the crimson eyes.

“…Vincent?”

-jeffery-woods- asked:

"Daddy~... Please, give me love~..." The Trancy purred softly, trailing a hand up his own thigh through his silk robe. "I want you, Daddy~..." Alois blushed as he lightly touched himself. "Please~..."

Ciel blushed darkly. Oh wow, he was not finishing his work today. He moved Alois’s hand and began to stroke him instead while moving to nip and suck his neck.