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money makes the world go round

Quando seguivo Politiche e Strategie aziendali erano appena successi quei brutti fattacci di fallimenti dell’Alitalia e di Parmalat, si intende che accaddero negli anni appena precedenti.
Capirete che per me che studiavo management aziendale furono anni di grande controversia e nel dubitare la materia di studio scelta e nel pensare come entrare nel mondo del lavoro nel modo più etico possibile, a posteriori ammetto che con la laurea che mi ritrovo e il background lavorativo applicare l’etica è non impossibile, ma alquanto difficile; per lo meno sono uscita dal mondo delle assicurazioni che davvero mi creava difficoltà a convivere con me stessa.
Dicevamo, il mio professore dell’epoca costruiva degli scenari e li recitava e ad un certo punto del corso si rivelò necessario parlare dei conflitti di interesse e dei soci in amministrazione di un’azienda, azienda grande si intende e venne il momento di spiegarci come avvenivano i finanziamenti, nel senso non come sarebbero dovuti avvenire secondo procedure e regolamento, ma come effettivamente almeno in Italia avvenivano e vedendo la situazione di banche ed imprenditori attuale come anche oggi avvengono direi.

Del consiglio di amministrazione di Parmalat per esempio, all’epoca del fallimento, faceva parte anche il direttore della banca di Parma.
La scenetta era divisa in due parti.
La prima durante il consiglio di amministrazione in cui si varava la decisione di un investimento pericoloso e insensato (non ricordo assolutamente quale) e dunque la necessità di chiedere un finanziamento, che di regola l’azienda non poteva ottenere vista la situazione delle attività e dei debiti sussistenti.
La seconda si svolgeva in banca, nella banca di parma precisamente, in cui si presenta il socio col conflitto di interesse e chiede il finanziamento che gli viene negato, ovviamente, ma ad un certo punto al tipo viene un'illuminazione e si ricorda che:
Ma che scemo! Io sono il direttore della banca, io posso darmi il finanziamento! E finanziamento sia!

Vorrei dirvi che il racconto è basato su fatti realmente accaduti, ma romanzati, però non me la sento.
Non me la sento perché vedo cosa sta succedendo oggi sia nel contesto delle banche che delle varie istituzioni in generale.

E’ chiaro e lampante che esiste una categoria di gente, la stragrande minoranza, quella che si dice essere il 10% che detiene il 90% della ricchezza del mondo, che non ha idea di cosa siano i soldi proprio come materia, come prodotto del lavoro (degli altri ovviamente) e come si ottengano, da dove escano.
Vale a dire che la massa, quella che lavora nello sfondo, quelli come me che stanno davanti ad un pc otto ore al giorno sottopagati, quelli che raccolgono pomodori in nero schiavizzati, quelli che si svegliano ogni mattina ad un orario disumano per potersi permettere di portare del mangiare decente a tavola ad una famiglia e tutti gli altri che fanno girare il pil di ogni paese, la classe dei lavoratori insomma, è quella che crea i soldi.
I soldi son frutto di lavoro, vengono prodotti e l’offerta di moneta segue l’andamento della ricchezza del cittadino.
Sintetizzando l’offerta di moneta è composta da totalità di moneta pubblica (indovinate da dove viene), totalità del circolante (indovinate chi lo detiene), quantità di risparmi / riserve bancarie (se calcolate che per lo più i grandi investitori detengono debiti indovinate chi sono i risparmiatori che effettivamente risparmiano soldi?).
Il punto è che la massa di lavoratori che creano la base monetaria non decide però sui meccanismi della base monetaria, che viene decisa da andamenti di titoli di stato, da riserve monetarie obbligatorie delle banche e da operazioni sui tassi di sconto.
E’ ovvio che se aumenta la ricchezza non in termini reali (di moneta), ma di attività, aumenta la base monetaria e quindi l’offerta, però di base, noi che creiamo base monetaria si lavora e basta.
Noi si lavora e basta e nel caso subiamo l’inflazione, la rivalutazione ancora non l’ho mai vista, ho visto solo diminuire il prezzo del carburante per merito / causa di una guerra del pertrolio tra arabia e stati uniti.

Il fatto è che volevo parlare della ereditiera della Lamborghini che è nata tra quel 10% che detiene il 90% insomma e che di fatti non ha idea di cosa siano i soldi e a cosa servano.
Lei che ne ha più di tutti (permettetemi l’iperbole) non sa da dove vengano e di chi sia il sudore colato sopra le banconote, perché?
Perché non usa banconote, lei usa debito, anche nel momento in cui striscia la carta di credito usa debito.
Una volta le hanno chiesto quanto vale una delle macchine con cui va in giro e ha sparato tipo boh centomila dollari? Duecento?
No le hanno detto, qesta è un modello raro, ce ne sono forse solo dieci in giro, vale milioni di dollari! Ah sì? E come son fati i dollari?
Son fatti col culo della gente che non può permetterseli.

I debiti non possiamo permetterci, noi che lavoriamo.
Tanto quello conta.

Gli unici he ancora aprono il portafogli per pagare coi soldi, che hanno ancora idea di come sia fatto un cinque euro per pagare il pane siamo noi, noi poveracci.
Noi che li creiamo e lavoriamo per ottenerli.

Quelli grossi non ne hanno bisogno, tanto i loro debiti anche quelli li paghiamo noi.