posto'

Alcuni amori
devono essere dimenticati
per far posto
a nuovi ricordi esplosivi
in grado di devastare
chiunque si fermi
ad osservarli.
—  Mattia Ollerongis
Commenti dementi #7

La frase è orribile pure quando è vera. E’ da stronzi anche dire che un fumatore col cancro ai polmoni “se l'è andata a cercare”.

Riguardo la ragazza americana stuprata a Firenze e la solita frase che viene detta di solito in questi casi. Giustamente, beccarsi un raffreddore perché ci si è coperti poco è sullo stesso piano di subire violenza sessuale perché si è indossata una minigonna (ammesso e non concesso che sia stata indossata poi). Seems logic.

Andare a letto con qualcuno è molto semplice. Lo incontri, ci parli, gioco di sguardi, discorsi che intrigano, una parola in più, una parola in meno. Spogliarsi è banale. Toccarsi è meccanico. Finisci. Ti rivesti. Te ne vai. Puoi farlo con chiunque. Amare qualcuno è diverso. l discorsi non intrigano e basta. Non ci si spoglia solo dei vestiti. Puoi dirgli che hai bisogno di un abbraccio, che sei preoccupata per qualcosa, svelargli le paure che ti porti dentro, raccontargli del sogno che fai frequentemente, spifferargli un progetto,confidargli un segreto. Puoi fargli spazio tra le tue paure e le tue parole, fargli posto nella tua vita ed entrare nella sua. Puoi prendergli la mano e convincerlo che insieme siete tutta la forza che occorre. Puoi svegliarti la mattina dopo e accorgerti che vi siete addormentati parlando, e che l'odore che pensavi venisse fuori dal tuo sogno, in realtà era il profumo del suo bagnoschiuma. Amare è una cosa diversa. Sicuramente, non è da tutti. Indubbiamente, non è per tutti.

E fa un certo effetto vedere quei banchi vuoti, ti fa sentire che hai lasciato il tuo posto a qualcuno che neppure conosci. Qualcuno che leggerà le scritte che tu hai inciso, che si nasconderà in quello stesso angolo del banco dove tu ti nascondevi per sfuggire all'interrogazione, che batterà nervoso il piede a terra con lo stesso ritmo che tu avevi.
Qualcuno che ruberà un po’ di vita tua.
Fa effetto, ti senti scippato, di passaggio.
il capitalismo che...?

alla conferenza un tizio che faceva una delle light talks (cioè 10 minuti invece di un’ora), ci ha ricordato che se mangiamo cioccolato supportiamo lo schiavismo. nel frattempo tesseva le lodi di una società che aveva smesso di supportare la sperimentazione animale.
purtroppo non mi è venuto in mente di farlo, ma avrei dovuto raggiungerlo e dirgli che:
- se mangi verdura
- se ti vesti
- se ha uno smartphone
- se hai un computer (Windows o Apple)
supporti lo schiavismo.
nel frattempo però le cavie da laboratorio vivono meglio della maggior parte della popolazione mondiale.
nutrite con pasti regolari, vivendo in posto caldo e tutto per loro, con regolare somministrazione di antidolorifici. magari non vivono molto, ma vivono bene.

il bello è che non era il nemmeno l’argomento della sua lettura. il suo argomento era: i progetti si fanno ed escono dalla porta solo se fanno soldi, quindi anche i designer devono impegnarsi a capire le necessità del business, invece di trovare sempre nuovi modi di bruciarli (se il business sta imparando il linguaggio del design e a come interfacciarsi con noi, anche noi dovremmo fare lo stesso). oh, però in maniera etica.

cioè, quel che diceva aveva senso e per un attimo ho pensato di essere davanti a un trekkie, fino a che ha detto le parole “capitalismo responsabile”.

magari alla prossima volta mi devo proporre su una lettura sui paradossi.


[edit specifico: no, non supporto lo schiavismo. sono solo consapevole che il solo essere nata in questo lato del mondo, mi pone in una condizione di superiorità rispetto ad altri milioni di persone, che il mio benessere dipende dal malessere loro e a meno ché di isolarmi in una montagna a vivere come nel 1200, non è una cosa modificabile. potessi farei finire il capitalismo domani. purtroppo sono solo umana]

Vieni con me,
trasformerò il nostro appartamento
in un posto lontano dal mondo,
solleverò il parquet affinché tu
possa farci un giardino,
imparerò a pilotare aerei,
anche se saranno di carta.
Fabbricherò per te
spiagge di sabbia sopra i tetti.
Ci inventeremo la vita ogni mattina.
Non ho più paura della felicità,
incontrandola in corridoio
imparerò a salutarla…
—  David Trueba
In anteprima dal nuovo romanzo...

E le tue dita che si intrecciavano alle mie nel tentativo di colmare ogni spazio ancora vuoto. Perché lo sai che non mi piacciono gli spazi vuoti, sanno di silenzi, di cose non dette, di occasioni lasciate fuggire via per pigrizia o per indifferenza o per il maledetto orgoglio. Per questo nella gabbia toracica ci hanno messo il cuore, ci avevi mai pensato? Avrebbero potuto piazzarlo in qualunque altro posto, ma così non avrebbe avuto uno spazio tutto suo da riempire, un luogo per respirare, un'occasione per amare.

©Elisabetta Barbara De Sanctis - estratto dal nuovo romanzo 

Coming soon…

sono andata nel nostro posto

non immaginavo che stessimo ancora là

non ci siamo mai mossi


non ti sei mai mosso da me

stai fermo là mentre ti aspetto

aspetto che arrivi e che stavolta scattiamo una di quelle foto

quelle belle

non al mare,

non al cielo

a noi due che eravamo più belli

e poi ci ritornerò

e allora sí staremo ancora là

ma anche su una vecchia foto che guarderemo

mentre ci lasciamo andare.

>tizia mi dà addosso dicendomi che vivo su internet (posto due volte al mese su Facebook nel più ottimistico dei casi) e che ciò che faccio ha visibilità solo perché sono femmina e bla bla altre minchiate che non mi ricordo

> tizia ha appena pubblicato DODICI e dico DODICI video e cinque storie su instagram di lei che suona UNA CAZZO DI CHITARRA pure male e senza manco inquadrarsi in faccia eccetto per quel selfie che serve a far capire che è lei a trasmettere tutto quel tormento dolore e dannazione che spera di trasmettere dietro la chitarra


potrei aggiungere una conclusione ma è già divertente così

un-passo-avanti  asked:

Ho letto la tua descrizione e rispecchia quasi totalmente il mio pensiero. Se è davvero questo che ti sei posto di fare col tuo blog ti auguro di riuscire nel tuo intento e di indirizzare più persone possibile a pensare positivo. Nella vita non esiste niente tutto bianco o tutto nero, bisogna godere dei bei momenti e resistere a quelli brutti, senza perdersi tra le sfumature..

Sì, è quello che ho intenzione di fare ma ultimamente mi sto dedicando ad altri progetti e scrivo poco qua sopra.

“A piedi

mi toccò attraversare il sistema solare,

prima di trovare il primo filo del mio abito rosso.

Ho già il presagio di me stessa.

In qualche posto dello spazio è appeso il mio cuore,

da cui faville si sprigionano, e l’aria vibra,

verso altri smisurati cuori”.


(Edith Södergran)

Voi non sapete quante volte ho pianto, da sola, quante volte mi sono sentita fuori posto.
Quante volte di notte, non ho dormito.
Non sapete quante volte ho fatto finta di sorridere, quando in realtà stavo morendo dentro.
—  Nonsaidacosastaiscappando