possas

anonymous asked:

O que voce pensa sobre a volta do tratamento piscicologico pra pessoas gays ?

Homossexualismo não é uma doença física e sim espiritual. Sendo espiritual somente o Senhor tem o poder sobre isso, nenhum homem mortal, por mais estudado que seja possa sarar um homossexual no seu mais íntimo.

[INTERVISTA] BTS X ET

“Benvenuti nel nuovo capitolo dei BTS.

La band K-Pop ha scioccato i più grandi nomi della musica quando ha battuto artisti come Justin Bieber e Selena Gomez per il premio Top Social Artist ai BBMAs dello scorso maggio, ma il loro successo non è una sorpresa.

Con 8.4 milioni di follower su Twitter e un fan base super attivo chiamato ARMY, i BTS sono la sensazione del momento in Asia e presto anche negli Stati Uniti.

“Ora la musica dei BTS viene apprezzata di più in confronto a prima dei BBMAs”, ha detto V, uno dei membri del gruppo, a ET. “E questo significa che i fan hanno aspettative più alte. Stiamo cercando di fare del meglio per esserne all’altezza e spero che il nuovo album possa essere la risposta giusta a questa grande aspettativa.”

Il nuovo album ‘Love Yourself: Her’ è stato rilasciato questo lunedì ma già dalle settimane precedenti stava raggiungendo nuovi record con oltre un milione di preordini. Martedì Love Yourself aveva già raggiunto la cima delle classifiche di iTunes Album prendendosi la prima posizione in 73 paesi, il più grande risultato per un artista sud coreano. E ‘DNA’, il singolo estratto dall’album, sta sconvolgendo YouTube con quasi 30 milioni di visualizzazioni dalla sua pubblicazione.

ET ha incontrato V, Rap Monster, Jimin, Jin, Jungkook, Suga e J-Hope questo martedì. I ragazzi hanno parlato del loro incredibile successo, del loro quinto EP e di cosa verrà in futuro.

-DOMANDA- Love Yourself: Her è già una grande hit in tutto il mondo. Siete sorpresi?
RM: Siamo sorpresi dell’enorme risposta ogni volta che un album viene rilasciato ma questo va oltre le nostre aspettative. Le nuove canzoni hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche di 73 paesi e ha fatto il suo debutto alla n.4 nella classifica di US iTunes Song. Il video musicale di “DNA” ha superato i 10 milioni di visualizzazioni in solo 8 ore, ed è stato il più veloce tra gli artisti K-Pop di sempre. Siamo davvero grati ai nostri fan in tutto il mondo per apprezzare la nostra musica e il video.

-DOMANDA- Il video per “DNA” è un po’ diverso dai vostri video passati e include una coreografia molto intensa. Questo ci dà qualche suggerimento su quello che sarà per altri video di questo album? Quanto tempo ci è voluto per girare questo video?
JH: I video musicali dei BTS hanno sempre una coreografia intensa ma questa volta è stato ancora più difficile imparare i passi prima di registrare. Può sembrare diverso da altri video perché sono state usate complesse grafiche al computer e stili di edit diversi, ma ci sono voluti tre giorni per girarlo. Tutti hanno imparato bene la coreografia anche se ci sono molti movimenti diversi. Penso che Jungkook e Jimin abbiano fatto un buon lavoro.

-DOMANDA- Avete collaborato con Andrew Taggart dei The Chainsmokers per la canzone ‘Best of Me’ dopo l’incontro ai BBMAs. Com’è stato il processo di creazione? Cos’hai imparato da lui?
RM: Ci siamo incontrati per la prima volta ai BBMAs lo scorso maggio. Siamo stati invitati nel backstage delle prove dei The Chainsmokers per lo show e ci siamo divertiti a parlare di musica e di altre cose. Il duo ci ha inviato parecchie tracce dopo che siamo tornati a casa dai BBMAs e abbiamo selezionato un paio di canzoni su cui lavorare insieme. Per molte ragioni ‘Best of Me’ sembrava essere la migliore per il nostro nuovo album così abbiamo deciso di scrivere il testo e di terminarla insieme. La canzone è venuta bene e siamo tutti soddisfatti delle dinamiche di questa collaborazione. Andrew è fantastico; è appassionato di musica e penso che in futuro ci saranno altre opportunità per lavorare insieme di nuovo.

-DOMANDA- Chi è il vostro prossimo grande sogno per una collaborazione?
JK: Io sogno di collaborare con Justin Bieber perché amo la sua voce e il modo in cui collabora con altri artisti. Comunque mi piacerebbe provare con chiunque dimostri di avere una certa affinità musicale con i BTS.
SU: Sono abbastanza aperto a chiunque sia unico e abbia una passione per la musica come quella dei BTS. Ho alcune tracce e canzoni scritte per future collaborazioni e sono felice di lavorare con artisti che hanno la giusta voce e il giusto gusto.

-DOMANDA- Rap Monster ha già rivelato che Barak Obama è stato l’ispirazione per ‘MIC Drop’. Perché? Cos’altro vi ha ispirato per questo album?
SU: ci sono molte cose che ci ispirano. Per quanto riguarda me sono le persone che mi stanno attorno e per RM possono essere i libri che legge. In generale quello di cui i fan parlano o pensano diventa per noi un’importante fonte di ispirazione perché vogliamo scrivere qualcosa che sia reale/vero per le persone, specialmente per chi ascolta la musica dei BTS.

-DOMANDA- Durante la live di lunedì Rap Monster ha detto che la sua canzone preferita è ‘Ocean/Sea’ ma questa canzone non è stata rilasciata insieme all’album. Cosa potete dirci di questa canzone che verrà pubblicata e qual è il suo sound?
RM: È una delle due tracce nascoste che si possono ascoltare solo nel cd fisico. ‘Ocean/Sea’ contiene molte delle cose a cui pensavo fin dal mio debutto con i BTS quattro anni fa. In questi anni passati ho vissuto molti e diversi sogni, attraversato preoccupazioni e provato emozioni e volevo condividere questi momenti in questa canzone. Per quanto riguarda il sound sono stati usati una chitarra e un sintetizzatore. La canzone dura più di cinque minuti, il che è tanto. Spero che alle persone piaccia questa sorpresa che ho preparato.

-DOMANDA- Avete cambiato il colore dei capelli dall’ultima volta che vi abbiamo visti. Chi decide quando è tempo di cambiare look?
JM e JH: Il colore dei capelli è deciso a seconda del concept del nuovo album e le tempistiche sono discusse con tutta la produzione e a seconda degli impegni. L’opinione di ogni membro è importante quindi i nostri stilisti e il team creativo propongono delle opzioni di colore per ognuno di noi tra cui scegliere. Ma alla fine loro sono professionisti e sanno cosa fanno quindi in molti dei casi i colori proposti poi si rivelano le scelte migliori per ogni membro.

-DOMANDA- Questo nuovo album segna un nuovo capitolo della vostra carriera dopo (la serie sulla) Scuola, The Most Beautiful Moment in life e Wings. Cosa volete far sapere ai fan di questa nuova era dei BTS?
RM: Abbiamo provato tante cose nuove per questo album e mi piacerebbe etichettarlo come ‘innovativo’, se mi è concesso. Ci saranno canzoni con uno stile nuovo, nuovi video e molte altre cose. Vogliamo evolverci come artisti e sviluppare ciò che abbiamo. Se mai rallentassimo o persino cadessimo per i nostri tentativi è OK, saremo e resteremo sempre i BTS. Inoltre mi piacerebbe che le persone amassero sé stesse e pensassero a cos’è il vero amore mentre ascoltano il nuovo album perché il vero amore mi dà il coraggio di apprezzare me stesso per ciò che sono.

-DOMANDA- Cosa amate di voi stessi?
J: Amo il mio viso e come appare, lo apprezzo davvero molto.
JM: Mi piace la mia attitudine verso il lavoro e la tendenza alla perfezione.
V: Il mio nuovo talento a scattare belle foto.

-DOMANDA- State per concludere il tour questo dicembre. Quando tornerete negli U.S.?
RM
: Abbiamo dei piani per un tour mondiale nel 2018. Torneremo sicuramente negli US presto e incontreremo i nostri fan più che possiamo. Se presto ci saranno opportunità speciali per noi faremo in modo di condividerle prima con voi.”

Traduzione a cura di Bangtan Italian Channel Subs (©CiHope) | ©ETonline

anonymous asked:

voglio sapere più di te, quello che hai scritto mi ha colpito troppo.

Ci sono cose che di me non sa quasi nessuno, neppure i miei genitori.
Sono cose per cui ho sofferto, cose che mi hanno letteralmente lacerata dentro. Cose che credevo facessero parte del mio passato e invece, ad oggi, ancora mi tormentano. Sono emozioni che hanno preso il sopravvento e che alle volte sono così potenti che mi si spezzano le parole in gola. Sono ciò che si traduce negli attacchi di panico, nella paura di cose assurde come la possibilità che tutto si spezzi e vada in frantumi. Sono cose difficili da spiegare, cose che probabilmente non tutti riuscirebbero a capire. Cose che ti segnano, che ti lasciano credere che niente possa tornare più come prima. Cose per cui una parola di conforto, un abbraccio o un “ti capisco” non bastano.
Spesso ho avvertito l'esigenza di andare lontano, di lasciarmi tutto alle spalle, come se poi i brutti ricordi fossero un luogo da poter chiudere a chiave e non riaprire più. Ho desiderato di frequentare persone diverse, di poter uscire di casa senza che nessuno mi conoscesse e, addirittura, presentarmi a qualcuno con un nome diverso dal mio. “Ricominciare da capo” per me significava dover ricostruire tutto come se nulla fosse mai esistito. Inutile dire che, no, non funziona così.
Ogni volta che la soglia da oltrepassare si faceva più pericolosa, mi ripetevo: “dai, peggio di così non potrei stare”. Ho pensato di aver superato i miei limiti così tante volte da non riuscire neppure a ricordarle tutte.
È incredibile quanto sia facile pensare che, a diciott'anni, qualcuno non possa sentirsi così triste, così isolato, mentre invece…
Non è mai facile condividere il proprio dolore, né rendere partecipe qualcuno della nostra vita, soprattutto se crediamo che chi ci circonda non sarebbe in grado di comprenderci, ma il vuoto non si combatte da soli. Non puoi farcela a sopravvivere.
Perciò ditele le cose, tiratele fuori le vostre paure, le vostre difficoltà, i vostri malumori, le vostre mancanze, i vostri desideri, le vostre voglie, i vostri pensieri, le vostre malinconiche tristezze. Raccontate come vi sentite, come state, cosa provate, anche allo specchio. Parlatene. Ascoltate la vostra voce pronunciare i vostri limiti. Sedetevi a tavola con i vostri genitori e parlatene. Chiamate i vostri amici e raccontatevi.
È tutto troppo imprevedibile e breve per rimanere zitti. Non aspettate di raggiungere la vostra soglia da oltrepassare: fermatevi prima. Parlatene.

“Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa. A ricordarle di sorridere anche quando non è facile. Le insegnerò che l’amore non è come lo raccontano le favole, ma la spronerò a conoscerlo. A viverlo. Le dirò che il tempo non cancella niente, ma che aiuta a stare meglio. Le insegnerò ad amare se stessa e poi gli altri. A non accontentarsi di chiunque. Le insegnerò ad asciugarsi le lacrime dopo ogni pianto. Le insegnerò a vivere di pancia e secondo le sue emozioni. Le starò accanto senza interferire mai. Le insegnerò che spesso, il bene non riceve altrettanto bene. Ma non le dirò di smettere di donarlo. Le insegnerò ad entrare in punta di piedi nelle vite altrui. Le insegnerò che non sempre è tutto come sembra, ma che ogni cosa va vissuta prima di giudicarla, affinché possa riconoscere il bene ed il male. Ci sono cose che mi auguro viva, ed altre che si limiti a conoscerle. Le insegnerò a credere che, se qualcosa la vuole davvero, questa è facile che si avveri. Le insegnerò a non arrendersi, a prendersi in braccio e portarsi in salvo, perché ahimè spesso sarà da sola a doverlo fare. Le insegnerò in fine, che le cicatrici hanno una storia e che ad ogni modo saranno una vittoria.”

— A mia figlia. ( via unincantevoleacida )

Ci ritroviamo, a volte, con gli occhi persi nel vuoto a pensare a credere a sperare a immaginare, costantemente. Il tempo passa e nemmeno ce ne rendiamo conto. Io passo, e nemmeno me ne rendo conto. Mi guardo le mani e penso «boh», e sto benedetto boh contiene un sacco di menate che alla fine penso penso e non arrivo a niente, mai. Mi chiedo se io possa fidarmi delle persone e a momenti penso proprio che sì, posso fidarmi, mentre ci son momenti in cui proprio no, non mi posso fidare, e mi do della scema per averci anche solo pensato, a quel SI. Penso a come sono diventata ciò che sono ora e, lo ammetto, un po’ mi mancano quelle persone con cui ero legata un tempo. Forse a volte nei modi esagero, sono un po’ vendicativa (rendo il trattamento riservato a me ingiustamente o con cattiveria gratuita), porto rancore, è vero, ma sono anche dolce e paziente, aiuto chiunque ne abbia bisogno, sono disponibilissima h24 e mi basta poco per capire come sta una persona ed aiutarla senza che se ne accorga. Ora avrei bisogno io di una carezza in più, anche se faccio la scontrosa, ed invece poi rimango sola con me stessa perché nessuno se ne accorge, o comunque non sanno cosa fare. È normale, lo farei anche io con me stessa, se fossi un'altra persona. Però…ora come ora, non mi va di essere attaccata, non mi va di vedere le notifiche o il resto, non mi va niente di niente, non mi va niente, nemmeno tu, e nessun altro se non me stessa.

Warning

Attenzione

Questo post è privo di speranza, e onestamente soltanto un discorso frustrato. A chiunque si chieda come sto, sto bene, come sempre - distante spaesata e stufa di esserlo lol

Sono stufa di questa fottuta faccenda della derealizzazione

Sono stufa di googlare derealizzazione/depersonalizazione, Londra, terapia, cura, dissociazione, aiuto eccetera eccetera

Mi sembra come se tutte le corde della speranza attaccate ai sentimenti vividi e reali siano state strappate, una a una. È difficile non scivolare nella depressione quando ti sembra che ogni singola cosa in cui poni la tua speranza galleggia senza sosta lontana da te. I dottori ti fissano senza espressione mentre gli dici che sai che puoi tecnicamente vedere ma ti senti come se fossi cieca. I terapisti ti fanno disegnare cerchi circa la tua vita familiare, come se una cosa così semplice come dell'inchiostro su della carta possa curare la sensazione di aver camminato da ubriaca per quattro anni. Ho fatto un test del sangue oggi, sto aspettando un chiamata dal mio psichiatra per vedere se posso essere ammessa in una clinica specializzata a Londra.

Fa semplicemente schifo che la mia vita sia sempre e soltanto nebulosa e che io debba continuamente chiedermi quando sarà la mia prossima crisi. SIGH

I vili afferrano per le gambe
chi è intento a volare.
Si sentono meglio se tutti strisciano..
li umilia che qualcuno possa osservarli
da un piano a loro inaccessibile.

(Carlos Castaneda)

forse è giunto il momento di non chiudere più capitoli come ho fatto finora, con la speranza che il prossimo aperto possa darmi equilibrio e felicità, ma: pensare a come dare ad ogni capitolo, il giusto lieto fine

“Avevo voglia di sentirti”.
Credo sia una delle più belle frasi in assoluto che si possa sentire.
—  Labellezzadellepiccoelcose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Ti faccio la promessa più grande che si possa fare, quella che, dopo di te, non farò a nessun altro. Comunque vada, ti prometto che non mi pentirò mai di questo nostro amore. Mi hai dato tanto, troppo, perché un giorno tu possa togliermi più di quanto mi hai donato. Non mi pentirò mai di averti amato così tanto, di averci creduto così tanto. Non mi darò mai della stupida. Non dirò mai “se tornassi indietro”. Perché lo so, anche se tu mi tradissi, se tu mi mentissi, rifarei le stesse cose, ti amerei allo stesso modo. Ci sono amori che non importa come finiscono, l’importante è che siano esistiti.

— Susanna Casciani

Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola,
che sia il vostro ultimo anno,
che sia il vostro primo anno,
perché una cosa è certa:
sono anni
che non torneranno.
Godetevi quei banchi
quei corridoi
le paure
le ansie
le bestemmie
i professori stronzi
quelli finti buoni
e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati
e godetevi i compiti
le interrogazioni,
ma, soprattutto, le risate.
Godetevi tutto:
i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi,
i due e i quattro
i sei strappati per miracolo
i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio,
le liti, i vaffanculo,
perché non tornerà niente.
Non abbiate paura di nulla,
perché anche quando tremerete di paura
perché anche quando penserete ‘Sto morendo’,
non sarà vero niente,
anzi starete vivendo un sacco,
starete vivendo forte.
Godeteveli quei banchi
e questi giorni in quella scuola che tanto odiate, la vostra.
Godetevi i respiri profondi,
le risate,
essere ragazzi
- perché quando uscirete da quel liceo
dopo la maturità
dopo la notte delle notti
dopo la notte prima degli esami
che è una notte speciale
inizierete ad essere grandi -
le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’
e ricordatevi che ce la fate sempre,
se solo volete,
perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’
e non fatevi convincere di niente:
che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti,
perché non ne avete.
Godetevi questi anni,
perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia,
pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania,
ma ne varrà la pena - credetemi -
e se posso darvi un consiglio:
studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi.
Godetevi questi anni
e non pensate al voto,
perché non siete un voto
e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero,
ma voi non vi arrendete:
mostrate che siete molto di più
- di un voto scritto su un pezzo di carta,
perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più,
vale di più.
Non valete quello che un professore giudica:
pure se si mostra vostro amico.
E ai ragazzi di quinto,
che devono affrontare la maturità,
voglio dire di non temerla
né di odiarla
né di convincersi
di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio,
dato da metà professori sconosciuti,
arrivati per dimostrarvi che non valete niente
e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete”
e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto
e non perché lo pensano davvero
ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni.
Godetevi questi anni
e fate tutto quello che dovete fare:
in fondo, com'è che si dice?
Meglio un rimorso che un rimpianto.
Dimostrate chi siete
e non abbiate paura
e non fatevi ingannare dalle parole.
Godetevi questi anni
e la vostra scuola,
perché in questi anni e in quella scuola
resterà una parte della vostra vita,
della vostra adolescenza,
del vostro insegnamento
e del vostro cuore.
Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura,
tanto odiate
quanto amate
Date un senso a tutto:
a questa vita
a questi giorni,
a quei banchi
a quei libri.
Studiate per voi
crescete per voi stessi,
perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi.

Buona fortuna
che non so se si dice
o se invece porta sfiga,
ma tanto quello che conta
è essere felice
e godersi ogni attimo
di ogni momento
di ogni anno
ed allora
buona fortuna
e buon anno scolastico.
Ad maiora!

Una sera
mi hai detto che ero bella.

Avevi gli occhi sinceri,
me lo hai detto
senza che io te l'avessi chiesto.

Eravamo nel marciapiede,
di fronte al comune
del nostro piccolo paese,
ed era pieno di gente;
eppure tu hai guardato me.

Avevo gli occhi stanchi,
i capelli spettinati da quel vento forte,
tremavo dal freddo e
avevo il trucco un pò colato.
No, probabilmente
non ero bella
per davvero quella sera.

Eppure
tu mi hai detto che ero bella,
e forse a te
non sembrerà niente di che,
ma la verità è
che tu non lo sai
che io di solito
ai complimenti della gente
non ci credo mai,
e probabilmente
non sai nemmeno
che solo con te,
solo con il tuo
‘sei bella’
io mi sono sentita
bella
per davvero.

-GIULIA GHIRONI.
- (via @queitaglisuipolsisporchi)

Spero che tu, leggendo questo possa capire, e possa ricordare. È tutta per te.

•Non togliete la fonte, se prendete taggate.

Obscuro, turbulento e frio. Sei que é assim que deve estar tudo ai dentro, se eu fosse lhe descrever interiormente diria que pareces um jardim a muito não regado, não adubado ou alentado, estou certa? Se sim prossiga nesse texto, vamos conversar nas entrelinhas, saiba que estou aqui escrevendo pra você. Segura minha mão bem forte que eu vou te ajudar a atravessar esse túnel escuro onde a luz no final é você mesmo. Eu sei que está doendo, sufocando e que sua escolha no momento é apenas o silêncio, mas ele pesa não é? Já não acredita que falar sobre a nevasca que tens ai dentro possa diminuir o frio que sentes intrinsicamente, mas vou te contar uma coisa, você sabia que palavras são mágicas? Elas podem ajudar a aliviar essa angustia que tem sentido bem mais do que estes cortes que você fez ai em sua pele, talvez essas palavras doam um pouquinho para sair, porém bem menos do que você espera. Grite! Chore! Escreva! Mas não engula isso tudo que está preso ai, não se afogue neste seu esse mar de sentimentos e dor, seja seu próprio salva vidas, sei que nesse jardim já houve flores e que nem sempre seus olhos foram tempestade, aliás, que lindos olhos você tem sejam eles castanhos, verdes ou azuis, consigo ver através deles a beleza da sua alma e ela está gritando por socorro, pedindo para que você não desista de si, pois se desistir estará também destruindo ela e acredito que você não quer acabar com essa coisa tão bela que habita ai em você, não é? Eu sei que tu és tão vasto quanto o céu, mesmo que ao olhar para si mesmo veja apenas um buraco negro de idas sem voltas, mas você já parou para observar a noite? Toda aquela beleza do breu iluminado pelas estrelas e enfeitado pela lua, é assim que eu vejo você, enxergo o encanto das estrelas nesse seu sorriso que esta escondido faz tempo e a venustidade da lua na sensibilidade do teu ser. Se nem o céu na sua vastidão desistiu de brilhar e mostrar o que há de melhor em si por milhares de anos, por que você desistiria? Não é fácil segurar esse caos todo que está sentindo e exatamente por isso aconselho a ti que não o segure, o coloque pra fora e transforme suas cicatrizes em poesias, não deixe de ver flores em ti, pois daqui eu consigo enxergar o jardim inteiro que você é, portanto não desista, aquela luz no final do túnel que tanto almeja é você mesmo.
—  Simone Ribeiro, in um setembro amarelo.