portieres

#DailyInteriorTips

A #LivingRoom is an important space to enjoy your #guests company. If you’ve decided to make a #FeminineInterior, you’ll need to add some #accents and #features. #PastelColors and #pink are beyond competition, don’t hesitate to use them for #wallpapers, #curtains, #furniture and #accessories – these #colors are top #feminine ones! #NaturalPlants and #flowers are great for #décor of any space because they #enliven it very well. Beautiful #fireplaces, #delicate #CoffeeTables, #exquisite #portieres and pretty #cushions are great to be implemented within this desired #designstyle.

#interiors #interiordesign #designtips #artofinteriors
(at Soho House New York)

Who are all of you people? Are any of you even Scottish? —- ‘Tis like every time I turn around there is someone new in this country. I ought to just run away, surely no one would notice because there is bound to be a new Beatrice one of these days… Do nae touch that! Grubby hands stay off of the special things. Oi vey, I wish to be alone. 

mattymurdockks asked:

Bash or Hook?

OHMYGOD

how can I possibly choose omg

ok I’ll have to say Hook bc of his “redemption” arc and everything which was super feelsy plus I’d choose Colin over Torrance (sorry Torrance!!!!)

that was so hard to choose and say and I already feel bad for bb Bash *_*

edit: but Bash is forever my baby, bc I’m bashinglyscots and bashinglyscots is me forever

Ha suonato qualcuno al citofono questa mattina e nessuno si è alzato ad aprire compresa io, che di solito mi alzo, ma mi è tornato il ciclo (a dieci giorni dall'altro oltretutto, cioè non basta averlo una volta al mese, no?) e quindi ero morta sul letto.
Ora ho pensato che nel mio mondo perfetto dovrebbero esserci IPad in tutte le case per comunicare con il portiere, per aprire porte, per chiuderle, per parlare al citofono, il tutto comodamente dal proprio letto, oppure dal bagno mentre fai pipì.
Dai sarebbe fighissimo.
Comunque niente, probabilmente era il mio pacco della decathlon e rimarrà in portineria fin quando io non avrò le forze per alzarmi.

Navigatie

Harm volgde gehoorzaam de aanwijzingen van het navigatiesysteem en sloeg rechtsaf. Iemand maakte zich los uit de beschutting van het gebouw en stak aarzelend een hand op. Harm knipperde even met de koplampen, zette de alarmlichten aan en stuurde de auto dichter naar de stoep. Een kleine auto van Aziatische makelij scheurde langs. Zware, dreunende muziek klonk boven het zachte pianospel uit. Met een zucht draaide Harm de radio iets harder. Het portier aan de rechterkant zwaaide open en Job stapte in. Hij haalde een hand door zijn warrige blonde haar en keek toen pas naar Harm. “Hey pa,” zei hij, “bedankt dat je me wilde ophalen.” Bijna onmiddellijk haalde hij zijn telefoon uit zijn zak. Harm zette de auto weer in beweging en draaide de radio weer zachter. “Geen probleem, je hebt mazzel dat ik ook net in Utrecht was.” Job keek even opzij. “Was je bij Lotte?” Harm knikte. “Ja, ik geef haar planten water nu ze in Italië zit.” “Ah, okay,” zei Job. Ze zwegen.

“Balen van je fiets,” zei Harm toen ze bij een verkeerslicht stonden te wachten. Job haalde zijn schouders op. “Het was een oud barrel. Ik koop wel een nieuwe. Het is groen trouwens, pa.” Harm keek verwilderd op en gaf gas, precies op het moment dat de auto achter hem toeterde. “Waar moet ik je eigenlijk afzetten?” vroeg hij toen. Job dacht even na en tikte toen een adres in op het navigatiesysteem. “Dat is goed, vanaf daar lukt het wel,” zei hij, waarna hij weer terugkeerde naar zijn telefoon. Harm dacht even na. Bij een nieuw kruispunt met verkeerslichten schraapte hij zijn keel. “Hoe gaat het met je moeder?” vroeg hij. “Mam, bedoel ik. Hoe gaat het met mam?” vroeg hij toen. ‘Je moeder’ klonk afstandelijk. Alsof ze niet ooit samen Job’s ouders waren geweest. Job keek even op en leek verbaasd door de correctie. “Met mam gaat het goed. Ze heeft weer een baan, en ze heeft een kat, sinds een paar weken. Ik ben er niet zo vaak, Leidschendam ligt niet om de hoek en er is letterlijk niets te doen.”

“Bestemming bereikt,” klonk het even later uit het navigatiesysteem. Job stapte uit en wilde gedag zeggen toen Harm zich naar hem toe boog. “Lotte en ik vroegen ons af of je binnenkort bij haar wilde komen eten. Ze wil je graag ontmoeten en ik vind dat ik je te weinig zie,” zei Harm. Job keek hem aan, beet op zijn onderlip en schudde zijn hoofd. “Beter van niet, denk ik,” zei hij. “Dag pa,” zei hij, waarna hij het portier sloot. Harm worstelde zich uit zijn gordel en stapte uit. “Job?” begon hij. Job draaide zich om. “Ik ben nog altijd je vader,” zei Harm. Job knikte eventjes. “Weet ik. Dag pa,” zei hij. Toen draaide hij zich om. Harm bleef staan en keek hem na. Plotseling vond hij het jammer dat hij geen enkel foto-album van Job thuis had liggen.

dans aweille kevin continue comme ço quand quelqu’un dit «jte souhaite bonne chance dans vie» et un autre répond: ben oui c’est ca ostie yé portier!

le shade omd

Il caso di Lucia.

Oggi ha 10 anni e vive con i nonni paterni che me l’hanno affidata. Dall’età di 8 ha avuto, insieme a un’altra bambina di un anno più piccola, una “relazione” fatta di giochi erotici e masturbazioni con il portiere della casa in cui abitava. La madre, 28 anni, sperata, saltuariamente estetista, ne è stata informata ma ha lasciato che la “relazione” proseguisse. Il portiere pagava una certa somma per ogni incontro. Interpellata dall’insegnante di Lucia, che era venuta a conoscenza della situazione attraverso un tema in classe, in principio la donna fa finta di cadere dalle nuvole. Il caso viene segnalato dalla psicologa della scuola all’assistente sociale del quartiere.. La madre viene sottoposta a perizia psichiatrica, e le viene tolta la bambina. Durante il trattamento ammette d’aver intuito i fatti ma di averne sottovalutato l’importanza, poichè anche lei da bambina aveva avuto analoghe esperienze con gli uomini. 
Dice: “Tutti sanno che i vecchi hanno spesso questi desideri, ma non sono pericolosi perchè si accontentano di vedere e toccare senza togliere la verginità. In fondo è come se Lucia avesse assistito un vecchio ammalato facendosi pagare una somma. Che male c’è?”

TEMA DI LUCIA
Un segreto del quale vorrei liberarmi. 
Il segreto di cui mi voglio liberare riguarda il portiere di casa mia. Lui mi invita sempre con Marzia a casa sua di pomeriggio per fare dei giochi sporchi. Io ho paura che questo sia un peccato ma non sono riuscita a confessarlo in Chiesa perchè m vergogno. Invece lo voglio scrivere sul tema cosi il segreto va via. Io sono stanca di questi giochi e vorrei allontanare il portiere ma lui mi ricatta che dice a tutti che sono una svergognata. Io, perciò, ho paura che queste cose cattive che ho fatto si vengono a sapere e che la colpa che ho mi fa star male. Io non l’ho fatto per cattiveria e adesso sono pentita. Allora, le chiedo, cara maestra, di aiutarmi lei a fare qualcosa per uscire da queste cose sporche perchè da sola non lo so fare. 
Mi voglio pulire di tutto e tornare libera. Anche se non lo merito, lei mi aiuta, vero? 

I RICORDI
Questo portiere faceva collezione di Isabella (Isabella de Frissac è un fumetto pornografico); e ogni volta che io e Marzia passavamo davanti alla sua guardiola ce li faceva vedere e ce li prestava. Un giorno ci ha detto: “Vediamo se sapete fare la recita di Isabella” e ci ha portato nella stanza dietro la portineria. Dato che sulle figure c’era Isabella nuda con altre ragazze che si facevano toccare da un vecchio, lui ci ha fatto spogliare e ci toccava. Poi voleva che inventavamo frasi come se ci piaceva oppure che noi dimostravamo paura perchè stava per farci del male. Noi lo abbiamo accontentato anche perchè ci faceva i regali se lo facevamo bene. Altre volte che è successo ci faceva le foto. Poi ce le ha fatte fare a noi a turno e lui si metteva con una di noi sulle ginocchia a toccarci e l’altra scattava la fotografia. Due volte è successo che ci ha voluto dare delle frustate sulle gambe e sulla schiena. Non erano colpi forti, solo per scherzo ma lui aveva però la faccia arrabbiata che spaventava. Quando poi, Marzia non voleva più venire lui ci ha fatto altri regali e ha promesso che se continuavamo ci dava molti soldi. Ha detto che aveva i risparmi e che se non stavamo con lui avrebbe detto male di noi. Poi Marzia ha cambiato casa ed è andata molto lontano e sono rimasta solo io. Allora ho cercato di far capire qualcosa a mia mamma e lei è andata a parlare con il portiere. Lui ha detto che non era vero niente, che ero una bugiarda e che inventavo tutto. Mamma è tornata a casa arrabbiata e ha detto che il portiere non c’entrava niente e che era buono perchè le aveva dato i soldi per comprarmi dei regali. Il pomeriggio mia madre mi ha portato a spendere questi soldi e abbiamo comprato le lenzuola ricamate. Però costavano di più e mia madre ha detto alla signora Gina del negozio che la settimana dopo avremmo portato il resto. Da allora sono dovuta ritornare dal portiere due volte alla settimana perchè mia madre doveva andare a lavorare  mi lasciava da lui che mi guardava se facevo i compiti. Però non li facevo e dovevo giocare alle cose sporche con lui. Una volta che era ammalato mi ha fatto mettere a letto con lui e cosi mi è venuta la febbre anche a me. Io non potevo sentire gli odori che c’erano a casa del portiere e ho vomitato tante volte. Allora mia madre mi ha portato dal medico che ha detto che ero solo nervosa. Pure mio padre mi ha fatto fare visita da un medico perchè era preoccupato e gli ha detto la stessa cosa. Lui mi domandava “Che c’è Lucia? Cosa ti è successo?”. Ma io non ho mai detto niente perchè mi vergognavo. 
In ultimo ho pensato di dirlo al prete ma mi vergognavo. Una sera che mia madre ha tardato il portiere mi ha fatto mettere senza vestiti dentro l’armadio. Dovevo far finta di essere murata e dovevo gridare aiuto e chiedere pietà. Poi lui mi faceva uscire e io, per premio che mi aveva liberata, dovevo farmi toccare. A me mi sembrava un gioco stupido.
A lui invece non sembrava brutto e me lo ha fatto ripetere 3 o 4 volte. Quel giorno proprio mi ha fatto male perchè era troppo insistente e e mi ha fatto male. Cosi ho pensato di dirlo a qualcuno e di non tornarci più. Poi la maestra ci ha dato il tema e ha detto di dire quello che volevamo che nessuno lo avrebbe saputo, solo lei. Allora ho scritto il segreto e dopo mi sono liberata. 


I SOGNI
Ho sognato che chiedevo scusa a mia madre perchè mi ero macchiata la gonna. Ma lei mi dava le botte e mi faceva cadere una torta nel vestito per macchiarlo di più.
Ho sognato che mio padre stava in casa mia e venivano i ladri per rapirmi. Io ero nel bagno e facevo il bagno. Gridavo aiuto ma lui non se ne accorgeva. Uno dei ladri mi voleva affogare nell’acqua sporca ma l’altro ha detto “Portiamola via che poi lo facciamo”. E mi hanno portato via. 
C’era un treno che portava via molte perso io rimanevo nella stazione. Le persone che partivano erano mio padre, mia madre e il portiere. Io stavo male perchè restavo da sola e pensavo che non li avrei mai più rivisti. Poi è arrivata una donna che camminava sospesa per aria come la Madonna e mi ha detto “Vieni con me”. Io mi sono fidata. Invece non era una santa ma Isabella dei fumetti. Io urlavo e mi sono svegliata.
Ho sognato che chiedevo scusa al portiere perchè ero una svergognata ma lui non era più il portiere. Era mio padre che stava su un cavallo a dondolo. Poi mi ha dato un pugno ma non mi ha fatto male.


LE PAURE
Io ho paura del fuoco perchè mi fa pensare all’inferno. Però vorrei bruciare la casa del portiere.
Ho paura che il fumetto di Isabella di notte mi venga nel buio come un fantasma a mettermi paura, a spogliarmi e a darmi le botte. 
Ho paura dei topi e dei pipistrelli che sono topi volanti e girano di notte. I topi invece sono sporchi, mordono e ti fanno morire perchè ti attaccano le infezioni.
Ho paura dei mostri. Se mi fisso vedo, per esempio, sull’autobus che tutte le persone sono dei mostri e anche io.
Ho paura degli ascensori perchè potrei restare murata dentro senza poter scendere più e salgono e scendono.

NOTA FINALE
Lucia mostra di provare molti sensi di colpa per quello che le è capitato. Durante i nostri incontri non accusa mai gli adulti ma se stessa. E’, però, profondamente delusa e disgustata. Delusa per non essere stata creduta, protetta, compresa, aiutata. Disgustata perchè il suo corpo è stato manipolato e offeso, perchè i suoi sentimenti, le sue ossessioni, i suoi bisogni sono stati ignorati. Non accusa gli adulti di averla lasciata sola con il suo segreto, con la sua dolorosa esperienza, ma i suoi sogni, le sue paure rivelano tale condizione. Anche la rabbia (il treno che porta via tutto è la morte) la paura (il fantasma di Isabella, fumetto e finta Madonna che prima la attrae, le ispira fiducia, e poi la spaventa fino all’urlo del terrore) sono sentimenti che devastano l’anima e la nascente personalità della bambina. Nel quaderno delle confessioni, gli adulti vengono descritti come infanti che vogliono solo giocare, oppure incapaci e assenti.
Nel sogno il padre sta sul cavallo a dondolo e non si accorge che rapiscono Lucia e le stanno facendo del male; in sogno Lucia è una “svergognata” perchè solo così può preservare la speranza di tutti i bambini, che gli adulti attendibili, giusti, dignitosi. Divini. 



In the weeks after the explosion, Smithsonian sent reporter Michelle Nijhuis to Louisiana, where she found few tourists, lots of oil and tar and teams of scientists documenting the effects of the spill and trying to find ways to clean up the mess. At the time, fisheries scientist James Cowan and environmental biologist Ralph Portier, both of Louisiana State University, were just beginning to study the oil-dredged coast. This week, Smithsonian caught up with the pair and asked them to reflect on what happened and what they have learned from the disaster.

Rant time

No, boh, è che dopo tanto ripenso a quel “Neto ha deciso di non firmare il rinnovo” e mi è tornato il magone.
Per tutto questo tempo non ci ho proprio pensato, forse perché vederlo ancora a difendere la nostra porta mi dava modo di non farlo, e stasera all'improvviso mi è tornato in mente e mi viene da piangere.
E vorrei tanto non essere una che non si affeziona ai giocatori, ma che pensa a quel famoso detto “solo per la maglia”, ma non ce la fo proprio. 
L’idea di vederlo da un’altra parte - e chissenefrega se sarà la Juve, il Liverpool, il Prato, il campino del prete - mi fa un male cane, perché io me lo sono preso a cuore da quando è stato chiaro che sarebbe stato il titolare ed i tifosi hanno cominciato a offenderlo e criticarlo prima ancora di vederlo giocare per davvero. 
Ho sempre immaginato che sarebbe stato il portiere per i prossimi dieci anni e alla fine ce lo siamo fatti scappare (evviva la programmazione! Fanculo a chi si riduce all'ultimo, e vaffanculo a chi parla di riconoscenza perché sì, lui poteva anche avercela, ma altri potevano avere un minimo di fiducia, #einvece) e come coglioni stiamo a guardarlo crescere ancora e lo vediamo come quello che poteva essere - e sarà - ma non qui.
E niente, questo rant è andato troppo per le lunghe, ma avevo proprio bisogno di scriverlo… 
Però una minuscolissima speranzina ce l’ho ancora. Piccola piccola, ma c’è.
Ma poi, Norby, ‘ndo cazzo vai? Cioè, ce n’hai di tempo per cambiare squadra, oh!
*Sighs* 

6

One night at a party a friend of mine asked me if I could make him a painting/artwork. the rest is history… ;-)

Some nifty masking & stencilling allowed me to use acrylics to really capture the crisp sharpness of the design I prepared earlier. The whole shabang ended up being meticulously painted on to a wooden panel I custom build for this piece. (150 x 60 x 9 cm)

Before Dries was able to take it to its final destination we decided to showcase the work in the smallest gallery in Groningen. The place is called Portiers Loge! and happened to be a part of the atelier spaces I worked at during this time… 

> Sweeeet <

Vaux Sur Seine

Spent the most beautiful day at Mom and Dad’s old friends’ house, Martine and Bernard Portier. The dreadful rainy and cold weather has disappeared over night and we are in the midst of the most amazing spell of sunshine - Parisians are flocking to the banks of the seine at all hours. I adore it. So the weather this weekend was to die for, sunny and in the 70s (or in the 20s if we’re speaking in celcius) with a lovely breeze. Their home is just as magnificent as I remembered it being (we had a quick trip here by train when we were back in France in 2005). Bernard is still keeping very busy with his bees as well as growing many different types of pears/apples/and other fruits while Martine has been certified to have carrier pigeons (of which she has 200). The house is full of passion and interest - it was refreshing to get out of Paris and escape to the woods for a day. Their son Olivier was there as well with his wife and son - they were so welcoming and sweet. Olivier spoke very fondly of spending time with Dad who he remembers as being very sporty always wearing sneakers and willing to run around with him. Here are a few photos!

Table set for lunch with Gabriel at the head! 

A view from the garden where we spent most of our day in the sun exploring the property and drinking coffee. 

Martine, Bernard, et Gabriel! 

He was adorable - such a sweet and smiley boy!

Here is Bernard with the homes to the bees - notice the colored plaques on the back of each one - these colors are those that can be detected by bees so that they know which hive is theirs! 

Made us matching daisy chain crowns.