plumbeo

E mi sento vuoto, vuoto e inutile. Un po’ come un angelo senza ali.
Un po’ come queste feste che di anno in anno diventano sempre più patetiche. Mi sento inutile, come la Coca-Cola “sgasata” che a tutti fa schifo.
E il tempo, sempre più plumbeo in un cuore già nero, non fa che aumentare l'odio verso me stesso, e verso il mondo.
—  fobiadelmondo
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Alicudi - Giugno

Mentre ti aspetto sono un albero prima della primavera, sono il cielo plumbeo e carico di elettricità prima di un temporale, sono il mare inquieto quando si avvicina una burrasca. Penso alle cose piccole e inutili, le lampade, il cuscino, il vino nel frigo, il mio pensiero segue ovunque va la tua prossima presenza che scivola sulla casa come l’ombra delle nuvole sugli scogli. Guardo il mare infinito e vedo i tuoi occhi, penso al prossimo tramonto e vedo la tua pelle. Mi sorridi nel patio, mi chiami dalle stanze in cui il vento ti cerca seguendo i miei pensieri. L’amore non dovrebbe mai diventare un bisogno, un ricordo, un desiderio invincibile e inappagabile. Dovresti essere qui a riempire con la tua voce e il tuo profumo queste stanze vuote, dovresti essere qui ad accendere con il tuo sorriso questa prigione dei miei desideri, lasciando ovunque tracce del tuo passaggio, il tuo cappello, i tuoi sandali, la tua borsa dispersi a caso dalla porta fino alle mie braccia, come a prendere possesso del mio mondo, della mia anima che qui, in questo tramonto inutile senza di te, ti attende impaziente, insaziabile, inquieta. Desideri carnali tessono tra le varie stanze invisibili ragnatele per catturarti ma non so se tu sarai il ragno o la mosca.
Ti ho fatto regina e padrona dei miei pensieri ed ora la tua assenza trasforma questa attesa in un deserto infinito. Ho bisogno della tua anima come se fosse aria, acqua e luce e senza di te tutto quello che vedo è un deserto silenzioso e vuoto in cui mi muovo attendendo di vivere. Anche il mare ti aspetta perché senza di te le sue onde non sanno sorridere.

While I’m waiting you, I am a tree before spring, I’m the gray sky full of electricity before a thunderstorm, I’m the restless sea when the storm approaches. I take care of small and useless things, the lamps, the pillow, the wine in the fridge, but my thinking follows wherever your next presence slips into the house like the shadow of the clouds on the rocks. I look at the infinite sea and see your eyes, I think about the next sunset and see your skin. You smile me in the patio, call me from the rooms where the wind looks for you following my thoughts. Love should never become a need, a memory, an invincible and unapproachable desire. You should be here to fill up with your voice and smell these empty rooms, you should be here to light your smile with this prison of my desires, leaving traces of your passage, your hat, your sandals, your bag randomly dispersed from the door to my arms, as if to take possession of my world, my soul that here, in this useless sunset without you, waiting you impatiently, insatiable and restless. Carnal desires weave between the various invisible cobwebs to capture you but I do not know if you will be the spider or the fly.
I have made you my queen and master of my thoughts, and now your absence transforms this expectation into an infinite desert. I need your soul as if it is air, water and light, and without you all I see is a silent and empty desert where I move forward waiting to live. Even the sea awaits you, because without you its waves do not know how to smile.

Ricordo, teneva la sigaretta accesa tra le labbra. Era bellissimo.
Mi guardò. E poi aspirò.
E ad ogni suo tiro, toglieva a me un po’ di respiro.
Era appoggiato al muro,
come per sfuggire all'inverno,
con la mano sinistra in tasca;
una nuvola usciva da quelle labbra screpolate,
il respiro caldo abbracciava il fumo.
Espirava una dolce malinconia.
La luce sfocata di un cielo plumbeo,
l'atmosfera soffusa.
Un vento gelido gli sfiorava le guance;
guardò in alto, verso il cielo,
gli zigomi alti,
occhi semichiusi per proteggersi da una luce glaciale,
come se avesse sorriso;
osservando quell'essenza uscire dai polmoni,
che saliva sempre più in alto,
fino a confondersi col cielo.
Era poesia.
—  Elisa Priano
Mi duole in petto la bellezza; mi dolgono le luci
nel pomeriggio arrugginito; mi duole
questo colore sulla nube – viola plumbeo
viola repellente; il mezzo anello della luna
che brilla appena – mi duole. Passò un battello.
Una barca; i remi; gli innamorati; il tempo.
I ragazzi di ieri sono invecchiati. Non tornerai indietro.
Serata grigia, luna sottile, – mi fa male il tempo.
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Ormai si sarà capito che mi piace musica diversissima. E ancora non si è visto tutto e forse mai si vedrà. Questo disco è uno dei pochi se non l’unico che rubai ai miei genitori quando uscii di casa. Fu colonna sonora della mia stagione alle isole, tra sesso ed eccessi. Ebbe poi un ritorno di fiamma con il solito amante, mio e della musica, durante quel famoso viaggio verso la Svizzera in cui mi spiegava che Neil Young era un misogino perché cantava di aver bisogno di una domestica e che comunque l’idea lo stuzzicava. A ogni modo questo disco mi sembra singolarmente in tune con il tempo di oggi qui. Plumbeo, umido. E con il mio umore. Plumbeo, umido.

Searching for a heart of gold and I’m getting old.

Sarò strana, anzi sono strana sicuramente, ma io amo svegliarmi la mattina presto, quando ancora tutti dormono, alzarmi con calma, scegliere bene come vestirmi, truccarmi senza fretta, così almeno per una volta la linea nera dell’eyeliner sarà dritta, scendere in cucina e prepararmi la mia tazza di caffè espresso con un goccio di latte e il miele, sì il miele non lo zucchero, l’ho già detto no, che sono strana?
Guardare fuori dalla finestra il cielo nero, plumbeo, i lampioni che illuminano la mia via.
La città dorme ancora e io invece sono già sveglia, potrei fare qualsiasi cosa, anche scendere in strada e iniziare a ballare, ma non lo faccio, insomma non sono ancora così strana.
Però mi resta dentro questa sensazione di poter fare tutto.
Poi da qualche casa, dalle finestre si accende una luce, sento mia mamma scendere le scale, e quella sensazione di libertà sparisce.
Come è bello però il mondo, quando dorme.
Buongiorno tumblr
—  portolealidiunangelo