pittura. seicento

Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne.

La scena della decapitazione avviene in un ambiente indistinto. Una luce proveniente da sinistra illumina l’azione del delitto nel momento più drammatico, nel momento in cui Giuditta ha già operato il primo taglio sulla gola di Oloferne e il sangue del tiranno comincia a sgorgare macchiando le bianche lenzuola del suo letto.
Oloferne si dimena ma viene subito bloccato da un’altra donna, la fantesca complice di Giuditta. Il tutto si compie in un attimo, in pochi secondi. Quello che la Gentileschi ha immortalato in questa scena è un momento cruciale, perché è il punto in cui Oloferne non è né vivo né completamente morto.

Buon compleanno al pittore napoletano Salvator Rosa (Napoli,  21 luglio 1615). Noto e richiestissimo dai contemporanei per i suoi dipinti di battaglie e di piccoli paesaggi - genere che finì presto per disprezzare - ricevette una commessa importante per la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma: la tela con il “Martirio dei Santi Cosma e Damiano”. Immensa la sua gioia:

“Quest'impegno m'ha tenuto non solo lontano da commercio della penna, ma da ogni altra cosa di questo mondo, e vi posso dire che mi son dimenticato insin di mangiare; ed è stata così ardua la mia applicazione, che verso il fine mi necessitò a star due giorni in letto”.

(S. Rosa)

Nell'immagine: Salvator Rosa, “Battaglia”, Firenze, Palazzo Pitti.