pioggia finta

nuda, distesa sul letto, lascio che questo vento fresco percorra ogni centimetro della mia pelle immaginando siano le tue mani.
a mancarmi ora non sei più tu ma il tuo ricordo, a poco a poco svanirai come i segni dei gessetti sull’asfalto dopo una pioggia, ti dimenticherò facendo finta che non sei mai esistito.
penso a quanto tempo io stia sprecando per illudermi di stare bene, tenendo occupata la mente. domani magari andrò a vedere le stelle in collinetta come la notte di un paio di anni fa in cui espressi il desiderio che tu fossi sempre felice grazie a me. che ragazzina stupida che ero.
l’inutilità di queste parole.
l’impossibilità di essere chi vorrei.
resta solo il fumo dei miei sogni.