piaciuta

Ho fumato una sigaretta mentre non c'eri, ma tranquillo non mi è piaciuta. Poi avevo continuamente la tua voce in testa a dirmi di posarla, di lasciar stare, che mi stavo rovinando. Ho fumato fino all'ultimo sospiro. I polmoni bruciavano e la testa girava, ma era sempre meglio che non sentirti più. Mi accontentavo dell'illusione che non saresti stato contento neanche te.

Ho bevuto una birra a digiuno mentre non c'eri, la sensazione di vuoto allo stomaco non mi è piaciuta, ma ho cominciato a ridere e a fare la cretina e allora andava bene. Era da prima che te ne andassi che non ridevo così. Ti immaginavo a dirmi che avrei dovuto mangiare ed io non mangiavo, bevevo, per dispetto, così non saresti stato contento nemmeno tu.

Ho portato sempre i capelli lisci quando non c'eri, perché a te non piacevano.
Ho lasciato perdere la musica mentre non c'eri, perché a te piaceva.
Ho studiato tanto mentre non c'eri, perché mi distraeva.

Ho rivisto le nostre foto un milione di volte mentre non c'eri, perché doveva farmi male, perché era colpa mia. Se eri andato via era colpa mia, se eri scappato colpa mia, se non mi ami colpa mia.
Mi sono distrutta da sola, perché tu mi avresti salvata.
E tu non c'eri,
Io volevo che tornassi.

Ti salverei.
Se potessi, ti salverei.
Se sapessi come, ti salverei.
Ti tirerei fuori da tutti i tuoi guai.
che si, io sono piena di problemi, ma

salverei prima te.
Questo mondo, già da un po’ ti sta stretto.
Questa monotonia, questa malinconia, che
non ti è mai piaciuta.
Ti porto via,
sì, ti porto via,
che manco so dove,
ma che me frega,
non mi importa.
Anzi,
Ti porto da me,
sul mio letto,
tra le mie braccia,
magari lì, ti sentirai a casa,
ed il mondo ti starà meno stretto.
—  Bonnie Prk. @wordsofablackshadow
Yo, ho trovato questo test su internet, e ho pensato che sarebbe carino se mi inviaste uno o più numerini, così mi aiutate a sconfiggere la noia :c

personal.

1. come stai?
2. metti una foto di te stesso (se vuoi)
3. vorresti essere qualcun altro?
4. hai qualche strana mania/ossessione?
5. qual'è il tuo nome per intero?
6. quanti anni hai?
7. l'eta che ti danno le altre persone?
8. cos'hai fatto al tuo ultimo compleanno?
9. come passerai invece il prossimo?
10. il tuo segno zodiacale?
11. di che colore sono i tuoi capelli?
12. hai mai tinto i tuoi capelli?
13. colore degli occhi?
14. se potessi cambiare il colore dei tuoi occhi, quale sceglieresti?
15. porti gli occhiali?
16. cosa ne pensi del tuo corpo?
17. hai mai avuto disturbi alimentari?
18. ti piace andare a scuola?
19. materia preferita?
20. vai d'accordo con la tua famiglia?
21. dì sette cose riguardo al tuo corpo.
22. hai tatuaggi?
23. qualche idea per un tatuaggio futuro?
24. hai dei piercing?
25. quando hai provato veramente paura?
26. usi la mano destra o sinistra?
27. hai mai pianto per gioia?
28. bevi?
29. fumi?
30. hai qualche animale domestico?
31. hai mai fatto qualche dieta?
32. di dove sei?
33. qual'è la tua qualità migliore?
34. in cosa sei bravo?
35. in cosa sei negato?
36. dì tre cose sul tuo carattere.
37. l'ultima persona a cui hai detto ‘ti voglio bene’?
38. l'ultima persona a cui hai detto ‘ti amo’?
39. dimmi due tue abitudini.
40. qual'è la tua carriera ideale?
41. la tua vita è uguale a due anni fa?
42. hai mai avuto un amico immaginario?
43. dì 6 cose sulla tua camera.
44. sei mai stato dallo psicologo?
45. sei allergico/a a qualcosa? se si, cosa?
46. ti sei mai avvicinato alla morte?
47. cose che ti piacciono e non di te stesso.
48. tre cose che le persone non conoscono di te.
49. cinque cose strane che ti piacciono.
50. hai faceboook?
51. hai qualche tua foto su facebook?
52. descrivi te stesso in una parola.
53. dimmi qualcosa. (?)

favorites.

54. qual'è la cosa che preferisci fare?
55. colore preferito?
56. band/cantante preferito?
57. libro preferito?
58. film preferito?
59. citazione preferita? e perchè?
60. parola preferita?
61. cibo preferito?
62. animale preferito?
63. cani o gatti?
64. fiore preferito?
65. profumo preferito?
66. stagione preferita?
67. cinque luoghi dove vorresti andare prima di morire.
68. cinque cose senza le quali non puoi vivere.
69. qual'è la tua creatura mitologica preferita e perchè?
70. programma televisivo preferito?
71. negozi preferiti dove fare shopping?
72. dì quattro cose sui tuoi genitori.
73. assomigli più a tua mamma o a tuo papà?
74. hai fratelli o sorelle?
75. dì 3 cose sulla tua famiglia.
76. dì 3 cose sulla tua infanzia.
77. il ricordo migliore della tua infanzia?
78. dì 3 cose sulla tua città.
79. il posto dei tuoi sogni per andare in vacanza?
80. dove vorresti essere ora?
81. i migliori posti che hai visitato.

friends.

82. hai mai sorriso ad uno sconosciuto?
83. preferisci fare amicizia con le femmine o maschi?
84. il tuo amico più fedele?
85. cosa ne pensi dell'amicizia?
86. amicizia o amore?
87. c'è qualcuno a cui puoi dire veramente tutto nella tua vita?
88. se il tuo miglior amico morisse, cosa faresti?
89. hai mai mentito alla tua migliore amica?
90. perchè?
91. ti sei mai sentito sotituito?
92. un amico ti ha mai deluso?
93. dì 3 cose sul tuo migliore amico/a.

relationships.

94. l'ultima persona che hai abbracciato?
95. con chi è stato il tuo primo bacio?
96. è stato bello?
97. ti piace baciarti in pubblico?
98. credi nell'amore a prima vista?
99. qual'è la tua idea di appuntamento perfetto?
100. descrivi il tuo ragazzo/ragazza perfetto/a.
101. qual'è la prima cosa che noti in una persona?
102. cosa ne pensi delle relazioni a distanza?
103. e della differenza di età?
104. cinque ragazzi/ragazze da cui sei attratto/a.
105. sei innamorato/a?
106. dì 3 cose sulla persona che ti piace.
107. se la persona che ti piace, ti dice che gli piace qualcun altro, come reagiresti?
108. pensi di piacere a qualcuno?
109. pensi che qualcuno stia pensando a te, in questo momento?
110. hai mai pianto per un ragazzo/ragazza?
111. hai mai desiderato di avere qualcuno di impossibile?
112. ti è mai piaciuto qualcuno che i tuoi amici detestavano?
113. ti è mai piaciuta la stessa persona che piaceva alla tua migliore amica?
114. la frase più dolce che ti abbia detto una persona?
115. una persona per cui faresti di tutto?
116. cosa dovrebbe fare un ragazzo/ragazza per conquistarti il cuore?
117. cosa ti eccita?
118. hai mai scritto una poesia o una canzone?
119. qualcuno l'ha mai scritta per te?
120. qual'è la cosa più dolce che hai fatto per qualcuno?
121. sei fidanzato/a?

music, movies and books.

122. quanto spesso ascolti musica?
123. quale tipo di musica ti piace?
124. ti piace ballare?
125. sei mai stato ad un concerto?
126. una canzone che ti fa piangere?
127. una canzone che ti ricorda un brutto ricordo? (scusa per il gioco di parole)
128. una canzone che ti ricorda un bel ricordo? (riscusa cc)
129. una canzone che canticchi sempre sotto la doccia?
130. la canzone più profonda che conosci?
131. la canzone che ti fa ballare sempre?
132. scrivi una frase di una canzone qualsiasi…
133. l'ultimo libro che hai letto?
134. l'ultimo film visto?
135. il libro che leggeresti tutto in una volta?
136. quale tipo di film guardi?
137. ti piacerebbe diventare attore/attrice?

138. sei felice?


loceanonegliocchisuoi

Oggi ti pensavo, mentre ascoltavo una canzone che a te probabilmente non sarebbe piaciuta troppo, ma dove ti ritrovo in ogni singola parola. Ti pensavo e ad un certo punto mi ha assalito la paura: paura che da me non te ne andrai mai, che ti amerò per tutta la vita.
—  ilragazzodalsorrisomaledetto

ti ho vista nuda
semivestita
semisvestita
seminuda
vestita
ti ho sentita
silenziosa
meditabonda
ti ho udita
parlare
cantare
sussurrare
fischiettare
urlare
mi sei piaciuta
in tutte le modalità
hai pelle morbida
liscia
profumata
hai capelli di fragranza
inaudita
non ho capito i tuoi piedi
ma io i piedi, lo sai, non mi suscitano
ma c’hai occhi
da ribaltare un camion in corsa
sulla Torino – Reggio Calabria
il tredici d’agosto
a mezzogiorno
c’hai occhi tu
il cui colore
lo ammetto
mi è doloroso in assenza
in presenza no
mi ci tuffo
e faccio il record mondiale di apnea
poi ci galleggio a pancia in su
e m’addormento

il tuo corpo è un’isola segreta
lontana
facciamo che sono un naufrago
mi sveglio sulla spiaggia
è mattina
non ho nessunissimo bisogno
di essere
salvato

—  Guido Catalano

“Dimenticherai”
Ma io non voglio dimenticare.
Io voglio ricordarmi tutto di te:
Il tuo profumo sulla mia maglietta nera,
la sensazione che offrivano le tue mani sulla schiena,
le tue dita che sfioravano sempre il mio ginocchio quando mi eri seduto accanto,
come ridevi quando i tuoi occhi incontravano i miei,
il tuo sguardo fiero come se fossi la prima cosa bella della tua vita, pure se io bella non mi sarei definita mai.
La nostra canzone, ma come la cantavi tu, e la tua voce che doveva perennemente cantarmi qualcosa.
Il modo in cui facevi una battuta per cui ridevi prima tu che io, ed io non ridevo perché facesse ridere ma perché faceva sorridere te.
Le scenate di gelosia, il divano troppo piccolo per farci entrare un amore così grande, e i nostri pensieri affollatissimi che in due diventano leggeri come i sogni che ci rendevano parte di un futuro da vivere insieme.

Pensavo che in questo mondo ci fosse un posto per noi.
Con te pensavo che al destino dovevo essere piaciuta proprio tanto per mettermi sulla tua stessa strada, per farmi vivere il tuo stesso tempo.

E adesso che tutto è finito così, io trovo solo la forza di volerti ancora bene, tanto da sperare che in uno dei tanti microscopici punti dell'universo tu trovi qualcuno che possa renderti felice,
Tanto da sperare che un giorno mi rincontrerai e riuscirai a guardarmi negli occhi, a ricordare quello che c'è stato come una cosa bella.
Avrei voluto avere un po’ di tempo in più, un'altra occasione, una speranza.

Ma va bene così,

Io mi ricorderò di te perché non sei stato importante.
Tu sei stato tutto ciò che sono in grado di dare.

Lettera alla mia ex migliore amica

Cara ex migliore amica,
ogni tanto mi fermo a pensare.
Ogni tanto, in realtà, mi metto lì seduta a guardare delle vecchie foto. E in ognuna di essere c'eri tu.
Oggi non siamo in foto insieme neanche se si tratta di selfie di gruppo. Ho semplicemente imparato a non farci caso, a non dar peso al fatto che ormai nella mia vita non ci sei più e che sei quasi un'estranea.
A volte mi fermo a pensare a quanto ci siamo odiate all'inizio, a quanto ci siamo avvicinate per una stupida questione sentimentale -che a pensarci adesso, mi viene da ridere- e ci siamo scoperte due anime identiche, due menti unite dalle stesse paure, gli stessi pensieri, gli stessi sogni, le stesse speranze.
Anche passare un pomeriggio seduta sul divano insieme a te mi sembrava la cosa più bella: io, tu, il resto del mondo lontano.
Ti guardavo ed era come guardarmi allo specchio e se io arrivavo ad odiarmi qualche volta vedendo la mia immagine riflessa, con te non capitava mai.
Ricordo delle giornate passate a mangiare patatine, a guardare film con la pioggia fuori, le notti in bianco a ridere sottovoce per non svegliare gli altri, i caffè e i tè freddi, i segreti più intimi raccontati sottovoce, le giornate intere a scriverci dicendoci tutto senza raccontarci nulla.
In particolare mi ricordo di te come ci si ricorda di un angelo custode, passato lì per caso, che mi ha salvata tante volte e che poi ha cercato un'altra anima da proteggere.
Me le ricordo bene le giornate passate ad abbracciarmi forte e ad asciugarmi le lacrime, a dirmi che dalla vita potevo pretendere di più.
E poi è successo che quel più, silenziosamente, mi è arrivato.
E non ci sono più state lunghe telefonate a chiedere consigli, non ci sono più state lunghe giornate stese sul letto a cercare spiegazioni.
Non avevo più nulla di cui lamentarmi e parlare troppo della mia felicità mi sembrava quasi scocciarti… Così ci siamo spente.
Forse hai creduto che io non avessi più bisogno di te, mentre dentro morivo dalla voglia tante volte di sentirmi protetta.
E quante cose ho visto cambiare nella tua vita, quante cose mi sono state taciute e quanto avrei voluto condividere con te ogni piccola gioia e ogni piccolo dolore.
Ti sono stata vicina quanto ho potuto, quanto mi hai permesso, quanto mi era concesso.
Non mi è mai sembrato abbastanza e il vuoto dentro me, causato da te, è cresciuto sempre di più.
È vero: sono cambiata ad un certo punto, tanto da non riconoscermi nemmeno più. È stato un cambiamento doloroso, che neanche io accettavo all'inizio e tu forse l'avevi capito che non ero più quella di prima. Credevo che tu potessi capirmi, accettare il fatto che stessi crescendo, che non fossi più l'ingenua ragazza di quindici anni che avevi conosciuto.
E invece non ti sono più piaciuta, nonostante avessi provato a spiegarmi.
Ma non ero cambiata davvero… Ero sempre io. Quella sorridente, quella sognante, un po’ malinconica, credulona, permalosa, acida con tanta dose di dolcezza… Semplicemente avevo capito cosa valeva la pena raccontare e cosa no, non che non mi fidassi, è che ti vedevo così lontana a volte, così presa dalla tua nuova vita, dalle tue nuove abitudini, dalle tue nuove amicizie, che avevo paura di annoiarti con le mie stupidaggini.
Ed oggi eccoci qui: due estranee che si dicono ciao, che non hanno il coraggio di guardarsi negli occhi per più di quindici minuti.
Ma tu la tua nuova “metà” l'hai trovata, tu hai fatto presto a dimenticare i nostri momenti, la nostra amicizia.
Io invece, qualche volta, ancora piango.
Come oggi che mi sono messa a guardare le nostre foto.
Io, qualche volta, ancora avrei voglia di tornare indietro nel tempo e darti uno di quegli abbracci che mi facevano sentire a casa, come se tutto andasse bene.
Io volevo dirti solo una cosa: sono felice.
Sì, forse non lo sai, o forse lo hai intuito, ma le cose nella mia vita vanno abbastanza bene… Ci ho fatto l'abitudine a non vederti seduta sul mio letto con il telefono tra le mani a ridere degli altri; ci ho fatto l'abitudine a non vedere le tue foto stupide su whatsapp o le tue simpatiche minacce di mandarmi a fanculo se non avessi smesso di riversare su di te i miei sintomi premestruali… Sì, ci ho fatto l'abitudine a stare senza di te.
Per questo non voglio più qualcuno che sia come te nella mia vita.
Io non voglio un'altra amica. Io volevo te.
E mi dispiace per chi ci prova a conquistare il mio cuore… Volevo solo dirti che è ancora tuo quel pezzo riservato all'amica del cuore e che nonostante tu non mi abbia mai dato spiegazioni e sia andata via a passi veloci, decisi e determinati, nonostante tutte le lacrime che ho versato sulla spalla del mio “di più dalla vita”, io sarò sempre qui ad aspettare un tuo messaggio con scritto “Vengo da te, mi annoio da sola” come quei pomeriggi in cui improvvisamente mi piombavi in casa, perché non c'era nessun altro posto in cui volessi essere.
Ecco, solo questo.
Io sono ancora qui ad aspettare che tu mi dica che nonostante tutto sono io la tua amica del cuore.
E se un giorno dovessi leggere queste parole, ti prego di scrivermi solo se un po’ ti manco anche io, solo se hai voglia di recuperarCI.
Altrimenti, ti prego, continua a far finta che sia una qualunque come hai fatto fino ad oggi… Mi fa meno male di un tuo “Mi dispiace, le cose cambiano”.

«Non ho bisogno di essere presa per mano per andare avanti. Ce la faccio benissimo da sola.»
Eppure, mentre pronunciava queste parole sentì qualcosa dentro crollare.
La verità era che non ce la faceva più. Ero sola tutta la vita. Certo, c'era stato qualcuno che le era piaciuto e lei era piaciuta a qualcuno, ma non aveva mai smesso di essere sola. Di sentirsi sola. Era esausta per via di tutti quei sogni a occhi aperti per niente esigenti che faceva ogni sera prima di andare a dormire e che non si realizzavano mai, per via di tutto quello che negli anni si era vista scivolare via tra le dita senza poter fare niente per trattenerlo. Era stanca, ma nonostante questo non riusciva ad ammetterlo. Sarebbe bastata una frase, quattro parole, poche lettere:
“Ho bisogno d'amore.”
Pensava che dirlo l'avrebbe resa una preda facile, che l'avrebbe resa ancora più vulnerabile e questo non poteva proprio permetterselo.
—  Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, Susanna Casciani

Ti chiamerei per dirti che mi manchi. O almeno per chiederti come stai, se ancora riesci a suonare la nostra canzone o se neanche tu non l'ascolti più. Per chiederti se stai diventando la persona che volevi essere. Io ci sto lavorando, anche se tu lo rendevi un po’ più facile. Per chiederti se ancora cerchi di indovinare le costellazioni guardando su nel cielo. Per chiederti se ti è piaciuta l'ultima canzone di quel gruppo che ti piaceva tanto. Li ascolti ancora, vero?
Ti chiederei se sei felice, come lo sono io di ascoltare finalmente la tua voce.
Ti chiamerei, se solo non mi tremassero le mani al solo pensiero di farlo davvero.

Ti ho vista nuda

semivestita

semisvestita

seminuda

vestita

ti ho sentita

silenziosa

meditabonda

ti ho udita

parlare

cantare

sussurrare

fischiettare

urlare

mi sei piaciuta

in tutte le modalità

hai pelle morbida

liscia

profumata

hai capelli di fragranza

inaudita

non ho capito i tuoi piedi

ma io i piedi, lo sai, non mi suscitano

ma c’hai occhi

da ribaltare un camion in corsa

sulla Torino – Reggio Calabria

il tredici d’agosto

a mezzogiorno

c’hai occhi tu

il cui colore

lo ammetto

mi è doloroso in assenza

in presenza no

mi ci tuffo

e faccio il record mondiale di apnea

poi ci galleggio a pancia in su

e m’addormento

il tuo corpo è un’isola segreta

lontana

facciamo che sono un naufrago

mi sveglio sulla spiaggia

è mattina

non ho nessunissimo bisogno

di essere

salvato.

—  Guido Catalano - @un-ragazzo-da-parete
Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.

E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandono tutto, ti lanci,
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.

Perché tu hai capovolto
I misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.

E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
l'unica che ti è piaciuta –.
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
—  Pedro Salinas, primo componimento della raccolta La voce a te dovuta

Erano belle anche le sere d'estate con te.
Lo sai, non mi è mai piaciuta.
Troppo calda, troppo fuori controllo.
Eppure c'era quella sensazione di allegria, e tra i vicoli e le strade che sapevano di birra c'eri tu, la musica ad alto volume e un abbraccio mai scontato. E mi piaceva, lo sai, anche perderci tra vie che sapevamo a memoria, perchè mi davi alla testa.
Non ubriachiamoci, sei già un disastro così.
Andava bene così.

Cara mamma, caro papà.
La bambina che avete visto sparire nei vestiti 10 anni fa, quella che non stava in piedi, quella bianca, con le guance incavate e gli occhi grandi, ve la ricordate?
La stessa che avete imbottito di medicine e fatto ingrassare fino al sovrappeso.
Ve la ricordate?
Quella sempre da sola sull'autobus.
Quella che “in fila per due” era sempre con la maestra.
Quella che chiedeva la pizza senza mozzarella e voi non capivate il perché: ma le è sempre piaciuta.
Quella che aveva il diario segreto tenuto sotto chiave oppure quello con il riconoscimento vocale.
Ve la ricordate?
Beh quella bambina è cresciuta.
È diventata una ragazza.
La riconoscete?
Sta ancora da sola sull'autobus e in fila.
La pizza cerca proprio di evitarla.
Il diario segreto, per sicurezza, l'ha messo su internet, in anonimo.
E le guanciotte paffute che tanto amavate di lei sono scomparse.
I grandi occhioni verdi si sono spenti.
Due anni fa l'avete vista crollare.
Tu, papà, l'hai vista crollare.
È crollata tra le tue braccia in preda alle convulsioni, con il viso cadaverico e le gambe molli.
L'hai portata sul letto, leggera come una piuma.
“Hai mangiato?”
No, mamma.
Quella ragazza non aveva mangiato: aveva sbriciolato quell'unica fetta biscottata che di solito si permetteva e l'aveva buttata insieme al tovagliolo.
Ma tu eri troppo impegnata a urlare ed a ricordarle che deve studiare per accorgertene.
Ora che è stesa, incosciente, sul letto, bianca come il lenzuolo sotto di lei te ne accorgi?
Ora capisci cosa sta succedendo?
No, certo che no.
Puoi intuire vagamente.
Pensi che sia solo una fissa da ragazzina, passerà.
Non le controlli i polsi, la pancia, le gambe.
Non vedi i segni rossi.
Le rifili una bustina di integratore all'arancia e le vieti di decidere i suoi pasti da sola.
“D'ora in poi i piatti li faccio io” le dici.
Pasta, pizza e gelato finché non torna a 65kg.
E alla fine ci è tornata a 65kg.
A posto no?
No. Nulla è a posto.
Perché quella ragazza è tornata a digiunare.
È tornata a buttare il cibo di nascosto.
A bruciare calorie in camera, nel letto, in bagno.
Conta scrupolosamente le calorie di ogni cucchiaio di cibo che le dai.
Quella pizza: 500kcal. Troppe.
Quel dolce: 200. Troppe.
Riso: 100. Troppe.
Una pesca: 50. Troppe.
Un morso di mela: 8. Troppe.
Tutto ruota intorno a questi numeri. Tutto.
E non vanno mai bene, calcoli su calcoli e non funziona mai nulla.
Non funziona perché cerca lo zero.
Zero, vuoto, nulla.
Sapete perché?
Mamma? Papà? Lo sapete?
Vostra figlia cerca lo zero perché in realtà non vuole dimagrire, vostra figlia vuole andarsene, vuole scomparire.
Se potesse si strapperebbe questo corpo grasso ed informe e volerebbe via, come una farfalla.
Per lei non c'è posto qui.
Nessuno la vuole, nessuno la capisce.
Ve la ricordate quella bambina piccola, con i capelli lunghi e gli occhioni verdi?
Vi sta chiedendo di essere salvata, ma voi siete troppo occupati per sentirla.

Ti salverei, ecco.

Se potessi, ti salverei.

che si, io sono piena di problemi, ma
salverei prima te.    
                             
Questo mondo, che inizia a starti stretto.

Questa monotonia, che non ti è mai piaciuta.                          

Ti  porto via,                                               

che manco so dove,                                   

ma che me frega .                                      

Anzi,                                                          

Ti porto al mare,    

i tuoi capelli diventano ancora più belli.


Ti salvo io.

La prima volta che mi sono sentita delusa, arrabbiata, senza forze e con le lacrime che scendevano velocissime sul volto avevo soltanto nove anni, ero in spiaggia a giocare con palette e secchielli con una mia amica ed ero davvero felice e spensierata, fino al momento in cui telefona mio babbo e mi chiede di tornare a casa perché mia nonna se n’era andata.
La prima volta che sono diventata grande è stato quando ho capito che avrei dovuto continuare a vivere senza mia nonna, senza la persona più importante della mia vita accanto a me, senza i suoi dolci, i suoi abbracci e senza poter più farle tante trecce ai capelli.
La prima volta che mi sono sentita una donna e non più una ragazza avevo appena preso la patente ed ero in macchina da sola. C’eravamo solo io e lei e non ci sarebbero più stati i miei genitori a prendersi le responsabilità per i miei disastri.
La prima volta che ho baciato qualcuno era iniziata da poco la primavera, era aprile e attorno a noi c’erano tanti fiori, tanto caldo e tanto imbarazzo. 
La prima volta che ho baciato qualcuno nemmeno capivo cosa le persone provassero nel baciare, la ritenevo una cosa banale e di cui poter far a meno perché non mi piacque molto.
La prima volta che mi sono ubriacata ero in gita a Venezia e non facevo altro che bere birre con una mia amica. Diventai logorroica e mi distesi su un letto, con una birra in mano e tante parole senza senso che uscivano dalla mia bocca e, per fortuna, c’era lui che mi ascoltava, rideva con me e mi proteggeva.
La prima volta che ho capito realmente quale fosse la mia passione e il mio piccolo talento ero in quarta superiore e, siccome il mio professore voleva che ogni mese noi leggessimo un libro per poi farci una recensione, io andai da lui per chiedergli di consigliarmene uno e lui mi consigliò “oceano mare” di Baricco. In classe mia nessuno l’aveva mai letto e girava la voce che Baricco fosse un autore troppo difficile per dei sedicenni, quindi io gli dissi che probabilmente non sarei stata in grado di capirlo. Ma lui mi rispose che io ce l’avrei fatta, che io ero diversa dagli altri e che avrei dovuto combattere per ciò che amo fare: scrivere e leggere. Quella volta parlammo molto del giornalismo, della scrittura, di Baricco, dei nostri gusti, del nostro amore per Leopardi e lui concluse il discorso facendomi i complimenti per tutti i lavori fatti dall'inizio dell’anno a quel momento. 
La prima volta che qualcuno ha creduto davvero in me è stata questa e non potevo trovare persona migliore che potesse incoraggiarmi.
La prima volta che ho rischiato tutto avevo diciassette anni e mi piaceva un ragazzo che abitava a qualche ora da me ed era una storia difficile. Raccontai bugie ai miei genitori, nessuno sapeva dove fossi e cosa stessi facendo, presi un treno senza neanche sapere bene dove dovessi scendere e feci una sorpresa a questo ragazzo. Mi tremavano le mani e la gambe, avevo il volto rosso di imbarazzo e tanta ansia.
La prima volta che ho avuto un serio attacco di panico avevo quasi diciannove anni e fui “lasciata” con un messaggio dall'unica persona che posso dire mi sia piaciuta in tutti questi anni. Improvvisamente iniziai a piangere, a tossire fortemente, a vomitare, non vedevo più niente, non riuscivo a respirare, ruppi senza volere le tende di camera mia e cascai in terra.
La prima volta che mi sono sentita amata stavo per fare il colloquio della maturità, ero tesissima e stavo leggendo la tesina, ripetendomi che non sapevo niente. E lui era lì con me a tenermi la mano, ad accarezzarmi la guancia e a dirmi che ero in gamba, che sapevo tutto e che ripetere la tesina in quel momento non mi sarebbe servito a niente. Lui c’è sempre stato.
La prima volta che mi sono sentita felice ero a Praga e respiravo un’aria diversa, era sparita la tristezza, la monotonia e la nostalgia. Lì mi sono sentita finalmente libera e contenta come non mai.
La prima volta che mi sono sentita fiera di me era appena finita la maturità e avevo appena letto il voto con cui sono passata e feci salti di gioia ripensando al mio colloquio e al fatto che i miei professori credevano davvero tanto in me e mi pregarono di non abbandonare mai le mie passioni e di continuare a scrivere sempre.
La prima volta che ho avuto un vero appuntamento con la persona che desideravo da anni sono andata a vedere le stelle e in sottofondo alle nostre carezze e parole c’era la musica di Einaudi.
La prima volta che mi sono sentita davvero bene, a mio agio e desiderata è stata qualche giorno fa in una strada di Bologna alle quattro di notte e in silenzio. I baci sul collo non erano mai troppi, le sue mani ovunque mi hanno fatto provare dei brividi mai avuti prima ed io avrei passato ore ed ore ed ore ed ore a baciargli la barba e ad accarezzargli i capelli. 
La prima volta che mi sono innamorata non esiste ancora e non so neanche se accadrà mai.
La prima volta che ho pianto non la ricordo, ma ricordo l’ultima ed è adesso, rileggendo per l’ennesima volta queste parole e capendo, ancora una volta, che non si smette mai di imparare e, soprattutto, che dobbiamo goderci ogni singolo istante della nostra vita.