pisciare

Essere un maschio, sai che bello?
non avrei problemi a parlare con il tipo che mi piace
non dovrei essere denifita troia per ogni cosa che faccio
non dovrei truccarmi/piastrarmi
non avrei problemi 5 giorni al mese
non potrei restare incinta ahahah
potrei pisciare dove cazzo voglio ahahah
non sarei così timida
probabilmente i miei genitori mi lascerebbero più libertà
non dovrei farmi paranoie del tipo “perchè non mi scrive” “devo mettermi in dieta” ecc ecc
essere una femmina è davvero complicato
lo svarione delle pisciate.

Zara doveva fare la pipì. Mentre sua madre le parla, arranca verso il lavandino. Prende un bicchiere, lo riempie d'acqua. Fredda. Ne beve il contenuto in un sorso. “Ah, acqua.” Aveva perso ogni possibile traccia di saliva, un bicchiere era tutto cio’ che voleva.

No.

E’ tutto nella sua testa. Davanti al lavandino c'è, ma si è immaginata tutto. Deve solo fare la pipì. “Non riuscirò mai a bere, devo prima pisciare”. Allora andò in bagno. Si sedette sul cesso e pisciò. Nel mentre pensava.

“Ah, la pipì che esce. Che sensazione meravigliosa. Zara, in questo momento, stai eliminando tutto il brutto dal tuo corpo. Tutte le cose che ti affliggono, che ti attanagliano, la tristezza, la rassegnazione, l'assenza di fiducia in te stessa, i rimorsi… Tutto pisciato via. Le vedrai lì, galleggiare, sul fondo del cesso. Minuscoli danni disciolti nell'acqua giallognola. Dopo questa pisciata sarai una persona diversa. Una persona migliore. Più sicura. Più serena. Più contenta. Più viva. Sarai una persona nuova. Una persona migliore.”

Prese la carta igienica, la buttò e tirò l'acqua.

La sua pisciata era finita,

lei era cambiata?

sai per cosa mi odio?
io ti voglio ancora
voglio prenderti per il culo
ascoltarti piano
aspettare che arrivi
scappare
vedere parcheggi
e sudare fastidiosamente
e vedere la gente ubriaca da sobrio
e i sobri da ubriachi
e pensare che palle quando non mangi
e farmi offrire cose costosissime
parlare che non ci sono soldi
la campagna
la nonna
non insegnarti mai a cucinare
e pensare tutte le volte
che sei la ragazza più bella che abbia mai visto
e che lo smalto mi fa schifo
e cercare di mettere giù
che non mi piace stare al telefono
e tu chiami ubriaca
e non vuoi finire
mai
e assecondare i tuoi capricci
che poi
suelle cose importanti
non li fai mai
e sentirmi geloso
che non lo sono mai stato
che un po’ mi fa sentire vivo
e un po’ mi fa sentire fesso
e un po’ stronzo
e mandarti affanculo perchè non ce l'ho con te
ma dovrò pure avercela con qualcuno
e tu sei lì
che poi è qui
e cercare un posto dove pisciare in pieno giorno in centro a firenze
almeno pisciare
se scopare non si può
e ridere al ritorno al pensiero di te
che fai l'hostess
in mezzo ai congressi coi vecchi che ci provano
pensare di non voler diventare come loro mai
ma in fondo temere di sì
e finire i soldi
i treni
i pensieri
uccidere e morire di caldo
soffocare
e quasi finire sotto un tram
che è pure una cosa antica
per salutarti prima di entrare in stazione
dimenticare i documenti nella tua macchina
e ricordarsi
distrattamente
la strada
il vento che sale
avere voglia come avere fatica
non smettere
in un negozio di costumi con una puzza di profumo irrespirabile
di cercare il tuo corpo e il tuo sorriso
vicino
all'aria condizionata
voglio ancora tutto questo
e per questo mi odio.
—  Lo stato sociale - questa non è ancora una canzone
Voglio prenderti per il culo
ascoltarti piano
aspettare che arrivi
scappare
vedere parcheggi
e sudare fastidiosamente
e vedere la gente ubriaca da sobrio
e i sobri da ubriachi
e pensare che palle quando non mangi
e farmi offrire cose costosissime
parlare che non ci sono soldi
la campagna
la nonna
non insegnarti mai a cucinare
e pensare tutte le volte
che sei la ragazza più bella che abbia mai visto
e che lo smalto mi fa schifo
e cercare di mettere giù
che non mi piace stare al telefono
e tu chiami ubriaca
e non vuoi finire
mai
e assecondare i tuoi capricci
che poi
sulle cose importanti
non li fai mai
e sentirmi geloso
che non lo sono mai stato
che un po’ mi fa sentire vivo
e un po’ mi fa sentire fesso
e un po’ stronzo
e mandarti affanculo perchè non ce l'ho con te
ma dovrò pure avercela con qualcuno
e tu sei lì
che poi è qui
e cercare un posto dove pisciare in pieno giorno in centro a Firenze
almeno pisciare
se scopare non si può
e ridere al ritorno al pensiero di te
che fai l'hostess
in mezzo ai congressi coi vecchi che ci provano
pensare di non voler diventare come loro mai
ma in fondo temere di sì
e finire i soldi
i treni
i pensieri
uccidere e morire di caldo
soffocare
e quasi finire sotto un tram
che è pure una cosa antica
per salutarti prima di entrare in stazione
dimenticare i documenti nella tua macchina
e ricordarsi
distrattamente
la strada
il vento che sale
avere voglia come avere fatica
non smettere
in un negozio di costumi con una puzza di profumo irrespirabile
di cercare il tuo corpo e il tuo sorriso
vicino
all'aria condizionata.
—  Lo Stato Sociale
BISESSUALE? TRISESSUALE? 4SESSUALE? SIETE FUORI MODA xdx

racazzo: ei tu!!!!!!

io: ke cie? 

racazzo: ti piacciono i pesci? xd

io: si xk? ke ciai il mare dntro anke tu? *—-*

racazzo: ke??? no xò cio un pescie…..

io: un pescie?…. io i pesci celo dntro xd

racazzo: a…… io cio un pescie di 25 cientimetri, vuoi vederlo? xd

io: ke bll….. un pescie spada? *-*

racazzo: zitta e goditelo xd

ha l'ora mi a ftt vedere il suo aggeggio ke serve x pisciare………..

i racazzi sn tt uguali. lui mi a ftt illudere faciendomi credere ke cia i pesci dntro………. ecco xk sn pesciesessuale cmq

Come cazzo si può pensare che sia divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivate in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?
—  Charles Bukowski, Factotum
Stasera così:

Che palle. che noia.
Ho fame.
Devo pisciare.
Vaffanculo idiota.
Oddio troie ovunque.
Schifo.
Schifo.
Schifo.
Troie.
Schifo.
Troie.
Zoccola.
Ma muori.
Figlio di puttana.
Che caldo.
Mamma. Ho fame.
Voglio la pizza.
Porco mondo.
Mi manchi.
Ti odio.
Odio.
Odio.
Fame.
Ho fame. Basta.

Sai per cosa mi odio?
Io ti voglio ancora
voglio prenderti per il culo
ascoltarti piano
aspettare che arrivi
scappare
vedere parcheggi
e sudare fastidiosamente
e vedere la gente ubriaca da sobrio
e i sobri da ubriachi
e pensare che palle quando non mangi
e farmi offrire cose costosissime
parlare che non ci sono soldi
la campagna
la nonna
non insegnarti mai a cucinare
e pensare tutte le volte
che sei la ragazza più bella che abbia mai visto
e che lo smalto mi fa schifo
e cercare di mettere giù
che non mi piace stare al telefono
e tu chiami ubriaca
e non vuoi finire
mai
e assecondare i tuoi capricci
che poi
suelle cose importanti
non li fai mai
e sentirmi geloso
che non lo sono mai stato
che un po’ mi fa sentire vivo
e un po’ mi fa sentire fesso
e un po’ stronzo
e mandarti affanculo perchè non ce l'ho con te
ma dovrò pure avercela con qualcuno
e tu sei lì
che poi è qui
e cercare un posto dove pisciare in pieno giorno in centro a Firenze
almeno pisciare
se scopare non si può
e ridere al ritorno al pensiero di te
che fai l'hostess
in mezzo ai congressi coi vecchi che ci provano
pensare di non voler diventare come loro mai
ma in fondo temere di sì
e finire i soldi
i treni
i pensieri
uccidere e morire di caldo
soffocare
e quasi finire sotto un tram
che è pure una cosa antica
per salutarti prima di entrare in stazione
dimenticare i documenti nella tua macchina
e ricordarsi
distrattamente
la strada
il vento che sale
avere voglia come avere fatica
non smettere
in un negozio di costumi con una puzza di profumo irrespirabile
di cercare il tuo corpo e il tuo sorriso
vicino
all'aria condizionata
voglio ancora tutto questo
e per questo mi odio.
—  Lo Stato Sociale