primo glass

As You Were. La recensione di Liam Gallagher Italia.

6 Ottobre 2016, ci siamo è la data che segna l’uscita di ‘As You Were’, album tanto atteso che segna il ritorno musicale di Liam Gallagher. L’attesa dei cinque mesi ne sarà valsa la pena? Andiamo a scoprirlo…

Wall Of Glass. Il primo singolo come sappiamo è forse quella canzone che sappiamo di più delle altre, un singolo che ha dato inizio alla rinascita musicale di Liam Gallagher, un pezzo che è ben lontano dall’essere dimenticato direttamente al primo ascolto.

Bold. Beh dovrei correggermi perché questa in principio l’abbiamo ascoltata prima di tutte ma in una forma nuda e cruda e iniziale, ma non la considererò al pari di Wall Of Glass poiché non è stata ultimata, c’è da dire che nell’album questa canzone ha un tocco psichedelico finale che fa amare ancora di più questa canzone.

Greedy Soul. E’ un autentica canzone rock che dal vivo ti fa innamorare, ma nella versione dell’album di fa storcere il naso poiché ci si aspettava qualcosa di più grande, rimane comunque una buona canzone… da live!

Paper Crown. Lenta è decisa, una canzone che ti lascia con un senso di nostalgia.

For What It’s Worth. Una canzone piena di scuse a cui noi perdoniamo tutto, c’è un fortissimo richiamo agli Oasis, sicuramente se fosse apparsa in passato sarebbe diventata una hit.

When I’m In Need. ok… un brivido, pelle d’oca a manetta questa canzone è una golosità per chi le ascolta, amministratore compreso. Una canzone romantica da dedicare alla propria ragazza, e che ha un forte richiamo alla pace e amore dei Beatles.

You Better Run. Una canzone rock n roll in puro stile Liam Gallagher, ah ha!!

I Get By. E segue a ruota con una altro pezzo rock n roll, giusto per tenerci belli energici.

Chinatown. Una bella canzone popolare che ci ha accompagnato come secondo singolo, la versione in studio è eccellente, la nota dolente è che in live non rende giustizia della reale importanza che ha questa canzone.

Come Back to me. Tocchiamo un altra bella novità musicale, questa è da cantare con una buona dose di felicità in puro stile Mad Fer It!

Universal Gleam. Lenta e speranzosa, l’impressione è che ascoltandola la canzone duri molto di più di quella che è la durata reale.

I’ve All I Need. Canzone che chiude degnamente questo bel capolavoro, e citando la canzone in questione era tutto quello di cui noi avevamo bisogno.

L’album nella sua versione standard si conclude qui, ma in quella deluxe prosegue con altri tre brani speciali che sono stati scartati dalla versione principale.

Doesn’t Have to Be That Way. Ma è proprio Liam Gallagher quello che sta passando nelle mie orecchie?E’ un brano insolito che ha il vantaggio di entrarti in testa.

All My People/ All Mankind. Working Class Hero… intro in puro stile Lennon, ma Liam ha il magico potere di farsela sua, ed è un peccato che questa sia stata fatta fuori.

I Never Wanna Be Like You. E parlando di canzoni che non dovrebbero essere state estromesse dall’album principale, abbiamo un altra gran bella canzone che porta con se delle influenze Beatlesiane.

E così si conclude il primo album solista di Liam Gallagher, un ottimo album che segna un ottimo ritorno dopo il periodo scuro dei Beady Eye. Un bell’otto è più che sufficiente, e cancella in gran parte tutto il brutto periodo del cantante con le sue canzoni che hanno riportato Liam dove gli compete, dietro ad un microfono.

Buon As You Were a tutti! x