punkabbestia

Il cane. I rave. La ketamina. I piercing. La tazza di metallo per la colletta. Fare moneta. Dire: “Cioè, ma porkoddio”. Il pitbull che si chiama Busta, Spruzza o Ranza. Il furgone. Il sound-system. Il generatore. L’archeologia industriale. Il flyer fotocopiato. I Sound Conspiracy. L’hardtek. La Frenchcore. I dischi in vinile. La drum machine. La cassa. Il rimasto dentro la cassa. La felpa col cappuccio. Il cappellino con la visiera. I rasta. I rasta con rasata laterale. I tatuaggi in testa. Gli ingranaggi. I tatuaggi tribali. Il numero 23 e la numerologia da rimasti. La tossicodipendenza. Il SERT. Essere fuoricorso. La paranoia da intercettazione. La padella. Cucinare la keta. Dire: “Ci sto troppo dentro.” Il furgone. Il soppalco. La Carhartt. Le giacche tecniche da snowboard. Le scarpe da skate. Il teknival. Il disprezzo per tutto ciò che è fricchettone. La stalattite bianca dipinta dai pulviscoli fra la narice e il labbro superiore. Le buste piegate. La speed. La periferia. Le Favelas bolognesi. La Palude, sempre a Bologna. I parcheggi a San Donato. Bologna. Abitare a Londra a fine anni Novanta. Crosta. Le zampine scheletriche. Le dilatazioni da 3 e mezzo. La fantasia militare. La canottiera dei Los Angeles Lakers. Il bong. Il trita-erba. Scroccare le paglie. Smazzare le paste. Il trittico. Il dittico. Suonare ai vicini di casa per chiedere il bicarbonato. Andare dal kebabbaro a chiedere la carta stagnola. La denuncia per schiamazzi. Il cane che si caga addosso in casa. Perdere la droga. Perdere il cane. Il cane che si mangia la droga. I trip nel frigo. Il furgone camperizzato. La perquisa. Il posto di blocco. Il posto di blocco coi cani. Il foglio di via. Il parco del Guasto. Piazza Verdi. La street-parade. Il Livello 57. Le tasche segrete per imboscare la droga. Il sesto senso per riconoscere gli sbirri in borghese. Il cane shining che riconosce gli sbirri in borghese e li segnala al padrone abbaiando o ringhiando. Willy. I mutoidi. Il materasso per terra. Gli appartamenti con quindici persone e sei cani. La puzza. La rissa fra cani. Il cane corso. Il bull terrier. Il camion abitabile. Il narcotraffico. Gli Spiral Tribe. I traveller. Andare in Spagna a fare la raccolta d’oppio. L’overdose. Il morto al rave. L’MD. I cristalli. Essere presi bene. Farsi scendere le storie. Essere in down. Il day-after. Marsiglia 2000. Gli elicotteri delle forze dell’ordine che sorvolano il teknival. I Tulipani Arancioni. Il Ketavet. Le bottiglie indiane di acqua di rose. Le bottiglie. La drum and bass. I pantaloni larghi a vita bassissima con il perizoma di fuori. La fantasia leopardata. La fantasia zebrata. La torcia. La borsetta della Orange sotto l’ascella. Il sandalo da trekking. Il sacco a pelo. La busta. La busta di plastica. La farmacia. L’accendino. L’occhio spillato. La midriasi. Le ranze. Il piano per le ranze. Gli accessori chic per fare le ranze. Le piattole. I pidocchi. La scabbia. MTS. Le analisi delle urine. Le analisi del sangue. L’analisi del capello. L’avvocato. Lo zaino da campeggio militare. Il moschettone. La stringa portachiavi al collo. Il porta-storie. Le macchinette. Tank Girl. Il tatuaggio biomeccanico. Litigare con le vecchiette. Rubare al supermercato. Inculare gli amici con le storie. I punkabbestia di famiglia milionaria detti anche punkabbancomat. Dare il pacco. Prendere il pacco. Fuori Vena di Tekla Taidelli. Amore Tossico. Rimanerci sotto. Le terme di Petriolo. I bulloni in mezzo ai rasta. Le collane di plastica fluo e gli accessori fatti con le camere d’aria. Le facce all’alba. Il sound alle sei del mattino. La vertigine sublime data dall’atto di contemplare la devastazione. Lo squat. La festa tekno. Trovare la festa. La retata alla festa. Scappare dalla retata alla festa attraverso i campi. Infamare. Gli occhiali da nerd con la montatura nera. Le ragazze mascoline. Le ragazze androgine. L’imprenditore narcotrafficante che si vanta di essere partito dalla strada. Il prestigio dei grossi spacciatori. Comprare la roba. Andare in Olanda a comprare le paste. Smezzare la capsula. Il quartino di trip. Le raglie. Il K-Hole. Le allucinazioni. L’inframuscolo. Le bazze dal veterinario. La Spagna. Le pinete in Salento. I live set. Le insuline. La cassa dritta. I BPM. Porto Marghera. Le tribe. I borghesi di merda. Dormire in furgone. Dormire per strada. La stazione. Il fegato spappolato. Il colorito grigio-verde. L’aggressività. Il cervello che scoreggia. Il neurone superstite. Dire: “Spacca”. La micro-gonna con le scarpe da skate e lo scaldamuscolo. I Crazy Colors. Il piercing al setto. Vantarsi dei soldi guadagnati con lo spaccio. Il falò alla festa. I gradi sottozero alla festa. L’occhiale da sole a benda. La compilation tekno su cassetta. Incazzarsi perché qualcuno ti dà del punkabbestia. Collassare. Ondeggiare ingessati davanti alla cassa. Le foto delle feste. ShoCkRaVeR. La Tekno Old School. L’808. Il bilancino. Le panette di fumo. La digos. Riconoscere tutti quelli della digos della tua città. Passare la frontiera dopo aver ingoiato cinquanta ovuli. Evacuare gli ovuli. Vendere gli ovuli a peso d’oro. Il bancomat. Grattarsi. Sboccare. Bestemmiare. Approfittarsi delle minorenni strafatte di keta. Scroccare la droga alle marpie. Gli Okupe. Betty 23. La morte di Betty 23. I Tomahawk. La TAZ. Hakim Bey. I Superhoffmann 2000. La pitbull incinta. Il letto sui bancali. Il cyberpunk. Odiare tutto ciò che è naturale poiché fricchettone. Le maschere antigas. La giacca vintage da motociclista. Il bomber, soprattutto per le nuove generazioni. Gli stivali di Tank Girl. Tetsuo The Iron Man. Il collage di flyer appeso sopra al letto. L’opera d’arte per l’esame all’Accademia fatta con le stagnole o le bocce di metadone. La parola “sostanze”. Essere convinti di avere la propria poli-tossico-dipendenza perfettamente sotto controllo. L’analisi delle sostanze e il viaggio di drogarsi in maniera autoconsapevole. La convinzione incrollabile di essere belli nel momento in cui si è all’apogeo della fuoranza. Il viaggio che fumarsi una canna ripiglia. Smascellare. L’empatia. L’Accademia e il DAMS, ma anche Lettere e Filosofia. La pasta col tonno. Le scarificazioni. Il cane in furgone. Parlare sempre e solo di droga. Il tappeto o la coperta zebrata. Sughettare la benzina per il furgone. Il furgone che prende fuoco. Il cellulare sotto controllo. Il passaggio per la festa. La bottiglietta d’acqua. La disidratazione. L’ipotermia. La comunità. Tua madre che ti butta via la droga. Il viaggio metropolitano. Blade Runner. La juggler bellissima con le catene infuocate. I mangiafuoco. Il petrolio bianco. L’ortodossia demente nell’uso delle sostanze, per cui va benissimo ammazzarsi di speed ma la roba è out e va criticata ferocemente anche se poi tu di nascosto la usi. I Total Resistance. I Tekno Mobil Squad. Il campionamento. La parola “smostrarsi”. Attaccare gli annunci perché hai perso il cane. Urlare a squarciagola il nome del tuo cane, accompagnato da insulti e bestemmie. Gli Heretik. La polo di ketamina intorno alla narice. La Golden. L’OB-One. La Special K. La birra Hollandia comprata dai pakistani. Il Pistoia Blues. La Festa della Luna di Colere. La maestosità della fabbrica. Essere troppo fuori per riuscire a scopare. Prendere la candida. Il coltellino della Victorinox. La fialetta di soluzione fisiologica. Le stagnole. Le spruzze. Picchiare il cane. Il viaggio post-apocalittico e tutto il ciclo di Interceptor e Mad Max. Giger. Il punkabbestia bolognese. Il punkabbestia romano. Il punkabbestia milanese. Il punkabbestia salentino. La shoppa. Macinare le pastiglie nella banconota con l’accendino. La Caterpillar. Il Fioravanti. Il Ranzani. Il pippotto. Via Petroni. Le ranze da zero cinque. Le roccette. La Cyberdog negli anni Novanta. I cani Svario e Colla della Lalla. L’extension di gomma e materiali vari. Ubik. Philip K. Dick. William Gibson. Le Swear. Le Etnies. Le Circa. Le Adio. Le Osiris. Lo svarione. Il cucchiaio. Il filtro. La fila alla farmacia di Piazza Maggiore. Le ricette finte. I visual alle feste. I genitori stra-ricchi che ti pagano il migliore penalista quando vieni beccato. L’infezione al piercing. Puzzare di acqua di bong. Il viaggio che tutto questo sia contro il sistema.