pupazzo-di-neve

Voglio che mi parli di tutte le persone di cui sei stata innamorata. Dimmi come le hai amate, poi dimmi perché ti amavano.
Parlami di un giorno nella tua vita in cui avevi dei dubbi sull'arrivare alla fine. Raccontami cosa la parola ‘casa’ significa per te e raccontamelo in modo tale che io possa intuire il nome di tua padre solo dal modo in cui descrivi la tua camera di quando avevi otto anni.

Vedi, io voglio sapere la prima volta che hai sentito il peso dell'odio e se quel giorno ti scorre ancora nelle ossa. Preferisci giocare nelle pozzanghere o saltare sui cumuli di neve? E se volessi costruire un pupazzo di neve, taglieresti due rami da un albero per costruirgli le braccia? O lo lasceresti per sempre senza braccia per lasciarle agli alberi? E se lo facessi, noteresti come l'albero piange per te, perché il tuo pupazzo di neve non ha braccia per stringerti ogni volta che lo baci sulla guancia? Baci i tuoi amici sulla guancia? Dormi vicino a loro quando sono tristi, anche se questo fa arrabbiare il tuo ragazzo? Pensi che la rabbia sia un'emozione sincera o solo la timidezza di un cuore fragile che prova a battere via il suo dolore?

Vedi, voglio sapere cosa pensi del tuo nome. E se ti stendi spesso sul letto nel mezzo della notte a pensare alla felicità di tua madre la prima volta che lo ha pronunciato. Voglio che mi racconti tutte le volte che sei stata scortese. Raccontami tutti i modi in cui sei stata crudele.

Vedi, voglio sapere di più riguardo quello che fai per vivere. Voglio sapere quanto tempo della tua vita spendi a dare. E se ami te stesso abbastanza, anche a ricevere.

Voglio sapere se a volte sanguini per le ferite degli altri.

—  persinelvuoto