plastinazione

Configurazione vascolare delle arterie coronariche

La plastinazione è un procedimento che permette la conservazione del corpo umano tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi ed inodori, mantenendo inalterati i colori. La plastinazione è stata inventata e brevettata dall’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens.

Body Worlds - Veri corpi in mostra
Osservazioni e riserve su un'iniziativa con alto potenziale ottocentesco eppure priva di ottocentismi.
Körperwelten, Body Worlds, i mondi del corpo, i mondi dei corpi, il mondo del corpo, mondi di corpi, corpi nel mon…capisci subito perché non l'hanno tradotto.
by Lulu
(E mi chiedo: perché “mondi” e non “mondo”?Non ne bastava uno? L'idea è quella di tanti microcosmi-neanche tanto micro? Eppure il Cosmo è già grande così; e il Mondo non è affatto piccolo.Si accettano suggerimenti.)
Dunque, cos'è BODY WORLDS?
E’ TUTTO SCRITTO.qui
http://www.bodyworlds.com/en.html
come e dove nasce, perché, con quale scopo, chi ne è l'autore e promotore, dove si svolgono tutte le operazioni e le mostre e come fare a partecipare, sia da vivi che da morti.
Io ho partecipato -mi pare che non serva specificare altro- a Roma, un paio di giorni fa (c'è ancora tempo fino al 12 febbraio).

E’ il caso di andare?Certamente. E non è il caso di NON andare, visto che il tipo di esperienza aperta al pubblico, soprattutto a quello di non esperti e non addetti, è unico al mondo.Cosa si vede?

Corpi. Corpi reali, come capita tutti i giorni, ma visti dall'interno, come non capita tutti i giorni, e per questo non più in vita, ma resi conservabili e “messi in forma” grazie al complesso e delicato processo della plastinazione*, inventato da  Gunther von Hagens, anatomopatologo tedesco, autore dei modelli, promotore delle mostre.Va specificato che ogni mostra è differente e che nell'edizione romana non sono presenti molti dei plastinati che compaiono nella ricerca google e non ci sono animali (un vero peccato), che invece sono presenti in altre città, a parte un paio di piccole bestiole e l'enorme cuore di un toro.Sono davvero corpi veri?Tecnicamente detti cadaveri, nella fattispecie “plastinati”. Verissimi. Solo gli occhi, quando ci sono, sono finti.Fa paura?Fa pensare.Possono andarci anche i bambini?E’ aperta a tutti.E a mio parere, i bambini sono gli spettatori migliori.
E a questi due ultimi punti tengo particolarmente e arriverò, quindi passiamo alla parte critica.

 Penso di questa mostra che sia molto interessante.E il problema è che “interessante” non è mai un aggettivo troppo positivo, perché è così neutralmente positivo che a dirlo non si sbaglia quasi mai.Com'è la ragazza che hai conosciuto? Interessante. E capisci che non è stato un incontro folgorante.Com'è quella città? Interessante.  Quindi non ti sei divertito.Cose così.
In verità devo dire che c'è anche molto di affascinante, ma non è tutto affascinante in questa mostra, che però ne avrebbe ogni potenzialità.
Cosa c'è dunque che non va?Questo: è tutto profondamente didattico e in un certo senso accomodante.Questo è un polmone; questo è il polmone di un fumatore. Caspita che brutto. Il fumo aumenta il rischio di morte per cancro ai polmoni in questa percentuale così esatta che ora non la ricordo. Conviene fare una vita sana.Come questo che fa sport. Questo invece, non era colpa sua, era predisposto. Lui è un feto di quindici settimane, davvero non gli puoi dire niente che abbia sbagliato.
Insomma, questa mostra ti addrizza la schiena più della ventesima volta che tua madre ti dice “dritto con la schiena!”
Poi però ti guardi intorno e pensi barrylyndonianamente che sono tutti ugualmente morti, anno più, anno meno. Ma questa è già la chiara tentazione verso una visione Romantica dell'esistenza, esattamente quella non prevista dall'allestimento.Qui il corpo è una macchina incredibile e piena di fascino, la studiamo nei suoi processi di nascita, crescita e degenerazione. Si piange, ci si dispera, ci si innamora, di neurone in neurone, di pulsazione in pulsazione e qua e là ci rompe un osso, si mettono chili di troppo, si fanno bambini, si muore d'infarto.Ampie spiegazioni accompagnano i corpi, spiegazioni scientifiche, massime filosofiche, riferimenti letterari.Tutto a convergere verso un punto: è normale ed è straordinario (in quella strabiliante accezione in cui “straordinario” è ordinario aggettivo per “stupendo”), è naturale, funzioniamo così. E’ il corpo umano.

E’ lo scientifico miracolo della vita.
 E io non ci posso stare.Sono della scuola per cui la morte non è un fatto naturale, è un fatto tragico.Chi muore a nove mesi (di gestazione) mi spiace tanto non aver fatto in tempo a dargli un nome, ma solo a progettarlo.E così via. Questa mostra esorcizza continuamente sé stessa attraverso una pacificazione che rende un gesto naturale passeggiare fra quelli che, a tutti gli effetti, sono dei cadaveri rimessi in piedi. Una cosa splendida aver saputo realizzare questa calma consapevolezza del muoversi attraverso veri vasi sanguigni, ma quale grandissima manovra di dissimulazione questo comporta nel visitatore. Con un po’ di ilarità sparsa e di serietà improvvisa, quelle di quando realizzi effettivamente cosa stai vedendo.Nel sereno mondo del corpo umano coi suoi alti e bassi quando ha le sue cose, emerge anche l'invito a segnarsi come futuri possibili plastinati, compilando l'apposito modulo, migliaia l'hanno già fatto.Donare il corpo alla scienza, una cosa ammirevole, ma qui era solo per dire che per ribadirtelo lì davanti, vuol dire che l'atmosfera è del tutto indolore.E la volevi dolorosa?Ma no. E lo scopo dell'esibizione è chiarissimo e anche dichiarato -tutto è assolutamente limpido in questa iniziativa- ed è di natura istruttiva, non emotiva.Penso solo che il dolore sia una componente ineliminabile, anche se lo anestetizzi, anche se mi spieghi precisamente come avviene a livello neuronale e come lo posso inibire.E infatti una giusta sottolineatura presente nell'edizione romana di questa mostra è quella relativa  alla morte quando le sue cause non sono completamente spiegabili. Di dolore, di tristezza, improvvisa e che improvvisamente irrompe nella scienza e riporta un dato di confortante inesplicabilità o quantomeno semi-esplicabilità.  
E’ per tutto questo che, tornando ai punti di cui sopra:no, non fa paura. Ma forse dovrebbe un po’.E sì, è perfetta per i bambini. Perché i bambini hanno poche censure (quelle poche che abbiamo fatto in tempo a fornir loro), quindi sono i perfetti spettatori, curiosi, attenti, senza bisogno di esorcismi, quindi ancora realmente impressionabili nel senso del fascino e dell'abnormità, ancora responsabilizzabili.
Purtroppo quando al mondo la morte è una questione non di corpi ma di cifre, specialmente televisive, quotidiane, ordinarie, il rapporto con la caducità subisce un fortissimo grado di deresponsabilizzazione. In questo la scienza ci dà la misura e la consapevolezza, il contatto con la singolarità del corpo, le sue molteplici declinazioni, l'irripetibilità di strutture quale quella genomica. Senza facili nietzscheanismi, ma è il rapporto col dramma che va ripristinato. Che andrebbe ripristinato.
Dunque: andare e non farsi disincantare.Insomma, visitate questa mostra e parliamone.Poi però andate anche al cinema a vedere Faust
Note conclusive: - la cosa più bella a mio parere sonoi colori. L'incredibile sanguigna lucentezza dei rossi.- la cosa meno bella èl'allestimento. Freddo, nero, neutrale. Facendo ricerche su internet si vedono soluzioni più interessanti relative a altre edizioni.- non si possono fare fotoil che mi pare una cretinata, visto che una cosa è guardare una foto una cosa è esperire, per cui anche se si diffondesse l'esatta ricomposizione fotografica della mostra, essa non subirebbe danni. Quindi resta un modo per spingere all'acquisto del catalogo.- ho evitato direttamente il quesito se si tratti o meno di arte poiché a mio parere l'arte è un'altra cosa, vedi quanto sopra “(…) lo scopo dell'esibizione è chiarissimo e anche dichiarato -tutto è assolutamente limpido in questa iniziativa- ed è di natura istruttiva, non emotiva.”- mi chiedo quale ampio giro miliardario nasca a partire da quelle che sono donazioni di corpi e mi auguro altrettanta scientificità nell'impiego, quanta è quella di partenza.

Dunque scusatemi la lunghezza, che nell'era telematica non è mai una qualità, e scusatemi la brevità, per un argomento che richiederebbe discorsi fluviali e già ne possiede, lunghi secoli.
A presto,
L.


“Die Kunst ist lang, / Und kurz ist unser Leben.

concavocielo ha detto: Un cervello vero sul comodino? Non ti facevo una tipa da horror splatter, e invece :)


Noi, qui, siamo tante personalità: c’è anche quella splatter, ma che ne sapete!

No, non è vero, l’horror splatter mi disturba, anche se poi vedo video sulla plastinazione e vorrei assistere ad una emisferectomia.
Sono un controsenso, lo ammetto.

C’è anche la personalità incentrata sul sesso, che mette video su Youporn, per poi vedere il suo tentativo di stare in pace disturbato dalla parte pignola che critica tutti i dettagli della scena.
E non dimentichiamo che a tutto ciò si aggiunge la parte stupida che ride tantissimo e quella farmaco-dipendente che cerca di distribuire Oki e Biochetasi, per surriscaldare l’ambiente!
Vatti a vedere un porno in pace, insomma!

*non prendetemi sul serio, mi raccomando*