praticas

Meditazione

A volte mi ricordo quella vecchia regola, sentita anni mai ma mai realmente appresa, che diceva di non perdonare.

Non l'ho capita del tutto se non ultimamente, e comunque pur avendola capita come certi koan zen è pressoché impossibile metterla in pratica.

“Non perdonare” vuol dire che non devi per prima cosa accusare.

Senza più la necessità di trovare colpevoli agli eventi che ti capitano accettando la vita in tutte le sue singole parti, non rifiutando niente di essa, non avrai bisogno di dover perdonare nessuno.

Neanche te stesso.

lanzik271 asked:

(1)Buonasera doc! Le scrivo per conto di una mia amica: ha 14 anni, pratica danza da 8 anni, cinque ore a settimana, e da maggio ha iniziato ad accusare fitte di dolore molto fastidioso, a volte intenso, che non si presenta in circostanze particolari, però aumenta molto la sera. Le allego l'esito della sua risonanza magnetica: Menisco mediale di regolare spessore e segnale Menisco laterale simildiscoide senza evidenza di lesioni in atto Nella norma i legamenti crociati Regolari i collaterali (…)

Rotula bassa, ai gradi di flessione in esame, atteggiata in modica obliquità esterna presumibilmente incongruente a sede intermedia; fini irregolarità a carico della limitante fondarle rotulea posteriore. Aspetto ispessito della plica sinoviale retrorotulea sul versante mediale. Esigua quota liquida intra articolare e nel recesso retrosovrarotuleo. Cosa significa? Avrebbe rimedi e/o consigli per aiutarla? La ringrazio! 😁

La ragazzina ha una sindrome femoro-rotulea, un quadro che si manifesta quando c’è una crescita veloce (ma concorrono anche tanti altri fattori), dove l’inserzione del quadricipite e il tendine rotuleo non riescono più a centrare la rotula nella troclea, in questo caso posizionandola più in basso e verso l’esterno. Il risultato è dolore, a volte instabilità del ginocchio e a lungo andare artrosi, peraltro già citofonata dall’irregolarità posteriore della rotula, dall’infiammazione della plica e dal versamento di liquido sinoviale.

Deve far valutare il ginocchio da un ortopedico che in base alla gravità del quadro deciderà un trattamento conservativo con fisiokinesiterapia oppure un intervento chirurgivo di trasposizione. In ogni caso è probabile, purtroppo, che per un po’ si debba astenere dalla pratica sportiva.

anonymous asked:

Grazie mille, davvero È una questione sentimentale, ma anche sociale, in pratica è da mesi che ho in testa una ragazza, ma non trovo il coraggio di fare un passo avanti e provarci, questo per due motivi, il primo è che se fallissi, il che è molto probabile, la incontrerei sempre nel gruppo teatrale e ci sarebbe un imbarazzo grandissimo, il secondo è che sono già uscito in gruppo con lei e con delle sue amiche e se fallissi perderei anche l'amicizia di alcune delle persone migliori mai conosciute

A meno che tu non abbia a disposizione un filtro d'amore come l'Amortentia, alquanto improbabile dato che non frequenti Hogwarts e quindi non conosci il professor Horace Lumacorno, io ti consiglio di rischiare, la posta in gioco è alta, hai ragione, ma è questa l'età in cui si può e si deve correre a perdi fiato per ottenere ciò che si desidera, o, perlomeno, ciò che può renderci felici. È per quella mera possibilità racchiusa dentro le nostre azioni che il più delle volte accadono miracoli. Corri il rischio, nel vero senso del verbo, non ti abbattere, perché nulla può distoglierti dal tuo intento se non cause di forza maggiore, e l'Amore, l'Amore, è cieco, ma è anche invincibile, quando lo si trova e lo si rispetta.
Se andrà male avrai imparato una lezione in più dall'amore, che non è un cattivo insegnante, bensì un folle e ardente ipocrita, ma non indossa maschere, nemmeno in un teatro, non ne ha bisogno.

Jan van Eyck (Maaseik, 1390 ca – Bruges, 1441)
Ritratto dei coniugi Arnolfini
1434, Londra, National Gallery
olio tu tavola, cm 81,80 x 59,40

-
Gli Arnorfini ereno in pratica immigrati italiani in Bergio, ma de quelli ricchi abbastanza da fasse fà er ritratto da Van Eyck. E se fanno raffigurà popo ner momento der matrimonio, tipo foto copertina arbum de nozze. E a vedè ‘a panza de lei te viè er dubbio che fosse un matrimonio riparatore: ma forse è solo come a dì “spicciamose a fà fiji e famoli tanti, belli e sani”, oppure na specie de scongiuro scaramantico tipo “ajo fravajo fattura che nun quaja, Dio dacce un pupo che er socero baccaja”.
Comunque è un quadro che pare quasi un rebbuse daa Settimana Enigmistica, e si te piaceno quii firm mezzi de paura mezzi de giallo e de mistero, te piacerà puro sto quadro, Annamo a vede che ce sta.
Tutt’intorno aa coppia felice anfatti ce sò un sacco de robbe che sò puro simboli, tipo er cane che vor dì federtà, o l’arance daa salute che sò come ‘a mela der peccato originale e quinni inviteno a nun fà robbe sbajate: sesso sì ma solo drento er matrimonio, me riccomanno. Pe tera ce sò ‘e ciavatte che quinni se ‘e sò levate, dici bè stanno a casa loro fanno come je pare, ma no, vor dì che è un momento solenne che quasi quasi er pavimento stesso è diventato sacro, come i musurmani che entranno in moschea pe rispetto se leveno ‘e scarpe. Sur lampadario ce sta na candela sola, che tu dici “ammazza tanto ricchi ma puro tanto spilorci”, ma no, ‘a candela è er simbolo der matrimonio e daa devozione, come a vorte nell’Annunciazione ce sta na candela: vergine madre, fiji e castità a ‘o stesso tempo, che è quasi più difficile de camminà scarzi senza sfragnese i piedi, appunto. E poi c’è er simbolo daa verga appesa ar muro, che, dice, pe assonanza vor dì verginità ma pure er bastone der marito che, speriamo solo simbolicamente, colpisce ‘a sposa pe ricordaje chi porta i pantaloni. Ma io sta candela e sta verga nun posso nun pensà che vonno dì puro n’antra cosa che nun nomino ma che è necessaria anzi fondamentale pe procreà tutti quii regazzini che sti due, sempre castamente, se augurano de avè. Se semo capiti.
E appunto ner letto che se vede su ‘o sfonno tutto ciò avrà luogo, er pucci pucci prima e er parto dopo, o per lo meno così speravano i sori Arnolfini. Ma ripeto, sempre co moderazione e co devozione e paa maggior grazia de Dio, come ricorda er rosario appeso ar muro. Su ‘a spalliera der letto ce stanno scorpite Santa Margherita, protettrice dee gravidanze a rischio, essenno lei stata inghiottita ma poi risputata sana e sarva da un drago, come in una specie de parto, e Santa Marta protettrice daa casa e dee casalinghe, che si ve ricordate era quella che mentre ‘a sorella Maria stava seduta a ascortà Gesù lei stava a spiccià casa e se incazzò pure, je fece aa sorella “Bella ‘a vita eh Marì, e viemme a dà na mano che ce sta da pulì er bagno”, e Gesù je dice “A Marta, e nnamo, rilassate, viette a sede ‘n attimo pure te, che ‘e cose che dico io sò morto ma morto mejo de fà ‘e pulizie” (vorei fa notà che Gesù era na cifra avanti, imparate da lui cari truzzi maschi).
E infine sur muro in fonno aa stanza ce sta no specchio rotonno e convesso che riflette tutta ‘a scena tipo quelli che se metteno ai tornanti pe vedè si ariva na machina o nii negozi pe  l’antitaccheggio: e anfatti nee case se usava pe scaramanzia, come n’occhio viggile che controllava chè nun entrassero spiriti maligni, Equitalia o testimoni de Geova. E tutt’attorno su ‘a cornice doo specchio ce stanno ‘e storie daa passione de Cristo, a ricordà che er matrimonio nun sò sempre tutte rose e fiori ma puro spine e ce vò pazienza. E si guardi bene drento ‘o specchio che vedi? L’Arnolfini de schiena, naturarmente, e poi de faccia antre du figurine, che si ce pensi bene, essenno riflesse, naa reartà verebbero a stà popo ndo stai te. Uno è er pittore. E l’antro, l’antro è ‘o spettatore. Dar passato er pittore se proietta ner futuro e se fa un serfi insieme a te. Guarda mejo.

Analisi del testo di Marco Bonfiglio

‘Scopami’ non è da riferirsi a pratica sessuale diretta e probabilmente di grande intensità & scarsa durata, ma si interpreta nel quadro della figura retorica più prelibata: quella della figura di significato (o tropi, a seconda di come li vogliamo considerare) che riguarda il cambiamento del significato delle parole. Ecco quindi che ‘Scopami’ è molto più liricamente un riferimento alla pratica dello spazzare il pavimento. E quindi il Poeta dice: ‘Scopami, spazza le macchie dalla mia anima, ripulisci il pavimento del mio sentimento da tutte le sozzerie della vita quotidiana’. Non solo. 'Poi ti spiego’ non è un All-In da gioco di azzardo, che prefigura l'incasso di una cambiale senza nessuna garanzia di pagamento, ma ci viene in soccorso direttamente la Treccani riguardo al verbo 'spiegare’: 'Svolgere, distendere ciò che era ripiegato o avviluppato, in modo che l’intera superficie risulti aperta e distesa’ (cfr. anche 'spiegare le lenzuola al sole’, 'spiegare le ali’). Dunque il Poeta è qui mutuale, e vuole dire: 'Tu prima spazza la mia anima dello sporco accumulato, e poi io aprirò al mondo la tua anima fino a questo momento avviluppata’. In un contesto ermetico che prende spunto dalle opere di Ungaretti, ecco quindi un intero paradigma sentimentale, ridotto magistralmente in una duplice interazione che si svolge tra il pavimento della cucina e lo stendino dei panni.

9 práticas para o sucesso em reuniões com os níveis mais altos de executivos
External image

Executivos de nível C como líderes de operações, finanças,  marketing, diretores ou presidentes de companhias são pessoas com foco diferenciado, sendo importante compreender seu universo para  aumentar suas oportunidades de vendas, serviços e consultoria. Eles são constantemente assediados por vendedores, mas raramente tem oportunidade de entrar em contato com pessoas que estão dispostas a colocar o executivo em primeiro lugar.

Keep reading

Curso online com certificado! Práticas de Alfabetização: Ensino Infantil, Fundamental e Educação de Jovens e Adultos

Esse curso faz uma extensa abordagem sobre Alfabetização desde a Educação Infantil até a Educação de Jovens e Adultos, trazendo sugestões práticas para os professores alfabetizadores.

Faça sua inscrição neste curso online:
https://www.learncafe.com/cursos/praticas-de-alfabetizacao-educacao-infantil-fundamental-educacao-de-jovens-adultos?ref=blog_7969

External image

Tags: alfabetização, letramento, praticas, php

http://vai.la/38Y0

idealmente voglio scopare, nella pratica mi scoccio

cioè mi scoccio proprio di stare là a fare le cose, richiede troppo sforzo ed io sono depressa e ho caldo e sono grassa però voglio provare un sacco di piacere sessuale

Nuovi arrivi

Ieri ho tenuto per la prima volta una bimba di appena tre mesi tra le braccia e ho provato una bellissima emozione. Mi sentivo inadeguata. Avevo paura di farla cadere, infatti non volevo prenderla, ma mio zio me l'ha porta dicendomi che dovevo iniziare a fare un po’ di pratica (tzè). Imprimevo tanta forza nelle mie braccia e cercavo di tenerla al meglio. Non ha pianto, mi ha sorriso, stringeva l'indice nella sua manina.
Mia cugina mi ha raccontato che quando si sono rotte le acque era in farmacia, stava lavorando, e non aveva capito si fossero rotte, non aveva dolori, e allora è andata su gugol a cercare “rottura delle acque”. Mi ha detto anche che per quanto fosse diventata una montagna quei nove mesi sono stati bellissimi perché sentire una vita dentro di sé è un'emozione unica e rara, che essere in due in un solo corpo è il più bel fenomeno della natura ed è la cosa più bella che possa capitare ad una donna.
Mio zio si è meravigliosamente scemunito da quando è diventato nonno e mi ha detto “basta un suo sorriso e il cuore si riempie di gioia, e la giornata cambia”. Pensavo che aveva ragione, che quando mi ha sorriso mi sono dimenticata di tutto. Gli fa le vocine, parla a mo’ di gnegne. Non l'avevo mai visto così, lui dottore stimato, molto professionale e rigido, che si perde in mille riflessioni e si fa tante domande.
Mi diceva anche che in qualità di nonno si sta occupando di questa bambina come non si è mai occupato neanche dei figli, dal momento che lavorando tutto il dì e facendo i turni era impossibile essere presente in determinati momenti, o meglio tutte le volte che voleva esserlo vivendo tante piccole emozioni che solo i bambini sanno donarti.
Mia cugina e suo marito lavorano e pensano che avere due nonni così presenti sia una gran fortuna.

anonymous asked:

Mi masturbo, sono una porca, mi capita di guardare porno. Faccio in pratica quello che fanno i ragazzi abitualmente, ma io sono una ragazza. Mi faccio un po' schifo per questo.

Questo tuo pensiero deriva dalla mentalità bigotta della società.

Allora, ti dico una cosa e vorrei che tu prendessi il mio discorso come nuovo punto di partenza della tua vita.
(E non devi dare importanza alle mie parole perché appunto sono mie, devi dare importanza a questo pensiero per vivere al meglio con te stessa. Queste cose potrebbe dirtele chiunque è in possesso di una mente leggermente -mica chiediamo molto- aperta!)

Dunque, da sempre la donna è considerata sacra rispetto all'uomo.
Con questo voglio dire ciò che tu hai scritto nella tua domanda.
Già dai vecchi tempi se una donna non arrivava vergine al matrimonio, veniva guardata male.
Oggi siamo arrivati al punto che se una ragazza va a letto con un ragazzo sconosciuto ogni tanto, se una ragazza fa normalmente l'amore col suo fidanzato, se una ragazza sceglie di avere rapporti con un ragazzo diverso ogni volta che esce con gli amici (come spesso capita ai ragazzi -non a tutti, ovviamente, ma bisogna anche ammettere che di “uomini” facili non ce ne sono pochi.-) viene automaticamente etichettata come “TROIA”, mentre tra i ragazzi solitamente funziona che più se ne passano, più sono “maci”, fighi, playboy…
Io sono del parere che, se una si regala a chiunque è ovviamente troia, perché quello è il significato della parola,
e sono “troie” anche i ragazzi che ogni sera affondano in una figa diversa.
Non è che se lei tradisce il suo ragazzo è una troia e se lui tradisce la sua morosa è perché aveva le sue motivazioni. In entrambi i casi, i due hanno sbagliato, ma qualcosa li ha portati a fare ciò.
Non è che se l'uomo si masturba ogni giorno sette, otto volte è UOMO e se tu giochi col tuo corpo spesso e volentieri, o anche fosse che ti soddisfi più di quanto si soddisfa un ragazzo nella media, solo perché non hai il cazzo tra le cosce fai schifo. Sei normale.
Normale, già.
Sei normale perché esplorare da soli il proprio corpo è importante e per noi adolescenti è una cosa, nella maggioranza dei casi, quotidiana.
Non sentirti uno schifo, è il pensiero chiuso ad essere osceno.
È che, come ti ho scritto nelle righe precedenti, per gli ottusi l'uomo ha più libertà della donna, soprattutto per quanto riguarda l'ambito sessuale, ma in realtà non cambia assolutamente niente.
Che se una donna esce con la gonna ed una maglietta leggermente scollata sta provocando, ma se un uomo va a ballare con le magliette a “v”, il petto depilato, le gambe senza un pelo, le sopracciglia ad ala di gabbiano e i pantaloni abbassati non sta provocando nessuno, nessuno lo sfiorerà mai per fare su di esso cose sconce eppure anche lui sembra molto femminile, ma, ohibò! È UN “UOMO” e quindi, comunque la metti, è sempre più figo e avvantaggiato!