protestano

poiciripenso  asked:

Waaf due domande su Hermann Nitsch, che ne pensi? Mi consigli di andare alla sua mostra? (sempre se non la cancellano causa oppositori)

Un pochino mi fa sorridere questo aspra critica per Nitsch, lo confesso. Dopo settant'anni ancora e ancora e ancora sorgono polemiche, suscita scandalo e timore - la dimostrazione perfetta che i tabù non sono cambiati neanche un po’, nonostante di mezzo ci sia passata la moda delle minigonne e l'avvento degli smartphone.

Facciamo un po’ di luce: chi è Hermann Nitsch? È uno degli esponenti dell’Azionismo Viennese. E questa che roba è?
Si tratta di un movimento che sorge negli anni Sessanta: la Guerra con la G maiuscola è finita, ma quella fetta dell'Europa ancora paga uno scotto pesante, ancora è impegnata a rigenerarsi, confrontandosi con lo schiacciante senso di colpa di aver generato il male, incarnato in un omuncolo col baffetto scuro e i capelli impomatati e la convinzione che razza ariana is better.
Non possono più accogliere nella loro arte qualcosa che apparteneva al loro passato, perché il passato gravava come un macigno in ogni angolo, passato significava guerra. Quindi rompono con la pittura da cavalletto, basta, fine. Cercano vie alternative.
E ci vanno giù pesante: azioni scandalose - eleggono il corpo come luogo dell'azione, non più la tela, trattando temi scabrosi, con il deciso intento di rompere tutti i tabù della società borghesecattolicaconservatrice, che soffocava il bisogno di urlare il loro malessere, la loro verità, la loro intimità. Ecco quindi che emergono gli interessi per la sessualità in arte, per l'uso del corpo, per tutti quegli anfratti dell'io che sono scandagliati dalla psicoanalisi. Però anziché scrivere dei libroni sull'interpretazione dei sogni, loro si presentavano in tutto il loro scandalo davanti al pubblico, che restava sbigottito - non sapeva, non capiva, si trovava schiaffata in faccia la realtà nella maniera più brutale possibile, vedeva rivelati i propri segreti più  nascosti, che erano stati costretti a inghiottire senza fiatare, e questo ha generato borbotti critiche disgusto - accuse di perversione e malattia.
Sono azioni violente, è vero, autodistruttive, ma fortemente simboliche. Il carattere sacrificale, liberatorio - può essere collegato al forte senso di colpa di cui alludevo poche righe in alto: occorre sempre calare l'arte nel proprio periodo storico, contestualizzarla ed allacciarla alla realtà sociale che si stava vivendo. Non sperimentavano il dolore, la paura, l'orrido soltanto perché erano delle reginette di Tumblr pseudodepresse, ma perché erano piegati in due dalla realtà che avevano appena visto e vissuto: l'Austria aveva dato i natali a Hitler, era stata inglobata nel Terzo Reich, invasa dagli Alleati fino al 1955 per una liberazione non certo priva di scontri. Sono aggressivi, sono cruenti, sono scabrosi, mantenere lo sguardo su di loro mentre si lacerano la carne, gridano, si fasciano i genitali con eccessiva forza, è estremamente difficile. Protestano, si ribellano alla repressione culturale della società austriaca contro le pulsioni dell'individuo e questo, banalmente, è un meccanismo di difesa: dove erano stati feriti, di fronte al pericolo esterno, reagiscono scatenando le loro pulsioni distruttive - da aggrediti diventano gli aggressori. Ma di loro stessi. Una legge del contrappasso spietata: tu, amica società, mi dici di dover starmene zitto, mi impedisci di parlare del mio corpo, perché fa schifo, perché abbiamo già tanti problemi, perché non è appropriato? Ecco, beccatelo, guardalo: sono nudo, mi sono inciso la carne - guarda! Vuoi vedere anche mentre mi masturbo? Lo fanno tutti a casa, perché lo neghi?
… non fatevi troppe domande sul perché molti di loro sono stati arrestati più volte per aver leso la morale pubblica, eheh.

Insomma: gli azionisti ne avevano bisogno. Era un urlo spietato dove il resto era imbavagliato. La realtà era dura, dolorosa, spaventosa. Non potevano fingere che fosse tutto splendido splendente. Dopo il massacro mondiale, però, l'aggressività viene dirottata all'interno, sul proprio corpo. La morale perde di significato; lo acquisiscono invece gli aspetti più cruenti della vita - non più negati e nascosti nelle mura casalinghe, vengono accettati, vengono esaltati, non più soppressi ma sublimati. Tra l'altro poi, ci domandiamo da dove proviene questa energia, questa nevrosi, questo scandalo: ricordatevi che nella stessa città non troppi anni addietro, era nato un tipo proprio sconosciuto sconosciuto che si chiamava Egon Schiele, eh. E che faceva vedere Schiele che perplimeva tanto il pubblico? Lesbiche che si accoppiano, uomini che si masturbano, .. Perché legittimare una simile verità solo se realizzata su carta? Gli azionisti ereditano quell'energia, ce l'hanno nel sangue, ma la assumono sul proprio corpo.

Hermann Nitsch tra tutti, fondò il Teatro delle orge e dei misteri ( e già il nome deve farvi pensare che non fosse esattamente il teatro dove si esibivano i musical appena usciti ). Rivela nevrosi ossessive, squarta animali, si recide la carne, la lacera, grida: eppure l'orrore diviene, infine, catarsi. Crea repulsione, questo è vero. Ma si attua quella che potremmo definire estetica dell'orrore: lo spettatore si trova spiazzato sconvolto dinanzi a quell'eccesso, eppure quest'ultimo agisce sottilmente e placa l'istinto, tanto dell'azionista quanto del pubblico. È l'origine del teatro greco, amici, niente di inventato da quattro pervertiti del ventesimo secolo. E sempre legato al passato, non possiamo che notare un rimando esplicito, a quella che è la ritualità degli antichi: il sacrificio umano, animale, il dolore per ingraziarsi una qualche divinità, per ripromettersi un futuro migliore, soffrire ora per non soffrire ancora, l'offerta della vita. Immaginate il disagio, il delirio, l'orrore che dovevano vivere. Ma se vi citassi un altro sconosciutone come Pier Paolo Pasolini, e Salò o le 120 giornate di Sodoma - non vi dice niente? Non sono un'esperta di cinema, lungi da me. Ma dopo tutto ciò che ho scritto, non pensate che l'estetica orrorifica sia la stessa?

Pertanto sì. Andate alla mostra di Hermann Nitsch, se potete. Andateci a stomaco vuoto, magari, perché scommetto sicuramente che non si tratti di una passeggiata di salute, e dubito fortemente ci siano unicorni rosa alle pareti. Usciti di lì non direte mai WUOOOH CHE BELLO CHE MERAVIGLIA CHE SPETTACOLO, perché l'arte non necessariamente dev'essere bella per parlarci. E l'azionismo viennese ci parla di una sofferenza che è giusto che conosciamo, per togliere tutti i bavagli al silenzio del passato e dimostrare la maturità del futuro nel saper affrontare un simile disagio senza dire UUH CHE SCHIFO MA CHE ROBA MA NO MA NON SI FA. Magari, chissà, raggiungerete anche voi la catarsi.

( non ho messo immagini di animali e persone squartate perché ho appena finito di pranzare e ci terrei che sia la pasta che la ricotta restino lì nel mio pancino a farsi digerire <3 )

Mi permetto di segnalare anche a rizomatica perché mi ha fatto la stessa domanda: ecco che ne penso degli azionisti.

Questo Stato va abbattuto

Oggi i dipendenti del Comune di Roma scioperano. Quelli che lavorano dalle 11 alle 12, con venti minuti di pausa caffè. Quelli che so nati stressati che non sorridono manco co no stipendio fisso garantito, irremovibile e irrevocabile nonostante lavorino per un comune che ha un buco da diversi miliardi di euro.  No, loro protestano e scioperano, perché vogliono i premi produzione che gli erano stati garantiti, perché loro se li sono meritati.

E se i risultati non sono stati raggiunti (non vi pare chiaro???) la colpa non è mai dei dipententi, che guai a dire che non fanno un cazzo, la colpa è del dirigente coglione, delle buche, dei gabbiani, del governo ladro, del tutto il magnamagna. La colpa non è mai dellanimadellimortacciloro.

E non mi tirate fuori la storia della guerra tra poveri, che ogni volta che la lotta di classe incontra il sindacato e i lavoratori del comune di Roma annichilisce e sprigiona gabbiani