protestano

anonymous asked:

Ciao scusami, ieri mi è capitato di vedere sulla dashboard quello che hai scritto sotto il video ''La trappola'' e sono rimasta colpita, molto probabilmente perchè, quella mattina, io ho visto quel video per la prima volta. quando ci fu il G8 di Genova io avevo 3 anni, e sono rimasta ignara dei fatti fino al primo anni di superiori, esattamente quando mi invitaro a un cineforum per la visione del film della Diaz. e nulla, volevo sapere se avessi voglia di raccontare cosa ne pensavi

Tu hai 18 anni e meriti che qualcuno che abbia padronanza dei fatti più di me ti racconti per bene cosa successe quei tre giorni, però come hai detto hai visto i video, hai letto sicuramente documenti sul web e confido nelle tue capacità di discernere come sia andata tutta la faccenda e cosa abbia comportato.

Io ho davvero difficoltà a raccontare cosa successe, soprattutto per motivi personali e ancora non riesco a farmi un percorso lineare nella mia testa perchè furono dei giorni pesanti, confusi e tristi, prima e dopo.

Mi ricordo il nervosismo e la tensione dell’andata, io avevo 20 anni ancora da compiere, e quasi niente del ritorno e solo che io ringraziavo la madonna e mia mamma ancora quando c’è una manifestazione mi chiama dicendomi ti prego non andare.

I genitori della nostra generazione, non so, vale per me soltanto forse, soprattutto i miei genitori quindi hanno questo senso spiccato di lotta contro il potere, ma adesso anche di una manifestazione contro il parcheggio a strisce blu hanno paura, una fottutissima paura, quando ci fu la manifestazione a Roma contro Bush, forse era il 2004 volle che le telefonassi mille volte e non ci riuscivo perchè anche lì avevano bloccato la qualsiasi e lei è stata tutto il giorno davanti la tv sperando che anche stavolta il morto non fossi io, non ci furono morti, molte guardie, esageratamente molte e uno scontro gestibile, ma null’altro.

Dopo Genova anche il modo di manifestare cambiò, questo lo so, me lo ricordo benissimo.

I fatti di Genova erano figli dei fatti di Seattle, i movimenti dei social forum contro il sistema economico mondiale, e i fatti di Napoli, dove qualche mese prima i grandi del mondo si erano ancora incontrati e ricordiamo che le repressioni delle forze dell’ordine già lì furono assurde, ingiustificate e senza controllo (tutto finito in prescrizione).

Il G8 doveva tenersi in Italia e non si sa, io non so, per quale motivo scelsero Genova come luogo ufficiale.

Genova fu un forte motivo di discussione.

Tieni conto che il governo nuovo si insediò quel giugno, Governo Berlusconi, governo che durò quattro anni, uno dei più lunghi e continuativi, forse il più lungo dopo quello fascista.

Vice Presidente del consiglio era Gianfranco Fini, uno dei mandanti degli abusi, Ministro dell’Interno fu Claudio Scajola, quello dell’attico sul Colosseo a sua insaputa per dire, quello che nei giorni dei fatti di Genova diede ordine di sparare sul corteo, per dire.

Dunque il tutto partì con un governo nuovo di zecca di stampo per lo più fascio/decerebrato, era preceduto dai fatti di Seattle e Napoli che poco lasciavano presagire serenità e in più si discuteva molto sulla scelta di Genova che per la conformazione geografica dava davvero minimo spazio a manovre di contenimento e controllo dei, come si suol dire, più “facinorosi”. Quindi metti tutto questo insieme e immischialo per bene nel grande calderone dei media, di proprietà, quindi tra Rai e Meidaset erano a totale servizio del governo

You know Berlusconi.

I telegiornali paravano solo della pericolosità dei black bloc, della necessità di una zona rosso scuro, una rossa, una gialla, del fatto che di sicuro sarebbero stati giorni di fuoco, che Genova è un posto ostico e i cittadini genovesi sarebbe stato meglio si fossero chiusi in casa barricati. 

E così fu. Il Governo e i media hanno fatto di tutto per rendere quei giorni un inferno, per chi stava lì e per chi a casa guardava dallo schermo e se ci penso, mi do tante di quelle risposte che dovrò chiedere scusa a mia madre fino al mio ultimo giorno di vita.

Solo che questa spinta propaganda e questo stato di terrore iniziato ben prima del g8 trovò la sua esplicitazione nell’operato dell’arma, quelle creature squallide e vili, quei pezzi di merda decerebrati, quei vermi senza anima, quegli esseri cristosanto che se qualcuno di loro è ancora vivo deve spendere tutti i soldi che ha in medicine per la salute, lo dico senza ombra di vergogna e non chiedetemi perchè sono giustificata.

Io non riesco a far uscire dalla mia bocca quello che realmente penso, ma abbiamo avuto come presidente della repubblica uno come Cossiga (Dato che protestano perché in uno scontro violento uno di loro è stato ucciso, un governo interessato al benessere dei cittadini cosa farebbe in un caso del genere? Cercherebbe il dialogo per trovare uno sfogo non violento ai problemi sociali? Non credo proprio, semmai manderebbe dei veicoli blindati ed esaspererebbe la situazione). Abbiamo avuto per altro sempre al governo finchè non è morto in veste di qualsiasi cosa Giulio Andreotti, che insieme a Cossiga stava lasciando morire di fame, caldo, indigenza migliaia di albanesi nello stadio di Bari.

Quindi cosa possiamo aspettarci? Cosa devo dire?

Abbiamo avuto il morto a Genova, permettetemi di dirlo, il morto non è stato il fatto peculiare della situazione di abuso e tortura legittimata che quelle povere anime subirono in quei giorni, perchè purtroppo le guardie ammazzano, purtroppo ammazzano per strada anche per sbaglio, basta vedere cosa successe a Gabriele Sandri e in che modo. Il morto fu conseguenza della situazione di terrore e allarmismo in cui vivevamo noi e anche chi doveva tutelare la sicurezza e come spesso accade tutela male o abusa del suo potere. Quindi il morto, Carlo, è vittima di un’altro problema che abbiamo a prescindere da Genova, e va ad unirsi a tutti gli altri morti ammazzati da chi invece dovrebbe proteggerci.

No, lì a Genova, è quello che successe per le strade che fu qualcosa di clamoroso, quello che successe alla Diaz che fu ingiustificabile e senza senso, quello che poi successe a Bolzaneto che è inspiegabile comunque la si mette, non esiste logica e nemmeno giustizia.

Infatti poteva andare peggio ed è andato peggio, ovvero che quasi tutte le condanne per questi fatti son state evitate per prescrizione,

Non lo so cosa possa passare per la testa di un umano, un comune umano per arrivare ad ordinare e poi anche commettere atrocità del genere, fermare gente a caso e trattenerla per interrogatorio e torturarla, così. Giornalisti, madri padri, ragazzi, studenti, persone comuni innocue, non lo so, davvero, Entrare di notte in una scuola in cui la persone dormono, persone che dormivano, non so se è chiara la situazione e sfasciarle di botte e portarle tutte via nel terrore anche della totale innocenza, così senza dire, senza mai spiegare.

Torture. A gratis. Senza giustizia. Nonostante si sappia tutto. TUTTO.

Purtroppo non ne so parlare perchè so benissimo cos’è successo, so perfettamente come le guardie si mossero per le strade e come decidevano di agire o non agire e come aspettassero e incentivassero gli scontri per poter poi giustificare l’intervento e poi gli interventi che son diventati ingiustificati perchè non avevano materiale su cui lavorare e fare propaganda. 

Volevano uscirne come paese capace di garantire la sicurezza in occasioni importanti, creare il caso e risolverlo, ma hanno creato un mostro più grande di loro e lo hanno risolto in un modo che spero esista un dio per poterli giudicare da dopo morti, credimi.

Non sono la persona indicata per parlarti di certe cose, io dai fasci le botte le ho prese e le guardie mi hanno messo le mani addosso e porto rabbia e rancore e non penso mi passerà mai.

Per me la divisa non ha senso di esistere, come le armi e i soldi.

Scusa la confusione.

Se ce ne fosse bisogno di una prova dell'abisso in cui la mente umana può cadere è proprio di questi tempi moderni quando persone che sono sopravvissute fino alla vita adulta perché vaccinate protestano contro i vaccini. O quando le masse aizzate dagli ambientalisti sono contrarie al nucleare, il sistema di produzione energetico più pulito e più efficiente che l'umanità abbia mai ideato. O quando grazie alla ricerca su animali gli animalisti sono sopravvissuti fino a età adulta e possono continuare a protestare fino a 100 anni o più. O quando nonostante chiunque si possa informare gratis sul sistema più onnisciente che l'uomo abbia mai creato, Internet, la gente continui a informarsi solo grazie a catene di Sant'Antonio su Facebook moltiplicando ignoranza e superstizione su omeopatia, OGM, antivax, nucleare, vivisezione, complottismo. Un giorno quando il mondo sarà distrutto a causa si questi idrocefali che saranno al potere ci guarderemo indietro e ci chiederemo: come è possibile che abbiamo buttato al vento tutto quello che abbiamo conquistato durante l'apice della nostra civilizzazione e lo abbiamo barattato col medioevo?

anonymous asked:

senza creare troppe polemiche vorrei sapere, da te che hai sempre risposto argomentando più che bene le tue risposte, un parere sul muro tra USA e messico, e l'incoerenza messicana nel avere creato anni fa un muro nel confine tra SUD e CENTRO america impedendo l'immigrazione dal sud america verso il messico.

Mi chiedo cosa intendi per incoerenza messicana innanzitutto.
Incoerente è chi dice una cosa e ne fa un’altra grosso modo.
Nel senso, chi è incoerente? Il governo messicano che non vuole pagare il muro? O ti riferisci ai messicani che protestano e non lo accettano?
Perché se ti riferisci ai messicani che non lo accettano e stanno manifestando dovresti ritenerli incoerenti nel caso in cui tu li abbia intervistati uno per uno e ti fossi accertato che ognuno di loro era concorde alla costruzione del muro sul loro confine tra sud e centro america.
A prescindere poi dal muro di cui stai parlando, del perché sia stato costruito o se esiste effettivamente e in che termini, io mi domando come usate le parole.
Incoerente chi?
Il governo dice che non lo paga e non vedo incoerenza, vuoi il muro te lo paghi.
La popolazione non ha costruito muri, se anche qualcuno fosse stato d’accordo dovremmo sapere chi di loro e andare a cercarli tra quelli che oggi non vogliono quello col confine americano e allora sì in quel caso tacciarli di incoerenza, ma nel frattempo potrebbero aver cambiato idea, no?
No?
Parlate senza pensare, senza ragionare, senza mettervi nei panni di.
Ecco spiegato quello che oggi si identifica con l’analfabetismo funzionale, gente che conosce parole e le usa a caso perché non si da il tempo di processarle e ragionarci, non ci si immedesima, non ci si sofferma, non ci si chiede se e cosa si farebbe al posto di, ma sul serio.
A parlare siam tutti buoni.

Dunque, poi semmai parliamo di muri.
I muri veri o ideali che siano non son mai buona cosa a mio parere, semplice.
Le strutture sono vincolanti e limitano e chiudono e peggiorano le persone, non fanno altro che esacerbare i problemi che hanno causato l’isolamento umano.
Io eliminerei anche i muri delle case.
Una volta lessi un tema appeso ad un albero di natale in un centro commerciale in cui una bambina aveva espresso la sua idea di futuro e si rammaricava. Diceva che aveva paura che un giorno saremmo arrivati a costruire le case - stato. Ognuno si faceva le regole e casa sua, si isolava a casa sua e invece di essere un popolo ogni famiglia faceva stato a se e tutti odiavano tutti.
Fantascienza? Se una bambina delle elementari ha potuto produrre un pensiero del genere forse tanto fantascienza non è.

Cosa ne penso.
E’ ignoranza.
Quando ti dico che dobbiamo accoglierli perché dall’altra parte della realtà di questo mondo si muore di fame, chi mi sta di fronte non capisce cosa vuol dire morire di fame.
Morire di fame, letteralmente.
Il mio telefonino è frutto di sacrifici umani e fisici fatti per me da gente che pur lavorando come un animale da soma muore di fame, di mancanza di cure e di sete.
Se non hai visto il dolore con i tuoi occhi o non lo hai vissuto sulla tua pelle e non riconosci l’effettivo privilegio a volte superfluo che hai allora hai paura di perdere questo privilegio e per non perderlo cerchi di tenere lontano il rischio, ovvero l’altro, il diverso, il povero.
Chi è disposto a morire pur di provare una via alternativa, chi è disposto a morire pur di trasferirsi con mezzi di fortuna e abbandonando la propria vita sa che la morte non è la cosa peggiore.
La morte non è la peggior cosa che possa capitare ad un individuo.
La paura di morire è tipica di chi ha la mente chiusa e non va oltre la propria percezione della vita, si ferma al giardino di casa e dentro il telegiornale delle otto.
Ha paura a sua volta di morire di fame, ha paura di morire, perché ha paura di lasciare ciò che ha.
Questo è un limite umano, costruito grazie alle religioni.
Quindi ignoranza e paura di morire.
Per accogliere te devo privarmi delle mie cose e senza le mie cose io potrei morire.
Capire che condividere è naturalmente umano non sfiora nemmeno certe menti.
Non si vive se non si condivide, si respira, ma non è vita.
E’ una vita di merda.
Questo è peggio che morire.

Un mio ex collega con cui sono rimasta molto amica è un ragazzo di qui che prima dell’anno scorso s’era mosso poco, lavorava, lavorava e lavorava e inveiva contro gli immigrati così per sentito dire.
Sempre stato di animo buono non è capace di far male ad una mosca, gentile e compassionevole, ma contro ogni tipo di accoglienza verso lo straniero di turno ancora peggio se musulmano.
Ad un certo punto decide di prendere ferie, due settimane in Brasile.
Torna e aveva maturato delle idee e aveva il viso rilassato e più allegro. Aveva deciso di mollare il lavoro e andarsene in sud america perché s’era reso conto che questa non era vita, non era più quello che voleva.
Ha difatti mollato il lavoro dopo poco e ha preso un biglietto di sola andata per l’argentina (è la terza persona che lo fa da quando lavoro qui)
Passano due settimane e torna perché nel frattempo alcune aziende nei dintorni avevano saputo delle sue dimissioni e gli hanno fatto proposte non rifiutabili.
Ieri lo sento, gli telefono e parliamo di Trump e di tante cose, lui per giocare mi chiama “comunista di merda”, per dire.
Mi racconta che in Argentina la sera in cui arrivò aveva fame e quindi decise di scendere a mangiare al Mc Donald vicino e lì ad un certo punto entra un ragazzo, poteva avere la sua età, nemmeno trent’anni, affamato e rovistava nell’immondizia dentro il locale cercando cibo.
Quasi senza vestiti, senza scarpe e sporco.
Il mio ex collega lo guarda, si alza, prende il suo vassoio e glielo regala, non aveva toccato nulla.
Mi ha detto: credimi sembrava gli avessi regalato un milione di euro e invece non avevo fatto niente, chiunque lo avrebbe fatto.
Io a questa cosa ancora voglio credere.
Voglio credere che l’odio si possa combattere con la conoscenza e l’educazione ad amare.

Siamo un mondo diseducato all’amore, non sappiamo più come si fa qualcuno deve insegnarcelo.

Serve umiltà e non avere timore di morire, ci son cose peggiori della morte.

Un muro per esempio.

poiciripenso  asked:

Waaf due domande su Hermann Nitsch, che ne pensi? Mi consigli di andare alla sua mostra? (sempre se non la cancellano causa oppositori)

Un pochino mi fa sorridere questo aspra critica per Nitsch, lo confesso. Dopo settant'anni ancora e ancora e ancora sorgono polemiche, suscita scandalo e timore - la dimostrazione perfetta che i tabù non sono cambiati neanche un po’, nonostante di mezzo ci sia passata la moda delle minigonne e l'avvento degli smartphone.

Facciamo un po’ di luce: chi è Hermann Nitsch? È uno degli esponenti dell’Azionismo Viennese. E questa che roba è?
Si tratta di un movimento che sorge negli anni Sessanta: la Guerra con la G maiuscola è finita, ma quella fetta dell'Europa ancora paga uno scotto pesante, ancora è impegnata a rigenerarsi, confrontandosi con lo schiacciante senso di colpa di aver generato il male, incarnato in un omuncolo col baffetto scuro e i capelli impomatati e la convinzione che razza ariana is better.
Non possono più accogliere nella loro arte qualcosa che apparteneva al loro passato, perché il passato gravava come un macigno in ogni angolo, passato significava guerra. Quindi rompono con la pittura da cavalletto, basta, fine. Cercano vie alternative.
E ci vanno giù pesante: azioni scandalose - eleggono il corpo come luogo dell'azione, non più la tela, trattando temi scabrosi, con il deciso intento di rompere tutti i tabù della società borghesecattolicaconservatrice, che soffocava il bisogno di urlare il loro malessere, la loro verità, la loro intimità. Ecco quindi che emergono gli interessi per la sessualità in arte, per l'uso del corpo, per tutti quegli anfratti dell'io che sono scandagliati dalla psicoanalisi. Però anziché scrivere dei libroni sull'interpretazione dei sogni, loro si presentavano in tutto il loro scandalo davanti al pubblico, che restava sbigottito - non sapeva, non capiva, si trovava schiaffata in faccia la realtà nella maniera più brutale possibile, vedeva rivelati i propri segreti più  nascosti, che erano stati costretti a inghiottire senza fiatare, e questo ha generato borbotti critiche disgusto - accuse di perversione e malattia.
Sono azioni violente, è vero, autodistruttive, ma fortemente simboliche. Il carattere sacrificale, liberatorio - può essere collegato al forte senso di colpa di cui alludevo poche righe in alto: occorre sempre calare l'arte nel proprio periodo storico, contestualizzarla ed allacciarla alla realtà sociale che si stava vivendo. Non sperimentavano il dolore, la paura, l'orrido soltanto perché erano delle reginette di Tumblr pseudodepresse, ma perché erano piegati in due dalla realtà che avevano appena visto e vissuto: l'Austria aveva dato i natali a Hitler, era stata inglobata nel Terzo Reich, invasa dagli Alleati fino al 1955 per una liberazione non certo priva di scontri. Sono aggressivi, sono cruenti, sono scabrosi, mantenere lo sguardo su di loro mentre si lacerano la carne, gridano, si fasciano i genitali con eccessiva forza, è estremamente difficile. Protestano, si ribellano alla repressione culturale della società austriaca contro le pulsioni dell'individuo e questo, banalmente, è un meccanismo di difesa: dove erano stati feriti, di fronte al pericolo esterno, reagiscono scatenando le loro pulsioni distruttive - da aggrediti diventano gli aggressori. Ma di loro stessi. Una legge del contrappasso spietata: tu, amica società, mi dici di dover starmene zitto, mi impedisci di parlare del mio corpo, perché fa schifo, perché abbiamo già tanti problemi, perché non è appropriato? Ecco, beccatelo, guardalo: sono nudo, mi sono inciso la carne - guarda! Vuoi vedere anche mentre mi masturbo? Lo fanno tutti a casa, perché lo neghi?
… non fatevi troppe domande sul perché molti di loro sono stati arrestati più volte per aver leso la morale pubblica, eheh.

Insomma: gli azionisti ne avevano bisogno. Era un urlo spietato dove il resto era imbavagliato. La realtà era dura, dolorosa, spaventosa. Non potevano fingere che fosse tutto splendido splendente. Dopo il massacro mondiale, però, l'aggressività viene dirottata all'interno, sul proprio corpo. La morale perde di significato; lo acquisiscono invece gli aspetti più cruenti della vita - non più negati e nascosti nelle mura casalinghe, vengono accettati, vengono esaltati, non più soppressi ma sublimati. Tra l'altro poi, ci domandiamo da dove proviene questa energia, questa nevrosi, questo scandalo: ricordatevi che nella stessa città non troppi anni addietro, era nato un tipo proprio sconosciuto sconosciuto che si chiamava Egon Schiele, eh. E che faceva vedere Schiele che perplimeva tanto il pubblico? Lesbiche che si accoppiano, uomini che si masturbano, .. Perché legittimare una simile verità solo se realizzata su carta? Gli azionisti ereditano quell'energia, ce l'hanno nel sangue, ma la assumono sul proprio corpo.

Hermann Nitsch tra tutti, fondò il Teatro delle orge e dei misteri ( e già il nome deve farvi pensare che non fosse esattamente il teatro dove si esibivano i musical appena usciti ). Rivela nevrosi ossessive, squarta animali, si recide la carne, la lacera, grida: eppure l'orrore diviene, infine, catarsi. Crea repulsione, questo è vero. Ma si attua quella che potremmo definire estetica dell'orrore: lo spettatore si trova spiazzato sconvolto dinanzi a quell'eccesso, eppure quest'ultimo agisce sottilmente e placa l'istinto, tanto dell'azionista quanto del pubblico. È l'origine del teatro greco, amici, niente di inventato da quattro pervertiti del ventesimo secolo. E sempre legato al passato, non possiamo che notare un rimando esplicito, a quella che è la ritualità degli antichi: il sacrificio umano, animale, il dolore per ingraziarsi una qualche divinità, per ripromettersi un futuro migliore, soffrire ora per non soffrire ancora, l'offerta della vita. Immaginate il disagio, il delirio, l'orrore che dovevano vivere. Ma se vi citassi un altro sconosciutone come Pier Paolo Pasolini, e Salò o le 120 giornate di Sodoma - non vi dice niente? Non sono un'esperta di cinema, lungi da me. Ma dopo tutto ciò che ho scritto, non pensate che l'estetica orrorifica sia la stessa?

Pertanto sì. Andate alla mostra di Hermann Nitsch, se potete. Andateci a stomaco vuoto, magari, perché scommetto sicuramente che non si tratti di una passeggiata di salute, e dubito fortemente ci siano unicorni rosa alle pareti. Usciti di lì non direte mai WUOOOH CHE BELLO CHE MERAVIGLIA CHE SPETTACOLO, perché l'arte non necessariamente dev'essere bella per parlarci. E l'azionismo viennese ci parla di una sofferenza che è giusto che conosciamo, per togliere tutti i bavagli al silenzio del passato e dimostrare la maturità del futuro nel saper affrontare un simile disagio senza dire UUH CHE SCHIFO MA CHE ROBA MA NO MA NON SI FA. Magari, chissà, raggiungerete anche voi la catarsi.

( non ho messo immagini di animali e persone squartate perché ho appena finito di pranzare e ci terrei che sia la pasta che la ricotta restino lì nel mio pancino a farsi digerire <3 )

Mi permetto di segnalare anche a rizomatica perché mi ha fatto la stessa domanda: ecco che ne penso degli azionisti.

Questo Stato va abbattuto

Oggi i dipendenti del Comune di Roma scioperano. Quelli che lavorano dalle 11 alle 12, con venti minuti di pausa caffè. Quelli che so nati stressati che non sorridono manco co no stipendio fisso garantito, irremovibile e irrevocabile nonostante lavorino per un comune che ha un buco da diversi miliardi di euro.  No, loro protestano e scioperano, perché vogliono i premi produzione che gli erano stati garantiti, perché loro se li sono meritati.

E se i risultati non sono stati raggiunti (non vi pare chiaro???) la colpa non è mai dei dipententi, che guai a dire che non fanno un cazzo, la colpa è del dirigente coglione, delle buche, dei gabbiani, del governo ladro, del tutto il magnamagna. La colpa non è mai dellanimadellimortacciloro.

E non mi tirate fuori la storia della guerra tra poveri, che ogni volta che la lotta di classe incontra il sindacato e i lavoratori del comune di Roma annichilisce e sprigiona gabbiani