plumbeo

Ricordo, teneva la sigaretta accesa tra le labbra. Era bellissimo.
Mi guardò. E poi aspirò.
E ad ogni suo tiro, toglieva a me un po’ di respiro.
Era appoggiato al muro,
come per sfuggire all'inverno,
con la mano sinistra in tasca;
una nuvola usciva da quelle labbra screpolate,
il respiro caldo abbracciava il fumo.
Espirava una dolce malinconia.
La luce sfocata di un cielo plumbeo,
l'atmosfera soffusa.
Un vento gelido gli sfiorava le guance;
guardò in alto, verso il cielo,
gli zigomi alti,
occhi semichiusi per proteggersi da una luce glaciale,
come se avesse sorriso;
osservando quell'essenza uscire dai polmoni,
che saliva sempre più in alto,
fino a confondersi col cielo.
Era poesia.
—  Elisa Priano
Sarò strana, anzi sono strana sicuramente, ma io amo svegliarmi la mattina presto, quando ancora tutti dormono, alzarmi con calma, scegliere bene come vestirmi, truccarmi senza fretta, così almeno per una volta la linea nera dell’eyeliner sarà dritta, scendere in cucina e prepararmi la mia tazza di caffè espresso con un goccio di latte e il miele, sì il miele non lo zucchero, l’ho già detto no, che sono strana?
Guardare fuori dalla finestra il cielo nero, plumbeo, i lampioni che illuminano la mia via.
La città dorme ancora e io invece sono già sveglia, potrei fare qualsiasi cosa, anche scendere in strada e iniziare a ballare, ma non lo faccio, insomma non sono ancora così strana.
Però mi resta dentro questa sensazione di poter fare tutto.
Poi da qualche casa, dalle finestre si accende una luce, sento mia mamma scendere le scale, e quella sensazione di libertà sparisce.
Come è bello però il mondo, quando dorme.
Buongiorno tumblr
—  portolealidiunangelo

anonymous asked:

Sapresti fare un testo descrittivo su un'emozione, facendo capire di che emozione si tratta senza però specificarlo nel testo?

Non è un testo tipicamente descrittivo dell'emozione in sé, quanto piuttosto di una situazione non proprio ideale nel quale essa si sperimenta
Inoltre, essendo stato scritto di getto, ad impronta, non è particolarmente criptico come forse ti aspettavi. Ergo, si intuisce facilmente l'emozione da me descritta. O, come ho già detto, la situazione.
Ecco a te, e scusami per la brevità, ma non ho molto tempo per poter scrivere di più.
Grazie per la proposta alquanto interessante; la prossima volta cercherò di impegnarmi di più, promesso!

• Prima piano piano, poi sempre più veloce, una nuvola piccola piccola si nasconde tra le regine nere di un cielo già plumbeo, e il sole, con la sua flebile luce, tenta disperatamente di proteggerla.
Tenta di proteggerla dal fremito che il contatto con le altre nuvole genera.
Tenta di proteggerla dallo scatenarsi di uno sconquassante inferno, dallo struggente e scrosciante infinito lacrimoso.
Lei, senza essere ape regina, senza essere cirro gravido di gocce, resiste.
Ma trema.
Guarda gli uomini che in lei scorgono ogni forma possibile.
Eppure lei, alla sua pena, non sa trovare un nome.
O se non è ciò che pensa che sia, cos'è?
Intanto, nel suo piccolo pezzetto di cielo, come parole trasportate dal tempo, le sue spavalde compagne si caricano della potenza di un vento assassino e travolgente.
Esse si scontrano, si maledicono, si azzuffano e piangono lacrime fiere.
E lei, lei, lei che ha sempre sognato l'immensità, ora percepisce che anche per versare una sola di quelle lacrime c'è bisogno di piegarsi, ma non di spezzarsi, anche se ciò significa scontrarsi con le nuvole più grandi di lei e generare un caos acqueo.

La nuvola piccola piccola trema ancora.
Trema a causa del suo tremore.
Eppure, un nome, a questa assurdità, non glielo sa dare.
Forse perché non ha ancora sperimentato che c'è ben altro di cui…