promozione

Lettera ad una troia.

Ehi, ti ricordi di me? Ti ricordi quante ne abbiamo passate insieme? Ti prego, dimmi che te lo ricordi. Ricordo ancora quando ci dicevamo che la nostra amicizia era eterna, ricordo ancora tutte le cose che ci raccontavamo, ricordo ancora i nostri abbracci, pochi ma sinceri. Ricordo che ci stavo malissimo quando abbracciavi le altre mentre me mai. Ricordo ancora i nostri pianti, le nostre telefonate quando mi avevano attivato la promozione, le nostre cazzate insieme, le nostre litigate. Sai io ricordo tutto, ma proprio tutto di noi, ricordo quello che eravamo, ricordo chi era invidioso della nostra amicizia. Era tutto perfetto, le nostre uscite, le nostra urla e le figure di merda. Ora fa male. Abbiamo smesso con tranquillità di salutarci. Eravamo tutto, e ora abbiamo rotto un legame così grande che ancora non riesco a crederci. Ogni giorno che passa, sento solo rancore, rancore verso questa amicizia finita così, senza un vero perché. Non eri una semplice amica, eri la sorella che non ho mai avuto. Quella presenza costante che mi sopportava nei momenti di rabbia mischiata ad un po di tristezza. Una ragazza con il sorriso sul volto e con due splendidi occhi di un marrone stupendo. So che non servirà molto chiarire, perchè nulla tornerà mai come prima, non saremo più come prima. Ho visto che ora hai trovato nuove migliori amiche che mi sostituiscono e sono contenta per te, l’unica cosa che mi fa stare male è il fatto che hai dimenticato quelle vecchie. Hai dimenticato le nostre promesse, i nostri “per sempre”, i nostri “ti amo”, i nostri “non ti dimenticherò mai”. Ma vabbè, a volte le amicizie si interrompono così, perchè intervengono altre amicizie, che consideriamo più importanti al momento, che entreranno a far parte della nostra vita. Sai è così difficile da accettare per me. È difficile accettare il fatto che ognuna ha preso una strada, una strada che non è quella insieme, no, ognuna ha preso una strada diversa. Non volevo e non avrei mai immaginato sarebbe finita così. Quando vedo i tuoi stati di facebook continuo a pensare: ‘e io? Io le manco? Troverò mai uno stato dedicato a me?’ E invece no, non è mai successo, e so che mai succederà. Ora hai loro, e io non ti manco per niente, hai una vita felice anche senza di me. Più felice di quando c’ero io oserei dire. Ho vissuto finora nella speranza che tu un giorno fossi potuta ritornare dopo tutte le volte che sono tornata io, mandandoti poemi strappalacrime, che ora considero tempo sprecato, perché un ‘noi’ non esiste più. Poi mi viene in mente ciò che ti ho fatto e ciò che tu hai fatto a me. Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo nostro abbraccio su per la collina quel giorno che pensavamo di avere chiarito una volta per tutte non ti avrei lasciata più andare. Ora quando sento pronunciare il tuo nome da altre persone a me vicine mi viene un colpo al cuore. I miei amici hanno smesso di chiedermi se mi manchi perchè sanno già la risposta. Da quando non ci parliamo più sono cambiata, sono una persona diversa, forse se mi parlassi adesso non mi riconosceresti. In questo periodo le cose sono cambiate. A volte piango. Piango perché oramai di te è rimasto solo un ricordo. Un ricordo che fa male e sorridere allo stesso tempo. Che poi tu non hai mai avuto bisogno di cartelloni sotto casa per mostrarmi il tuo affetto. Tu eri tu, e a me bastava. Tu eri quella che mi faceva una faccia scema quando stavo male, e a me veniva voglia di abbracciarti e di stritolarti anche se il mondo mi crollava addosso. Nonostante nella mia vita ci sono e ci saranno altre persone, forse anche più importanti di te non ti dimenticherò mai. Scusami per non essere stata abbastanza. Volevo solo che sapessi che manchi, e non poco. E’dura notare che per te non è lo stesso. Come si fa a dimenticare quei pomeriggi passati a parlare, di cose serie, stupidaggini, amori sbagliati. Quante foto abbiamo insieme, ormai sono le uniche cose che restano di noi. Ormai sei diventata un ricordo, uno dei tanti. È da un po che non parliamo,ma volevo dirti una cosa. Sei cambiata,fino a dieci mesi fa eri diversa. Ci sentivamo tutti i giorni, e se non mi scrivevi lo facevo io. Ora invece siamo lontane,ma non fisicamente,proprio in senso metaforico. Ma il problema è un altro, siamo sempre state troppo orgogliose. Io non so perdonare. Tu neanche. Uscivamo, ci prendevamo la granita alla fragola, la nostra preferita, ci sedevamo sulla nostra panchina e ridevamo fino alle lacrime.

Te li ricordi quei momenti?

Io si.

Non credo di volerli dimenticare.

Ti ricordi quel giorno di pioggia? eravamo fradicie ahahha, la gente ci scambiava per immigrate che avevano appena perso il loro gommone

Vorrei parlarti ora.

Perchè mi sento sola e tu mi capiresti.

Vorrei spiegarti cosa mi è successo in questi dieci mesi, quante cose ho passato senza di te, quante volte mi sono girata per poi ricordarmi che tu non sei più accanto a me.

Quante volte ascoltando una canzone ho pensato a te per poi cercare di scacciarti dalla mente come si fa con le mosche fastidiose.

Ci siamo perse pezzi della nostra vita.

Li abbiamo abbandonati sul ciglio della strada.

Ci siamo divise.

Ci siamo perse.

E abbiamo deciso di non ritrovarci più.

Se ci incontriamo per strada fissiamo il display facendo finta di messaggiare con qualcuno.

Ci siamo cancellate.

Sei passata troppo in fretta.

Ma è così facile chiudere i rapporti con le persone?

E’ davvero così semplice dimenticare i ricordi con qualcuno?

Scordare le risate e i pianti fatti insieme?

E’ così semplice passare accanto a qualcuno che fino a poco tempo prima era importante e non dire nemmeno “ciao”? O non fermarsi nemmeno a guardarlo negli occhi?

Ci vuole forza per non piangere con un ricordo.

Ci vuole forza per non sorridere ricordando una battuta.

Ci vuole forza per non guardare nemmeno da lontano qualcuno di importante.

Ci vuole davvero tanta forza.

Ed io non sono forte.

A volte riguardo le foto e in quelle foto noi siamo ancora amiche.

Migliori amiche.

Come sorelle.

Non siamo disposte a perdonarci.

Non so perdonare, te l’ho detto, e tu lo sai, lo sai perchè mi conosci troppo bene.

Però a volte manchi.

E questo no, non lo sai.

E non credo di dirtelo mai.

Lo scrivo e basta.

Che a dirle ad alta voce le cose diventano troppo reali.

E fanno paura.

Ed è strano, sai? Ti odio, eppure mi manchi.  Eri la ragazza con il sorriso sul volto e con due splendidi occhi di un castano intenso, che ingannavano chiunque. La ragazza che si vedeva “grassa”, “inutile”, “sola” poiché non riusciva a vedere l’amica che avrebbe dato qualsiasi cosa per renderla felice. Non credo che mai riuscirò a dimenticare questi momenti,  a dimenticarti. Maledetto il giorno in cui ti ho detto di cancellarmi dalla tua vita.  Spesso le persone non comprendono quello che hanno davanti e spesso non lo apprezzano. Ho imparato ad andare avanti anche quando l’unica persona con cui vorresti parlare è la stessa che ti ha ferito. Ho imparato che più dai e meno ricevi. Che ignorare i fatti non cambia i fatti. Che i vuoti non sempre possono essere riempiti. Che le grandi cose si vedono dalle piccole cose. Che la ruota gira, ma quando ormai non te ne frega più niente. Non sentirò mai più la tua risata causata da una delle mie trovate, non riuscirò mai ad accettare del tutto l’abbandono della nostra grande amicizia. Ogni tanto mi chiedo perchè le nostre strade si sono divise. Poi penso a quando litigavamo per qualsiasi cosa. Quando mi dicevi cosa dovevo fare. Quando io mi lasciavo condizionare. Sicuramente sai che questo che sto scrivendo è per te, ma come hai sempre fatto lo eviterai e sicuramente mi sfotterai.  Era tutto perfetto, le nostre uscite, le nostre dormite, le nostre feste, le nostra urla mentre vedevamo film paurosi insieme. Ora, ora fa male. Ogni volta che ti vedo, e cazzo si, fino a pochissimo tempo fa eravamo vicine di casa. Eravamo tutto, e ora abbiamo rotto un legame così grande che ancora non riesco a crederci. So che non servirà molto chiarire,e infatti non te lo chiedo minimamente. Nemmeno io voglio farlo. Lo so che ti piacerebbe vedermi piangere, lo so che mi detesti, lo so che se stessi bruciando e tu avessi la possibilità di salvarmi ti gireresti dall’altra parte senza alcun rimorso e forse in effetti lo farei anch’io ma quello che sto cercando di dire è che mi mancano tutti quei pomeriggi vissuti, passati assieme a ridere  a crepa pelle con lunghe serie di figure di merda e di facce strane..mi manca vederti fare tutte le tue pazzie: rotolarti,baciare i pali, fare il,ehm,quello che si puo definire un cane in calore(?) addosso a tutti quanti.

Eppure no, non tornero’ strisciando, non ti darò mai questa soddisfazione. Devi solo ringraziare te stessa, sei tu che mi hai reso piu forte. 

Non sono delusa perchè è finita, un po’ me l’aspettavo. Sono delusa per come è finita. Sai, per quello che avevamo avrei voluto almeno una degna fine. Che ne so, magari un addio, o magari sai, non mi sarebbe dispiaciuto salutarti se ti vedo passare per strada. Niente di che, giusto due chiacchiere per aggiornarci della vita dell’altra, perchè a me questa cosa qui che facciamo di comportarci come se non ci fossimo mai viste prima, un po’ fa male.

Ma sappi che non mi manchi tu, mi manca quello che eravamo insieme.


Baci goblin,

  Il tuo troll, o meglio, quella stronza della tue ex migliore amica.



uncadaverechecammina

Campagna di promozione sociale a favore della tutela della lingua italiana

con tanto di crossover trash perché sì

Ogni giorno, la nostra preziosa lingua illustre, cardinale, regale e curiale, nonché lingua più bella del mondo (in vena di modestie, sì), viene crudelmente seviziata e maltrattata sotto gli occhi di moltissima gente che spesso, invece di difenderla, rimane in un freddo silenzio. 

Non restare indifferente: la tua omertà non fa che contribuire a questo crudele scempio. Quando qualcuno le fa del male, salvala; istruisci anche il tuo prossimo.

Aiutaci a difendere la nostra splendida lingua.

Ai maschi, da bambini, insegnano che le femmine non si picchiano neanche con un fiore. Da piccolo mi chiedevo il perché, visto che alle bambine il contrario non lo insegnano mica. Se ci educano da subito a non esercitare aggressività sull’altra metà del cielo è forse un indizio: l’idea che un germe di violenza abiti dentro ogni maschio, o questa cosa non avrebbe motivo di esser detta, nemmeno scomodando i fiori.
L’ombra del femminicidio, nella vita delle bambine, compare altrettanto presto.
Cresce piano, seguendo percorsi quasi obbligati, quando educhiamo le nostre figlie a esser docili, mentre ai maschi viene concesso con più facilità di essere indisciplinati e liberi. Quando, durante l’adolescenza, le femmine che sperimentano la propria sessualità vengono considerate ragazze facili, invece per i maschi sembra appartenere all’ordine delle cose. L’ombra si addensa ogni volta che, a parità di bravura, per una promozione viene scelto un uomo, ogni volta che a una donna, durante un colloquio di lavoro, viene chiesto se ha intenzione di avere figli, mentre agli uomini questa cosa non viene chiesta mai, come se i maschi fossero esentati dalla paternità, che tanto ci sono le femmine ad alleggerirli dalla zavorra famigliare. Ogni volta che, di una madre che torna tardi dall’ufficio, si pensa che sia una mamma disattenta, mentre un padre che fa la stessa cosa è solo un poveretto che si sta ammazzando di lavoro in nome della famiglia.
L’ombra si allunga quando, sposandosi, le donne si vedono costrette a rinunciare a parte della propria identità, cambiando il cognome in favore di quello del marito, mentre si insinua che senza un uomo a fianco valgano meno, che il mondo mica lo possono affrontare da sole. Quando, per descrivere una stessa condizione, si usa “scapolo” per gli uomini e “zitella” per le donne, dove la prima parola viene associata a una vita traboccante di potenzialità sentimentali, e la seconda indica un’inesorabile data di scadenza. Quando il rosa viene definito in automatico il colore “delle femmine”, mentre per esempio le mie tre bambine, come colori preferitissimi, hanno: il viola, il giallo e il rosso. Perché, come mi ha spiegato una volta Ginevra a cinque anni: “I colori sono solo colori, sai?”.
L’ombra dilaga ogni volta che pretendiamo di far accettare il ricatto che identifica la femminilità con l’esser sempre docili, oppure quando, al contrario, di una donna efficiente in ambito professionale si dice che è una che ha le palle, come se essere determinati nel proprio lavoro significasse trasformarsi in uomini. Quando, di fronte a uno stupro, si sottintende che una gonna corta o un paio di jeans abbiano fatto la differenza.
Ma l’ombra più scura è quel pregiudizio che ci porta a concepire ogni donna come costola di un uomo, in cui si accetta una logica maschile basata sul possesso, anche sentimentale, e un destino femminile basato sull'accoglienza e sulla sopportazione.
Il femminicidio, non a caso, si concretizza spesso quando una donna si permette di dire a voce alta, forse per la prima volta, il suo: “No!” di fronte a un uomo. Un rifiuto che per un maschio, per quanto si consideri evoluto e rispettoso, suona sempre inatteso, addirittura ingiusto.
Certi uomini, quando quel “no” arriva, lo percepiscono come un’offesa personale, una ribellione inaccettabile. Quasi un’onta. E le onte si possono lavare solo col sangue, coprire con i lividi, cancellare con l'acido, purificare col fuoco. Senza destare stigmatizzazioni unilaterali. Con qualcuno che riconosce addirittura giustificazioni.
Qualche giorno fa un marito ha ucciso la moglie a coltellate, abitavano a dieci chilometri da qui.
Stamattina in edicola un signore commentava, a proposito dell'assassino: “Eh, ma in fondo l'era un bravo butél”. Un bravo butél è un’espressione che si usa da noi, equivale a: brav’uomo. Si usa come attenuante universale in varie occasioni. Sta a indicare che puoi commettere un errore, essere razzista il giusto, omofobo senza esagerare, dare qualche buffetto alla moglie, magari frodare il fisco, perfino compiere un omicidio volontario ma restare, tutto sommato, una brava persona. Uno che, in fondo, va compreso, nonostante gli eccessi.
Questa è la distorsione più pericolosa.
Se accoltelli tua moglie, se bruci la tua compagna – è surreale doverlo specificare – una brava persona non lo sei. Perché essere brave persone non è un’inclinazione naturale, ma una scelta culturale.
Il femminicidio, per cominciare, si può dunque disinnescare solo smettendola con gli alibi. Iniziando a capire che mentre essere maschi è una questione di sessualità e ha a che fare con quel che la vita ha scelto per noi, essere uomini è invece una questione di responsabilità, e ha a che fare con quel che noi, ogni giorno, scegliamo per la nostra vita.
Lavoriamo su questo, anche per i nostri figli.
Anche per le nostre figlie .
—  Matteo Bussola
Lucy in the sky with plasmon

Scrivo questo post perchè mi serve una mano: oggi credo di aver rotto il mio cervello. 

O almeno la parte che mi rendeva, fino a stamattina, un produttivo e integrato membro della società. Vedete, è dura spiegare cosa sia successo senza un doveroso preambolo: da ormai alcuni mesi sto sperimentando sostanze psichedeliche, nello specifico LSD. 

Ora, non sono certo qui per fare promozione, anche se penso che tutti quanti un giro su quella giostra dovrebbero farselo. Voglio dire, prima di partecipare al blue whale forse dovreste prendere in considerazione l’idea di prendere un acido, magari imparereste qualcosa, e se non imparate un cazzo, allora siete abbastanza scemi per farvi convincere da un brufoloso hacker russo a camminare sulle rotaie del treno. Addio e grazie per tutti gli hashtag.

Ad ogni modo oggi avevo la giornata libera da impegni, per cui ho deciso di farmi una chiacchierata con dio, ed appena ho finito di pulire l’appartamento ho preso due fogli, messo su Bowie nello stereo e mi sono coricato sul divano. Nelle due ore successive mi sono sciolto nell’aria e confuso alle note di ziggy stardust, sono stato risucchiato fuori dalla finestra del salotto e sono volato sopra i tetti del mio quartiere come polline a primavera, fino a che la mia cazzo di natura di essere umano non mi ha richiamato alla base. Avevo fame. O come disse quella zoccola dei ferrero rocher “voglia di qualcosa di buono”.

Ma ahimè, complici la fottuta prova costume ed un matrimonio incombente, la mia dispensa era ricca di verdura, ma un cazzo che fosse ascrivibile alla suddetta categoria, ammesso che per “qualcosa di buono” voi non intendiate una zucchina su per il culo.

Sarei potuto uscire, ma ero terrorizzato dall’idea di presentarmi davanti al cassiere del supermercato. Chissà cosa avrebbe pensato, come avrebbe reagito. Meglio evitare, meglio stare nascosto. E così colto dallo sconforto mi sono messo a lavare i piatti.

E mentre lavavo i piatti, la mia testa non stava ferma. 

E’ forse qualcosa di cui mi vergogno? No. 

Sto facendo del male a qualcuno? No.

Mi rende una persona migliore? Sì.

Mi rende felice? Sì.

Ed allora qual’è il problema? E’ che ci sono leggi, morali, costumi, che dicono che ciò che fai è sbagliato. Che te ne devi vergognare. Che devi abbandonare ciò che ti rende felice perché qualcuno ha deciso, non sappiamo bene come e quando, che tutto ciò è sbagliato. Anche se non fa male a nessuno.

No, mi dispiace. Mi dispiace che ci siano delle leggi, delle morali, delle religioni, dei costumi, delle aspettative nei miei confronti che dicono che non posso essere felice nel modo che voglio. Mi dispiace perchè so che ci credete e non voglio contrariare nessuno. Ma io non ho firmato un EULA quando sono nato, non ho venduto le chiappe alla Apple ne tantomeno il mio cervello allo stato civile. Sono solo nato, queste regole non le ho chieste io.

Ed ho capito che questo sentimento è quello che accomuna tutti coloro che si ribellano. Quando realizzi che nessuna legge, regola e convenzione è talmente importante da poter prevaricare la felicità delle persone e la loro possibilità di condividerla col mondo. Perchè siamo generazioni cresciute con il terrore di condividere le nostre passioni perché le regole del mondo dicono che non va bene. Lasciamo gli altri a brancolare nel buio, alla ricerca casuale di un modo per darci gioia, per poi lamentarci che nessuno sa capirci quando basterebbe soltanto dirglielo.

Cristo è come se ci fosse una legge contro la condivisione della posizione del punto G.

Per cui mi spiace, di cuore, ma non spenderò più un solo giorno a rispettare queste vostre regole, se mi impediranno di essere felice senza garantire la felicità di nessun altro nel mondo.

Ho chiuso l’acqua e forte di questa convinzione sono emerso dal mio appartamento, senza paura, senza ansie. Felice. Sono sceso al supermercato e ho preso una confezione di biscotti per l’infanzia, un barattolo di nutella e dopo 3 pin del bancomat sbagliati sotto lo sguardo attonito del cassiere, e una corsa per recuperare la nutella che ho dimenticato in cassa, sono andato al parco a mangiarmeli al sole con tanti cazzi di matrimonio e prova costume.

Ed ora sono qui sul letto, che penso a quando sarò in ufficio lunedì, e dovrò maltrattare il prossimo per una consegna in ritardo. Come farò, sapendo che nulla è più importante della felicità altrui? Come farò a provare passione per gli incassi di una multinazionale, per la mia carriera, per “il cliente ha sempre ragione”? Come farò a ricomporre il mio cervello nello stesso modo in cui funzionava fino a ieri?

In tutta onestà, spero di non riuscirci.

E spero che anche gli altri cervelli, si rompano allo stesso modo, se già non lo sono. E che invece di arrabbiarci per leggi, morali, religioni, nazionalità impariamo tutti quanti a condividere ciò che ci rende felici col mondo ed a non giudicare ciò che rende felici gli altri, perché in questi comportamenti sta il vero dramma della solitudine umana.

Però non andate a intasare le casse dei supermercati tutti schizzati, quello farebbe incazzare anche me. Biscotti e nutella, comprateli prima. 

Si mi prenderete per pazza, ma la scuola mi mancherà. Si perchè le amicizie più belle, quelle più profonde, nascono in un recinto di mura che noi definiamo “carcere”, nascono nel bel mezzo di un regno di streghe, mostri, a volte anche qualche elfo che sembra innocente, ma non lo è, aiutanti e buonissime trecce con kinder bueno, insomma questo posto è la scuola ed è il mezzo di comunicazione più efficace da sempre …Le amicizie più belle nascono qui, quando insieme si lotta per la promozione o almeno al debito formativo, per raggiungere obiettivi importanti come presentarsi in pigiama, farsi valere con un professore, confessarsi con i “bidelli”, piangere o consolare un compagno in un giorno che non va, svenimenti casuali in ore tattiche, nidi di api che suggeriscono di evacuare la classe, capelli che prendono fuoco, foto dell'annuario in cui sembri essere un fotomodello …Esperienze indimenticabili nei bagni, (che diventano una seconda casa). La collaborazione durante i compiti, i metodi infallibili per suggerire alle interrogazioni, le corse nei corridoi, le file alle macchinette e al bar, le smorfie dei professori e i loro modi di dire … La scuola è un mondo a parte e i compagni diventano una seconda famiglia con cui poter affrontare tante avventure econ cui poter crescere …Sarò anche pazza, ma ammetto che mi mancheranno parecchie cose
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[STARCAST] VOLIAMO IN ALTO! IL SET PER IL SERVIZIO FOTOGRAFICO PER IL NUOVO ALBUM DEI BTS “WINGS”! 161006

I BTS torneranno il 10 ottobre con il secondo full album “WINGS” dopo due anni dall’uscita del loro primo vero full album “DARK&WILD”.

I BTS ci hanno incuriositi con la frase “Boy meets what?”, quindi cosa incontrano i BTS? Hanno detto che i giovani ragazzi hanno incontrato la “tentazione”.

Non volete scoprire come i BTS hanno espresso questo incontro dei ragazzi con la tentazione? ANDIAMO ANDIAMO~!

Capitolo 1: Suga con i capelli neri

Suga è solito avere una carnagione chiara ma dopo aver tinto i suoi capelli di nero è come una bianca perla di giada!

Suga con un’atmosfera misteriosa crea scatti con luce e piano

Voglio essere sepolto nell'atmosfera chiamata Suga…*


Capitolo 2: Rap Monster sta diventando più adorabile

Rap Monster stava guardando il servizio di Suga. Era nervoso per la grandezza del set! Questo enorme set è…

Specchi ovunque!! Calchi in gesso rotti!!

Wahaha -> Ehehe -> (sconvolto) (non l’ho fatto io)

Posso vedere me stesso anche se mi giro verso questo lato e anche quest’altro lato! Woah?!


Capitolo 3: Il nostro maknae è una celebrità.

Jungkook sta aspettando pazientemente il suo turno

Jungkook ha 1000 facce diverse /~_~/

J Hope e JImin sono venuti a vedere come sta andando il loro maknae. E in quel momento, Jungkook…

Sta posando in questo modo figo :-D


Capitolo 4: La mela è rossa ~ La mela appartiene a Jimin~

Ha creato un cuscino di mele per rendere più facile il servizio fotografico

È una mela vera o una mela finta? Fammi provare

È una mela vera!


Capitolo 5: Oggi V è più bello di ieri

V sta pensando a come posare per le sue foto mentre osserva il set

Fa domande al fotografo e poi si prepara per il servizio

Omg ;; V oppa ;; zzang ;;

OMG oddio! Ci sono due V! (nope)

Troppo bello…troppo freddo…I NEED U, V……*


Capitolo 6: Diario di osservazione – Jin durante il suo tempo libero e quando sta scattando foto

È magnifico….

ㅇ_ㅇ??????

È meraviglioso anche mentre controlla le foto…

Jin: Yay, lieshoot! (significa tempo di sdraiarsi [lie down] per il servizio fotografico [photoshoot])

È davvero bellissimo….

Stanco ;3;


Capitolo 7: Elettrizzante! Sempre nuovo! Hobi Hobi è il migliore!

L’ultima persona ad apparire è J Hope! Diversamente dalla sua normale immagine adorabile, i suoi occhi erano pieni di emozioni

J Hope posa con il quadro che è anche apparso nel loro video

Elettrizzante! Sempre nuovo! Il bellissimo Hobi è il migliore!


Ultimo capitolo: Lieshoot di gruppo!

Ogni membro indossa un pigiama lucido ed è sdraiato nel letto

Mr. A controlla la posizione, Mr. B posa in una bellissima posizione dormiente, Mr. C e Mr. D si preparano davvero per dormire, Mr. E è davvero assonnato, Mr. F ha detto che chiuderà solo gli occhi ma sembra che stia dormendo davvero, Mr. B e Mr. G stanno guardando gli insetti che volano – wow! Un sacco di stili diversi!

Titolo: Papà ha provato a mettere a letto suo figlio ma si è addormentato per primo

I BTS stanno ufficialmente iniziando la promozione per il loro album! Le loro foto sono belle ma dicono che le esibizioni e le canzoni lo saranno ancora di più ~~!!?

Per favore aspettate con impazienza l’album e il video che usciranno il 10 ottobre ^0^

Bangtan Bangtan BangBangtan!
Starcast non può finire qui, giusto!? Iniziamo con gli scatti bonus!

Dietro le quinte/Cose che i BTS fanno quando il servizio finisce

Tipo 1) controlla

Tipo 2) Selca time

Tipo 3) Jaam. Jaam. (abbreviazione di jAAMkkan jAAMdeulm = addormentarsi per un po’)

Tipo 4) Festeggia la fine


Dietro le quinte/Cose fatte da Jimin che era il più indaffarato sul luogo del servizio

1)      Incontro con la celebrità

Wow, lui è una celebrità! (questo è quello che Jimin ha detto davvero)


2)      Makeup artist

Perché le facce dei nostri membri sono importanti


3)      Art team staff

Jimin: …….. (guardando)

4)      Guardando

5)      Supportare il suo amico

V: Oh, Mr. Park ~


6)      Monitorare gli hyung

Jimin: Hobi hyung è davvero bellissimo….


7)      Bagno con le bolle

Ma c’erano solo bolle…*


8)      Creare cacca di bolle (fatta a mano)


Traduzione a cura di Bangtan Italian Channel Subs (©ChiaraC) | Trans ©PEACHISODA

SE PRELEVATE DAL NOSTRO TUMBLR CREDITATE

andreabarzagli15: Venti anni fa festeggiavo una straordinaria promozione in C2 con la Rondinella Impruneta. Miei compagni di squadra Baroni e Semplici, oggi protagonisti di una grande promozione in Serie A: ne sono felice e gli faccio i miei complimenti. Non vedo l'ora di reincontrarli nuovamente. Da avversari. Sul campo. (via Instagram)

[ARTICOLO] Il Professor Hong Seokkyeong della Seoul National University ha pubblicato un articolo sui BTS sul Korea JoongAng Daily

“La straordinaria ascesa dei BTS”

““Wings”,  l’album 2016 del gruppo K-pop BTS, vola in alto. L’album ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo ed ha fatto vincere ai BTS il premio “Top Social Artist” ai Billboard Music Award con una percentuale del 75% su 300 milioni di voti. Senza alcuna promozione negli Stati Uniti, nè alcun video virale alla “Gangnam Style”, i BTS sono ascesi alla fama col potere della loro musica e della comunicazioen diretta con i fan di tutto il mondo attraverso i social media.
I ragazzi BTS cantano in coreano e il gruppo non ha nessuna canzone con testo in inglese destinata al mercato americano. Ciònonostante sono stati molto lodati per il loro talento musicale e la loro capacità di comunicazione. “Non abbiamo bisogno di sapere la lingua per percepire la passione di questi giovani, emergenti artisti”, recita un commento. “Un approccio grezzo alla cultura da parte di una generazione giovane”, dice un altro. “I BTS non escludono i fan che non conoscono il coreano”.
Anche senza questo premio molto prestigioso, sono sempre stato molto curioso nei confronti dei BTS sin dal loro debutto. Trovo ironico che questo “idol group” costruito da e per l’industria del k-pop, faccia musica hip-hop che richiede sincerità. Il loro nome “Bulletproof” mi porta alla mente la cultura militare, ben distante dalla creatività, e “Boy Scout” suona così rigido e serioso. Il fanclub si fa chiamare “Army”.
La lista riguardante l’ironia di questo gruppo si allunga guardando ai loro concerti e video musicali. Gli piace indossare uniformi, ma allo stesso tempo decolorare i capelli in colori chiari e accesi, e ballare energeticamente. All’apparenza sembrano la tipica boy band, ma tutti i componenti partecipano alla creazione delle loro canzoni. Le loro coreografie sono intense e richiedono un alto livello di maestria, ma alcuni membri dicono di non essere ballerini nati e che han dovuto resistere ad allenamenti estenuanti.
Ma più di tutto, la loro musica non rifugge da sentimenti quali la frustrazione, la rabbia e la coscienza sociale che tantissimi giovani condividono al giorno d’oggi, a differenza di canzoni di altri gruppi che toccano principalmente argomenti come il lusso, il far festa, l’amore e le rotture. Molti critici stranieri hanno lodato i BTS come artisti socialmente consapevoli.
Verso la fine del 2016, quando i protestanti accesero le candele a Gwanghwamun e cantarono canzoni di protesta democratica degli anni ’80 e ’90 contro la presidentessa Park Geun-hye, il music video dei BTS “Not Today” era in tendenza su Youtube. La canzone chiamava i giovani di tutti il mondo a schierarsi tutti insieme contro il neoliberalismo. I BTS stanno aprendo la prima porta ad una Korean Wave che è ai margini della cultura mainstream. “

HONG SEOK-KYEONG
Professore del Dipartimento di Comunicazione alla Seoul National University”

Traduzione a cura di Bangtan Italian Channel Subs (©Autumn) | ©KoreaJoongAngDaily

kyaranflowers  asked:

Detto da salernitana, a salerno SCHIFANO il napoli. :^(

Mi sarebbe sembrato strano il contrario! Poi la rivalità tra Salerno e Napoli è famosissima (anche se non più di tanto a Napoli, è più una roba di Salerno da quel che ho capito, almeno attualmente). 

Io comunque a prescindere simpatizzo per tutte le squadre campane, infatti incrocio le dita per il Benevento che potrebbe avere la promozione in A–

Ehi, ti ricordi di me? Ti ricordi quante ne abbiamo passate insieme? Ti prego, dimmi che te lo ricordi. Ricordo ancora quando ci dicevamo che la nostra amicizia era eterna, ricordo ancora tutte le cose che ci raccontavamo, ricordo ancora i nostri abbracci, pochi ma sinceri. Ricordo che ci stavo malissimo quando abbracciavi le altre mentre me mai. Ricordo ancora i nostri pianti, le nostre telefonate quando mi avevano attivato la promozione, le nostre cazzate insieme, le nostre litigate. Sai io ricordo tutto, ma proprio tutto di noi, ricordo quello che eravamo, ricordo chi era invidioso della nostra amicizia. Era tutto perfetto, le nostre uscite, le nostra urla e le figure di merda. Ora fa male. Abbiamo smesso con tranquillità di salutarci. Eravamo tutto, e ora abbiamo rotto un legame così grande che ancora non riesco a crederci. Ogni giorno che passa, sento solo rancore, rancore verso questa amicizia finita così, senza un vero perché. Non eri una semplice amica, eri la sorella che non ho mai avuto. Quella presenza costante che mi sopportava nei momenti di rabbia mischiata ad un po di tristezza. Una ragazza con il sorriso sul volto e con due splendidi occhi di un azzurro stupendo. So che non servirà molto chiarire, perchè nulla tornerà mai come prima, non saremo più come prima. Ho visto che ora hai trovato nuove migliori amiche che mi sostituiscono e sono contenta per te, l’unica cosa che mi fa stare male è il fatto che hai dimenticato quelle vecchie. Hai dimenticato le nostre promesse, i nostri “per sempre”, i nostri “ti amo”, i nostri “non ti dimenticherò mai”. Ma vabbè, a volte le amicizie si interrompono così, perchè intervengono altre amicizie, che consideriamo più importanti al momento, che entreranno a far parte della nostra vita. Sai è così difficile da accettare per me. È difficile accettare il fatto che ognuna ha preso una strada, una strada che non è quella insieme, no, ognuna ha preso una strada diversa. Non volevo e non avrei mai immaginato sarebbe finito così, senza nemmeno un addio. Quando vedo i tuoi stati di whatsapp continuo a pensare: ‘e io? Io le manco? Troverò mai uno stato dedicato a me?’ E invece no, non è mai successo, e so che mai succederà. Ora hai loro, e io non ti manco per niente, hai una vita felice anche senza di me. Più felice di prima quando c'ero io oserei dire. Ho vissuto finora nella speranza che tu un giorno fossi potuta ritornare dopo tutte le volte che sono tornata io, mandandoti poemi strappalacrime, che ora considero tempo sprecato, perché un 'noi’ non esiste più. Poi mi viene in mente ciò che ti ho fatto e ciò che tu hai fatto a me. Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo nostro abbraccio su per la collina quel giorno che pensavamo di avere chiarito una volta per tutte non ti avrei lasciata più andare. Ora quando sento pronunciare il tuo nome da altre persone a me vicine mi viene un colpo al cuore. I miei amici hanno smesso di chiedermi se mi manchi perchè sanno già la risposta. Da quando non ci parliamo più sono cambiata, sono una persona diversa, forse se mi vedessi adesso non mi riconosceresti. In questo periodo le cose sono cambiate. A volte piango. Piango perché oramai di te è rimasto solo un ricordo. Un ricordo che fa male e sorridere allo stesso tempo. Che poi tu non hai mai avuto bisogno di cartelloni sotto casa per mostrarmi il tuo affetto. Tu eri tu, e a me bastava. Tu eri quella che mi faceva una faccia scema quando stavo male, e a me veniva voglia di abbracciarti e di stritolarti anche se il mondo mi crollava addosso. Nonostante nella mia vita ci sono e ci saranno altre persone, forse anche più importanti di te non ti dimenticherò mai. Scusami per non essere stata abbastanza. Volevo solo che sapessi che manchi, e non poco.

anonymous asked:

Che regalo hai ricevuto?

Ho ricevuto tanti regali.
- la promozione a scuola
- la promozione della mia squadra del cuore in serie B
- la nascita di Erika.
Meglio di così non poteva andare.
La ciliegina sarebbe stata una fidanzata, ma quella non si può regalare❤

Kiko d'mamm't

Quando vado a fare la spesa al centro commerciale sotto casa, mi devo munire di una grandissima forza di volontà per non passare davanti ad alcuni negozi, in particolare il divieto di transito riguarda KIKO.
Se sono con qualcuno che mi conosce posso tranquillamente camminarci davanti, perchè appena rallento il passo e lancio occhiate all'interno, la persona in questione mi prende per un braccio e mi strappa via dal pericolo.
Io mugugno qualche lamentino come una tossica a cui è stata appena negata una dose, ma poi me ne faccio una ragione.
Quando sono da sola però è un macello.
Spesso mi dico: ok, vado solo a dare un'occhiata, lo giuro.
E poi:
‘Hai visto il nuovo fard in crema in promozione?’
'In crema?’
'Sì! Ora te lo faccio provare. OMMIODDIO COME TI ILLUMINA GLI ZIGOMI.’
'Io credo di volerlo.’
'Bene. Ora ti serve il pennello per mettere il fard in crema.’
'No quello ce l'ho, ho il set a casa.’
'Sì ma questo qui è nuovo, ha le setole che trattengono il minimo del prodotto così ti dura di più.’
'Uao. Credo proprio di volerlo.’
'Bene. Ti serve altro?’
'No, sto apposto.’
'Il mascara ce l'hai?’
'Credo di averne quattro.’
'Pure questo super lash allungante che lo puoi mettere sopra al mascara che già c'hai e ti fa l'effetto ciglia finte che poi quando le sbatti crei un turbine d'aria e la gente vola via?’
'Mio dio, no, credo sul serio di volerlo.’
'Bene. Rossetti?’
'No, sto apposto così.’
'Ok, ma guarda solo questo nuovo rossetto che è sia balsamo che a lunga durata e ci puoi mangiare, ci puoi bere, ci puoi fare bucchini, questo non se ne va mai.’
'Santo cielo, credo proprio di desiderarlo.’
'Ovviamente c'è la matita abbinata al colore.’
'Desidero anche quella. Grazie di tutto, signora commessa, lei è un angelo.’

Passo alla cassa e  ci stanno tutti sti prodottini che attirano la mia attenzione. Lì devo essere furba. Non devo far notare alla commessa che li sto guardando, solo occhiatine di sfuggita. Altrimenti lei li prende con le sue mani e me li fa roteare davanti alla faccia.
'Guarda, questo ha il 30% di sconto’
'No, io..io n..’
'30…per…cento..di..’
'LO VOGLIO, LO PRENDO, GRAZIE, ME NE METTA TRE NELLA BUSTA.’

E quindi puntualmente torno a casa povera e devo nascondere la refurtiva nella borsa, perchè se i miei coinquilini mi vedono tornare con quella prima ridono e poi mi sgridano.

La vita è così difficile delle volte, accidenti.

Io provo odio. Che bello iniziare uno scritto così, vero?
Io provo odio verso tutto.
Credo sia il sentimento che più ho provato negli ultimi tempi.
È stato un continuo: ‘odio il posto in cui sto’, ‘odio la società’, ‘odio l’ignoranza’, ‘odio l’amore di oggi’.. insomma è un continuo provare odio per tutto ciò che mi circonda.
Sarò io che pretendo troppo da tutto, sarà il mio super-io, sarà il mio volere sempre di più a farmi odiare tutto e tutti.
Potrei cominciare dall’esprimere il mio odio, in questo momento, verso Mtv Music: trasmettono continuamente le stesse, commerciali e banali canzoni, la maggior parte che parlano di un amore che non si sa dove cazzo lo hanno trovato, probabilmente erano talmente felici di aver trovato un pacco di preservativi scontato, nel supermarket sotto casa, che hanno deciso di portarsi la prima a casa, e dire di amarla. Così avrebbe potuto finire il pacco, e andare a prenderne un altro, tanto erano in offerta!
Ok la mia è cattiveria gratuita, fottesega, faccio quello che me pare.
Invece di trasmettere canzoni, musica, che è possibile definire tale.. e invece trasmettono solo canzoni con i video ufficiali, quelli più commerciali di una promozione al più squallido dei supermarket.
(Stasera ce l’ho coi supermarket, perdonatemi, non voi, i supermarket appunto)
Sarò io troppo critica, ma cristoiddio quando potrò ascoltare un po di musica decente senza dover per forza utilizzare playlist oppure tra le varie stazioni radio. Bah.
Potrei continuare all’infinito, e non ve lo auguro.
Ma adesso ci sono altre cose che mi fanno andare in bestia. Poi dicono che odio. Cazzo me ne fotte di vedere la lunga e variopinta varietà di culi nei video ufficiali, di canzoni, alcune anche belle e rispettabili per carità. Ma cazzo me ne fotte a me dei culi della gente?
E non mi va nemmeno di essere fine e utilizzare dei sinonimi meno volgari. Che poi culo è volgare? Non credo. Ma fottesega la vostra è tutta apparenza. Volete fa tutti i sofisticati di stocazzo per sembrare e sembrare e alla fine siete i migliori tamarri su sta terra.
E beh tornando al fulcro del discorso, fottesega di quanti bei culi avete. Anche io amo il mio culo ma di certo non vengo a spiattellarlo ovunque. Ma poi no, mai na volta che in un video ci fosse un palestrato, un ragazzo bono, nooo! Solo le ragazze mezzenude, come se la donna fosse n’oggetto del cazzo, guarda io posso avervi tutte! Ma tutte che, pure voi tipi soggetti nei video. Ma che cazzo me ne fotte se tutte ste ragazze che vi si strusciano addosso come delle gatte morte?
Poi è normale che ci troviamo ragazzine senza valori che saltano di cazzo in cazzo peggio dei canguri, nuovo sport salto sul pisello, dovrebbero aggiungere anche questo sport alle olimpiadi sapete?
Per non parlare di tutte le ragazze che mezzenude si trovano per strada, credendosi topmodel, con culi di fuori.. siamo nella merda eh.
—  Se voglio scrivere scrivo. Non do conto ad alcuno. Addio.