poggiardo

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Montagne, Trento-Italia, 10 luglio 2014.
Le foto non sono di Montagne, sono delle tappe di spettacolo appena prima. Mariano Comense, sulla strada del lago di Como e Poggiardo, vicino Lecce. La prima nel festival di narrazione di Mario Bianchi (quanto è importante per noi che Mario Bianchi stimi il nostro lavoro!), la seconda nel festival di archeologia per Tonio. In entrambi i casi era la Grande Foresta e ho tempo solo stasera di mettere sù due foto, sfocate e strappate alla lente difettosa del telefono. Quasi belle. Ora è già un altro orizzonte, tutto è cambiato e la testa gira gira dentro la storia di Andrè e Dorine. Siamo a Montagne io, Francesco, Roberto e Francesca. Qui muove i primi passi il nuovo spettacolo. Ora è tutto indeterminato e impacciato. Un pò è divertente, un pò mette paura. D'ora in poi tutto può andare bene e tutto male. Dentro ho solo un sottile senso di inadeguatezza e desiderio di provare una cosa dietro l'altra saltando pause pranzo e cose d'ufficio che ti chiamano dal mondo di fuori. E’ stato emozionante entrare a Montagne dopo un anno. Oggi c'è stato appena il tempo di guardare le vette in alto. Si scrive all'osteria di Paolo. Di là parlano ad alta voce e sul tavolo vino, affettati e grappa. Squilla il telefonino, forse una moglie che cerca il marito a quest'ora. Faccio fatica a comprendere tutte le parole. Alla parete una grande testa di cervo con il palco delle corna che sfiora il soffitto. Siamo tornati a Montagne.