posto'

Entrare nell'anima di una persona….e’ come entrare in un posto divino
se ci devi entrare… fallo solo con amore …togliti tutto… non fare rumore

Pensieri sparsi

Questa mattina.
Amore ricordati di prenotare l'ombrellone per domani.
E io si tranquillo che lo prenoto.
Alle quattro. Allora l'ombrellone l'hai prenotato?
Azzzzz mi sono dimenticata.
Come ti sei dimenticata? Con questo tempo domani i padani ci invaderanno, sai che all'inizio mettono poche file rischiamo di non trovare posto.
L'ombrellone poi l'ho prenotato, ma l'idea della migrazione di padani mi fa ridere ancora adesso…

Le donne sono troppo intelligenti.
Sono talmente avanti che entrano
in un negozio, si provano un vestito,
fanno credere che sono interessate,
si fanno una foto, e lo rimettono a posto.
—  Matteo Pirro

Mio nonno è ricoverato da martedì sera. È ricoverato nello stesso ospedale in cui era ricoverata sua figlia quasi cinque anni fa. Sua figlia, mia zia, era la persona che avevo di più caro al mondo. Lui occupa il secondo posto. Per una sorta di affinità elettiva che va oltre il mero legame di sangue, sono le persone a cui sono più legata e a cui somiglio di più nella mia famiglia. A dirlo, sembra quasi di fare un torto ai miei genitori, ma così è. Mia zia per i primi sei anni della mia vita (e anche dopo) è stata più che mia madre. Ho imparato a scrivere con lei, non a scuola. Ho imparato a leggere con lei, ho imparato a raccontare storie con lei. Di lei, così come di mio nonno, ho il carattere testardo e orgoglioso, l'indole al comando, l'intransigenza. Tre rompicoglioni, insomma. Mia zia ha passato gli ultimi diciotto anni della sua vita immobilizzata dal collo in giù su un letto, e nonostante questo non c'era una decisione in casa che venisse presa senza il suo consenso. Di loro ho anche i lineamenti, gli occhi, le mani, il portamento. Le foto di mia zia da giovane sono me in bianco e nero, eccetto per quei capelli neri e un po’ mossi.
Martedì, quando è arrivata l'ambulanza per mio nonno, pensavamo tutti fossero le ultime ore, anche se nessuno osava parlare. Lui sembrava un bambino indifeso, sdraiato su un fianco e incapace di reggersi in piedi da solo. Tutti erano nel panico, tutti avevano le lacrime agli occhi. Io ero lì, mi sono seduta di fianco a lui e gli ho preso la mano, anzi, è lui che l'ha presa a me. Per tutto il tempo ha guardato solo me, ha parlato solo a me e io non ho smesso un secondo di sorridergli, con tutta la serenità e la dolcezza che sono riuscita a trovare. Pensavo “guai a te se gli ultimi momenti che gli lasci sono di te che piangi come una stupida” e non ho versato nemmeno mezza lacrima. Ve l'ho detto, no, che siamo testardi e orgogliosi? Infatti ora vado a trovarlo perché lui si è rialzato in piedi, sulle sue gambe, e ha chiesto che gli portassi gli occhiali buoni, quelli per leggere il giornale. Ho ancora un sacco di tempo per sorridergli.

Sono al centro commerciale. Io non vado mai al centro commerciale. In rapida sequenza ho visto:
una famiglia africana con una bambina piccola bellissima che condivideva una panchina con un vecchio del posto che li guardava fissamente con aria truce;
una signora di mezz'età vestita come la più classica delle mamme con, sulla spalla, una A tatuata in mezzo ad una stella a cinque punte.

Ci tengo ancora ma in modo diverso.
Sei ancora importante ma in modo diverso.
Ti penso, sempre, ma in modo diverso.

Una cosa, però, è rimasta uguale:
Mi manchi.

—  Jay (il mio posto nell'universo)

anonymous asked:

Vorrei solo stendermi vicino a lui. È una bella serata quella di oggi, magari quindi su un prato a guardare le stelle provando a contarle per poi sbagliare e ricominciare daccapo. Tenergli la mano e stringerla forte. Poi guardare lui ed abbracciarlo come non ho mai fatto e con quell'abbraccio riuscire a sistemare la sua e la mia di vita. Poi prendere il mio libro preferito e leggerlo a voce alta per lui. E alla fine addormentarmi nell'unico posto dove starei sempre nonostante tutto il resto. -🌹

Awwww
Tutto ciò lo voglio anche io❤️

Scrivetemi cosa vorreste ora

Voi non sapete quante volte ho pianto, da sola, quante volte mi sono sentita fuori posto.
Quante volte di notte, non ho dormito.
Non sapete quante volte ho fatto finta di sorridere, quando in realtà stavo morendo dentro.
—  Nonsaidacosastaiscappando
Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più? Scappare e far perdere ogni tua traccia, per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere, vivere una vita nuova, solo tua, vivere davvero. Ci hai mai pensato?
—  Luigi Pirandello
La gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Si sbaglia.
La cosa peggiore è perdere se stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti.
—  Fabio Volo, dal libro Un posto nel mondo