piaciuta

anonymous asked:

La risposta mi è piaciuta un sacco. Posso immaginare che le sabbie mobili e le difficoltà siano la sua confusione, la sua indecisione congenita, la sua necessità di maturare? Non ci ho perso i contatti, e non credo la sua scelta sia stata ancora presa, purtroppo. Ma appena la prenderà, avrò i magheggi e le tattiche di evabuendia dalla mia parte. Grazie. p.s. Buendia è un riferimento ai Buendìa di Cent'anni di solitudine?

Ma chi sei tu, Giobbe? Santa pazienza. Io avrei già dato in escandescenze e lanciato le molotov contro la finestra della sua camera, altro che “indecisione congenita” e “necessità di maturare”. Non riesco a capire se sei molto innamorato, molto fesso o una pericolosa quanto affascinante commistione delle due cose. Invece dei soliti bacetti e affetto virtuali, ti mando un ferro di cavallo, un cornetto e un quadrifoglio ché mi sa ti servono di più. ♥

(Eva Buendía è la figlia di Gabriela Buendía, che era il nome con cui mia madre si firmava quando era cciovane e scriveva poesie brutte. Che sentimentale.)

Alle elementari mi sentivo innamorata di una mia compagna di classe. Una bambina bellissima, con i capelli chiari e gli occhi marroni. Mi è piaciuta per cinque anni, fin dal primo giorno, quando indossava degli occhiali tondi e rosa davvero discutibili, ma che io trovavo perfetti.
A lei è sempre piaciuto un nostro compagno ed io non le ho mai rivelato niente. Se la vedessi oggi, avrei molte cose da dirle.

Ti racconterei di quanto mi piacessero le addizioni quando la maestra mi metteva a farle in coppia con te.
Di come pregassi con le mani sotto al banco chiedendo sottovoce di capitare seduta accanto a te durante il cambio mensile dei posti.
Sognavo di essere un supereroe e salvarti. I bambini sognano sempre così in grande, me ne accorgo perché adesso, invece, desidero essere ricchissima e poter salvare la donna che amo portandola in una vacanza lunga una vita.
A quel tempo, però, volevo solo un grande mantello rosso e poter destreggiarmi davanti a te, salvandoti da brutti orchi e maestre secche con il naso lunghissimo e brufoloso. Sognavo il modo incantato ed ammirato con cui mi avresti guardata ed alla fine del mio combattimento saresti venuta lì e mi avresti dato un fortissimo bacio sulla guancia. Il nostro pegno d'amore.
Eri sempre la prima che salvavo ad acchiapparello e l'ultima che trovavo a nascondino, così non avresti mai dovuto contare, perché contare non ti piaceva per niente.
Correvo velocissima e cercavo di farti vedere quanto fossi brava, i bambini lo fanno sempre, come quando vogliono in tutti i modi attirare l'attenzione della mamma dopo averla disegnata affiancata da un albero più piccolo di lei.
Tu non mi hai mai guardata e ora so che sia normale così. A quel tempo, però, non riuscivo proprio a capire… Quel bambino non faceva niente per te. Era solo carino.
Io ti avrei salvata da un drago! Ti avrei amata per sempre! Ti facevo disegni bellissimi!
Pensavo fosse sufficiente togliermi il grembiule rosa.
Con l'innocenza che solo una bambina può avere, vivevo tutto con tranquillità e normalità, pur non raccontandolo a nessuno.
Crescendo ho cominciato a farmi molte domande e quella bellissima magia che è l'amore è stata in parte rubata della sua purezza. Tanti dubbi, tante paure che mi hanno tolto la forza di cogliere grandi occasioni. Sono diventata più grande e, di conseguenza, più vigliacca. L'amore mi spaventa, ma questa non è solo colpa mia. È colpa in gran parte di tutte le persone che hanno sempre remato contro l'omosessualità, contro la quale hanno puntato il dito decidendo di appoggiare il razzismo, l'odio verso “la diversità” e dimenticando quali siano i veri problemi da affrontare.
Compleanno dopo compleanno ho imparato a sentire, poi ad ascoltare, poi ad assorbire ciò che sentivo fino a mettere in dubbio perfino qualcosa di perfetto quali sono i sentimenti.
Dopo tante domande ho deciso di far basta, perché tanto non esistono risposte adatte nell'ambito dell'amore. Non c'è giusto o sbagliato, quindi è inutile perdere tempo. Sono tornata un po’ bambina ed ho ricominciato ad amare senza chiedere il parere degli altri, senza chiederlo a me stessa.

Se è amore, va già bene. È già bene.

(Francesca Cicconetti)

Non lo sapeva se era bella.
Non lo ricordava più.
Certo gli era piaciuta subito.
Ma adesso che l'amava,
che l'amava come il mare
ama la spiaggia,
che l'amava come un cane,
ciecamente,
senza nessun pudore,
senza macchia d'orgoglio,
adesso non vedeva più
la sua bellezza.
—  Paola Felice

Ok, respiro. Patti chiari e amicizia lunga.
A volte, in certi momenti che spero dureranno secoli, mi interrogo sulla mia drammaticità, sul mio nichilismo, sulla mia tendenza alla negativà ormai d'abitudine e mi rispondo che io non sono questa, io non sono così. Non lo sono mai stata.
De André mi canta da giorni nelle orecchie: Com'è che non riesci più a volare?
E non è vero che non riesco più, io posso eccome.

Mi guardo allo specchio e non è vero che non mi piaccio; la verità è che mi piaccio, ma mi arrabbio come una bambina per tutte le volte che non sono piaciuta.
Ripercorro i miei passi fino ad oggi e non è vero che non ho avuto possibilità, forse non tutte quelle che i miei capricci desideravano, ma le ho avute ed ho ancora spazio per sogni più grandi di me.
Qualche giorno fa ho detto ad una persona: mi sento abbastanza piena da poter dare e soddisfare, ma anche ancora un grande vaso da riempire.

Non è vero che sono triste, non è vero che sono triste.

anonymous asked:

Alla mia ragazza non è piaciuta l'idea del cofanetto con i dvd di batman... sono una stupida, manco un regalo so fare. Manco a questo sono buona. Semplicemente li ho visti e ho pensato a lei... che stupida

CHE SOFISTICATA CHE È MAMMA MIA, AL GIORNO D’OGGI MANCO UNA LAMBORGHINI SI FANNO BASTARE. BASITO. 

Mi è sempre piaciuta la vita un po’ incasinata, ma questa volta è diverso…
È schifosamente e fottutamente incasinata…
Cit. La Dea Velenosa