proviamo!

Provai quello che proviamo tutti quando muore qualcuno: l'angoscia, ormai inutile, che non ci sarebbe costato nulla essere più buoni.
—  There are more things J.L. Borges

niku90  asked:

Perché dopo un bel pò di tempo si è feriti sempre ? Perché nulla è per sempre? Perché le fedi dopo un pò si spezzano? Questo non me lo spiegare. Cerchiamo sempre qualcosa ma veniamo sempre feriti. Perché passiamo sempre quello che non siamo ?

Noi umani siamo molto strani, non trovi? Puntiamo ad un obbiettivo e vogliamo raggiungerlo a tutti i costi, in un certo modo ci prefissiamo l’idea che troveremo la felicità una volta raggiunta la nostra meta. Iniziamo a farci illusioni su come magari ci troveremo lassù, dove vogliamo andare, iniziando così la nostra scalata. E quando arriviamo in cima, sai qual è la cosa più buffa? Che non siamo soddisfatti, non proviamo gioia. E in quel preciso istante capiamo che dobbiamo continuare ad acquisire qualcos altro per il nostro benessere, non riusciremo mai a dire sono felice perché dopo un po’ proveremo sempre la necessità di qualcosa di nuovo. In un certo modo ci sentiamo feriti perché non riusciamo a trovare quello che ci rende felici. Non verremo mai accontentati del tutto, ci sarà sempre quella cosa che manca, proveremo sempre quel senso di bisogno.

-Leopardi

Questa va a me. Va ai traguardi persi e alle aspettative vane. Va alle lunghe attese, alle piccole delusioni.
Va a tutte quelle volte che ho pianto da sola, quelle volte in cui ho cercato una spalla confortevole e mi sono ritrovata su un letto di spine. Va a tutte quelle volte che ho sorriso amareggiata e sconfitta e per quante volte ho perso e mi sono sempre rialzata. Va a tutte le volte che ho detto “proviamo” senza aspettarmi niente e in cambio ho ricevuto tutto.

Va a me che sono troppo buona o senza cuore, che non ho eccessi ma nemmeno mezze misure. Va a me che non ho mai rischiato tanto, che mi sono sempre chiusa a chiave il cuore e in qualche modo ho scordato la finestra aperta. Va a tutti i pensieri che ho fatto di farla finita, ai mie peccati, ai sogni che ho inseguito una vita intera.

Questa va ai miei sbagli, alle promesse che non ho mantenuto, alle volte in cui avrei potuto tentare di più o fare di meglio.


Questa va a tutte quelle volte in cui ho sofferto ridendo sempre ad alta voce, in cui ho pensato di non essere abbastanza per niente e per nessuno e non consideravo l'idea che tutto il resto potrebbe non esser stato abbastanza per me.

Questa è per i tramonti sul mare e l'alba su un balcone. È per gli amici che mi hanno accompagnato e per quelli che ho visto andar via senza tornare. Questa è per quelli che sono tornati.

Questa è per me che sono sempre andata avanti senza mai lasciare un pezzo di me sulla strada.

Questa è per me. A me dedico tutto…!

—  SereNere (85-7km)
…non è sempre possibile restaurare i propri confini dopo che sono stati turbati e resi permeabili da una relazione: per quanto ci proviamo, non possiamo ricostruirci nella forma autonoma che in precedenza immaginavamo di avere. Qualcosa di noi si trova adesso all'esterno, e qualcosa di esterno è adesso dentro di noi.
—  Il fondamentalista riluttante - Mohsin Hamid

anonymous asked:

Ti leverei le mutande mentre proviamo a dirci, che ci è sfuggita di mano la situazione ed è meglio non sentirsi

ti toccherei mentre mi urli contro che mi scoperei il mondo 🔥

Lo spettacolo è negli occhi dello spettatore.

Quanto cazzo è vera questa cosa. E capisco, capisco tutto perfettamente. Capisco perché io e lui viviamo su un altro pianeta, perché ci brillano gli occhi ogni volta che parliamo di qualcosa che ci emoziona, perché ci intristiamo quando non vediamo negli altri la stessa curiosità, ma siamo felici e ci basta quando la vediamo l'uno nell'altra.
Mi ricapitano tra le mani vecchi diari in cui è palese che agli occhi degli altri ero spesso ridicola e lasciata nel mio brodo, perché “tanto ‘ste cose piacciono solo a lei”, dalla musica metal ai film ispirati a storie vere ai libri sia fantasy che gialli/storici. Decine di compagni di classe che andavano e venivano, che magari mi trovavano simpatica, ma non condividevano mezzo interesse con me. E la solitudine, la solitudine che provavo nel sentirmi sempre un po’ diversa, il non poter mai parlare con qualcuno di quanto mi piaceva quella cosa senza esser presa per un'aliena venuta da chissà dove…
Bene, ora ad essere “presi in giro” siamo almeno in due. I soliti due che poi guarda caso avevano ragione su tutto, avevano già visto, avevano già capito, ma all'inizio ovviamente erano “quelli strani”, quelli che “solo loro fanno quella cosa, non la fa nessun altro quindi non ne vale la pena”… Quelli che semplicemente non sono dei pecoroni e se qualcosa piace loro lo ammettono senza la minima vergogna.
Sarà la solitudine (ora solo fisica) che per farmi passare il tempo mi fa scrivere qua, però boh, fin da quando lo incontrai capii (da come parlava, come si poneva e via discorrendo) che avrebbe capito i miei disagi e infatti è stato così. E ora vorrei solo un suo abbraccio caldissimo e tanti bacini sulla testa, perché ho freddo e sono triste e non ho voglia di studiare e odio dover stare lontano da lui per questo. Non è il mio compagno di tesi che voglio vedere per il resto della settimana… Anzi… E il fatto che sia praticamente obbligata mi opprime e mi fa sentire totalmente impotente, che per me è sinonimo di infelicità… Non dico che voglio fare sempre il cazzo che mi pare, ma almeno avere possibilità di scelta, di arrivare a dei compromessi…
Basta mi fan male le braccia perché sono in una posizione scomoda e comunque non ho più voglia di scrivere, buonanotte people!

La cosa che mi piace di più del mio rapporto con Pupo è che esplicitiamo tutto, niente resta taciuto e pronto ad arrugginirsi dentro di noi. Mettiamo in tavola sensazioni, pensieri, cose che proviamo, cosa secondo noi c'è nel nostro rapporto e cosa ancora manca. Nessun malumore a corroderci né sentimenti e slanci di coinvolgimento implosi dentro per il semplice timore di sbilanciarsi per prima.

anonymous asked:

Nooo aspetta! Ho più o meno tutti i tipi di social tranne snapchat, anche se ci sto dietro poco (ma perché sono pigra, non figa e meglio degli altri), era per dire che a volte ci sentiamo delle merde senza vita sociale guardando la vita degli altri -

che a loro volta si sentono così e postano foto su foto per dimostrare a se stessi e agli altri che la loro vita è interessante. Non voglio elevarmi a grande sociologa del 21esimo secolo, perciò ho “citato le fonti”, per dire che mi è stato stato esplicitamente spiegato da molte persone qual è lo scopo che si cela dietro snap e simili (in breve, far rosicare). Era un tentativo di dire all'anon di non prendere a modello la vita social(e) degli altri perché è molto illusoria. È una cosa che proviamo tutti, credo, io stessa mi sento così a volte, per questo mi sono intromessa. L'appellativo asocial, poi, arriva dai miei amici, con tono da milanesi imbruttiti (fiiiga non hai snapchat?)ma non mi rende inferiore/superiore. In ultimo, preferisco usare l'anonimo, colpevole, ma non volevo di certo sembrare una faccina grigia alternativa e superiore alle masse, capirai che ambizione. Spero di essermi spiegata con questi mille messaggi (lo so, lo so, sono tanti, scusa!)

Ma sai, le scuse sono più che altro perchè mi obblighi a prendere il pc, a incollarli tutti, e fare sto bordello per rispondere, e già questo è molto simbolico: scrivendo in privato avrei potuto risponderti senza tutto questo stress, e saremmo stati tutti felici. Il fatto dell’anonimo quindi è interpretabile nella mia condizione come un “il tuo stress nel rispondere conta meno del mio possibile stress nel non usare l’anonimo” (anche qui, nessuna critica, è un dato di fatto che tu spero possa leggere come nuovo punto di vista).
Un’ulteriore punto di vista è tutto quello che hai scritto: dove tu dici “dovevo farmi capire”, io dico “sono profondamente sulla difensiva e mi sono sentita aggredita al punto da dover giustificare tutto per filo e per segno”.
Qual è la differenza fra le due cose? Che se veramente il primo pensiero era farsi capire, sarebbe stato scritto tutto, subito, con questi messaggi, senza bisogno di aspettare una mia replica. Averlo dovuto fare ora implica che non era consciamente necessario tanto farsi capire, quanto trasmettere il messaggio che ho detto trasmetteva.
Proprio quindi perchè la vita altrui ti sembra illusoria, non implica che tu non la invidi e che non voglia fare lo stesso. Potrei - azzardo - pensare che tu stessa posti sul tuo blog immagini del genere, e l’anonimato ti tuteli dal mostrare che a prescindere da ciò che dici, come hai detto  fra le righe fai lo stesso.
Non è però importante questo, vorrei fosse chiaro: è più importante il punto principale.
Hai reagito in una maniera profondamente difensiva, e questo può causare negli altri reazioni aggressive nei tuoi riguardi (nel mio caso, io annoto i pattern caratteriali e passo oltre quando non li dico direttamente), e questo può portare ad incomprensione.
Se non ti interessa minimamente di come gli altri ti considerano, non hai bisogno di scrivere tutti questi messaggi.
Se scrivi tutti questi messaggi, allora c’è il rischio che sì, tu abbia questo bisogno.

anonymous asked:

Alessia e serena

“Tu mi hai preso la mano e mi hai detto proviamo,
cosa abbiamo da perdere, è tutto già scritto 
Io ti ascolto sognare, io sono nel sogno 
è per questo che adesso ti dedico tutto.”

Biagio Antonacci, Ti dedico tutto

Bellezza non sono i capelli lunghi, le gambe magre, la pelle abbronzata e i denti perfetti. Fidatevi di me. Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride. Bellezza è la cicatrice sul ginocchio fin da quando sei caduta da bambina. Bellezza sono le occhiaie quando l’amore non ti fa dormire. Bellezza è l’espressione sulla faccia quando suona la sveglia la mattina. E’ il trucco colato quando esci dalla doccia. E’ la risata quando fai una battuta che capisci solo tu. Bellezza è incrociare il suo sguardo e smettere di capire. Bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui. E’ quando piangi per le tue paranoie. Bellezza sono le rughe segnate dal tempo. Bellezza è tutto quello che proviamo dentro e si manifesta al di fuori. Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso, i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano. Bellezza è lasciarsi vivere per quelle piccole fottutissime cose che fanno di una vita la vita
—  Emma Watson
Bellezza non sono i capelli lunghi.. le gambe magre.. la pelle abbronzata e i denti perfetti.. Fidatevi di me. Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride.. bellezza è la cicatrice sul ginocchio fin da quando sei caduta da bambina.. bellezza sono le occhiaie quando l’amore non ti fa dormire.. bellezza è l’espressione sulla faccia quando suona la sveglia la mattina.. è il trucco colato quando esci dalla doccia.. è la risata quando fai una battuta che capisci solo tu.. bellezza è incrociare il suo sguardo e smettere di capire.. bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui.. è quando piangi per le tue paranoie.. bellezza sono le rughe segnate dal tempo.. Bellezza è tutto quello che proviamo dentro e si manifesta al di fuori.. Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso.. i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano.. Bellezza è lasciarsi vivere…

Guardo queste nuvole andare via e scomparire nel vento. Oggi é un giorno diverso. Diverso in tutti i senso. Qui cerchiamo di catturare i sorrisi di ogni istante, così come ci hai insegnato tu. Proviamo a ricordarci che é un giorno come tutti quelli già trascorsi, che sommati fanno quattro anni. Quattro anni che tu non ci sei più. Come corre il tempo. Passasse lento come il tuo profumo, lento per non togliere le tue spazzole da dentro le tue tante borse, i tuoi vestiti da dentro l'armadio, le cose che ti sono appartenute, quelle che non hai mai voluto dare via. Chi avrebbe mai pensato che ad andare via saresti stata tu. Ma oggi aggiungo un posto a tavola e mi siedo accanto a te. O forse mi siedo al posto tuo così ti dico “ciao nonna, scusa, sono in braccio a te”.